1 luglio 2021 14:36

Kalanit Goren Perry, direttore di IGTO Italia
E’ emozionata Kalanit Goren Perry, finalmente di nuovo ad un evento “in presenza” in qualità di direttore Italia dell’Ente del Turismo Israeliano. «Sono qui da un anno, ma è come se fosse il mio primo mese, vista la pandemia e le limitazioni – spiega ad una affollata platea in conferenza stampa, per presentare le novità 2021 della ripresa dello stato – La situazione in Israele è buona, e siamo pronti a ri accogliere turisti di ogni tipo. Il 18 giugno è giunto il primo piccolo gruppo di turisti e dal 1 agosto si potrà riprendere il viaggio su base individuale».
Ci tiene anche Maria Grazia Falcone a rassicurare i presenti )(ed i loro lettori sulla situazione sanitaria sicura.
«Abbiamo ripreso il calendario degli eventi – spiega Falcone, ancora dell’ufficio da anni – ad esempio si è appena tenuto il Pride, che con una presenza massiccia ed anche una collega italiana, si è recata a Tel Aviv per l’evento, ed è stato bello vedere la ripresa delle attività turistche che tanto stanno mancando al mondo intero».
La situazione in Israele, cosa è cambiato?

Maria Grazia Falcone e Kalanit Goren Perry
«Il 58% della popolazione è vaccinata – prosegue Goren Perry – abbiamo abolito le mascherine all’aperto, anche se ultimamente abbiamo fatto un piccolo passo indietro, abbiamo il sistema scolare totalmente in presenza, l’apertura di tutte le strutture ricreative come cinema, ristoranti, bar a cui si può accedere anche senza green card».
Nel frattempo si stanno realizzando nuove aperture di hotel: Six Sesnes, ad esempio, la nota catena thailandese, che apre una struttura a Shaharut, nell’estremo sud dello stato ebraico, o l’Aabraham hostel a Eilat.
«Di contro si potenziano i cammini, come ad esempio quello da Emmaus al deserto -conclude Falcone – si sono rinnovati alcuni musei, come il Terra Sancta museum o il Museo della torre di David. E ci sono nuovamente eventi in presenza, come è stato il “Pride” della scorsa settimana a Tel Aviv e i prossimi Jerusalem film Festival e Festival dello Joga».
Israele è pronta e voi?
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Si è appena concluso il mega fam trip promosso da Mauritius Tourism Promotion Authority (Mtpa) che ha visto la partecipazione di oltre 80 professionisti del settore fra tour operator, agenti di viaggio e giornalisti provenienti da tutto il mondo. L’evento ha messo in luce Mauritius non solo come destinazione di mare ma soprattutto come meta culturale e naturalistica fruibile in ogni periodo dell’anno.
Nel 2025 sono stati 1.436.250 i turisti che hanno visitato Mauritius, dato che attesta una crescita del 3,9% rispetto al 2024. Il numero sancisce un record assoluto per l’isola e conferma una solida ripresa post-pandemia, seppur «con un ritmo di crescita più graduale rispetto ad altre destinazioni concorrenti», rivela Dinesh Burrenchobay, chairman di Mtpa. «Il nostro obiettivo, prima dell’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, era di arrivare ad accogliere 1,5 milioni di turisti nel 2026». Nonostante il rallentamento registrato ad aprile (-4,4%) e nella prima metà di maggio (-1,8%), nei primi cinque mesi del 2026 sono stati 525.524 gli arrivi totali sull’isola, evidenziando un incremento del 3.2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Con riferimento al mercato italiano, sono stati 34.864 gli italiani a visitare il Paese nel 2025, rappresentando una crescita del 18,2% rispetto al 2024. Guardando ai primi mesi del 2026, invece, dal 1° gennaio al 15 maggio gli italiani sbarcati a Mauritius sono stati 11.864.
