14 maggio 2015 16:07
Ha preso il via a Roma il tour di incontri di formazione per agenzie di viaggio sulla destinazione Armenia, voluto da Auctoria, tour operator specializzato in viaggi nell’area del Caucaso, insieme all’ambasciata d’Armenia e alla Development Foundation of Armenia. «L’esigenza della formazione nasce dal fatto che c’è poca informazione sulla destinazione – spiega Gerardo Napolitano, titolare Auctoria -. Convinzione rafforzata dai risultati dell’indagine realizzata in collaborazione con lo Iulm e da noi sponsorizzata, che ha rilevato un 65% del campione che non conosce l’Armenia ma vorrebbe andarci, e un 27% che non la conosce e non vuole andarci, su cui va fatta dell’informazione mirata. L’Armenia oltre ad essere una destinazione sicura è ricca di prodotti turistici, che vanno dalla natura incontaminata alla storia e alla cultura». Il tour di formazione alle agenzie di viaggi, dopo la tappa romana sarà a Napoli il 9 giugno e poi a Milano e Verona. «Il nostro Paese è ancora troppo poco conosciuto ai viaggiatori italiani e siamo qui per diffondere le molte risorse che offre, insieme alla totale sicurezza – ha detto Arman Hovhanissyan, consigliere economico dell’ambasciata d’Armenia -. Il fatto di svilupparsi su un altopiano a 1.500-2.000 mt sopra il livello del mare, la rende unica dal punto di vista ambientale, di natura incontaminata e delle acque, tra le più pure del continente. L’Armenia vanta una storia molto antica ed è allo stesso tempo un Paese dalla infrastrutture moderne e ricca di musei e altre attrazioni. Il periodo migliore per visitarla sono le stagioni intermedie come primavera ed autunno».
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[post_content] => Il progetto “White Garden”, comincia a prendere forma. Il complesso ricettivo che sorgerà alle porte di Yerevan opererà sotto il marchio Best Western Premier. Si tratta di una tappa fondamentale nella strategia di espansione di Bwh Hotels nella regione: White Garden è il primo sviluppo di questo tipo da quando l'area è entrata sotto la gestione della divisione italiana del gruppo, BWH Hotels Italy & South-East Europe.
Il progetto
Il White Garden sorgerà su un’area di 6.500 metri quadrati nel distretto di Yeghvard, una zona elevata e panoramica che si sta affermando come il nuovo “polmone verde” dell’area metropolitana. Da qui, lo sguardo abbraccia un paesaggio spettacolare: quattro catene montuose, Ararat, Hatis, Ara e Aragats, circondano il complesso a soli dieci minuti da Yerevan. Questo sviluppo si inserisce nel più ampio processo di trasformazione urbanistica della capitale armena. Il progetto prevede 140 appartamenti, caratterizzati da design contemporaneo e finiture di pregio.
«L’avvio di questo cantiere in Armenia conferma la nostra visione di crescita in territori ad alto potenziale, dove la domanda di ospitalità di qualità è in costante aumento – commenta Fabrizio Doria, cdo di Bwh Hotels Italy & South-East Europe -. Con White Garden portiamo l’eccellenza del brand ‘Best Western Premier’ in un contesto che unisce natura e vicinanza urbana, offrendo una soluzione capace di intercettare sia il viaggiatore internazionale, sia l’investitore alla ricerca di rendimenti solidi e gestione professionale».
Il complesso è stato progettato per offrire un’esperienza di soggiorno d’eccellenza, capace di rispondere sia alle esigenze delle famiglie, sia a quelle del segmento business. L’offerta si distinguerà per una wellness area d’avanguardia, che integra un moderno complesso termale, spa, palestra e piscina, affiancati da spazi dedicati al tempo libero: il ristorante, l’anfiteatro all’aperto e aree gioco pensate per i più piccoli. La vicinanza ai principali servizi urbani e ai collegamenti per il centro di Yerevan, renderà il White Garden una soluzione ideale per chi cerca comfort, qualità e un equilibrio autentico tra natura e città.
