19 luglio 2019 09:05
Gli italiani stanno tornando in Turchia, meta amatissima e mai dimenticata: «Abbiamo arrivi in progresso tra il 28 e il 30% mese su mese rispetto al 2018, tendenza costante. In proiezione forse quest’anno potremmo accogliere circa 350mila ospiti italiani. Non saranno ancora i 750mila che avevamo fino al 2014, ma l’obiettivo è meno lontano»: è ottimista Serra Aytun Roncaglia, la direttrice dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia, che insieme all’ambasciatore Murat Salim Esenli e alla squadra di Turkish Airlines guidata dal direttore Hakam Yilmaz, ha accolto negli storici uffici di piazza della Repubblica una folta platea di agenti di viaggio, tour operator e media. Con il presidente Ivana Jelinic a portare il saluto e l’augurio di Fiavet.
Un appuntamento che da ora, ha promesso Serra, diventerà regolare, ogni primo venerdì del mese a partire da settembre, per sostenere il dialogo con il trade e il lavoro dei media, partner fondamentali per il successo della destinazione. E per dare visibilità al grande impegno e agli investimenti che il governo turco mette in campo per il turismo, che con 46 milioni di arrivi internazionali porta al Paese ricavi per quasi 30 miliardi di dollari nel 2018, anche questi in recupero di oltre il 12%, e oltre un quarto in pacchetti preconfezionati: un’industria da oltre un milione di posti di lavoro che già nel 2017 contava su quasi 13mila strutture ricettive e un milione e mezzo di posti letto, per oltre l’80% di proprietà nazionale, distribuite su una lista di 165 brand, inclusi quelli internazionali.
Il tutto in un ottimo rapporto prezzo/qualità e a due ore di volo dall’Italia, con 141 voli la settimana dalle otto città collegate da Turkish Airlines, il vettore di bandiera (partner in Star Alliance) che dal proprio hub di Istanbul, con le tre lounge nel nuovo modernissimo aeroporto, vola su altre 311 destinazioni in 124 Paesi: numeri record questi ultimi – come ha sottolineato Margerita Roseto, regional sales agent Roma del vettore – di un prodotto noto per l’alta qualità del servizio, calibrato su ogni segmento di mercato: dal business travel all’etnico, ultimamente in forte crescita, al turismo religioso nei numerosi luoghi della fede disseminati in suolo turco.
E naturalmente al leisure, al quale la Turchia ha da offrire suggestioni e richiami fortissimi, a cominciare dal mare spettacolare della Costa Turchese, dalle 463 Bandiere Blu conquistate dalle spiagge (3° posto quest’anno) e dal “viaggio blu” sul Gulet, il caicco, che a quanto pare è il più amato dagli italiani. Ma in Turchia si scia anche con ottimi impianti dai 1.800 metri fino oltre i 2.000, e migliaia di sorgenti termali di ogni tipo sono disseminate un po’ ovunque nel Paese. Se non bastasse c’è anche il golf, con i venti campi di Belek, il primo aperto dal 1895, alcuni disegnati da grandi firme internazionali, frequentati da grandi star come Tiger Woods.
Per non dire infine dello sterminato e importantissimo patrimonio storico e artistico della Turchia, con 18 siti Unesco e oltre 70 in lista d’attesa per farne parte. Una ricchezza sulla quale il governo turco spende a piene mani, sia per ricerche e scavi, tra l’altro con sette missioni italiane al lavoro, che nei musei, oggetto di importanti investimenti in questi ultimi anni: dal nuovo Museo di Troia inaugurato a novembre 2018, quello di Efeso e quello della Civiltà di Licia nel 2016, e molti altri ancora in corso di ristrutturazione e ammodernamento. Ma lista è mlto più lunga e importante.
Infine, il weekend in palio a Istanbul, «perché sia di buon auspicio per tutti noi» ha detto Serra Aytun, è andato a Alessandra Mastrangelo, di Press&Swan.