Riposizionare la destinazione
In termini di strategia di posizionamento di Mauritius come destinazione turistica, se nel breve periodo ciò che appare di primaria importanza alla luce di quanto sta accadendo in Medio Oriente è assicurare che l’isola è una destinazione sicura, nel medio termine l’obiettivo è collegato in particolare al riposizionamento della destinazione: «Credo ci sia un gap importante tra quello che le persone pensano di Mauritius prima di venire qui, ciò che vedono una volta arrivati sull’isola e le impressioni che rimangono una volta tornati a casa – sostiene Burrenchobay -. È importante sapere come appare Mauritius negli occhi dei turisti stranieri». A lungo termine, invece, la strategia sarà di rebranding.
Oltre al già annunciato volo diretto per Mauritius con Ethiopian Airlines, ci sono ulteriori novità in merito ai collegamenti aerei con l’isola. Turkish Airlines dal 1° giugno ha aumentato la frequenza da 7 a 10 voli settimanali, South African Airways opererà con due voli al giorno da Johannesburg a partire dal 1° dicembre 2026 fino al 31 gennaio 2027 e Airlink dal 2 dicembre contribuirà a favorire la connessione con il Sud Africa con due voli a settimana da Cape Town. L’Europa si conferma intanto un mercato chiave nella strategia della destinazione, con novità in arrivo sul fronte della connettività aerea.
(Elisa Biagioli)
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[post_content] => La recente interpretazione secondo cui il viaggiatore che si ammala poco prima della partenza avrebbe diritto alla restituzione delle somme versate apre interrogativi profondi sul delicato equilibrio tra tutela del consumatore e sostenibilità economica delle imprese turistiche.
Nessuno mette in discussione la difficoltà personale di chi, a causa di una malattia improvvisa, è costretto a rinunciare a una vacanza programmata e spesso attesa per mesi. Tuttavia, trasformare questa circostanza soggettiva in un costo da addossare integralmente all'agenzia di viaggio rischia di creare un precedente estremamente problematico.
L'elemento centrale della questione è semplice: la malattia del cliente non dipende dall'agenzia, non deriva da un suo comportamento, non è conseguenza di un'inadempienza contrattuale e non rientra nella sua sfera di controllo. Eppure, secondo questa impostazione, sarebbe proprio l'agenzia a dover sopportare il danno economico derivante dalla mancata partenza.
Si tratta di una logica che appare difficilmente conciliabile con i principi fondamentali dell'equilibrio contrattuale. Se il consumatore non può partire per ragioni esclusivamente personali, perché dovrebbe essere il professionista a sostenere integralmente le conseguenze economiche dell'evento?
Le adv non sono compagnie di assicurazione
Le agenzie di viaggio non sono compagnie assicurative. Esse organizzano servizi, prenotano strutture alberghiere, acquistano posti aerei, coordinano fornitori e assumono obbligazioni economiche molto prima della partenza del cliente. Quando un viaggio viene annullato all'ultimo momento, spesso i costi sono già stati sostenuti e risultano in tutto o in parte irrecuperabili.
In questo contesto, imporre la restituzione delle somme significa trasferire il rischio individuale del viaggiatore su un soggetto economico che non ha alcuna responsabilità nella vicenda. Il risultato è una penalizzazione di un comparto già sottoposto a margini ridotti, forte concorrenza internazionale e crescente pressione normativa.
Vi è inoltre un ulteriore aspetto che merita attenzione. Se il principio dovesse consolidarsi, le agenzie sarebbero inevitabilmente costrette a incorporare questo rischio nei prezzi dei pacchetti turistici. In altre parole, il costo delle rinunce individuali finirebbe per essere distribuito sull'intera clientela attraverso aumenti tariffari, con l'effetto paradossale di penalizzare anche chi non annulla mai i propri viaggi.
Da anni il mercato offre strumenti specifici per affrontare eventi di questo tipo: le polizze assicurative contro l'annullamento. Tali prodotti esistono proprio per coprire il rischio di malattia, infortunio o altri impedimenti personali. Spostare questo rischio dall'assicurazione all'agenzia significa alterare la funzione stessa di tali strumenti e creare un sistema nel quale il soggetto economicamente più esposto diventa il bersaglio naturale di ogni evento sfavorevole.
