23 novembre 2017 12:38

Buenos Aires
Buenos Aires pesa più della metà del pil turistico nazionale. E’ questa una notizia che arriva direttamente dal World Travel & Tourism Council, avente per oggetto l’impatto del turismo sulle città dell’America Latina, uno studio che ha preso in considerazione 65 città del mondo per l’impatto del turismo sull’economia. Il settore del “Travel & Tourism” per Buenos Aires pesa il 5,1% dell’economia totale e ammonta a 11,1 miliardi di dolalri. Il settore turistico dà lavoro a 265 mila persone nella capitale argentina, pari al 3,8% della forza lavoro della metropoli. In altre parole oltre il 50% del prodotto interno lordo argentino legato al turismo è creato a Buenos Aires e la città è responsabile del 46,3% dei posti di lavoro nel settore di tutto il Paese. Buenos Aires possiede un’alta percentuale di turismo domestico, nonostante la debolezza del peso argentino abbia reso la destinazione molto più abbordabile per gli stranieri negli ultimi anni. Il turismo domestico conta per il 61% e negli ultimi 10 anni il numero di roomnight è più che duplicato. La lenta crescita internazionale può essere spiegata con la debolezza economica del Brasile. Buenos Aires ospiterà il prossimo Global Summit annuale di Wttc il 18-19 aprile 2018, cui parteciperanno 900 delegati per discutere delle opportunità, delle sfide e dei temi che l’industria turistica va ad incontrare.
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Kerzner International Holdings annuncia l’arrivo di One&Only sulle Alpi francesi nel 2030 all'interno del villaggio Courchevel 1850.
Il primo resort di One&Only sull’arco alpino porterà l’approccio unico all'ospitalità ultra-lusso del brand imponendosi come una delle nuove aperture più rappresentative sulle Alpi, e ridefinirà l'esperienza di vita in alta montagna grazie a una collezione limitata di One&Only Private Homes, le residenze brandizzate del marchio.
L’apertura rappresenta una tappa fondamentale nella strategia di One&Only, perché consolida la presenza del marchio nelle destinazioni in alta quota più esclusive al mondo dopo il debutto di successo di One&Only Moonlight Basin nel Montana.
Courchevel occupa una posizione unica nel panorama dell'ospitalità di montagna non solo come meta sciistica, ma come simbolo internazionale di servizio impeccabile e scena culturale e sociale raffinata. Famosa per il suo comprensorio sciistico, la gastronomia stellata Michelin, le boutique esclusive e la vivace vita notturna, Courchevel attrae una clientela internazionale di altissimo livello.
Il resort sorgerà sul sito dell'hotel Courcheneige, indirizzo storico e parte integrante dello sviluppo di Courchevel, che sarà completamente trasformato e ripensato per rispecchiare gli elevati standard di design, comfort e servizio di One&Only.
Destinazione iconica
«Courchevel è una delle destinazioni di montagna più iconiche al mondo e da tempo rappresenta il punto di riferimento per i viaggi di lusso in quota, attraendo un pubblico internazionale sofisticato alla ricerca non solo di esperienze eccezionali sulle piste, ma anche di ottima ristorazione, una scena sociale vivace, servizio impeccabile e un senso di esclusività autentico. L'arrivo di One&Only rappresenta una pietra miliare non solo per il nostro marchio, ma anche per il futuro dell'ospitalità di lusso nelle Alpi poiché questo progetto è stato concepito per onorare ed elevare tale eredità attraverso la nostra visione distintiva - ha dichiarato Philippe Zuber, amministratore delegato di Kerzner International –. One&Only si impegna da sempre per creare resort unici, profondamente radicati nel territorio, dove design, ospitalità, benessere ed esperienze si fondono in un modo che risulta al tempo stesso personale e straordinario. Con questo resort porteremo a Courchevel un nuovo spirito di lusso alpino che celebra la bellezza, l'energia e l'anima delle Alpi francesi, invitando gli ospiti a vivere quel raro senso di libertà che contraddistingue One&Only».
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[post_content] => La Lombardia consolida il suo posizionamento tra le principali destinazioni turistiche italiane chiudendo il 2025 con numeri da record: 22.354.234 arrivi e 56.713.901 presenze. Rispetto all'anno precedente, la regione ha registrato una crescita significativa di quasi 1,5 milioni di arrivi e oltre 3,7 milioni di pernottamenti. Questi dati, presentati dall'assessore al turismo, marketing territoriale, moda di regione Lombardia Debora Massari durante il tavolo regionale per le politiche turistiche, confermano la Lombardia come una meta privilegiata capace di attrarre flussi costanti e diversificati.