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[post_content] => Entro il 2030 i viaggiatori internazionali in Africa raddoppieranno. La previsione di Un Toursim offre ad Alessandro Simonetti, titolare di African Explorer - World Explorer, lo spunto per definire il piano di sviluppo strategico per i prossimi anni. Che parte da un dato certo: «Già nel periodo immediatamente successivo alla pandemia i numeri sull’Africa erano in crescita. Anche i recenti problemi connessi a Ebola hanno influito solo su alcune destinazioni del continente, in primis Uganda e Ruwanda e, in minor misura, Kenya e Tanzania. Il fatto è che l’Africa è diventata una meta stabile, non più appannaggio di pochi “coraggiosi”. Una destinazione in grado di attrarre una clientela eterogenea, che ci ha spinto a lanciare la nuova linea di viaggio African Journey. In verità, abbiamo voluto identificare con un brand ad hoc un insieme di viaggi che già proponevamo, ma che necessitavano di una più spiccata caratterizzazione data la loro unicità».
Il riferimento è preciso: «Vogliamo affrancarci dalla tipologia di viaggio “deluxe” nella quale il cliente richiede soluzioni alberghiere al top. Quello di African Journey è un modello di viaggio esperienziale, di scoperta, sicuramente costoso in quanto si avvale di strutture piccole, inserite in contesti poco battuti, che talvolta possono richiedere spostamenti un po’ più lunghi sfruttando le jeep o piccoli aerei. Un modo diverso di scoprire l’Africa e le sue località iconiche, con un approccio alternativo, frutto della nostra grande specializzazione sui Paesi visitati».
Quello di African Journey è un modello che Simonetti potrebbe replicare anche in altre mete della programmazione, anche se il manager preferisce «fare un passo alla volta. Cominciamo dall’Africa, che nelle ultime settimane ha mostrato segnali di ripresa, anche se siamo ancora lontani da un pieno recupero».
Il trend del 2026
Simonetti parla del 2026 come di un anno «già di per sè complicato da una serie di fattori esogeni, reso più difficile da una comunicazione terroristica cavalcata da chi, probabilmente, ha interesse a far restare gli italiani in Italia. Quello italiano è un mercato emotivo, che si spaventa subito ma che con altrettanta velocità dimentica e si riprende. In questo momento tuttavia siamo ancora in balia di un rallentamento delle prenotazioni che nasce da una comunicazione errata». In relazione all’aumento del costo del carburante ad esempio, «Si tratta di un non problema, che però sta facendo lievitare i prezzi anche per il 2027. Una speculazione che finisce per ripercuotersi sul nostro lavoro e che rende il 2026 un anno di stagnazione».
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«L'evoluzione di questa struttura incarna perfettamente la nostra strategia di crescita nel segmento upscale — dichiara Sara Digiesi, ceo di Bwh Hotels Italy & South-East Europe -. Il passaggio dell'hotel Cima Rosetta a WorldHotels Distinctive premia la lungimiranza della proprietà, che ha saputo investire sul futuro della destinazione in un momento di grande sviluppo del territorio. Questa affiliazione garantisce all'albergo una visibilità globale straordinaria, mantenendone intatta l'anima indipendente e offrendo ai viaggiatori internazionali standard di eccellenza profondamente legati all'autenticità e alla storicità del paesaggio dolomitico».
Il riposizionamento si inserisce in una cornice di forte dinamismo e grandi investimenti per la località, che si prepara a una svolta storica: l’inaugurazione, prevista per dicembre 2027, del nuovo e strategico collegamento tra le aree sciistiche di San Martino di Castrozza e Passo Rolle. Proprio in quest'ottica di rilancio e sviluppo del territorio, il passaggio alle 4 stelle rappresenta il coronamento di un profondo intervento che ha ridefinito completamente l'esperienza degli ospiti. Le 50 camere sono state completamente ristrutturate, introducendo una segmentazione che spazia dalle soluzioni Standard alle esclusive Executive Suite.
Villaggio benessere outdoor
Il vero elemento di discontinuità rispetto all'offerta ricettiva locale è però l'ampliamento di "Spa Dolomiti". Il centro benessere supera i confini tradizionali indoor integrando un vero e proprio villaggio benessere outdoor, dotato di saune e idromassaggi all'aperto. Questa scelta progettuale garantisce ampi spazi capaci di accogliere numerosi ospiti in totale comodità e privacy, assicurando intimità e riservatezza. Per arricchire l'esperienza wellness, nella struttura è presente anche una moderna beauty farm per trattamenti bellezza e massaggi viso e corpo. All'interno dell’area spa gli “Aufgussmeister”, maestri di sauna certificati e iscritti all’Aisa periodicamente svolgono il tipico Aufguss. Per preservare l’esclusività degli ambienti, la Sps apre le sue porte anche al pubblico esterno, per un massimo di 15 persone, solo su prenotazione.
