27 March 2026

Il ritorno di Israele in Bit: un segnale di speranza per tutti

Kalanit Goren, direttrice IGTO

Kalanit Goren, direttrice IGTO

Israele partecipa all’edizione 2024 di Bit. Un segnale importante di speranza per addetti ai lavori e viaggiatori. Nonostante l’inevitabile crollo degli arrivi nell’ultimo trimestre dell’anno, quando la maggior parte delle compagnie aeree internazionali ha sospeso i voli per Israele, le attività per il trade invece non si sono mai interrotte. E continueranno anche per il 2024 con seminari e incontri per agenti di viaggio e organizzatori di gruppi, e viaggi ad hoc per la stampa. Con lo scopo di formare ed informare sulle novità.

Il turismo culturale e il turismo all’aria aperta sono gli asset su cui punta Israele per la ripresa turistica del 2024. Natura, storia e archeologia insieme a spiritualità le parole chiave per questo nuovo anno.  Gerusalemme e Tel Aviv le città principali su cui verrà fatta promozione, ma non solo. Il mercato della cultura e della spiritualità infatti saranno i primi a ripartire. E sono due settori scelti da un target di turismo medio alto, che è quello su cui il Paese che affaccia sul mediterraneo intende investire per un rilancio.

Nonostante i tragici avvenimenti degli ultimi mesi, l’anno appena concluso è stato comunque un anno importante, anche se la riduzione degli ingressi degli ultimi tre mesi non ha permesso di raggiungere le cifre record del 2019.
Ma da gennaio a ottobre 2023 c’è stato un aumento del 10% degli arrivi di turisti dagli Stati Uniti, rispetto al periodo corrispondente del 2019. Quindi si è registrato un nuovo record di flussi turistici americani. In generale il turismo incoming è stato caratterizzato da turisti provenienti da Usa, Francia, Inghilterra, Russia, Germania, Italia, Romania, Polonia, Canada, Spagna. L’Italia rappresenta quindi il sesto mercato per il turismo israeliano.

«La scelta di essere presenti in Bit è legata alla volontà di mantenere alto l’interesse sul brand Israele: un lavoro fondamentale in questo delicato momento storico – ha commentato Kalanit Goren, direttrice Italia dell’ufficio nazionale israeliano del turismo -. Proprio in questi giorni stiamo assistendo a una ripresa dei viaggi di solidarietà ovvero viaggi di gruppo, soprattutto di carattere spirituale, organizzati con l’obiettivo di visitare Israele per un’esperienza di spiritualità, per conoscere i luoghi storici, in primis Gerusalemme, fondamentali per l’esperienza umana di ogni viaggiatore».

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Una scelta che rappresenta un segnale forte di investimento sul territorio. «In un momento in cui molte multinazionali riducono la presenza locale, noi abbiamo compiuto il percorso inverso -  ha evidenziato Graziani -, una dimostrazione concreta della fiducia che vogliamo dare ai nostri partner».\r\nI vantaggi per gli operatori sono immediati: fatturazione elettronica nel cassetto fiscale, pagamenti su conti italiani e maggiore tutela legale. «Oggi lavoriamo come una vera società italiana, e questo si traduce in semplificazione operativa e maggiore sicurezza». 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L’inventory deriva da contratti diretti, partnership con grandi player internazionali e collaborazioni con fornitori locali. «Valorizziamo anche realtà più piccole, che spesso offrono un prodotto molto competitivo».\r\nIl core business resta l’hotellerie, con grande attenzione alla qualità e alla profondità dell’offerta. In questo ambito, i contratti diretti hanno registrato una crescita significativa: da circa 15.000 strutture nel 2020 a oltre 250.000 a livello globale (più di 2.500 in Italia). «Il prodotto diretto è per noi sempre più centrale», ha evidenziato Graziani, anche grazie agli accordi con catene alberghiere e alle integrazioni tramite provider tecnologici, che rafforzano ulteriormente la competitività sul mercato italiano.\r\nSul tema prezzi, Graziani ha voluto essere chiaro: «Non siamo sempre i più economici in assoluto, ed è normale». Il valore aggiunto sta nella capacità di analizzare ogni combinazione di prodotto e proporre la migliore opzione disponibile. «Valutiamo ogni singola caratteristica della camera e restituiamo l’offerta più competitiva, offrendo più scelta e trasparenza». I numeri confermano la portata della piattaforma: ogni giorno vengono elaborate oltre 35 milioni di tariffe alberghiere, intercettando una quota significativa del mercato globale. «Questo significa avere una visione estremamente ampia, e poter offrire un prodotto davvero completo».\r\n(Quirino Falessi)","post_title":"RateHawk accelera in Italia: focus su prodotto diretto e tecnologia","post_date":"2026-03-25T15:17:09+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1774451829000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510463","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_482835\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Joerg Eberhart[/caption]\r\n\r\nE' finalmente tempo di utili per Ita Airways: il cda della compagnia aerea - partecipata al 41% da Lufthansa - ha approvato il progetto di bilancio consolidato per l’esercizio 2025 con un risultato netto positivo per 209 milioni di euro.\r\n\r\nI ricavi hanno raggiunto i 3,2 miliardi di euro (di cui 2,8 miliardi per ricavi passeggeri), l'ebitda i 404 milioni di euro e l'ebit i 25 milioni di euro (è il secondo anno in positivo in questo caso, con un miglioramento di 22 milioni rispetto al dato del 2024).\r\nIn una nota ufficiale il vettore segnala che, al contrario di quanto avvenuto per il 2024, i risultati sono stati influenzati dagli effetti positivi dell’adeguamento contabile dei debiti e dei crediti denominati in valuta estera (prevalentemente dollaro statunitense) ai tassi di cambio di fine anno».\r\nRimane «ancora alta l’incidenza degli oneri finanziari associati ai contratti di leasing relativi al piano di ammodernamento e incremento della flotta, che rendono il risultato operativo non ancora pienamente sostenibile e su cui la compagnia continuerà a lavorare per raggiungere una reale profittabilità».\r\nSul fronte operativo, Ita Airways ha effettuato nell’anno oltre 123 mila voli di linea (- 11% rispetto al 2024) e trasportato 16,2 milioni di passeggeri (-8 % a confronto con il 2024), con un load factor dell’83,4%, in aumento di 2,1 punti percentuali su base annua.\r\nSempre nel 2025 sono entrati in flotta 10 nuovi aeromobili per arrivare, con la contemporanea uscita di 3 aeromobili di vecchia generazione, a 106 velivoli complessivi a fine anno (24 wide body e 82 narrow body), di cui il 70% di nuova generazione, con un’età media complessiva di 6,5 anni.\r\n«Il 2025 ha segnato un punto di svolta per Ita Airways: chiudiamo per la prima volta in utile, a conferma che abbiamo intrapreso la rotta giusta – ha commentato Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di Ita Airways – È il risultato dell’impegno di tutta la compagnia e dei primi tangibili effetti della collaborazione industriale con il gruppo Lufthansa. 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