Il vero motore della crescita è rappresentato dal turismo internazionale, che oggi incide per il 68,07% sulle presenze totali e per il 63,32% sugli arrivi. L'attrattività sui mercati esteri si riflette anche in una progressiva destagionalizzazione: la componente straniera risulta prevalente in ogni mese dell'anno, permettendo alla stagione turistica di estendersi stabilmente da aprile a ottobre. Geograficamente, se Milano svetta con oltre 22,8 milioni di presenze, si registra una diffusione dei flussi sempre più marcata verso le aree lacustri e le destinazioni montane.
Sotto il profilo del ricettivo, il mercato appare estremamente equilibrato: il comparto alberghiero raccoglie il 52,77% delle preferenze, tallonato dall'extra-alberghiero che si attesta al 47,23%. Questo scenario conferma le tre direttrici strategiche identificate dall'Osservatorio regionale: un aumento costante dei volumi, il rafforzamento della proiezione internazionale e un ampliamento temporale della stagione, fattori che rendono il sistema turistico lombardo sempre più interessante.
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[post_content] => Cuba mantiene il suo appeal. Malgrado tutto. Lo spiega Ivan Soto, country manager del dmc Distal Caribe, che ha partecipato alla recente edizione di FitCuba: «Cuba continua a essere una destinazione richiesta e strategica per il turismo leisure. Grazie alle connessioni Xml oggi possiamo raggiungere mercati sempre più dinamici e offrire una distribuzione ancora più efficace dei nostri prodotti. Proponiamo pacchetti turistici completi nelle principali località dell’isola, con tour, escursioni e servizi dedicati. Inoltre, il volo diretto Neos da Roma verso Holguín in partenza da giugno rappresenta un segnale positivo per il mercato italiano e per la connettività verso Cuba».
Negli ultimi mesi, grazie a numerosi incontri b2b virtuali e in presenza, Distal Caribe ha rafforzato la propria rete commerciale internazionale, sviluppando nuovi accordi e ampliando le opportunità di distribuzione della destinazione Cuba.
Con un team specializzato operativo sull’isola, Distal Caribe offre assistenza in loco, supporto operativo dedicato, gestione servizi turistici, tour personalizzati, escursioni, transfer, noleggio auto e programmi tailor made per tour operator e agenzie di viaggio.
In un contesto internazionale in continua evoluzione, Cuba continua «a garantire a livello turistico operatività e accoglienza grazie al lavoro delle catene alberghiere, dei partner locali e degli operatori del settore che assicurano servizi, assistenza e continuità turistica».
Distal Caribe punta oggi su una strategia integrata che combina presenza locale, tecnologia e distribuzione internazionale. Attraverso il portale www.distalcaribe.com e le integrazioni Xml dedicate al trade, l’azienda mette a disposizione delle agenzie di viaggio e dei tour operator un accesso diretto a servizi, disponibilità e soluzioni dinamiche per la destinazione Cuba.
In Italia, il progetto viene sviluppato insieme al team di Distal Gsa Italia, impegnato nel consolidamento della destinazione e nell’espansione verso nuove destinazioni caraibiche. «Crediamo fortemente nel potenziale di Cuba e continuiamo a investire nel progetto con un approccio strategico e continuativo sulla destinazione - afferma Alessandra Pecci, member of the board, cmo & Chro di Distal Gsa Italia - Stiamo ampliando la nostra presenza anche verso altre destinazioni caraibiche, creando nuove sinergie commerciali e opportunità per il trade italiano e non solo».
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[post_content] => Protocollo d’intesa firmato oggi a Roma tra l’Anci e l’Associazione Dimore storiche italiane sottoscritto dal presidente dell'Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi e dalla presidente nazionale delle Dimore storiche, Maria Pace Odescalchi. L’accordo punta a riconoscere le dimore storiche come parte integrante dell’identità culturale italiana e come leva strategica per la crescita economica, sociale e turistica dei territori, in particolare nei borghi e nei comuni delle aree interne.
