17 dicembre 2020 10:59
Cata ci porta alla scoperta di un Natale fuori dal comune attraverso i colori, i costumi e la cultura di Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama e Repubblica Dominicana. Periodo molto atteso e celebrato in ogni angolo del Mondo, il Natale di America Centrale e Repubblica Dominicana ha inizio a metà dicembre con preparativi di ogni tipo: culla di diverse usanze e culture che convivono armoniosamente durante tutto l’anno, il Centro America si appresta a festeggiare con una commistione di tradizioni cristiane, maya e garifuna.
Secondo la tradizione Garifuna, in questo periodo dell’anno l’Honduras si prepara ad accogliere Warini, l’ambasciatore natalizio, che accompagnato da un corteo di cantanti e batteristi si sposta di casa in casa. In diversi luoghi dell’Honduras, invece, i cristiani cattolici organizzano ancora oggi le Posadas, che ci ricordano il pellegrinaggio fatto da Giuseppe e Maria da Nazareth a Betlemme alla ricerca di un posto in cui aspettare la nascita di Gesù: il pellegrinaggio ha inizio alcuni giorni prima del 24 dicembre e le famiglie ospitanti ricevono i partecipanti con spuntini tradizionali. La notte del 31 dicembre è dedicata invece al Rogo dell’Anno Vecchio: ogni anno vengono realizzati scimmie o bambole con vecchi vestiti e giornali che vengono poi ridotti in cenere, allontanando così tutte le cose brutte capitate nell’anno passato.
Il secondo sabato di dicembre, a San José, la Festa della Luce segna ufficialmente l’inizio del Natale degli josefinos: per le strade della città sfilano ogni anno carri allegorici e maschere, accompagnati da musica dal vivo tradizionale e fuochi d’artificio. Questo evento unisce la passione per i cavalli e quella per le feste dei costaricani, che a Natale non rinunciano mai al El Gran Tope Nacional, la sfilata dei cavalli di carattere nazionale durante la quale, il 26 dicembre, migliaia di cavalieri sfilano tra le vie della capitale.
Il 7 dicembre in Guatemala è il giorno del Rogo del diavolo, occasione in cui i partecipanti bruciano le piñatas di cartone. Questa usanza ha le sue radici nella tradizione religiosa ed è legata ai roghi di streghe ed eretici a cui si assisteva nel Medioevo. Il fuoco in Guatemala è inteso come elemento purificante e così i Maya celebrano la vittoria del sole “Hun Ajpú” sulle tenebre durante il solstizio d’inverno. A Huehuetenango, durante il periodo delle feste si canta e si prega accompagnati da strumenti autoctoni come l’ayotl, realizzati con gusci di tartaruga, tamburi di cuoio e cincini.
Come in molti altri Paesi dell’America Centrale, in Nicaragua il cenone della vigilia di Natale inizia solo dopo la messa cattolica di mezzanotte. A Bluefields invece, sulla costa caraibica, la speciale tradizione creola vuole che ci si riunisca per gustare tutti insieme una zuppa di carne. Nell’area del Pacifico, il pasto tradizionale di Natale è invece il pollo ripieno di lombo di maiale. Per dare il benvenuto al nuovo anno, i nicaraguensi creano fantocci riempiti di polvere da sparo fatti di vecchi vestiti, bruciando simbolicamente il vecchio anno e tutte le cose negative accadute nell’anno passato.
In Belize la cultura creola e quella garifuna convinto e si fondono durante il periodo natalizio, per esempio con la Bram di Natale, una festa in cui la gente balla, suona musica e canta per le strade animando l’atmosfera. In Belize, i dolci della vigilia di Natale sono preparati in anticipo in modo che possano assorbire tutto il sapore del rum del Belize di cui sono solitamente impregnati. Riso, fagioli, patate e tacchino sono gli alimenti più caratteristici di queste feste.
Una delle tradizioni di Panama in questo periodo dell’anno sono le Posadas Navideñas, piccole rappresentazioni dedicate ai bambini per conoscere i dettagli della nascita di Gesù. I bimbi si vestono come Giuseppe, la Vergine Maria, un angioletto o un asinello e per nove giorni, prima del 25 dicembre, vanno di casa in casa cantando canzoni natalizie popolari, mentre vengono offerti loro dolci e piccoli rinfreschi. Tra le altre tradizioni tipiche di questa festa ci sono gli addobbi più classici come l’albero di Natale e il presepe nonché la preparazione di piatti tipici delle feste.
L’albero di Natale domenicano è tanto particolare da essersi guadagnato un nome proprio: Charamico. È fatto in legno, interamente a mano, e può essere dipinto con vari colori o decorato con palline e renne. Tradizionale è anche il momento dell’Aguinaldo, un raduno di amici durante il quale, al ritmo del tamburo, della fisarmonica e della güira, si cantano canti passando di casa in casa e si servono cioccolata calda, tè allo zenzero, caffè, biscotti o pane. Accanto a questo, c’è il rito de El Angelito, momento che consiste nello scambio di doni tra colleghi, amici o familiari e anche tra i bambini delle scuole. Alla vigilia di Natale e a Capodanno a tavola predominano il Telera – un pane di Natale preparato con ingredienti come rum e anice – arrosto di maiale, pollo, tacchino, insalata russa, empanadas, torte ma anche frutta, tra cui uva, mele e dolci.