Principio sbilanciato
Il rischio è che si affermi un principio sbilanciato: il consumatore mantiene i benefici del contratto quando può partire, mentre le conseguenze economiche degli eventi personali vengono trasferite all'operatore quando non può farlo. Un modello che finisce per trasformare il contratto turistico in un rapporto asimmetrico, nel quale una sola parte è chiamata a sopportare il peso dell'imprevedibilità.
La tutela del consumatore è un valore fondamentale, ma non può tradursi nella sistematica compressione dei diritti e degli interessi delle imprese. Un ordinamento equilibrato dovrebbe distribuire i rischi in modo razionale, attribuendoli a chi può gestirli o assicurarsi contro di essi. Nel caso della malattia improvvisa del viaggiatore, tale rischio appartiene evidentemente alla sfera personale dell'interessato e non a quella dell'agenzia di viaggio.
Per questo motivo, una giurisprudenza che imponga il rimborso integrale in simili circostanze rischia di rappresentare non un avanzamento della tutela dei consumatori, ma un arretramento dei principi di equità contrattuale e di sostenibilità economica del settore turistico.
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[post_content] => Iberia ha posticipato a non prima del 24 ottobre 2026 il ripristino dei collegamenti verso Israele, precedentemente previsto per il prossimo 11 settembre.
La mossa fa seguito alla simile decisione da parte di British Airways (entrambi i vettori del gruppo Iag quindi) che lunedì ha dichiarato di voler prolungare in maniera significativa le cancellazioni dei voli da e per Israele e di non tornare all'aeroporto Ben Gurion prima del 24 ottobre.
La compagnia aerea britannica avrebbe dovuto riaprire un operativo ridotto di voli per Israele a partire da luglio, ma in seguito ha esteso le cancellazioni fino al 1° agosto e questa settimana ha rinviato il ritorno all'autunno.
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[post_content] => Il mese di aprile 2026 con una flessione, pur lieve, dello 0,7%, segna la prima contrazione su base annua del traffico passeggeri a livello europeo dall'inizio della ripresa post Covid, nell'aprile del 2021.
Un punto di svolta, così lo definisce Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe: «Mentre stavamo già assistendo a una normalizzazione della crescita del traffico passeggeri dopo la forte ripresa post-pandemia, l’instabilità geopolitica - in particolare la guerra in Medio Oriente - sta ora pesando sulla crescita ed evidenziando differenze significative nelle prestazioni tra i vari mercati. La notizia incoraggiante è che la domanda rimane generalmente forte, gli adeguamenti di capacità delle compagnie aeree sono limitati e i timori di una potenziale carenza di carburante per aerei si sono attenuati».
I numeri mostrano che il traffico passeggeri nel mercato non Ue+1 è diminuito del 7,6%, mentre il mercato Ue+2 ha continuato a crescere, registrando un aumento dello 0,6%. Gli aeroporti all’interno della sola Unione europea hanno registrato una crescita dell’1,4%.
Tra i mercati non Ue+, gli aeroporti in Israele hanno registrato il calo più marcato, con il traffico passeggeri in calo del 73,4%. Gli aeroporti in Turchia hanno registrato una diminuzione del traffico del 5,1%, mentre la Georgia e l'Azerbaigian hanno riportato cali rispettivamente del 16,3% e del 12,9%. Al contrario, diversi mercati non Ue+ di dimensioni più ridotte hanno continuato a crescere fortemente, tra cui la Macedonia del Nord (+30,6%), l'Albania (+25,3%) e la Moldavia (+24,6%).
Italia e Spagna in controtendenza
Tra i maggiori mercati del trasporto aereo dell’Ue+, la Spagna ha registrato la crescita più forte con il 3,7%, seguita dall’Italia con il 2,2%. La Germania ha registrato il calo più consistente con l’8,5%, mentre il volume di passeggeri è diminuito anche nel Regno Unito (-2,1%) e in Francia (-0,9%).
