12 settembre 2025 13:27
La Colombia ha realizzato entrate turistiche record nel 2024, per un totale di 40 miliardi di dollari, cifra che per la prima volta nella storia economica moderna del Paese ha superato le esportazioni tradizionali di materie prime.
Il settore turistico della destinazione è diventato un pilastro dell’economica nazionale: Iil governo punta ora a raggiungere 7,5 milioni di visitatori entro il 2026, rispetto ai circa 4,9 milioni del 2023, anche grazie al contributo di influencer stranieri, che si stanno rivelando fondamentali nel ridefinire la percezione globale della Colombia.
La più ampia trasformazione economica della Colombia si riflette in un investimento diretto estero record di 17,4 miliardi di dollari nel 2023, che rappresenta un aumento del 24,7% dal 2019. Le infrastrutture tecnologiche della nazione, le coste caraibiche, le vette andine e la foresta pluviale amazzonica offrono contenuti accattivanti per i narratori digitali alla ricerca di esperienze autentiche.
Sebbene il settore turistico abbia raggiunto risultati storici nel 2023 con una crescita significativa dei visitatori internazionali, dei ricavi e dell’occupazione, permangono criticità in termini di infrastrutture e sostenibilità.
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Si è appena concluso il mega fam trip promosso da Mauritius Tourism Promotion Authority (Mtpa) che ha visto la partecipazione di oltre 80 professionisti del settore fra tour operator, agenti di viaggio e giornalisti provenienti da tutto il mondo. L’evento ha messo in luce Mauritius non solo come destinazione di mare ma soprattutto come meta culturale e naturalistica fruibile in ogni periodo dell’anno.
Nel 2025 sono stati 1.436.250 i turisti che hanno visitato Mauritius, dato che attesta una crescita del 3,9% rispetto al 2024. Il numero sancisce un record assoluto per l’isola e conferma una solida ripresa post-pandemia, seppur «con un ritmo di crescita più graduale rispetto ad altre destinazioni concorrenti», rivela Dinesh Burrenchobay, chairman di Mtpa. «Il nostro obiettivo, prima dell’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, era di arrivare ad accogliere 1,5 milioni di turisti nel 2026». Nonostante il rallentamento registrato ad aprile (-4,4%) e nella prima metà di maggio (-1,8%), nei primi cinque mesi del 2026 sono stati 525.524 gli arrivi totali sull’isola, evidenziando un incremento del 3.2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Con riferimento al mercato italiano, sono stati 34.864 gli italiani a visitare il Paese nel 2025, rappresentando una crescita del 18,2% rispetto al 2024. Guardando ai primi mesi del 2026, invece, dal 1° gennaio al 15 maggio gli italiani sbarcati a Mauritius sono stati 11.864.
Riposizionare la destinazione
In termini di strategia di posizionamento di Mauritius come destinazione turistica, se nel breve periodo ciò che appare di primaria importanza alla luce di quanto sta accadendo in Medio Oriente è assicurare che l’isola è una destinazione sicura, nel medio termine l’obiettivo è collegato in particolare al riposizionamento della destinazione: «Credo ci sia un gap importante tra quello che le persone pensano di Mauritius prima di venire qui, ciò che vedono una volta arrivati sull’isola e le impressioni che rimangono una volta tornati a casa – sostiene Burrenchobay -. È importante sapere come appare Mauritius negli occhi dei turisti stranieri». A lungo termine, invece, la strategia sarà di rebranding.
Oltre al già annunciato volo diretto per Mauritius con Ethiopian Airlines, ci sono ulteriori novità in merito ai collegamenti aerei con l’isola. Turkish Airlines dal 1° giugno ha aumentato la frequenza da 7 a 10 voli settimanali, South African Airways opererà con due voli al giorno da Johannesburg a partire dal 1° dicembre 2026 fino al 31 gennaio 2027 e Airlink dal 2 dicembre contribuirà a favorire la connessione con il Sud Africa con due voli a settimana da Cape Town. L’Europa si conferma intanto un mercato chiave nella strategia della destinazione, con novità in arrivo sul fronte della connettività aerea.
(Elisa Biagioli)
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La Regione Toscana ha ufficialmente riconosciuto il Distretto rurale e del cibo della Versilia, che entra così a far parte della rete dei distretti rurali regionali, portando a quattordici il numero complessivo dei territori riconosciuti. Nei prossimi giorni il nuovo distretto sarà iscritto anche nell’elenco nazionale dei Distretti del cibo, consolidando ulteriormente il ruolo della Toscana come laboratorio di sviluppo sostenibile e di integrazione tra economia, ambiente e comunità locali.