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[post_content] => Il governo di Cuba vara un pacchetto di riforme economiche che interesseranno il turismo, il commercio estero, gli investimenti e il settore privato, nel tentativo di liberalizzare l'economia dell'isola, schiacciata dalle pesanti pressioni economiche imposte dagli Stati Uniti.
Proprio il turismo, "uno dei settori maggiormente colpiti" dal blocco Usa, riveste un ruolo centrale all'interno delle iniziative della riforma, secondo quanto spiegato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz.
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Autorizzazione per ogni attività commerciale
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[post_content] => Cathay Pacific aggiungerà tre nuovi voli sulla rotta tra Roma Fiumicino e Hong Kong nelle giornate del 14, 21 e 28 agosto. I nuovi collegamenti si affiancano al servizio esistente operato quattro volte alla settimana - attivo dal 30 marzo al 24 ottobre con partenze il lunedì, mercoledì, giovedì e sabato - in risposta alla forte domanda dei viaggiatori verso l’Asia-Pacifico.
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[post_content] => E' stato presentato il nuovo volo charter diretto che collegherà l'aeroporto di Vilnius a quello di Grosseto, frutto di un accordo programmatico biennale sottoscritto dallo stesso aeroporto di Grosseto e volto a consolidare i flussi turistici per le stagioni 2026 e 2027.
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[post_content] => Al via oggi a Marina Capo d'Orlando la terza tappa della quinta edizione dei Blue Marina Awards che punta su uno dei temi più urgenti per i marina: come prevenire, gestire e mitigare gli effetti degli eventi climatici estremi, trasformando le strutture portuali turistiche in presìdi evoluti della Blue Economy.
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Non si parlerà soltanto di emergenze, ma anche di prevenzione, pianificazione e mitigazione: da come un marina può prepararsi a gestire mareggiate, vento, allagamenti e crisi operative, fino alle azioni quotidiane che una struttura può adottare per ridurre il proprio impatto ambientale. Monitoraggio delle acque, efficienza energetica, smart metering, riduzione della carbon footprint, corretta gestione dei rifiuti e dei reflui, attenzione ai prodotti utilizzati per la pulizia e la manutenzione degli spazi, processi operativi a minore impatto e scelte più consapevoli nella gestione ordinaria diventano oggi parte integrante della sostenibilità concreta di un porto turistico.
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[post_content] => Explora Journeys guarda alla prossima estate, quando Explora III, che verrà varata il prossimo il 24 luglio, inaugurerà la prima stagione del brand in Alaska. L’estate è uno dei periodi più affascinanti per scoprire questa regione, quando la sua natura selvaggia si esprime al massimo del suo splendore. Allo stesso tempo, esplorare l’Alaska dal mare offre una prospettiva unica, rivelando un volto della destinazione che pochi hanno l’opportunità di conoscere.
Con la stagione inaugurale ormai a meno di un anno di distanza, questo è il momento ideale per iniziare a pianificare un viaggio arricchito da una selezione di esperienze nella destinazione.
Da maggio a settembre 2027, la collezione inaugurale Alaskan Journeys Collection è stata concepita per coloro che desiderano vivere la grandiosità selvaggia dell’Alaska con un ritmo rilassato.
«Segnando un nuovo capitolo del nostro portafoglio di destinazioni, la collezione inaugurale Alaskan Journeys Collection offre una gamma distintiva di esperienze che consentono agli ospiti di esplorare questa regione con un autentico senso di connessione e scoperta - ha dichiarato Anna Nash, presidente di Explora Journeys -. La Alaskan Journeys Collection avvicina gli ospiti ai ghiacciai, alla fauna selvatica e alle culture che caratterizzano la regione, attraverso esperienze che spaziano dai voli in elicottero all’osservazione delle balene, fino ad autentici incontri con il patrimonio culturale delle comunità locali. Progettate con ampi spazi all’aperto e viste panoramiche senza interruzioni, le nostre navi offrono un punto di osservazione privilegiato per ammirare i paesaggi dell’Alaska. Offriamo agli ospiti il lusso del tempo: il tempo per rallentare, creare un legame più profondo con l’Alaska e scoprire l’Ocean State of Mind».