Il problema Ees
«La nostra preoccupazione più immediata - ha osservato Jankovec - rimane quella dei gravi disagi e delle difficoltà causati ai passeggeri dalle procedure di controllo alle frontiere legate all'Ees. A meno che alle autorità non venga concessa una maggiore flessibilità, compresa la sospensione totale del sistema laddove necessario dal punto di vista operativo, i disagi per i passeggeri sono destinati ad aumentare nei prossimi mesi. Per molti aeroporti e compagnie aeree, la situazione rischia di diventare insostenibile. È sconcertante che a livello Ue nessuno sembri preoccuparsene davvero, né dei danni ingenti che ciò sta causando alla reputazione dell’Europa come destinazione accogliente ed efficiente».
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[post_content] => Torna Bluserena Sport Academy, il progetto che arricchisce il soggiorno nei resort Bluserena con un’esperienza speciale pensata per bambini, ragazzi e adulti, offrendo la possibilità di praticare diverse discipline sportive sotto la guida di alcuni dei nomi più amati dello sport italiano.
A Ethra Reserve, in Puglia, dal 27 luglio al 1° agosto, Maurizia Cacciatori, ex capitana della Nazionale italiana, guiderà la Sport Academy di pallavolo, rivolta a bambini e ragazzi dai 5 ai 16 anni. Nella stessa struttura, dal 10 al 14 agosto, Giorgia Villa, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Parigi 2024 e protagonista della ginnastica artistica internazionale, accompagnerà i partecipanti della stessa fascia d’età in un percorso dedicato a questa disciplina.
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Le Sport Academy sono pensate per diversi livelli di preparazione e rappresentano un’occasione unica per apprendere tecnica e metodo direttamente dai campioni, ma anche per vivere i valori più autentici dello sport, come il rispetto, la determinazione e lo spirito di squadra.
Le novità 2026
L’offerta sportiva 2026 si arricchisce inoltre di discipline originali che combinano allenamento e divertimento. Tra le principali novità debuttano l’Acqua Fitness, dedicato alla tonificazione in ambiente acquatico, e la Fan Dance, un’attività coreografica che utilizza ventagli colorati per migliorare coordinazione e ritmo.
L’Indoor Cycle Experience si trasforma in un viaggio emozionale con playlist a tema ispirate alle colonne sonore del cinema e ai grandi successi degli anni ’80 e ’90, mentre il Run Across propone un allenamento outdoor completo che alterna corsa e stazioni funzionali. A completare la proposta fitness arriva Tamboo, una disciplina che combina movimento e ritmo, mentre sul fronte nautico si segnalano le nuove canoe a fondo trasparente presso Is Serenas Badesi Resort, in Sardegna, e le waterbike disponibili in numerosi resort del gruppo.
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[post_content] => Terza edizione per l’Osservatorio Viaggi di nozze di CartOrange, che analizza un campione di 1.133 viaggi di nozze realizzati nel 2025. L’Osservatorio si conferma uno strumento utile per leggere un segmento che mantiene un forte valore simbolico ed economico sia per i neo sposi sia per il turismo organizzato, ma che non può essere interpretato come un mercato uniforme.
Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange, spiega: «Oggi la luna di miele rappresenta un segmento evoluto, complesso e sempre meno leggibile attraverso modelli uniformi. Le differenze generazionali incidono in modo concreto su tempi, budget, durata, formule e destinazioni, contribuendo a ridefinire il significato stesso del viaggio di nozze. In questa prospettiva, il valore dell’Osservatorio è soprattutto interpretativo: non si limita a restituire una fotografia attendibile del presente, ma offre una chiave di lettura utile per comprendere dove sta andando il mercato e come si stanno trasformando le coppie che ne sono protagoniste. Questo scenario, però, va letto anche alla luce di un contesto internazionale ancora instabile: la crisi mediorientale genera incertezza e alimenta un clima di maggiore prudenza. Per questo, se da un lato il viaggio di nozze resta un progetto che le coppie costruiscono con anticipo e a cui attribuiscono un valore prioritario, dall’altro si registra un atteggiamento più attendista nelle decisioni e nelle prenotazioni, un elemento che oggi è indispensabile considerare per interpretare correttamente l’andamento del mercato».