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[post_content] => Si chiude con un bilancio più che positivo il Dolomiti Wellness Festival, l'evento che ha aperto ufficialmente la stagione estiva della Val di Fiemme. Dal 15 al 21 giugno, seguendo la filosofia “La montagna che ti muove” e con il momento clou nel weekend dal 19 al 21, il Festival ha sancito il proprio debutto nella sua nuova cornice naturale: il Biolago di Predazzo.
La nuova location si è rivelata una formula vincente per l’avvio della stagione estiva, registrando una risposta entusiasta da parte del pubblico e consolidando il territorio come prima Wellness Community d'Italia e dell'arco alpino, nell’ambito del programma "Val di Fiemme Benessere a 5 Cerchi”.
La natura, considerata come uno “stressor naturale”, non ha fatto solo da sfondo, ma è diventata protagonista attiva di rigenerazione. Il successo di questa edizione conferma come la sinergia tra cura del territorio e stili di vita sani rappresenti un asset strategico per l'intera vallata.
«La Val di Fiemme - dichiara Paolo Gilmozzi, Presidente APT Fiemme e Cembra - è una terra che invita naturalmente a stare bene. Qui il benessere non è una proposta costruita a tavolino, ma nasce dall’incontro tra natura, qualità dell’ambiente, movimento all’aria aperta e tempo dedicato a sé stessi. Con il percorso intrapreso, e insieme alle aziende della valle, abbiamo costituito la prima Fiemme Wellness Community scegliendo di valorizzare questa identità e di renderla sempre più concreta e riconoscibile. Aprire l’estate con un evento dedicato al benessere significa raccontare ciò che la nostra destinazione rappresenta ogni giorno: un luogo dove rigenerarsi, ritrovare equilibrio e vivere esperienze autentiche nel cuore delle Dolomiti».
«Il bilancio di questo debutto al Biolago è sicuramente positivo - aggiunge Anna Ciech, ceo di Treventur e ideatrice del Festival - e la risposta del pubblico lo conferma. Abbiamo voluto offrire pratiche concrete affinché ogni partecipante possa mappare il proprio benessere e apprendere da queste giornate abitudini da portarsi a casa e trasformare in uno stile di vita duraturo. Un ringraziamento speciale va, oltre che all’APT Fiemme Cembra, al Comune di Predazzo e alla rete di partner locali e nazionali che hanno creduto in questa visione».
Un Festival che cresce: dalla prima edizione a oggi la community si è ampliata anno dopo anno, e il debutto al Biolago di Predazzo ha segnato un nuovo capitolo per una manifestazione che guarda già al futuro.
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Il Dolomiti Wellness Festival è stato realizzato da Treventur in stretta sinergia con l'Azienda per il Turismo della Val di Fiemme, il Comune di Predazzo e una rete di partner locali e nazionali. Gli obiettivi del Festival sono avvalorati dalla rinnovata collaborazione con Radio Wellness, Destinazione Benessere e dalla nuova media partnership con il mensile Natural Style (Cairo Editore), testata di riferimento per un pubblico femminile attento al benessere psicofisico e a uno stile di vita consapevole.
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[post_content] => Valtur amplia il raggio d'azione su Zanzibar e introduce il Valtur Zanzibar Kiwengwa Beach Resort, una struttura nota e storicamente apprezzata dal mercato italiano.
Dal punto di vista commerciale, questa operazione consente al gruppo Nicolaus di completare la proposta sulla destinazione, garantendo alla rete agenziale un’offerta estremamente flessibile e diversificata. La programmazione su Zanzibar si struttura così attraverso una segmentazione chiara, potendo contare su due linee a marchio Valtur dedicate a differenti stili di vacanza e poteri d’acquisto: da un lato, con il Valtur Zanzibar The Mora Resort, la proposta della linea Escape, orientata a un'esperienza upper upscale, e dall'altro la new entry Valtur Zanzibar Kiwengwa Beach Resort per una proposta Valtur Resort dall’ottimo rapporto qualità-prezzo in un punto mare spettacolare. Ai due Valtur, a completamento di programmazione, si affianca una selezione di resort generalisti.
