28 febbraio 2019 14:09
Dopo l’interrogazione parlamentare alla Camera sul caso Valtur, presentata dei parlamentari Morani e Moretto il Mise, guidato da Luigi Di Maio, si è reso disponibile ad avviare un confronto con le parti coinvolte per dare continuità al marchio, storico brand italiano, e tutelare i livelli occupazionali.
Filcams, Fisascat e Uiltucs, ricordano in una nota, «hanno chiesto reiteratamente l’aggiornamento del tavolo di crisi, dopo che lo stesso è andato deserto il 26 luglio 2018».
«L’ultima richiesta d’incontro – proseguono i sindacati -, il 10 settembre 2018, ha avuto come risposta il diniego da parte di Nicolaus a qualsiasi confronto sul piano industriale. Ci aspettiamo che il Mise convochi al più presto il tavolo di crisi, per dare risposta ai lavoratori licenziati e a quelli dei villaggi rimasti chiusi».
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Parla Gaetano Intrieri di Aeroitalia. “Desidero ringraziare a nome di tutta Aeroitalia il vicepremier e ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate rispetto all’allarme legato all’aumento straordinario del costo del carburante per l’aviazione, un tema che incide in modo diretto sulla sostenibilità economica del trasporto aereo, in particolare per la continuità territoriale nelle regioni Sardegna, Sicilia, Calabria e Friuli”. Lo ha dichiarato Gaetano Intrieri, amministratore delegato Aeroitalia.
“L’attuale scenario internazionale - ha continuato - caratterizzato da forti tensioni e volatilità nei mercati energetici, sta generando difficoltà crescenti per tutte le compagnie aeree che operano sul territorio nazionale. Questa situazione rischia di compromettere non solo l’accessibilità delle nostre isole ma anche la tenuta della stagione estiva, ormai alle porte”.
Dialogo e soluzioni
Gaetano Intrieri ha poi ribadito: “Per questo chiediamo l’attivazione urgente di un tavolo tecnico di confronto al ministero delle infrastrutture che coinvolga tutte le parti interessate: autorità nazionali, rappresentanti delle Regioni maggiormente impattate, compagnie aeree, gestori aeroportuali e operatori del settore energia. Solo attraverso un dialogo concreto e trasparente sarà possibile individuare soluzioni condivise e tempestive per affrontare un'emergenza che riguarda la coesione territoriale, la mobilità dei cittadini e la competitività del nostro Paese. Aeroitalia - ha concluso Intrieri - è pronta a fare la propria parte, in uno spirito di piena collaborazione nell’interesse degli utenti e del sistema di trasporto aereo italiano”.
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[post_content] => Catania e New York più vicine che mai: Delta Air Lines ha riaperto oggi, con più di un mese di anticipo rispetto al 2025, la rotta tra le due città che, mentre lo scorso anno era stagionale, nel 2026 verrà estesa anche all’inverno, collegando quasi tutto l’anno Catania a New York-Jfk, con solo una breve interruzione dall’Epifania a fine febbraio, per riprendere già a marzo 2027.
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«Siamo entusiasti di estendere il nostro servizio Catania-New York-Jfkoltre la tradizionale stagione estiva - ha dichiarato Matt Long, managing director di Delta per Europa e Africa -. Anticipando i tempi di ritorno e prolungando la durata del servizio, creiamo maggiori opportunità per i viaggiatori di scoprire la Sicilia e gli Stati Uniti. Inoltre, con New York-Jfk come porta d'accesso, i clienti possono facilmente connettersi al più ampio network nordamericano di Delta, accedendo a un numero ancora maggiore di destinazioni e rafforzando i legami tra le due regioni».
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I numeri supportano l’approccio. Nel 2025 la Catalogna ha registrato 1,42 milioni di turisti italiani, 6,33 milioni di pernottamenti e una spesa media giornaliera di 156,15 euro: Italia quinto mercato estero. Nei primi due mesi del 2026 l’accelerazione è netta: 190.600 turisti italiani, 1,15 milioni di pernottamenti, permanenza media di 6,02 giorni e Italia che sale al secondo posto tra i mercati esteri, con 4 milioni di posti aerei offerti su 21 aeroporti collegati con quelli strategici per Lloret de Mar, ovvero Barcellona (80 km) e Girona (30 km).
Quinta destinazione in Spagna per il segmento sole e spiaggia in termini di posti letto alberghieri e terza in Catalogna per gettito fiscale turistico, Lloret de Mar conta oltre 1,2 milioni di viaggiatori l’anno e 29.000 posti di alloggio distribuiti lungo 9 chilometri di costa. L’offerta combina sette spiagge - tra cui la Cala Sa Boadella, riconosciuta tra le European Best Destinations - con 32 kmq di superficie boschiva, sentieri costieri e un programma outdoor strutturato che raggruppa 12 operatori specializzati sotto il marchio Lloret Adventure.
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(Micòl Rossi)
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Dal prossimo giugno Iberia interromperà temporaneamente i voli diretti tra Madrid e Cuba, «a causa della scarsa domanda derivante dalle prolungate difficoltà economiche del Paese».
Il vettore spagnolo spiega che «I voli rimarranno disponibili per la prenotazione a partire da novembre, quando la compagnia aerea prevede di riprendere la rotta, a condizione che le circostanze lo consentano».
Intanto, in questo mese di aprile, Iberia opererà tre voli settimanali tra Madrid e Cuba; a maggio ridurrà la programmazione a due voli settimanali, mentre a giugno tutti i voli saranno sospesi.
Durante il periodo di stop dei collegamenti diretti tra Spagna e Cuba, i passeggeri di Iberia potranno volare fino a Panama e, da lì, proseguire il loro viaggio verso Cuba grazie all’accordo di code-sharing con Copa Airlines.