Il Distretto interessa un’area che comprende i territori comunali di Camaiore, Forte dei Marmi, Massarosa, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema e Viareggio, una realtà caratterizzata dall’incontro tra costa, pianura, collina e montagna, dove attività agricole, tradizioni marinare e vocazioni turistiche convivono da secoli in un equilibrio unico.
A rendere particolarmente significativo il riconoscimento è il patrimonio produttivo e paesaggistico che il distretto rappresenta: 439 aziende agricole attive e oltre 1.500 ettari di superficie agricola utilizzata, custodi di un territorio segnato da oliveti collinari, muretti a secco, aree bonificate storiche e alpeggi montani. Un sistema che trova espressione anche nella filiera corta locale, capace di unire le produzioni agricole dell’entroterra con la tradizione marinara della costa.
Il Distretto rurale e del cibo della Versilia nasce da un accordo sottoscritto da soggetti pubblici e privati che operano in maniera integrata all’interno del sistema economico locale. Tra i firmatari figurano i comuni di Camaiore, Forte dei Marmi, Massarosa, Pietrasanta, Seravezza e Stazzema, la Camera di Commercio Toscana Nord Ovest, il Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il Parco regionale delle Alpi Apuane, le principali organizzazioni di categoria del mondo agricolo, artigiano, commerciale e turistico, oltre a Slow Food Versilia.
«Con il Distretto della Versilia la Toscana vuole valorizzare un modello di governance straordinario - spiega il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani - Qui la terra sposa il mare e l’agricoltura di qualità diventa presidio di un territorio fragile, trasformando la grande attrattività turistica della costa nel motore trainante delle piccole e preziose comunità artigiane e agricole della collina e della montagna. È la Toscana del futuro: sostenibile, coesa e fiera delle proprie radici».
«Il nuovo Distretto rurale e del cibo - aggiunge l ’assessore regionale all’economia e al turismo, Leonardo Marras - rappresenta un'opportunità importante per rafforzare la competitività del territorio e creare nuove sinergie tra agricoltura, turismo, commercio e filiere locali. In un’area che già esprime una forte capacità attrattiva a livello nazionale ed internazionale, il distretto può diventare uno strumento efficace per generare valore aggiunto, sostenere gli investimenti delle imprese e favorire nuova occupazione. La connessione tra produzioni di qualità, paesaggio e accoglienza turistica costituisce un elemento distintivo che può contribuire a una crescita equilibrata e duratura, capace di valorizzare tanto la costa quanto le aree collinari e montane della Versilia».
Il riconoscimento rappresenta un importante strumento per favorire la programmazione territoriale, attrarre risorse e sostenere progetti condivisi tra istituzioni, imprese ed associazioni, rafforzando la competitività delle produzioni locali e la tutela del paesaggio, in una delle aree più rappresentative e particolari della Toscana.
«Siamo orgogliosi che Camaiore abbia voluto intraprendere questo percorso da capofila – sottolinea il sindaco Marcello Pierucci - riuscendo a riscuotere un’ampia convergenza da enti e associazioni che rappresentando l’intero territorio della Versilia. Una collaborazione mirata a valorizzare le nostre peculiarità che corrisponde alla volontà comune di lavorare in sinergia e in condivisione per una nuova realtà di promozione e sviluppo. La Versilia è un luogo dalla forte vocazione produttiva, turistica e agroalimentare, e le prospettive di crescita in questi settori che si aprono grazie al Distretto non hanno uguali nella storia».
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[post_content] => E' in calendario per il prossimo 28 novembre al porto di Le Havre il battesimo di Msc World Asia, la nuova ammiraglia del gruppo crocieristico.
Ultima arrivata della World Class, la nave presenterà raffinati elementi di design ispirati alla cultura, all’arte e ai paesaggi dell’Asia. A bordo gli ospiti potranno godere delle esperienze più amate unite a nuovi concept pensati per offrire un’esperienza top di intrattenimento, ristorazione e relax in mare.
Dallo scivolo a secco più lungo mai realizzato su una nave da crociera a oltre 40 bar e ristoranti, fino a spazi di intrattenimento immersivi capaci di offrire esperienze memorabili giorno e notte, Msc World Asia proporrà qualcosa di speciale per ogni viaggiatore.