«Questo investimento risponde alla nostra volontà di mettere a disposizione delle agenzie di viaggi un prodotto ad altissima conversione commerciale su una delle mete più richieste dell'oceano Indiano. Portare il nostro format in una struttura di questo rilievo significa offrire al mercato non solo una garanzia di eccellente standard qualitativo, ma anche un modello di prodotto solido, capace di generare valore immediato per tutta la filiera distributiva», commenta Isabella Candelori, direttore commerciale trade Italia.
Il resort
Situato su uno dei tratti di costa più belli e rinomati dell'isola, il resort si sviluppa fronte mare in un contesto naturalistico di valore, immerso in rigogliosi giardini tropicali impreziositi da palme ad alto fusto. L'architettura della struttura, composta da bassi edifici ed eleganti bungalow integrati nel verde, fonde le tonalità calde tipiche della tradizione locale nelle aree comuni con ambienti più tenui e rilassanti dedicati al riposo. 238 le camere, suddivise tra le tipologie Classic Garden View; African Garden View, impreziosite da arredi in stile locale; Deluxe, con vista panoramica sulla piscina di acqua salata o sull'oceano; Family Suite Pool View, concepite per i nuclei familiari. L'affaccio diretto su una spiaggia di sabbia completa la cornice naturale del resort.
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Hub culturali e piattaforme lifestyle: l'ospitalità d'alto di gamma è proiettata verso una nuova tendenza. Gli hotel non sono più semplici luoghi di soggiorno, ma veri e propri ecosistemi di esperienze. Con il debutto di On The Beach a Base Milano, White Resort traccia una nuova rotta commerciale alleandosi con Allumeuse, punto di riferimento nel luxury hospitality.
Il dialogo tra fashion e hôtellerie si trasforma così in un asset di business strutturato. L’obiettivo strategico è portare la moda d’autore, lo scouting artigianale e l'eccellenza del Made in Italy nelle boutique dei migliori resort del mondo, intercettando una clientela internazionale alto-spendente.
Attraverso showroom multilabel, pop-up mirati e panel tematici (come The New Curators e Resortcore), l'evento ridisegna la “boutique d’albergo”. Lo spazio retail non è più un riempitivo casuale, ma un'area curata con la stessa attenzione riservata alle collezioni d'arte o alla ristorazione d'eccellenza. Risultato: lo shopping in hotel diventa l'estensione naturale della brand identity della struttura.
Un'esigenza fondamentale
A spiegare la genesi e la visione del progetto è Brenda Bellei, ceo di White, che sottolinea l'evoluzione del format fiera verso una dimensione di servizio per gli albergatori: «Ci siamo accorti che l’esigenza andava ben oltre la fiera. Tutti i luxury hotel devono avere una boutique, ma spesso non sanno come progettarla. L'albergatore tende a identificare lo spazio e a chiedere di inserire semplicemente dei prodotti, ma l'obiettivo finale resta la vendita, unita alla necessità di mantenere uno standard di alto livello, in linea con gli hotel top. Il dna che noi offriamo nasce proprio da uno scouting mirato: questo progetto serve a diventare i partner e i fornitori di riferimento per il retail degli hotel».
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(Anna Morrone)
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Msc Crociere presenta Best Now, la promozione pensata per chi desidera concedersi una vacanza in crociera approfittando delle migliori offerte last minute per la stagione estiva 2026. Grazie a questa iniziativa, da oggi è possibile prenotare tra una selezione di itinerari nel Mediterraneo e nel Nord Europa a partire da 349 euro a persona, con possibilità di aggiungere le bevande per vivere un’esperienza ancora più completa e accessibile a bordo.
Dedicata a chi è alla ricerca di una partenza imminente senza rinunciare al comfort e alla qualità che contraddistinguono MSC Crociere, Best Now consente di scegliere tra numerosi itinerari e porti d’imbarco, offrendo l’opportunità di organizzare una vacanza verso alcune delle destinazioni più affascinanti d’Europa. La promozione, valida su una selezione di crociere, resterà disponibile fino a esaurimento dei posti dedicati.