L’investimento si inserisce in un contesto macroeconomico favorevole: secondo i dati del Comitato per il turismo del ministero dell'economia della Repubblica di Armenia e di Armstat, il Paese nel 2024 ha attirato 2,2 milioni di visitatori internazionali, consolidando un trend che nel 2023 aveva già visto il fatturato turistico quasi raddoppiare rispetto ai livelli del 2019 (+97%). «L'Armenia si sta così affermando come una delle mete più interessanti per l’hotellerie internazionale, grazie a una strategia nazionale che punta con decisione su segmenti ad alto valore aggiunto. È una scelta d’elezione in un mercato che sta dimostrando una maturità e una capacità di attrazione internazionale straordinarie, ponendosi come un nuovo punto di riferimento nel panorama turistico del Caucaso».
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Se una parte del mondo è in difficoltà, un'altra parte continua a riscuotere l'interesse dei viaggiatori. Riflettori puntati sull'America Latina, che in questa delicata fase della crisi internazionale offre una rosa di destinazioni sicure e agevolmente raggiungibili dall'Europa. A confermarlo è il general manager di Tour2000AmericaLatina, Marino Pagni, intervenuto a Milano durante una serata riservata al trade organizzata in collaborazione con Procolombia.
«Malgrado la difficile congiuntura internazionale - spiega il manager - le prenotazioni verso le aree che fanno parte del nostro portfolio di offerta non si sono fermate e in prospettiva dovrebbero continuare a macinare numeri. In linea generale, al momento la difficoltà maggiore deriva dall'aumento delle tasse aeroportuali, che va a incidere sulle nuove prenotazioni. Resto comunque ottimista: stiamo vivendo una situazione per certi versi "assurda", che dovrà per forza sbloccarsi».
La linea Slow Travel
Intanto, Tour2000AmericaLatina prosegue sulla strada della diversificazione dell'offerta, con l'ultima novità degli Slow Travel, circuiti pensati per chi desidera vivere un viaggio più lento, all'insegna dell'ecosostenibilità, in armonia con il territorio e le popolazioni visitati. «Abbiamo ideato una collezione di una decina di viaggi nelle diverse destinazioni che trattiamo, con il comune denominatore dell'abbinamento a qualche giorno di soggiorno balneare in località particolarmente suggestive - aggiunge Claudia Spreafico, responsabile marketing e comunicazione -. Nel caso della Colombia abbiamo ad esempio previsto il "Medellin, Cartagena e Barù", di 12 giorni. Altre soluzioni comprendono "Rio de Janeiro e Paraty" in Brasile, "Guatemala e Corn Island" o "Perù e Curacao"».
Se quello dello Slow Travel è uno dei segmenti percorribili, "I Viaggi di Marino" lanciati lo scorso settembre sono già una certezza. «Ci sono date sold out, come quella del prossimo tour in Argentina. Anche in questo caso, si tratta di viaggi particolari, riservati a un numero limitato di persone che desiderano entrare in contatto con alcuni degli aspetti qualificanti di un territorio» spiega Pagni.
La serata milanese presso il ristorante colombiano Mamajuana è parte di un ciclo di sei incontri organizzati fra Milano, Verona, Bologna, Roma e Firenze in collaborazione con Procolombia per mettere a fuoco le potenzialità del Paese. «Una destinazione che ha tantissimo da offrire - puntualizza Pagni - dalla natura alle città, dal mare caraibico di San Andres all'Amazzonia. Una meta facilmente raggiungibile grazie ai collegamenti operati da diversi vettori fra i quali Air Europa o Air France-Klm, che consentono di volare su Bogotà, Medellin o Cartagena».
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[post_content] => Tra code interminabili e voli persi, il lancio completo dell'Ees, lo scorso venerdì, si è rivelato un vero e proprio dramma. E le principali organizzazioni del comparto aereo hanno nuovamente avvertito che alle autorità di controllo delle frontiere deve essere consentito di sospendere completamente il sistema europeo di registrazione biometrica per evitare tempi di attesa eccessivi.
