3 August 2021

Vtp: Ncl e Royal Caribbean non si sposteranno a Marghera

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Niente più Norwegian Cruise Line e Royal Caribbean a Venezia. Né tanto meno le navi di lusso di brand come Viking, Azamara, Silversea, Ritz Carlton. Tutte compagnie che hanno già dichiarato di non avere alcuna intenzione di attraccare a Marghera. Almeno fino a quando non saranno rispettate le condizioni minime di sicurezza, avrebbero in particolare rivelato Ncl e Rcl a Venezia Terminal Passeggeri spa, che con una nota ufficiale reagisce all’annuncio del divieto di transito imposto alle grandi navi davanti al bacino di San Marco e nel canale della Giudecca a partire dal prossimo 1° di agosto.

“Da quanto si apprende da fonti di stampa e dall’assidua interlocuzione avuta con il governo – si legge nel documento di Vtp – le linee guida, contenute nel decreto ministeriale approvato ieri dal Consiglio dei ministri e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, di fatto cancellano arbitrariamente la possibilità di utilizzo del terminal di Marittima in concessione a Vtp fino al 2025 come bene strumentale al servizio di interesse generale volto alla movimentazione dei passeggeri nel porto di Venezia in capo alla società. Stanti gli stringenti limiti indicati, infatti, praticamente quasi nessuna nave che scalava a Venezia potrà accedere alla Marittima“.

La società in pratica accusa il governo di “cancellare con un colpo di spugna uno dei più apprezzati porti crociere al mondo per livello di servizio, posticipando a un tempo non ben definito lo spostamento delle attività crocieristiche a Marghera con il rischio concreto di porre la parola fine all’industria crocieristica veneziana, con danni enormi sia da un punto di vista economico sia occupazionale. È quanto mai difficile infatti che le compagnie di crociera una volta spostate le proprie navi in altri porti nazionali o peggio esteri, decidano di ricollocarle a Venezia a distanza di anni. Per questo è urgente che venga fatta chiarezza sul percorso che porterà allo spostamento a Marghera di cui Vtp studia la fattibilità da tempo e per cui ha già depositato proposte concrete che non hanno trovato ascolto”.

Di fatto, suggerisce Nordesteconomia, l’unica compagnia che avrebbe dato garanzia di riposizionarsi da subito a Marghera, sarebbe stata Msc, la quale potrebbe tra l’altro avvantaggiarsi di una eventuale ritirata degli operatori Usa. L’impatto economico delle crociere per la città è particolarmente ingente. Stando a quanto stimato dalla Clia, si parlerebbe di un giro d’affari di 150 milioni di euro all’anno, capaci di garantire 4 mila posti di lavoro. Un cifra che salirebbe a 410 milioni, includendo l’intera filiera della crocieristica.

“Auspichiamo che il governo prenda in considerazione queste istanze, così come quelle promosse da chi è contrario alla crocieristica, valutando attentamente anche proposte già fatte quali per esempio il Vittorio Emanuele che di fatto consentirebbe di mantenere viva la Marittima e con essa la sua eccellenza, senza destinarla viceversa inevitabilmente alla chiusura – dichiara il presidente di Venezia Terminal Passeggeri, Fabrizio Spagna -. Sarà appena il caso di ricordare che la finanza di progetto ai sensi dell’articolo 183 del Codice degli appalti, presentata dalla nostra società a ottobre 2019 agli enti competenti, prevedeva un investimento di poco superiore ai 30 milioni di euro per gli interventi manutentivi sul canale Vittorio Emanuele III, in linea con il piano regolatore portuale vigente, con un progetto ad alta sostenibilità ambientale e che prevedeva la valorizzazione della Marittima su cui sono stati investiti 160 milioni di euro di fondi pubblici e privati”.




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