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[post_content] => Un mese di maggio sopra le aspettative, un ponte del 2 giugno in forte crescita e proiezioni per l’estate che consolidano Riccione tra le mete regine del turismo balneare ed esperienziale. Ecco un sunto dei dati diffusi dell'Osservatorio Turistico di Riccione, elaborati da Federalberghi Riccione.
Il mese di maggio si è chiuso con un tasso di occupazione media delle camere pari al 69,1%, con un incremento di 5,2 punti percentuali.
A fare la parte del leone sono state le strutture a tre stelle e tre stelle superior. Sono rimasti invece sostanzialmente stabili, pur manifestando un fisiologico e leggero calo del 3% sul proprio tasso di occupazione, gli hotel a quattro stelle e quattro stelle superior.
Sul fronte dei mercati si consolida la leadership di quello interno italiano, la cui quota sul totale cresce e passa dal 73% al 76,3%. Parallelamente si registra una crescita consistente del mercato tedesco, che ha quasi triplicato il proprio peso specifico rispetto all'anno scorso, passando dal 2,2% al 6,1% del totale dei soggiorni.
Il monitoraggio sul periodo esteso del ponte del 2 giugno, che ha incluso nell'analisi anche l'impatto positivo di grandi eventi concomitanti come RiminiWellness e il concerto di Vasco Rossi a Rimini.
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Entrando nel dettaglio dei singoli periodi, giugno si presenta sostanzialmente in linea con l'ottimo storico dello scorso anno, che aveva già registrato performance molto alte. Luglio mostra invece un netto vantaggio, con un incremento di 8 punti percentuali di occupazione già acquisita rispetto allo stesso mese del 2025. La crescita rimane solida anche ad agosto, che si posiziona a un più 6 punti percentuali, e settembre si annuncia molto positivo con 5 punti percentuali già messi in cassaforte, delineando ottime premesse per il prolungamento della stagione.
«Questi primi numeri ci dicono che la direzione è quella giusta – spiega la sindaca di Riccione Daniela Angelini - e che Riccione si conferma una meta amatissima e sicura. Ovviamente l’Osservatorio si basa su un campione di hotel ed è giusto guardare alle proiezioni estive con il dovuto cauto realismo, ma l'auspicio di tutta la città è che questo trend venga confermato nei mesi clou. Questo avvio anticipato premia la nostra visione politica di una città accogliente, che ha saputo rigenerarsi, capace di fare squadra tra pubblico e privato e di promuoversi unita. Il nostro obiettivo è continuare a ospitare grandi eventi senza mai perdere l'identità e la qualità che ci rendono un punto di riferimento in Italia e in Europa».
«Sotto il profilo analitico – sottolinea l’assessore al turismo Mattia Guidi - i dati confermano l’efficacia di una strategia integrata che combina la pianificazione anticipata dei grandi eventi con una pianificazione media multi-editore capace di amplificare la visibilità della destinazione su pubblici differenti e attraverso molteplici canali di comunicazione. La programmazione e la comunicazione degli appuntamenti con mesi di anticipo consentono infatti di intercettare per tempo la domanda turistica, influenzando positivamente i processi di scelta e prenotazione e contribuendo ad aumentare l’occupazione delle camere. A contribuire a questo trend positivo è sicuramente anche il comparto congressuale e sportivo, due asset strategici della destinazione che generano flussi qualificati e distribuiti nel tempo. In questo contesto, la collaborazione con Federalberghi e l’utilizzo della tecnologia HBenchmark rappresentano asset fondamentali: disporre di dati aggiornati in tempo reale ci consente di superare le semplici percezioni empiriche e di costruire una programmazione reale, misurabile e orientata ai risultati. La disponibilità di dati aggiornati permette inoltre di valutare con maggiore accuratezza l’impatto delle campagne di comunicazione, degli investimenti media e dei singoli eventi sul mercato turistico».
«La vera sfida per il futuro resta la nostra capacità di programmare la promozione e la comunicazione oltre le tendenze del momento – aggiunge il presidente di Federalberghi Riccione, Claudio Montanari - In questo scenario, voglio sottolineare il lavoro continuo della categoria e la capacità degli albergatori di saper valorizzare il territorio. Se oggi raccogliamo risultati positivi, è grazie anche agli investimenti fatti sulla crescita professionale. L'adozione di strumenti tecnici all'avanguardia come HBenchmark, il costante lavoro di analisi dell'Osservatorio Turistico e la formazione continua impostata da Federalberghi dimostrano la capacità dei nostri operatori di tradurre una visione strategica in azioni concrete. È proprio attraverso questo bagaglio di competenze che la categoria può sviluppare quell'approccio predittivo fondamentale per governare le reali dinamiche del mercato».