Secondo Airlines for Europe (A4E) e Aci Europe, l'introduzione del sistema di entrata/uscita in vigore nei 29 Paesi membri dell’area Schengen ha comportato tempi di attesa compresi tra le due e le tre ore negli aeroporti di tutta Europa. I passeggeri sostengono che i disagi siano stati causati da una mancanza di organizzazione, carenza di personale e guasti tecnici.
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Michael O'Leary, ceo del gruppo Ryanair, aveva già avvertito la scorsa settimana che l'introduzione dell'Ees sarebbe stata un “disastro”, prevedendo che gli aeroporti più piccoli ne risentiranno maggiormente.
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[post_content] => L'Ambassador Program targato Brand Usa debutta quest'anno in Italia: l'iniziativa dedicata al travel trade viene infatti estesa in diversi mercati chiave dell'organizzazione di destination marketing degli Stati Uniti.
Obiettivo dichiarato: selezionare 250 travel trade ambassador entro il 4 luglio 2026, in concomitanza con America250, l’anniversario dei 250 anni degli Stati Uniti.
Le candidature per il mercato italiano sono aperte da ieri, 13 aprile: gli agenti di viaggio sono invitati a candidarsi inviando una presentazione scritta o un video in cui descrivono il loro interesse per la destinazione e il loro contributo al settore.
«Gli agenti di viaggio sono uno dei motori più potenti per l’incremento dei viaggi internazionali e la loro influenza si estende ben oltre le singole prenotazioni - spiega Malcolm Smith, svp global markets & chief trade and product development officer di Brand Usa -. Attraverso il Global Ambassador Program stiamo investendo in una rete di esperti altamente coinvolti che possano ampliare la visibilità delle destinazioni degli Stati Uniti nei rispettivi mercati. In quanto piattaforma pensata per connettere il travel trade e ispirare nuovi specialisti degli Stati Uniti, il programma rafforza l’engagement e sostiene una crescita stabile dell'inbound verso gli Usa, come parte della nostra più ampia strategia internazionale durante America250».
Il programma è stato inizialmente sviluppato con un progetto pilota in Australia e Nuova Zelanda nel 2025, dove ha coinvolto 12 consulenti di viaggio selezionati per formare la prima coorte di Brand Usa Ambassadors. Al centro del programma vi è un approccio peer-to-peer, attraverso il quale gli agenti condividono conoscenze ed esperienze all’interno delle proprie reti, contribuendo a creare una comunità di settore più connessa e informata.
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[post_content] => Comincia l'anno di slancio la Croazia, con oltre 1,1 milioni di arrivi e 3 milioni di pernottamenti registrati tra gennaio e la fine di marzo: si tratta, rispettivamente, di un aumento del 9% degli arrivi e dell'8% dei pernottamenti rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
I dati di eVisitor includono il traffico turistico proveniente da strutture ricettive commerciali e non commerciali, nonché l'attività di noleggio nautico registrata tramite il sistema eCrew. La costa adriatica ha generato la maggior parte dei pernottamenti, registrandone 2,1 milioni, il 12% in più rispetto al primo trimestre 2025.
Nel frattempo, le destinazioni continentali della Croazia hanno registrato 890.000 pernottamenti, pari ad una crescita del 3%.
Tonči Glavina, ministro croato del Turismo e dello Sport, ha sottolineato come l’anno turistico stia affrontando circostanze globali difficili, che rendono complesse le previsioni. Tuttavia, ha ribadito che i vantaggi strategici della Croazia – la sicurezza e la vicinanza ai principali mercati europei – rimangono punti di forza importanti.
«La competitività dei prezzi rimarrà un fattore cruciale nella scelta delle destinazioni da parte dei viaggiatori. Se tutti gli attori della filiera turistica agiscono in modo responsabile, possiamo creare le condizioni per un prosieguo positivo dell’anno turistico e solide basi per quello successivo» ha affermato Glavina.