Il Protocollo prevede iniziative congiunte per favorire il turismo sostenibile e la destagionalizzazione dei flussi turistici, attraverso l’integrazione delle dimore storiche nei piani culturali e turistici locali, la creazione di itinerari dedicati, la promozione di eventi culturali condivisi e la realizzazione di progetti con scuole e università, programmi di volontariato culturale e iniziative di apertura al pubblico.
“L’accordo tra Anci e Dimore storiche - dichiara il presidente dell'Anci Gaetano Manfredi - punta a trasformare le dimore storiche in una leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. Abbiamo un duplice obiettivo: da un lato promuovere un turismo lento e di qualità per contrastare lo spopolamento dei borghi e delle aree interne; dall’altro sensibilizzare i comuni ad adottare, laddove possibile, politiche di semplificazione e agevolazione fiscale per chi custodisce questo patrimonio. Vogliamo che palazzi, ville e giardini storici siano sempre più integrati nella vita delle comunità, diventando tappe imprescindibili di itinerari culturali che valorizzino l’intera filiera territoriale, dai musei civici alle eccellenze artigiane. Proteggere queste realtà e la memoria storica significa investire nel futuro economico e sociale dei nostri territori”.
“La collaborazione con Anci - spiega da parte sua la presidente delle Dimore storiche Maria Pace Odescalchi - nasce in modo naturale: i dati dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato evidenziano infatti che il 30% delle dimore storiche si trova in comuni con meno di 5.000 abitanti. La firma di questo Protocollo rappresenta un passo significativo per valorizzare le dimore storiche come presìdi culturali e motori di sviluppo territoriale, con l’obiettivo di metterle a sistema, sostenerle e integrarle nelle strategie di sviluppo locale e turistico, a beneficio dell’intero Paese”.
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[post_content] => Una destinazione «vicina e sicura, fruibile lungo tutto l’arco dell’anno e per tutti i target di turisti»: Viviana Vukelic, direttrice dell’Ente nazionale croato per il turismo, mette a fuoco i plus di una meta che oggi «in un momento segnato da questa situazione geopolitica, assumono una valenza ancora maggiore».
L'occasione è quella di un evento che ha portato a Milano la cucina firmata dallo chef stellato Rudolf Štefan, proprietario del ristorante Pelegrini a Sebenico, nel cuore della Dalmazia (1 stella Michelin dal 2018 ad oggi), poiché «la passione per il cibo rappresenta un forte legame tra la Croazia e l'Italia, che si conferma stabilmente tra i primi dieci mercati di provenienza».
La prossimità geografica tra i due Paesi gioca chiaramente a favore della destinazione «facilmente raggiungibile anche in auto, ma i collegamenti sia aerei sia via mare abbondano e sono disponibili in quantità anche nei periodi del pre e post-stagione, mesi in cui proprio gli arrivi italiani registrano numeri in crescita. Si tratta anche di gruppi organizzati, con viaggiatori che sempre più spesso sono alla ricerca di esperienze autentiche sul nostro territorio».
In questo quadro, non sono più soltanto le mete balneare a richiamare i turisti, «ma anche quelle dell’entroterra, con un’offerta che risulta anche più conveniente dal punto di vista economico. Il turismo rurale mostra un elevato potenziale di crescita, proprio grazie ad esperienze autentiche e personalizzate».
Infine, è la varietà delle proposte un altro dei punti di forza evidenziati dalla direttrice: «La nostra offerta spazia dal turismo culturale alla vacanza attiva, dal Mice al turismo outdoor passando da quello della salute al luxury, con prodotti su misura per ciascuna segmento di mercato».
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[post_content] => Si svolgerà a Bergamo dal 20 al 22 novembre 2026 l’undicesima edizione di Terrae by Agritravel Expo, la fiera internazionale dedicata al turismo sostenibile.
Tra aree tematiche e nuovi trend, Terrae by Agritravel Expo accompagna i visitatori attraverso un percorso espositivo che premia l'autenticità dei borghi e le eccellenze dei territori.
Con un contributo al pil di oltre 230 miliardi di euro, 3,2 milioni di posti di lavoro, 185 miliardi di spesa totale nel corso del 2025 (dati Enit), il turismo è un sistema economico trasversale che genera valore, occupazione e investimenti su tutto il territorio. E la leva strategica del sistema turistico nazionale è proprio il turismo lento, nato come settore di nicchia e diventato oggi un pilastro fondamentale per la valorizzazione dei territori meno noti e per il rilancio di un’economia più sostenibile, autentica e rispettosa dell’ambiente.