Differenze generazionali
Il dato più rilevante che emerge dall’edizione 2026 dell’Osservatorio è la centralità della variabile generazionale nel determinare comportamenti, priorità e scelte di viaggio. Oggi la luna di miele non può più essere letta come un’esperienza uniforme: cambiano tempi, budget, formule, aspettative, e a orientare queste differenze è soprattutto l’età degli sposi. I Millennial si confermano il perno del mercato e rappresentano il 71% degli sposi in viaggio di nozze. Seguono la Gen Z, pari al 14% (rispetto all’8% del 2024, delineando così un forte incremento), la Gen X al 12% e i Baby Boomer al 3%.
Le differenze tra le generazioni si riflettono con chiarezza nel modo di concepire e organizzare il viaggio di nozze. I Millennial, oggi segmento centrale del mercato, confermano il modello più consolidato: scelgono soprattutto itinerari strutturati, con tappe organizzate e un’impostazione prevalentemente orientata al tour; partono soprattutto in estate e mantengono una spesa media in linea con il mercato. La Gen Z mostra, invece, un approccio più flessibile e personale: a fronte di una spesa media più contenuta, pur privilegiando viaggi più lunghi, si orienta verso soluzioni che uniscono momenti di scoperta e soggiorni di relax, oppure predilige combinazioni che accostano più destinazioni o più esperienze nello stesso viaggio. La Gen X si distingue per un profilo più equilibrato, distribuito tra durata, spesa e tipologia di esperienza. I Baby Boomer rappresentano una nicchia e privilegiano partenze in periodi meno affollati, con soluzioni orientate al comfort, registrando al tempo stesso la spesa media più elevata. Nel complesso, il dato generazionale segnala un cambio di prospettiva: tra i viaggiatori più giovani cresce la richiesta di esperienze personalizzabili e meno standardizzate, mentre con l’innalzamento dell’età acquistano maggiore peso il comfort, tempi di viaggio più brevi e una maggiore flessibilità nella partenza.
A distinguere ulteriormente i diversi profili generazionali contribuiscono anche spesa media e durata del viaggio. I Baby Boomer registrano la spesa media più alta, pari a 6.775 euro a persona, seguiti dalla Gen X con 5.751 euro. La spesa media dei Millennial si attesta a 5.005 euro, mentre la Gen Z mostra una maggiore attenzione al budget, con una spesa media di 4.608 euro. Cambia anche la durata: Millennial e Gen Z raggiungono in media 15 notti, mentre Gen X e Baby Boomer si fermano a 13.
Anche il calendario racconta una generazione, perché le differenze emergono perfino nei mesi di partenza. I Baby Boomer scelgono soprattutto aprile, privilegiando periodi meno affollati, mentre la Gen X si concentra su giugno. I Millennial confermano la preferenza per luglio, mentre la Gen Z parte prevalentemente ad agosto, seguendo una stagionalità più tradizionale. Un segnale che mostra come, con l’età, aumenti la flessibilità nella pianificazione e diminuisca la dipendenza dai periodi canonici di viaggio.
Nel 2025 l’età media degli sposi era di 37 anni e la durata media del viaggio si confermava di 15 giorni, consolidando un modello di luna di miele strutturato. Il profilo dell’investimento, oggi, conferma la continuità del comparto, ma restituisce anche un consumatore più attento e selettivo. Se nel 2025 il budget medio si attestava a 5.090 euro a persona, confermando il viaggio di nozze come un’esperienza centrale nella progettazione del matrimonio, le prime evidenze sul 2026 mostrano uno scenario leggermente diverso: la spesa media si posiziona a 5.023 euro a persona, registrando una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Se nel 2025 le coppie prenotavano mediamente con 178 giorni di anticipo, le prime evidenze sul 2026 indicano una possibile riduzione a 157 giorni. Una tendenza ancora da consolidare, ma che potrebbe suggerire un approccio più flessibile e prudente nella pianificazione del viaggio.