Esperienze tematiche
Le esperienze a terra proposte nella destinazione si articolano in quattro temi principali: dove il ghiaccio diventa emozione, tra ghiacciai e orizzonti sconfinati, alla scoperta dei capolavori di ghiaccio della costa dell’Alaska: la fauna selvatica nel suo habitat naturale; il blu avvolto nel verde, fra paesaggi primordiali in cui fiordi e fiumi si fondono con una natura rigogliosa; connessioni con le storie della terra e del mare, ovvero esperienze che offrono una profonda comprensione delle tradizioni, della storia e delle comunità della regione
Explora III offre 14 ampi ponti e ospita 463 suite, penthouse e residenze vista oceano, tutte dotate di vetrate a tutta altezza e terrazze private. In tutta la nave, gli ospiti possono rilassarsi in piscine riscaldate e vasche idromassaggio interne progettate per garantire il massimo comfort in qualsiasi condizione climatica, mentre un’eccellenza culinaria senza compromessi e percorsi dedicati al benessere contribuiscono a rendere ancora più esclusiva l’esperienza di bordo.
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[post_content] => Non solo mare. L'Istria continua a costruire la propria crescita turistica su una strategia che integra ospitalità di qualità, valorizzazione del territorio ed esperienze capaci di allungare la stagione oltre i tradizionali mesi estivi.
Una direzione che sta contribuendo a rafforzare il posizionamento della penisola croata sui mercati internazionali e che trova conferma sia nei recenti investimenti alberghieri sia nello sviluppo di prodotti legati all'enogastronomia, all'outdoor e alla scoperta dell'entroterra.
I principali mercati di riferimento restano Germania, Austria, Slovenia, Polonia e Italia, paesi dai quali proviene una quota significativa dei flussi turistici verso la regione. Proprio per intercettare una domanda sempre più orientata alle esperienze autentiche, la destinazione sta ampliando la propria offerta ben oltre il prodotto balneare.
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Borghi e produzioni locali al centro dell'offerta
Ma è soprattutto nell'entroterra che l'Istria sta costruendo una parte importante della propria strategia di destagionalizzazione. I borghi medievali di Motovun e Buzet rappresentano oggi molto più che semplici attrazioni culturali: sono il fulcro di un'offerta esperienziale che ruota attorno ai prodotti identitari del territorio.
Il tartufo, in particolare, si è trasformato negli anni in un vero e proprio driver turistico. Escursioni nei boschi, attività di ricerca accompagnate da esperti e degustazioni dedicate consentono di attrarre visitatori durante gran parte dell'anno, generando flussi che si distribuiscono ben oltre l'alta stagione.
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Un contributo significativo alla diversificazione del prodotto arriva anche dal cicloturismo. La Parenzana, l'antica ferrovia che collegava Trieste a Parenzo, è oggi uno degli itinerari bike più conosciuti dell'Adriatico e rappresenta un asset strategico per l'attrazione di viaggiatori attivi nei mesi primaverili e autunnali. Il percorso attraversa vigneti, uliveti, borghi storici e paesaggi rurali, contribuendo a distribuire i benefici economici del turismo anche nelle aree interne.
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[post_content] => La Valle della Loira punta sull'arte contemporanea per rafforzare la propria attrattività internazionale e sostenere la destagionalizzazione dei flussi turistici. Dal 15 ottobre 2026 a febbraio 2027 torna infatti Ar(t)Chipel, il festival nato dalla collaborazione con il Centre Pompidou che, alla sua quarta edizione, coinvolgerà 16 sedi espositive e oltre 90 atelier di artisti distribuiti sull'intero territorio regionale.
«Ar(t)Chipel rappresenta molto più di un festival: è un progetto culturale eccezionale che valorizza l'identità contemporanea della Valle della Loira e invita i visitatori a scoprire il territorio attraverso l'arte, prolungando la durata dei soggiorni e creando nuove occasioni di incontro con le comunità locali», ha dichiarato Pierre-Alain Roiron, senatore di Indre-et-Loire e presidente del Comitato Regionale per il Turismo Centro-Valle della Loira.
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L'edizione 2026
Protagonisti dell'edizione 2026 saranno Alexander Calder e Max Ernst, due artisti profondamente legati alla Valle della Loira. Il programma "Calder nel cuore della Francia" porterà le opere del maestro statunitense in castelli, musei, centri d'arte e atelier della regione, valorizzando il rapporto tra l'artista e il territorio.
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[post_content] => Dal 26 giugno al 31 luglio, tutti i Musei Civici della Spezia saranno interessati da un programma di aperture straordinarie serali, previste ogni venerdì dalle ore 20 alle ore 23, con visite guidate gratuite rivolte a cittadini, visitatori e turisti.
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In queste serate dedicate alla cultura, sono previste anche delle visite guidate gratuite con prenotazione: tutti i venerdì alle ore 20.00 visita guidata alla Palazzina delle Arti, comprensiva del Museo Civico del Sigillo e della mostra permanente di Agostino Fossati; alle ore 21.00 visita guidata al Museo Civico Amedeo Lia e alle ore 22.00 visita guidata al Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana”. Venerdì 26 giugno al CAMeC è prevista la visita guidata alle ore 19.00, per tutti gli altri venerdì alle ore 21.30.
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