"Le nostre navi della World Class hanno riscosso un grande successo tra gli ospiti e Msc World Asia, la terza di una serie di otto unità appartenenti a questa classe, rappresenta il prossimo passo di questo percorso - dichiara Gianni Onorato, ceo di Msc Cruises -. Guardando alla stagione inaugurale nel Mediterraneo, siamo orgogliosi di continuare a realizzare navi che incarnano la nostra visione, la nostra capacità di innovazione, l’eccellenza del design e l’attenzione all’esperienza degli ospiti, alzando ogni volta l’asticella ancora più in alto".
Onorato sottolinea inoltre che "il comandante Paolo Benini assumerà il comando della nuova ammiraglia, in riconoscimento della sua straordinaria leadership dimostrata a bordo di Msc Euribia, compreso il recente impiego della nave a Dubai. Entrato in Msc Crociere nel 2024 dopo una prestigiosa carriera marittima, è molto apprezzato per il suo stile di comando equilibrato e orientato alle persone, caratteristiche che lo rendono la scelta ideale per guidare questa straordinaria nuova ammiraglia."
Dopo la cerimonia ufficiale di battesimo a Le Havre, che comprenderà il tradizionale rito della rottura della bottiglia di champagne sulla prua della nave, Msc World Asia inaugurerà la sua stagione nel Mediterraneo partendo da Barcellona il 4 dicembre 2026. La nave proporrà itinerari di sette notti verso destinazioni quali Marsiglia, Messina, Civitavecchia (per Roma), Napoli e La Valletta, con possibilità di imbarco in ciascun porto.
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[post_content] => La recente interpretazione secondo cui il viaggiatore che si ammala poco prima della partenza avrebbe diritto alla restituzione delle somme versate apre interrogativi profondi sul delicato equilibrio tra tutela del consumatore e sostenibilità economica delle imprese turistiche.
Nessuno mette in discussione la difficoltà personale di chi, a causa di una malattia improvvisa, è costretto a rinunciare a una vacanza programmata e spesso attesa per mesi. Tuttavia, trasformare questa circostanza soggettiva in un costo da addossare integralmente all'agenzia di viaggio rischia di creare un precedente estremamente problematico.
L'elemento centrale della questione è semplice: la malattia del cliente non dipende dall'agenzia, non deriva da un suo comportamento, non è conseguenza di un'inadempienza contrattuale e non rientra nella sua sfera di controllo. Eppure, secondo questa impostazione, sarebbe proprio l'agenzia a dover sopportare il danno economico derivante dalla mancata partenza.
Si tratta di una logica che appare difficilmente conciliabile con i principi fondamentali dell'equilibrio contrattuale. Se il consumatore non può partire per ragioni esclusivamente personali, perché dovrebbe essere il professionista a sostenere integralmente le conseguenze economiche dell'evento?
Le adv non sono compagnie di assicurazione
Le agenzie di viaggio non sono compagnie assicurative. Esse organizzano servizi, prenotano strutture alberghiere, acquistano posti aerei, coordinano fornitori e assumono obbligazioni economiche molto prima della partenza del cliente. Quando un viaggio viene annullato all'ultimo momento, spesso i costi sono già stati sostenuti e risultano in tutto o in parte irrecuperabili.
In questo contesto, imporre la restituzione delle somme significa trasferire il rischio individuale del viaggiatore su un soggetto economico che non ha alcuna responsabilità nella vicenda. Il risultato è una penalizzazione di un comparto già sottoposto a margini ridotti, forte concorrenza internazionale e crescente pressione normativa.
Vi è inoltre un ulteriore aspetto che merita attenzione. Se il principio dovesse consolidarsi, le agenzie sarebbero inevitabilmente costrette a incorporare questo rischio nei prezzi dei pacchetti turistici. In altre parole, il costo delle rinunce individuali finirebbe per essere distribuito sull'intera clientela attraverso aumenti tariffari, con l'effetto paradossale di penalizzare anche chi non annulla mai i propri viaggi.
Da anni il mercato offre strumenti specifici per affrontare eventi di questo tipo: le polizze assicurative contro l'annullamento. Tali prodotti esistono proprio per coprire il rischio di malattia, infortunio o altri impedimenti personali. Spostare questo rischio dall'assicurazione all'agenzia significa alterare la funzione stessa di tali strumenti e creare un sistema nel quale il soggetto economicamente più esposto diventa il bersaglio naturale di ogni evento sfavorevole.
