17 March 2026

La Spagna dice no ad ulteriori restrizioni ai confini. Sì a corridoi turistici

La Spagna negozierà l’apertura di corridoi turistici, almeno per le isole Canarie e Baleari: “Non vogliamo ulteriori restrizioni alle frontiere” in quanto la pandemia ha colpito “una delle libertà più europee” e cioè quella di movimento. Così la ministra degli esteri spagnola, Arancha Gonzalez Laya, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. “L’Europa è stata, credo, molto efficace nel coordinare la gestione delle sue frontiere esterne, con misure di contenimento che vengono rimodulate ogni 15 giorni. Però è stata molto meno efficiente nella gestione delle frontiere interne all’Unione europea. Ogni Paese ha preso i provvedimenti che riteneva più opportuni, senza un coordinamento. Per questo stiamo cercando con Italia, Francia e Germania un’armonizzazione e una più razionale lettura dei dati: non solo quanti contagi in un giorno, ma anche quanti test sono stati condotti, quanti ricoveri, in quali regioni. Non ha senso mettere in quarantena un’intera nazione. Stiamo imparando”.

Particolarmente critici i rapporti con il Regno Unito: “Madrid avrà pure totalizzato il peggior bilancio del continente, con ormai oltre mezzo milione di infettati, ma non accetta un isolamento che assomiglia sempre più a un boicottaggio della sua industria turistica. Tantomeno dal Regno Unito che, a luglio, ha imposto unilateralmente una quarantena (tuttora in vigore) a chi arriva dalla Spagna, dissuadendo i britannici dal frequentare i lidi prediletti”.

Quella prettamente turistica non è l’unica questione aperta tra il governo di Pedro Sánchez e quello di Boris Johnson: a soli 114 giorni dalla Brexit, è ancora alto mare un’intesa sullo status di Gibilterra e dei suoi abitanti, che rischiano l’incomoda posizione di enclave al sud della penisola iberica. “Il governo spagnolo non concederà facilitazioni”.

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L’attività di viaggio in diversi mercati mediorientali è stagionalmente più bassa durante il Ramadan, il che significa che le attuali interruzioni coincidono con un periodo di viaggio naturalmente più tranquillo.\r\nLe conseguenze sul trasporto aereo\r\nDal punto di vista operativo, l’effetto più immediato ricade inevitabilmente sul trasporto aereo: \"Le compagnie aeree che operano tra l’Europa e l’Asia-Pacifico stanno modificando le rotte di volo per evitare lo spazio aereo soggetto a restrizioni, il che allunga i percorsi e aumenta il consumo di carburante. Sebbene le compagnie aeree possano generalmente assorbire tali adeguamenti nel breve termine, un’interruzione prolungata potrebbe influire gradualmente sui prezzi dei biglietti e sulla pianificazione dei viaggi.”\r\n\r\nAllungando lo sguardo al medio termine, Santander osserva che “la traiettoria dipenderà in gran parte dalla durata delle tensioni geopolitiche\". Per l’Europa in particolare, \"potrebbero emergere diverse dinamiche. Potremmo assistere a un aumento dei viaggi intraeuropei, e la forte percezione di sicurezza dell’Europa potrebbe rafforzare il suo fascino tra i viaggiatori internazionali che danno priorità a destinazioni prevedibili e sicure\".\r\n\r\nAl contempo non si possono ignorare i fattori economici di più ampio respiro. \"Le tensioni persistenti nella regione fanno salire i prezzi del petrolio, aumentando i costi operativi delle compagnie aeree e portando a tariffe aeree più elevate, in particolare sulle rotte a lungo raggio. Ciò potrebbe influenzare la domanda di viaggi a livello globale, poiché i consumatori rivalutano i budget di viaggio in risposta all’aumento dei costi di trasporto.”\r\n\r\n ","post_title":"Etc su conflitto in Medio Oriente e turismo: \"L'Europa mantiene la sua attrattività\"","post_date":"2026-03-13T15:08:01+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1773414481000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509565","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\"Al momento non emergono flessioni sulle prenotazioni per il periodo pasquale\": così Jacopo Vicini, assessore allo Sviluppo economico e al Turismo del Comune di Firenze, in riferimento ad un primo impatto del conflitto in Medio Oriente sui flussi turistici.\r\n\r\nPer questo il Comune ha avviato un'indagine insieme a Fondazione Destination Florence, che mira a raccogliere il loro punto di vista in merito agli effetti su prenotazioni, cancellazioni e andamento della domanda. L’indagine individua la categoria dell’attività esercitata (alberghi, palazzi storici, hotel, tour operator, residenze d’epoca), i principali mercati di provenienza della clientela, l’andamento della domanda rispetto a un anno fa e modifiche nei comportamenti dei consumatori che possono aver determinato una maggiore cautela nelle prenotazioni a causa del conflitto in corso. \r\n\r\nL'assessore sottolinea che l'andamento del turismo nel capoluogo toscano viene monitorato in maniera approfondita \"in un periodo particolarmente delicato a livello globale come è l’attuale. 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