Le formule di viaggio
Anche sul fronte delle tipologie di viaggio, il mercato appare insieme stabile e in evoluzione. Il 54% delle coppie sceglie il solo tour, che si conferma la modalità dominante, mentre il 31% opta per la formula tour più soggiorno. Il 15% preferisce invece il solo soggiorno. Nel complesso, il 46% dei viaggi include una componente mare, a conferma di una dimensione balneare che resta importante, ma non esclusiva.
Dal punto di vista della stagionalità, nel 2025 settembre è stato il mese preferito per il viaggio di nozze, seguito da giugno, agosto e luglio. Restano molto rilevanti anche ottobre e i mesi primaverili, a conferma di una domanda meno concentrata rispetto al passato. Il quadro che emerge è quello di una progressiva distribuzione delle partenze lungo l’anno, con una riduzione della pressione sui mesi di alta stagione e una maggiore attenzione a clima, qualità dell’esperienza, costi e affollamento.
Le geografie della luna di miele confermano un orientamento deciso verso il lungo raggio e verso destinazioni ad alto contenuto esperienziale. Nel 2025 l’Asia si conferma l’area più scelta con il 43% delle preferenze, seguita dall’Africa al 18% e dal Nord America al 14%. Più distanziate Oceania al 7%, Europa e Sud America al 5%, Medio Oriente al 4% e America Centrale al 2%. Tra le singole mete, il Giappone rafforza ulteriormente la leadership e raggiunge il 27%, confermandosi la destinazione più desiderata per il viaggio di nozze. Seguono gli Stati Uniti al 12%, poi Indonesia al 6% e Sudafrica al 5%. Tra le destinazioni da monitorare, nel 2026 emerge anche l’Argentina, sempre più interessante per le coppie alla ricerca di viaggi ad alto valore esperienziale.
Accanto alla coppia tradizionale, emergono con maggiore evidenza nuove configurazioni di viaggio. Nel 10% dei casi gli sposi partono con i figli, segno che la luna di miele si inserisce sempre più spesso in una fase della vita di coppia già avanzata, in cui la famiglia è già presente. Il 5% dei viaggi è invece rappresentato dal buddymoon, formula che coinvolge amici o familiari e che risulta particolarmente diffusa tra sposi più maturi.
Cresce anche il ricorso alla lista nozze in agenzia, scelta dal 20% degli sposi, in aumento rispetto al 15% registrato l’anno precedente. Più che incidere sull’importo complessivo del viaggio, la lista si conferma uno strumento pratico di supporto alla gestione del budget, capace di semplificare l’organizzazione e coinvolgere gli invitati in modo diretto.
«L’Osservatorio di quest’anno ci consegna l’immagine di un mercato solido, maturo e in piena evoluzione - conclude l’amministratore delegato -. La luna di miele conserva un valore speciale nell’immaginario delle coppie e assume forma attraverso sensibilità generazionali che incidono sul modo di vivere il tempo, di definire le priorità, di investire nel viaggio e di attribuirgli un significato. È in questa pluralità che il settore cambia e si rinnova. Per CartOrange, interpretare questa evoluzione significa intercettare i segnali prima che diventino tendenza e tradurli in esperienze di viaggio coerenti con le aspettative dei clienti».
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[post_content] => Il governo indiano interviene a supporto delle compagnie aeree nazionali colpite dall’aumento dei prezzi del carburante per aerei, a causa del perdurare del conflitto in Iran.
E' stato infatti creato un fondo di stabilizzazione dei prezzi da un miliardo di dollari circa (100 miliardi di rupie), che fornirà anticipi senza interessi alle società di commercializzazione del petrolio. Secondo il governo il fondo «agevolerà la stabilità dei prezzi del jet fuel per le compagnie aeree in questo periodo di eccezionale volatilità dei prezzi del carburante derivante dalla crisi in Asia occidentale».