Kristjan Staničić, direttore dell’Ente nazionale croato per il turismo, ha affermato che i risultati confermano le tendenze positive del settore turistico, sostenute da campagne promozionali incentrate sui periodi pre-stagionali e post-stagionali.
Ha aggiunto che i messaggi di marketing sono stati adattati per mettere in risalto la sicurezza, la qualità e la diversità dell’offerta turistica croata.
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[post_content] => Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel avvia un ambizioso piano di restyling delle camere. Questo progetto di design si concretizza dopo la ristrutturazione del ristorante simbolo del Rome Cavalieri, La Pergola di Heinz Beck, insignito di tre stelle Michelin, completata nel 2024.
L'obiettivo del progetto è creare un equilibrio armonioso tra passato e presente, mantenendo il carattere e il fascino unici del Rome Cavalieri. Katharina Schlaipfer, vicepresidente delle operazioni per l’Europa continentale di Hilton, ha dichiarato: «Rome Cavalieri rappresenta da tempo un’icona dell’ospitalità di lusso a Roma, e siamo entusiasti di assistere a questa nuova fase della sua evoluzione. Questo importante investimento rafforza il nostro impegno a lungo termine in Italia e garantisce che l’hotel continui a stabilire lo standard di riferimento per l’ospitalità di lusso nella Città Eterna».
«Il nostro obiettivo è di rendere omaggio all'heritage dell’hotel, reinterpretandone al contempo gli spazi in chiave contemporanea, migliorando comfort, eleganza e funzionalità - aggiunge William Fisher, direttore generale del Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel -. Oltre alla trasformazione estetica, questo progetto eleva il modo in cui i nostri ospiti vivono l’esperienza dell’ospitalità, creando ambienti più intuitivi e stimolanti che favoriscono un servizio autentico, fluido e personalizzato. Allo stesso tempo, infonde un rinnovato senso di orgoglio tra i membri del nostro team, mettendoli nelle condizioni di offrire un livello di eccellenza ancora più elevato e rafforzando la posizione del Rome Cavalieri come icona duratura del lusso e dell’ospitalità romana».
Il progetto porta la firma dello studio Tihany Design. Il team di designer e architetti sotto la guida e direzione artistica di Alessia Genova ha elaborato il nuovo concept dell’hotel.
Le camere
Il nuovo design delle camere e delle suite trae ispirazione dalla ricca palette di motivi, texture e colori della Città Eterna con una raffinata combinazione del verde tenue miscelato con le calde tonalità terracotta e con i freschi toni di travertino, rubati al paesaggio romano.
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[post_content] => Saranno circa 3.000 le figure che il gruppo Fincantieri ha in programma di assumere da qui al 2030. In Italia questo incremento riguarderà oltre 1.200 addetti, di cui un terzo laureati. Più di due terzi del totale saranno richiesti nelle discipline scientifico-tecnologiche. Ma, come riporta Il Sole 24Ore, entreranno in azienda anche centinaia di diplomati tecnici, selezionati dai principali istituti tecnici industriali del territorio nazionale e in uscita dai percorsi di specializzazione post-diploma Its, di cui Fincantieri è partner.
Previsto anche l’inserimento di operai specializzati (oltre 350) attraverso il progetto “Maestri del mare”, il programma di formazione retribuito del gruppo che ha l’obiettivo di ricercare, formare e assumere lavoratori addetti alla costruzione navale. Questi dati sono contenuti nel piano industriale 2026-30 che dovrebbe portare la forza lavoro diretta da 24.500 dipendenti nel 2025 a 27.500 nel 2030, con un incremento della produttività stimato nel 25%.