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[post_content] => “Per le imprese turistico-ricettive, soprattutto le più piccole, gli oneri amministrativi rappresentano una zavorra che limita fortemente il loro sviluppo e la loro competitività. La ricerca presentata dal Dipartimento della funzione pubblica al Forum PA 2026 mette nero su bianco il peso economico degli adempimenti: 826 milioni di euro l’anno su 228.552 micro e piccole imprese fino a 49 addetti, alberghiere ed extra-alberghiere”. Così Nicola Scolamacchia, presidente di Assohotel Confesercenti.
Il costo amministrativo si divide tra 606 milioni (73%) per consulenti esterni e 219,5 milioni (27%) per il personale interno, il cui lavoro assorbe oltre 1 milione di giornate l’anno.
“Gli oneri più preoccupanti sono proprio il tempo e le competenze richiesti agli imprenditori e manager del turismo per gestire gli adempimenti”, osserva Scolamacchia, "tempo sottratto alla sviluppo delle proprie attività economiche". L’impatto economico medio annuo per impresa è di 3.613 euro, con un massimo teorico di 14.321 euro nel caso di tutti gli adempimenti mappati.
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Voci onerose
Tra le voci più onerose per il sistema, il presidente segnala la comunicazione delle generalità degli ospiti, quella dei movimenti turistici a fini statistici, l’accesso agli incentivi e la gestione del lavoro stagionale: costi che derivano da attività frequenti e ripetitive più che da procedure complesse. I primi cinque adempimenti più costosi per singola azienda sono la Scia antincendio (1.792 euro), la dichiarazione dei redditi più Irap (1.473 euro), la sicurezza sul lavoro – Duvri (810 euro), le comunicazioni Iva (711 euro) e il Nulla osta piscine (699 euro).
“Il problema non è il singolo adempimento complesso, ma la somma di numerosi obblighi, gestiti da interlocutori diversi (ministeri nazionali, agenzie per lo sviluppo, regioni, comuni, camere di commercio) la cui digitalizzazione ha spesso generato sistemi informatici frammentati e disallineati. A questo si aggiunge un quadro normativo in costante evoluzione, per cui spesso il ricorso a consulenti esterni è necessario non solo per adempiere, ma anche per la paura di dimenticare qualcosa e subirne le conseguenze”, conclude Scolamacchia.
“Accogliamo perciò con favore la volontà del Dipartimento della funzione pubblica di avviare una collaborazione con le associazioni di settore. Ridurre la burocrazia non significa diminuire i controlli, ma aumentare l’efficienza del sistema e la competitività delle imprese e del Paese”.
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Una meta, il Marocco, che seppure molto presente nei cataloghi dei tour operator e spesso vista anche come facilmente fruibile in formula fai-da-te, riserva in realtà "tanti aspetti affascinanti e inediti da scoprire" ed è proiettata verso un ulteriore roseo futuro grazie ai recenti e significativi investimenti del governo marocchino su territori e infrastrutture.
L'idea è quella di offrire al viaggiatore una destinazione "in linea con il nostro concetto che unisce storia, cultura e tradizione, specie in un momento abbastanza particolare dal punto di vista geopolitico. Un qualcosa in grado di far comprendere al cliente che il viaggio è anche un'apertura culturale e conoscitiva".
Nel mirino una fascia di clientela sicuramente alta "e addirittura altissima nel caso del prodotto Glance", da approcciare con un prodotto "sartoriale, fatto di percorsi inediti - che ci vedono addirittura pionieri in alcuni casi - e su misura benché i tour classici non possano certo mancare - spiega Sonia Cogorno -. Ma, anche in questo caso, saranno sempre e comunque proposte per gruppi ristretti, con partenze garantite da due e fino ad un massimo 14 partecipanti". E' quello che il to definisce proposta "pret-à-porter", cui si affianca, come in un vero e proprio atelier sartoriale, il prodotto "haute couture": parliamo di itinerari su misura, per chi desidera viaggiare in completa tranquillità".