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Il fondo di sostegno è temporaneo e resterà in vigore per un periodo di tre anni, per contribuire a stabilizzare le tariffe aeree e proteggere la connettività aerea nazionale e internazionale.
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IndiGo, da parte sua, ha drasticamente ridotto le proprie previsioni di crescita della capacità per il primo trimestre dell'anno fiscale 2027, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e ha delineato piani per un graduale phase out degli aeromobili in leasing meno efficienti dal punto di vista dei consumi, dopo aver chiuso in perdita l'ultimo esercizio.
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[post_content] => Il gruppo alberghiero indipendente italiano Aries Group ha commissionato all’istituto di ricerca YouGov l’Osservatorio “La curation economy nell’hôtellerie: come cambia il modo di scegliere dove soggiornare”. «L’edizione del 2025 dell’Osservatorio si era concentrata sul fenomeno dell’upcycling nel settore alberghiero, ovvero il recupero e la riqualificazione di edifici esistenti trasformati in strutture ricettive. - ha affermato Stefano De Santis, presidente di Aries Group -. Quest’anno ci siamo invece concentrati sul ruolo culturale e strategico dell’hôtellerie: gli hotel non sono più solo luoghi da abitare temporaneamente, ma diventano interpreti del territorio, capaci di restituirne identità, relazioni e significato. Non vediamo l'ospitalità come una mera vendita di camere, ma come una cura dei luoghi e delle persone. Il nostro intento è quello di restituire tempo e qualità agli ospiti e attivare l'economia».
La ricerca
La ricerca di YouGov è stata condotta tra aprile e maggio 2026 su un campione rappresentativo di oltre 1000 italiani maggiorenni e ha fotografato un cambiamento nelle esigenze dei viaggiatori che soggiornano in hotel, mettendo in evidenza il ruolo sempre più curatoriale delle strutture ricettive nei confronti del territorio che le circonda. «Posta la premessa che gli elementi più ricercati dai clienti siano la qualità del sonno, gli spazi verdi e il silenzio, per il 30% degli intervistati l’hotel è una porta d'accesso al territorio e alla cultura locale; per il 28% è anche un luogo di benessere e rigenerazione. - ha sottolineato Giovanni Brillanti, senior research executive di YouGov, presentando la ricerca sulla curation economy -. Oltre 7 italiani su 10 (72%) apprezzano un hotel che si propone come curatore e interprete del territorio e questo incide sull’esperienza vissuta, perché circa 3 italiani su 4 sono più coinvolti emotivamente se soggiornano in un hotel che racconta il territorio circostante. È interessante sapere che il 67% degli italiani apprezza di più l’esperienza in un hotel ricavato da un edificio riqualificato, infatti il 70% degli intervistati ritiene che gli hotel che valorizzano la loro location abbiano un impatto economico sulle comunità locali e propongano esperienze autentiche. Per questo oltre il 40% degli italiani è disposto a pagare di più per un hotel che fa propria questa filosofia. - ha concluso Brillanti -. Sono 3 su 4 gli italiani che cercano direttamente nell’hotel suggerimenti personalizzati su attività ed esperienze da fare sul posto e le vivono con entusiasmo».
(Chiara Ambrosioni)
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Lozano lavorerà a stretto contatto con il team commerciale di Volotea, contribuendo a rafforzare le performance della divisione e a supportare i piani di crescita della compagnia. Tra le sue principali responsabilità ci sono il consolidamento delle relazioni con i diversi canali distributivi, lo sviluppo di nuove partnership di lungo periodo e il coordinamento delle strategie commerciali in sinergia con i dipartimenti di network planning e revenue management. La sua nomina contribuirà inoltre a sostenere l’espansione del network Volotea, consolidando l’impegno della compagnia verso il settore delle agenzie di viaggio e dei partner commerciali.
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