Secondo i dati Istat e Conflavoro relativi al 2025il turismo lento è strettamente legato alla valorizzazione del patrimonio culturale. Per il quarto anno consecutivo, infatti, il turismo culturale è la prima motivazione di visita in Italia e genera il 63% delle presenze, con il coinvolgimento anche di siti meno battuti dalle rotte turistiche.
Terrae sarà l’occasione per delineare i nuovi trend di settore e le linee guida dei viaggi futuri. Ad esempio, il turismo rigenerativo, una sorta di evoluzione del turismo sostenibile: non solo ridurre l’impatto ambientale, ma contribuire attivamente al miglioramento delle comunità locali e degli ecosistemi, insomma “lasciare il posto meglio di come lo si è trovato”.
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Terrae si rivolge a tutto il mondo del turismo slow, viaggiatori e appassionati, ma anche operatori di settore, buyer qualificati, stakeholder e attori della filiera turistica. In particolare, la prima giornata di venerdì è dedicata al B2B, per creare occasioni di dialogo e incontro tra domanda e offerta con Matching Day direttamente negli stand.
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[post_content] => L’ Umbria non vuole più raccontarsi "solo" come una destinazione da visitare, ma come un territorio da vivere, attraversare, abitare. È questo il senso del nuovo piano di comunicazione presentato ieri a Milano dalla Regione Umbria, alla presenza della presidente Stefania Proietti, dell’assessore regionale al Turismo Simona Meloni e di Federico Sistico per la Camera di Commercio dell’Umbria.
Il messaggio è chiaro: uscire dalla logica della cartolina e dare più personalità al racconto del “cuore verde d’Italia”, puntando su qualità della vita, arte, cultura, paesaggio, aree verdi e autenticità. Non solo per conquistare turisti, ma anche per intercettare aspiranti residenti, nomadi digitali e lavoratori in smart working. Una linea sintetizzata bene dall’idea, emersa durante l’incontro, di un’Umbria in cui «si arriva e si vorrebbe restare a vivere».
La strategia
Tra i cardini della strategia c’è il turismo lento. L’assessore Meloni ha richiamato il valore della lentezza come esperienza capace di rigenerare corpo e mente, anche in vista degli 800 anni dalla morte di San Francesco, occasione che rafforza il posizionamento spirituale e culturale della regione.Tra gli appuntamenti dei prossimi mesi figurano le iniziative dedicate allo speciale anniversario, con un programma diffuso tra Assisi, Gubbio, Perugia e l’area ternana; la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia fino al 14 giugno; e la mostra “Michelangelo Pistoletto. Franciscus. Fratello in arte” alla Rocca Maggiore di Assisi.
A questi si aggiungono i grandi festival culturali e musicali dell’estate, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto a Umbria Jazz, fino a Umbria che Spacca, Suoni Controvento, Moon in June e Todi Festival. In Valnerina, accanto alla riapertura del centro storico di Norcia e della Basilica di San Benedetto, resta centrale la fioritura di Castelluccio, mentre nell’area di Terni il racconto passa anche dalla Cascata delle Marmore e dal nuovo Borgo Muse Festival di Collescipoli, in programma a settembre. Un calendario che conferma la volontà della regione di legare natura, cultura, spiritualità e contemporaneità in un’unica proposta di viaggio. Magari condotto a ritmo lento, a piedi o in bicicletta.
Un'Umbria meno ovvia
Cammini, percorsi bike e itinerari nascosti diventano così strumenti per scoprire un’Umbria meno ovvia, fatta di borghi, paesaggi e comunità.In questa direzione va anche il lavoro sulle cinque aree interne umbre, che coinvolgono 59 comuni, e il potenziamento della rete ciclopedonale. Il Trasimeno, con la sua ciclovia e il sistema museale integrato accessibile con biglietto unico, rappresenta uno degli esempi più concreti di questa visione. Ma la regione guarda con decisione anche a mountain bike, e-bike e cicloturismo, oggi resi più accessibili dalla diffusione della pedalata assistita. Come ricordato da Ludovica Casellati (Ladybici), la bicicletta è diventata uno strumento alla portata di molti e l’Umbria ha caratteristiche ideali per valorizzarla.
