10 March 2026

Le Isole di Tahiti: piano strategico al 2027 per una destinazione slow, sostenibile e inclusiva

Una roadmap precisa per proteggere le risorse naturali, apportare benefici alla popolazione locale e preservare un’offerta turistica di altissima qualità. Questa la strategia delineata da Le Isole di Tahiti attraverso la Fari’ira’a Manihini 2027: il piano quinquennale punta a posizionare la Polinesia Francese (Le Isole di Tahiti) come una delle destinazioni leader nel Pacifico per il turismo inclusivo e sostenibile. Un progetto cruciale che è stato costruito insieme alla popolazione locale e agli operatori turistici, pubblici e privati, in un approccio collaborativo avviato dal Ministero del Turismo della Polinesia Francese.

Fulcro del piano sono la tutela ambientale e culturale della destinazione, insieme alla valorizzazione dell’esperienza dei visitatori. Prioritarie le esigenze economiche e culturali della popolazione tahitiana, dislocata su 118 isole e atolli del Pacifico meridionale. Un pilastro fondamentale del piano è poi la gestione del tasso di visite, previsto a 280.000 turisti entro il 2027. Questo tetto massimo manterrebbe l’obiettivo di un abitante per un visitatore con l’attuale popolazione di 278.781 abitanti secondo l’ultimo censimento (2022).
 
“Le Isole di Tahiti dovrebbero rimanere una destinazione di slow tourism – un piccolo angolo di paradiso con un servizio eccezionale focalizzato su esperienze, cultura e incontri con la popolazione locale” secondo Jean-Marc Mocellin, direttore generale di Tahiti Tourisme.

Oltre al numero di visitatori, sono state individuate più di 95 iniziative e 40 azioni secondarie che spaziano dalla gestione dei rifiuti, all’ampliamento delle reti WIFI fino allo sviluppo di parchi ecoturistici e sentieri escursionistici.

Con un numero record di 236.000 visitatori nel 2019, la Polinesia francese è ancora lontana dall’essere una destinazione turistica di massa. La politica del Governo è quella di favorire soggiorni più lunghi e di distribuire il flusso di turisti e i benefici economici annessi tra le diverse isole, implementando miglioramenti infrastrutturali e investimenti. In questo modo si alleggerirà la pressione sulle destinazioni più conosciute, come Tahiti, Moorea e Bora Bora, mettendo in evidenza invece isole meno conosciute, ma non per questo meno belle o piacevoli dal punto di vista naturalistico, che costituiscono Le Isole di Tahiti.

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