Le possibilità sono numerose e collegate da un fil rouge che è quello della risposta tailor made per ogni singola richiesta del cliente, "esattamente come un sarto che ne prende le misure di volta in volta". Per questo "Abbiamo posto le nostre passioni e competenze a disposizione del cliente". Si spazia dal fly & drive, con percorsi attentamente studiati, valutati e assistenza h24; al viaggio con autista privato. O, ancora suggerimenti per city break e long weekend in hotel o Riad e Maison de charme selezionati, ma anche campi tendati di livello esclusivo, dove il leit motiv è sempre quello di una qualità elevata, per apprezzare appieno l'ospitalità marocchina.
Ancora, i "Viaggi inediti", che rispondono alle diverse attitudine del cliente: "Itinerari che includono siti e musei oltre i circuiti più turistici, ad esempio per gli appassionati di arte rupestre o di trekking e perché no di surf e altro ancora. Sempre e comunque con il plus di guide realmente esperte, professionali ed empatiche".
Ulteriore salto di qualità è quello che accompagna la proposta Glance, che si traduce in esperienze personalizzate e curate nel singolo dettaglio per un viaggio esclusivo, "dove l'abbinamento del servizio concierge rappresenta la vera differenza".
Non è ancora il tempo, adesso, per parlare di numeri e traguardi da raggiungere: "Crediamo che questo prodotto sia come una pianticella che deve attecchire - conclude Catania - e quindi ora è inutile ora mettere pressione su chi deve fare un lavoro di qualità. Lasciamo che la pianticella cresca e poi parleremo di numeri".
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Mercato trainato da italiani e dal ritorno dei turisti tedeschi","post_date":"2026-06-16T09:53:08+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1781603588000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"516338","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"“Per le imprese turistico-ricettive, soprattutto le più piccole, gli oneri amministrativi rappresentano una zavorra che limita fortemente il loro sviluppo e la loro competitività. La ricerca presentata dal Dipartimento della funzione pubblica al Forum PA 2026 mette nero su bianco il peso economico degli adempimenti: 826 milioni di euro l’anno su 228.552 micro e piccole imprese fino a 49 addetti, alberghiere ed extra-alberghiere”. 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E questa persona è Sonia Cogorno, ora destination manager Marocco di Alidays, con esperienza trentennale sulla destinazione e da qualche mese in azienda.\r\n\r\nUna meta, il Marocco, che seppure molto presente nei cataloghi dei tour operator e spesso vista anche come facilmente fruibile in formula fai-da-te, riserva in realtà \"tanti aspetti affascinanti e inediti da scoprire\" ed è proiettata verso un ulteriore roseo futuro grazie ai recenti e significativi investimenti del governo marocchino su territori e infrastrutture.\r\n\r\nL'idea è quella di offrire al viaggiatore una destinazione \"in linea con il nostro concetto che unisce storia, cultura e tradizione, specie in un momento abbastanza particolare dal punto di vista geopolitico. Un qualcosa in grado di far comprendere al cliente che il viaggio è anche un'apertura culturale e conoscitiva\". \r\n\r\nNel mirino una fascia di clientela sicuramente alta \"e addirittura altissima nel caso del prodotto Glance\", da approcciare con un prodotto \"sartoriale, fatto di percorsi inediti - che ci vedono addirittura pionieri in alcuni casi - e su misura benché i tour classici non possano certo mancare - spiega Sonia Cogorno -. Ma, anche in questo caso, saranno sempre e comunque proposte per gruppi ristretti, con partenze garantite da due e fino ad un massimo 14 partecipanti\". E' quello che il to definisce proposta \"pret-à-porter\", cui si affianca, come in un vero e proprio atelier sartoriale, il prodotto \"haute couture\": parliamo di itinerari su misura, per chi desidera viaggiare in completa tranquillità\".\r\n\r\nLe possibilità sono numerose e collegate da un fil rouge che è quello della risposta tailor made per ogni singola richiesta del cliente, \"esattamente come un sarto che ne prende le misure di volta in volta\". Per questo \"Abbiamo posto le nostre passioni e competenze a disposizione del cliente\". Si spazia dal fly & drive, con percorsi attentamente studiati, valutati e assistenza h24; al viaggio con autista privato. 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