29 February 2024

Fitur (18-22 gennaio a Madrid): espositori in crescita anche del 30%

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Dal prossimo 18 al 22 gennaio Fitur torna nei magazzini Ifema di Madrid, con più espositori che mai.

Complessivamente, si stima che la crescita sia del 15% rispetto al 2020, l’ultimo anno normale, con alcune aree come quella internazionale che probabilmente supereranno il 30% in più rispetto a un anno tipico.

Come si può immaginare, i temi sono gli stessi a cui è dedicato il settore turistico: la sostenibilità, l’innovazione (che in gran parte è finalizzata proprio alla riduzione dell’impronta ambientale) e gli ultimi trend di business, che variano sensibilmente, soprattutto dopo la pandemia di Covid e con le nuove tecnologie di realtà virtuale.

Oltre a quanto consueto in fiera (presenza sia di aziende turistiche che di fornitori, paesi e destinazioni) Fitur innoverà proponendo un tour di dieci sezioni che permetterà agli addetti ai lavori di conoscere e scoprire le diverse opportunità di business proposte. L’idea è quella di realizzare una sorta di vetrina che riassuma ciò che è interessante, in modo che una volta terminato questo tour, il professionista possa sapere che non gli manca nulla del primo livello.

Anche in questa edizione, Fitur incorporerà una presentazione speciale dello sport come attrazione turistica. C’è anche una sezione Fitur Cruises, potete già immaginare di cosa si tratta, e le solite agende di incontri professionali e con gli acquisti e le associazioni di categoria.

 

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Ottime poi le prestazioni nei mesi più caldi, agosto in particolare, seguiti dal canonico periodo dei city-break primaverili.\r\n\r\n«Nei primi 10 mesi del 2023 il 53% degli arrivi italiani è legato al leisure, a fronte di un business travel in netta ripresa ma non ancora ai livelli del 2019 - commenta Ursula Jone Gandini, direttore Italia Ufficio del Turismo di Bruxelles -. Oltre alle percentuali, crescono i numeri in valore assoluto, segno che gli italiani stanno imparando ad apprezzare la destinazione e la sua versatilità. 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Spazio anche agli eventi presso la Brussels House di Milano: Brussels Academy, con attività di formazione e networking per gli operatori del turismo, e Atelier Chocolat, per conoscere con le “mani in pasta” la dolcissima cultura del cioccolato belga.\r\n\r\nIn occasione della Milano Design Week (in programma dal 15 al 21 aprile), infine, la Brussels House aprirà anche al pubblico che potrà ammirare le opere di artisti e designers brussellesi. 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Lo rivela il time-lapse realizzato da Thrends, che da ormai due lustri pubblica semestralmente il proprio Chains Monitor Italy.\r\n\r\nNell'ultima decade il comparto ha insomma intrapreso una decisa evoluzione nei modelli di sviluppo e crescita, più decisa di quanto direttamente visibile a livello immobiliare, con un consolidamento sempre più marcato e vicino a dinamiche europee e dei mercati anglosassoni. In massima sintesi, dal 2013 al 2023 gli hotel di catena sono passati da poco oltre 1.300 a 2.200 (+65%), mentre le camere da 146 mila a oltre 216 mila (+48%). Il tasso di penetrazione delle catene alberghiere (in termini di stanze) è quindi passato dal 13,4% del 2013, valore molto modesto a confronto con le dinamiche di altri player mondiali del turismo, al 20,1% di oggi. 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Tuttavia, da un lato l’interesse degli investitori internazionali verso il nostro paese, soprattutto nel segmento luxury, e dall’altro la diminuzione delle camere di hotel in Italia, porterà molto probabilmente la presenza delle catene alberghiere nel Paese dall'attuale 20,1% a oltre il 22% tra tre anni, con una conseguente accelerazione del processo di consolidamento del mercato”.\r\n\r\nD'altra parte, i brand (soprattutto quelli internazionali) continuano a dare priorità alle prime quattro città italiane, essendo infatti Roma, Milano, Venezia e Firenze le destinazioni con il maggior numero di alberghi di catena (il 39% del totale). La pressione dei player globali sull’Italia non è mai stata così evidente: alla chiusura del censimento si contano 155 marchi internazionali presenti in Italia, contro i 75 di appena dieci anni fa, per una crescita del 100%. 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