Il 22 maggio, inoltre, grazie al progetto “Bici in Comune” promosso da Sport e Salute e con il supporto della Camera di Commercio dell’Umbria, alla Sala delle Colonne di Palazzo Graziani a Perugia si terrà un momento di approfondimento dedicato a mobilità sostenibile, cicloturismo e nuove opportunità per i territori.
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(Alessandra Favaro)
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[post_content] => Palazzo Moresco, il boutique resort Liberty situato a Santa Marinella, apre la stagione estiva nella località della costa laziale caratterizzata da belle spiagge, a soli 50 minuti da Roma e a 10 minuti dal porto i Civitavecchia. La struttura si presenta al trade per sviluppare ulteriormente il segmento incoming.
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Palazzo Moresco spicca nel panorama dell'ospitalità laziale: 20 posti letto, in un boutique resort vista mare realizzato in un edificio storico dei primi del Novecento dal gruppo turistico Sonders &Beach. «Vogliamo ampliare la distribuzione con il trade e le agenzie di viaggio - ha spiegato Andrea Cosimi, general manager della struttura - per proporre un soggiorno sul mare vicino Roma e per posizionarsi anche come location per eventi e incentive meeting. Al momento accogliamo prevalentemente la clientela proveniente da Usa, Nord Europa e Spagna, che sceglie il resort per il pre o post cruise prima dell'imbarco a Civitavecchia. Il mercato italiano è maggiormente attratto dagli eventi, ma intendiamo puntare di più a promuovere l'ospitalità della struttura anche per la clientela nazionale. Per questo stiamo organizzando delle site inspection dedicate. Possiamo offrire l'accesso alla spiaggia assicurato in uno stabilimento dedicato, esperienze wellness e relax, area bistrot & cocktail bar. Ci rivolgiamo a famiglie e gruppi di amici e come parte del gruppo Sonders& Beach, l'inclusione è il fulcro dell'attività di Palazzo Moresco, che si pone come realtà Lgbtq+ Welcoming».
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(Manuela Ippolito)
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CartOrange si confronta con lo scenario geopolitico attuale partendo da un avvio d’anno positivo: nei primi mesi del 2026 il gruppo ha registrato una crescita del volume di affari dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025, in continuità con un esercizio precedente favorevole.
Nell’anno fiscale compreso tra il 1° settembre 2024 e il 31 agosto 2025, il giro d’affari ha superato i 40 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto all’esercizio precedente ed il gross travel margin ha raggiunto circa 6,8 milioni di euro, con una marginalità pari al 17% sul travel value: i risultati riflettono la gestione efficace del pricing, accanto a una selezione attenta dei fornitori nel comparto tour operating e alla solida collaborazione con i partner sul fronte dell’intermediazione. L’Ebitda si è posizionato intorno al 5%. CartOrange presenta una posizione finanziaria netta solida, non registra esposizioni nei confronti del sistema bancario e può contare su una struttura dei costi leggera. Una configurazione resa possibile dal proprio modello organizzativo, fondato sulla relazione stretta tra il centro dell’azienda e una rete capillare di 450 consulenti per viaggiare presenti sul territorio, a diretto contatto con il cliente finale.
No agli allarmismi
Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange, spiega: «Arriviamo a questa fase di mercato dopo mesi molto positivi e un esercizio 2024-2025 che ha confermato la qualità del nostro percorso di crescita. I risultati economici raggiunti ci consegnano un’azienda solida, liquida e con una struttura agile. È una condizione che oggi ci consente di affrontare una fase complessa con realismo, ma senza allarmismi, continuando a sostenere la rete dei consulenti per viaggiare e a garantire ai clienti un presidio consulenziale forte e continuativo».
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«Il 2026 - prosegue Romano - si sta delineando come un anno fuori dall’ordinario per tutto il settore turistico, ma affrontiamo questa fase con lucidità e fondamenta molto solide. Alla luce del contesto attuale e delle informazioni di cui disponiamo, a oggi, riteniamo di poter assorbire l’impatto della turbolenza con una contrazione ancora contenuta, che nei diversi scenari considerati si colloca in una forbice compresa tra il -7% e il -12%. È una previsione prudente, ma coerente con le caratteristiche del nostro modello, che ci consente di leggere rapidamente l’evoluzione della domanda, diversificare prodotti e destinazioni, offrendo ai clienti proposte coerenti rispetto al nuovo contesto. È questo che ci fa guardare ai prossimi mesi con cautela, ma anche con fiducia».
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