Principio sbilanciato
Il rischio è che si affermi un principio sbilanciato: il consumatore mantiene i benefici del contratto quando può partire, mentre le conseguenze economiche degli eventi personali vengono trasferite all'operatore quando non può farlo. Un modello che finisce per trasformare il contratto turistico in un rapporto asimmetrico, nel quale una sola parte è chiamata a sopportare il peso dell'imprevedibilità.
La tutela del consumatore è un valore fondamentale, ma non può tradursi nella sistematica compressione dei diritti e degli interessi delle imprese. Un ordinamento equilibrato dovrebbe distribuire i rischi in modo razionale, attribuendoli a chi può gestirli o assicurarsi contro di essi. Nel caso della malattia improvvisa del viaggiatore, tale rischio appartiene evidentemente alla sfera personale dell'interessato e non a quella dell'agenzia di viaggio.
Per questo motivo, una giurisprudenza che imponga il rimborso integrale in simili circostanze rischia di rappresentare non un avanzamento della tutela dei consumatori, ma un arretramento dei principi di equità contrattuale e di sostenibilità economica del settore turistico.
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[post_content] => Prosegue l’evoluzione di Puglia Paradise, il brand di gestione professionale di trulli e ville di lusso pugliese posizionato nel segmento del quite luxury.
Questo ecosistema di esperienze viene consolidato dal lancio di “Moments at Sea”, la nuova business unit attiva da quest’anno e «orientata a un’ospitalità che sviluppa esperienze turistiche inedite e personalizzate per gli amanti del mare», come sottolinea Massimo Valentini, ceo di Puglia Paradise.
L’ospite esplorerà la costa adriatica pugliese - dove è il mare a dettare il ritmo - a bordo della Pia: un gozzo artigianale Fratelli Aprea Sorrento 36 dal design italiano senza tempo e dall’eleganza naturale. Ampia, stabile e silenziosa (4,5 metri di baglio e 12m di lunghezza), la Pia è progettata per vivere il mare in modo lento, intimo e confortevole. Con le sue finiture curate nei minimi dettagli secondo il savoir-faire artigianale nautico, le zone lounge ombreggiate e le cuscinerie avvolgenti, è pensata per escursioni giornaliere per famiglie - anche con bambini piccoli - coppie di amici e gruppi multigenerazionali.
L’obiettivo è offrire un’esperienza di relax e divertimento in libertà. Il servizio prevede locazione con comandante, consentendo esperienze private e completamente personalizzate lungo uno dei tratti più suggestivi dell’Adriatico. Durante la navigazione giornaliera, gli ospiti potranno sostare per nuotare, fare snorkeling, utilizzare il Sup per visitare le rinomate grotte di Polignano a Mare o lasciarsi semplicemente cullare in piccole cale riservate.
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(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => El Salvador, Guatemala e Honduras uniscono le forze per una migliore promozione congiunta di itinerari turistici multidestinazione: un'iniziativa che mira a consolidare una visione condivisa del Centro America come destinazione integrata, facilitando lo sviluppo di esperienze che colleghino attrazioni, territori e prodotti turistici di diversi paesi nell'ambito di una strategia regionale di promozione e commercializzazione.
L'intesa è stata siglata durante il III Forum Iberoamericano del Turismo, dalle autorità turistiche dei tre paesi, insieme all’Agenzia per la Promozione Turistica dell’America Centrale.
Tutti sono convinti che la competitività turistica della regione dipende sempre più dalla capacità di "costruire proposte complementari che consentano ai viaggiatori di scoprire molteplici esperienze in un unico itinerario, sfruttando la diversità culturale, naturale e patrimoniale che contraddistingue l’America Centrale".
La firma di questo accordo rappresenta un passo importante per rafforzare il coordinamento tra il settore pubblico e quello privato in materia di promozione turistica, nonché per promuovere azioni che contribuiscano a una maggiore connettività e articolazione regionale.
Per Boris Iraheta, segretario generale della Cata questo strumento riflette la volontà dei paesi di avanzare verso una promozione più integrata e in linea con le attuali tendenze del mercato internazionale.
«L’America Centrale ha l’opportunità di affermarsi con maggiore forza quando si presenta come un’esperienza complementare e interconnessa. Questo accordo ci permette di progredire verso una visione regionale che favorisce la mobilità turistica, rafforza l’integrazione e crea nuove opportunità per le nostre destinazioni», ha dichiarato Iraheta.