Gli uffici di Iberia all'Avana rimarranno aperti per assistere i clienti. La compagnia aerea precisa che «questa sospensione temporanea riguarda esclusivamente Cuba, a causa della sua situazione eccezionale», e che il resto delle operazioni procede normalmente, con un numero record di 21,4 milioni di posti disponibili quest'estate.
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[post_content] => Massima flessibilità nel tentativo di garantire stabilità al network: Cathay Pacific monitora con attenzione la situazione in Medio Oriente, che viene definita estremamente volatile, con conseguenze negativamente sul prezzo del carburante.
Un contesto che, spiega il vettore di Hong Kong, «sta esercitando una forte pressione sui costi per le compagnie aeree di tutto il mondo. Il carburante per aerei è composto da petrolio greggio e costi di raffinazione, entrambi in forte aumento. Secondo gli ultimi dati sui prezzi pubblicati dalla Iata il prezzo medio globale del carburante per aerei è salito a 209 dollari Usa al barile per la settimana conclusasi il 3 aprile 2026, rispetto ai 99,40 dollari Usa al barile della settimana conclusasi il 27 febbraio 2026».
Nell’ultimo mese «abbiamo adottato ogni misura possibile per mantenere i nostri voli operativi come di consueto. Ciò include l’adeguamento dei supplementi carburante nel tentativo di mitigare l’impennata dei prezzi. Nonostante i nostri migliori sforzi, le misure adottate non sono state sufficienti a compensare l’aumento dei costi.
La riduzione della capacità è sempre stata per noi l’ultima risorsa. Con rammarico, siamo costretti a consolidare un numero limitato di voli passeggeri Cathay Pacific dal 16 maggio 2026 al 30 giugno 2026, nonché un numero limitato di voli passeggeri HK Express dall’11 maggio 2026 al 30 giugno 2026, al fine di mitigare in parte l’aumento dei costi».
Ecco quindi che per Cathay Pacific, «circa il 2% delle frequenze totali nel periodo sarà cancellato, coinvolgendo principalmente voli regionali e un numero limitato di voli verso Australia, Asia meridionale e Sudafrica. A tutti i passeggeri coinvolti sarà offerta la riprotezione su voli in partenza entro 24 ore rispetto all’orario originariamente previsto. Per HK Express, circa il 6% delle frequenze totali nel periodo sarà cancellato; a quasi tutti i passeggeri interessati sarà offerta la riprotezione su voli in partenza entro 24 ore rispetto all’orario originariamente previsto».
Il gruppo ha inoltre deciso, alla luce della situazione in Medio Oriente, «di prolungare lo stop dei voli passeggeri Cathay Pacific verso Dubai e Riyadh fino al 30 giugno 2026.
Oltre giugno, Cathay Pacific e HK Express prevedono di operare tutti i voli passeggeri programmati, subordinatamente all’evoluzione della situazione in Medio Oriente e ai prezzi del carburante nei prossimi mesi. In questo contesto senza precedenti, continueremo a rispondere con flessibilità, cercando al contempo di mantenere il più possibile il nostro network e le frequenze a beneficio dei nostri passeggeri, partner commerciali e dell’hub internazionale di Hong Kong».
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[post_content] => La voglia di viaggiare c’è e nel periodo successivo alla Pasqua i clienti hanno ricominciato a programmare vacanze verso le destinazioni attualmente fruibili. La conferma viene da Pier Ezhaya, direttore generale tour operating di Alpitour World, che in un intervento a Tgcom24 ha riconfermato come quello dei viaggi sia «un bisogno incomprimibile», avvertito sia da parte degli italiani sia da parte degli stranieri pronti a scegliere l’Italia.
La "vacanza in cassaforte"
In questo quadro, Ezhaya ha ricordato come il modello proposto dal turismo organizzato offra particolari garanzie non solo per vivere al meglio la vacanza ma anche per porsi al riparo da criticità ed emergenze. «E’ come mettere la vacanza in cassaforte – spiega il manager -. In Alpitour, grazie al fatto di proporre un sistema integrato, possiamo offrire non solo un’ampia gamma di destinazioni in ogni parte nel mondo, ma siamo in grado di sfruttare al meglio la sinergia con il nostro vettore di casa, Neos, risposizionando le macchine in base alle esigenze contingenti».
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[post_content] => Mentre si continua a parlare di possibili razionamenti negli aeroporti lo spettro di una possibile crisi aleggia ora anche sulle navi e sui traghetti. Anche loro, con un proseguimento della guerra in Iran, potrebbero fermarsi in estate. A lanciare l'allarme è Assarmatori, che rappresenta gli armatori italiani, dell'Unione europea e dei Paesi terzi che operano in Italia. A farle eco è Confitarma, la Confederazione Italiana Armatori.
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Le isole
Sebbene sia ancora troppo presto prevedere cosa potrà accadere in estate, data la continua evoluzione del conflitto in Iran, i rischi maggiori investirebbero le tratte verso la Sicilia e la Sardegna, per quanto riguarda quelle a lungo raggio. A corto raggio, invece, potrebbe diminuire la frequenza dei collegamenti. In ultimo, il caro-carburanti potrebbe farsi sentire anche sui prezzi dei biglietti, con possibili rincari a danno dei turisti.
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[post_content] => Una situazione "non facile" ma la stagione turistica 2026 non andrà comunque "persa": il viceministro del turismo di Cipro, Costas Koumis, scatta un'istantanea del mercato attuale, colpito dalle conseguenze del conflitto in Iran, precisando che i prossimi mesi richiederanno "un notevole impegno, comprese valutazioni settimanali e azioni specifiche da parte dell'intero comparto".
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