«Attraverso il piano industriale 2026-2030 abbiamo tracciato la rotta dei prossimi anni, compiendo un ulteriore e deciso passo avanti nella nostra traiettoria di crescita - ha sottolineato Pierroberto Folgiero, a.d. ed.d. di Fincantieri -. Alla base del nostro modello operativo ci sono le competenze, su cui investiamo quotidianamente attraverso la formazione continua, e le persone, pilastro strategico del gruppo. Il loro impegno, la professionalità e il senso di appartenenza ci consentono di raggiungere obiettivi sempre più sfidanti, creando valore nel lungo periodo per il Paese».
I profili ricercati
Focalizzandoci sull’Italia, il 60% degli oltre 1.200 organici inseriti sarà relativo a risorse junior under 35, il restante 40% riguarderà figure senior. Questo mix servirà a garantire al tempo stesso «ricambio generazionale, politica di sviluppo interno delle competenze e acquisizione delle cosiddette cutting-edge skills da mercato, necessarie per trainare lo sviluppo del core business, garantire la digital e la clean energy transition e la crescita nei nuovi segmenti».
«Il nostro piano di assunzioni - ha aggiunto Luciano Sale, direttore hr e real estate di Fincantieri - riflette una visione chiara che si basa sulla promozione di un ambiente di lavoro inclusivo, dinamico e orientato allo sviluppo del talento, dove la crescita professionale si coniuga con il benessere individuale».
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L'università di Catania e Mangia’s Hotel and Resorts uniscono le forze in una sinergia operativa, con l'obiettivo di realizzare un innovativo corso di laurea in economia aziendale a indirizzo internazionale, con focus sul luxury hospitality management.
Il protocollo d’intesa, che segna l’avvio del percorso di attivazione di un bachelor of Business Administration triennale interamente in lingua inglese, è stato sottoscritto nei giorni scorsi dal rettore Enrico Foti e dal presidente e ceo di Mangia’s Hotel and Resorts - Aeroviaggi, Marcello Mangia. Il corso sarà erogato dal dipartimento di economia e impresa dell’ateneo catanese e nasce dall’integrazione tra la competenza accademica, scientifica e istituzionale dell’università e l’esperienza operativa, la solidità infrastrutturale e la capacità organizzativa di Mangia’s nel settore dell’ospitalità.
In una prima fase, il percorso sarà riservato a circa 130 studenti provenienti dal Regno dell’Arabia Saudita, che ha riconosciuto la rilevanza del progetto e le sue concrete prospettive di attuazione. Mangia’s Hotel and Resorts contribuirà in maniera determinante alla realizzazione dell’iniziativa mettendo a disposizione il Mangia’s Brucoli Resort, insieme ad altre strutture ricettive e infrastrutture dedicate. Tali spazi saranno funzionali non solo all’accoglienza degli studenti, ma anche allo svolgimento delle attività di formazione pratica e all’acquisizione di competenze operative direttamente sul campo.
Un modello integrato
La collaborazione si fonda su un modello integrato che prevede da un lato, la progettazione e la supervisione accademica del percorso da parte dell’università; dall’altro, la predisposizione delle condizioni organizzative, logistiche e istituzionali necessarie all’attivazione del programma, inclusi il supporto ai processi di internazionalizzazione e l’eventuale accreditamento Ksa, ovvero il riconoscimento del valore didattico del corso da parte del ministero dell’ostruzione del Regno dell’Arabia Saudita o di altre autorità competenti. A completare il percorso formativo, una solida componente esperienziale, laboratoriale e applicativa, con attività di stage e on-the-job training realizzate grazie al supporto operativo e infrastrutturale di Aeroviaggi.
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[post_content] => Utat rilancia la collezione dei viaggi Firmati Utat con accompagnatore dall'Italia, una selezione di itinerari comprensivi di volo a/r che portano alla scoperta di alcune delle destinazioni più affascinanti del mondo.
Le caratteristiche dei "Firmati Utat"
I "Firmati Utat" sono molto più di un semplice viaggio: sono un’immersione autentica nelle destinazioni del mondo, con contenuti particolari ben distanti dai percorsi battuti. Gli itinerari sono curati nei minimi dettagli, accompagnati da una profonda conoscenza delle destinazioni.
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