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I limiti e le rigidità normative sui sistemi di ticketing, che frenano la competitività internazionale dei parchi divertimento italiani, approdano alle istituzioni europee. Gli eurodeputati Georgia Tramacere, Sandro Ruotolo, Pina Picierno e Brando Benifei hanno presentato alla Commissione europea un’interrogazione parlamentare per verificare la compatibilità della legge italiana con le regole del mercato unico digitale e del commercio elettronico.
Nel dettaglio, l’iniziativa chiede alla Commissione di valutare la coerenza delle disposizioni italiane con il principio del “Paese d’origine” previsto dalla normativa Ue, in relazione alla disciplina da applicare alle piattaforme estere che vendono online i biglietti per attrazioni e attività turistiche in Italia.
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“L’interrogazione rappresenta un passaggio rilevante perché consente di riportare a livello europeo una riflessione sull’impatto delle norme esistenti in settori ingiustamente soggetti a tale disciplina. L’obiettivo è garantire un equilibrio che consenta ai parchi italiani di competere in condizioni paritarie sui mercati internazionali e di valorizzare pienamente la propria attrattività turistica”, conclude Luciano Pareschi, presidente AssoParchi.
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[post_content] => Turisanda1924 celebra la Route 66, che quest'anno compie i suoi primi 100 anni, con la proposta di itinerari esclusivi: un concetto interpretato non soltanto come semplice lusso ma come qualità dell’esperienza.
Si comincia con una novità assoluta, 100 Anni della Route 66: un viaggio di gruppo totalmente dedicato a questo anniversario che regala la libertà di godersi la strada più famosa al mondo sulla sella della propria moto. Un viaggio che attraversa tutti gli otto stati, partendo dalla città del vento Chicago e arrivando fino alla dinamica Santa Monica. Un’esperienza memorabile che permetterà di visitare luoghi iconici come: Chicago, Springfield, St. Louise, Oklahoma, Amarillo, Santa Fe, Grand Canyon, Las Vegas e Los Angeles.
Fly & Drive West 1924 è un itinerario in libertà per scoprire l’Ovest americano seguendo il proprio ritmo, al volante di un’auto che diventa compagna di viaggio. Dalla magia scolpita nella roccia del Secret Antelope Canyon agli spettacolari paesaggi del Bryce Canyon, fino alle strade iconiche di San Francisco dove potrai salire a bordo dei caratteristici cable cars e la visita ad Alcatraz. Indimenticabile l’incontro con una famiglia Navajo nella Monument Valley. Inoltre, ci sarà la possibilità di soggiornare al Clear Sky Resorts, in una cornice naturale straordinaria, sotto il cielo limpido dell’Arizona.
Clear Sky 1924 è un fly&drive che porta alla scoperta di Los Angeles, Las Vegas, Grand Canyon, Monument Valley e Bryce Canyon. Il tutto reso ancora più indimenticabile dall’escursione Secret Antelope e Horseshoe Bend che permette di immergersi in queste due meraviglie della natura del southwest americano. L’incontro con la comunità Navajo, una delle poche che ancora risiede all’interno della Monument Valley, scoprendo così riti ancestrali e tradizioni. Per finire il cielo stellato e le sistemazioni glamour del Clear Sky Resorts.
Turisanda1924 propone anche diversi tour fly&drive dedicati alla West Coast, arricchiti da esperienze esclusive.
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[post_content] => Korean Air introduce il servizio di prenotazione anticipata dei pasti in prima classe anche ai voli di lungo raggio in partenza da destinazioni estere.
Il servizio esteso si applica ai voli in partenza da nove città: Los Angeles, New York, Atlanta, Boston, Chicago, Washington D.C., Parigi, Londra e Francoforte.
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La compagnia aerea della Corea del Sud ha introdotto per la prima volta il suo servizio di prenotazione dei pasti per la Prestige Class nel gennaio 2023 e lo ha esteso ai voli in First Class in partenza dalla Corea nell'ottobre 2024. Con l'ultima espansione, i passeggeri di First Class in partenza dalle principali destinazioni internazionali possono ora godere della stessa comodità e della stessa selezione garantita di pasti.
“Estendendo il nostro servizio di prenotazione dei pasti ai voli in partenza dall'estero, offriamo ai passeggeri di First Class un'esperienza culinaria più personalizzata e senza intoppi - spiega una nota del vettore - Questo servizio migliora l'esperienza dei passeggeri rafforzando al contempo la precisione e la qualità alla base dell'offerta gastronomica premium di Korean Air a bordo”.
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