17 March 2026

Stati Generali del Turismo: ma le istituzioni dov’erano?

Come si sa, tra il 28 e il 29 ottobre a Chianciano Terme si è tenuta l’edizione 2022 degli Stati Generali del Turismo, al loro terzo appuntamento dopo Pietrarsa 2015 e 2016. All’evento hanno partecipato numerosi stakeholder nazionali, con un’amplissima partecipazione dei rappresentanti di categoria, del mondo ricettivo, del travel, delle infrastrutture e del lavoro. A brillare per la loro assenza sono state invece le istituzioni. A partire dal no-show del neo-ministro Daniela Santanché, per arrivare fino alla maggioranza delle rappresentanze regionali. Di questo e delle impressioni di un evento dal grande potenziale, che rischia di rimanere come spesso accade inespresso, ci racconta un attento osservatore del comparto come il direttore di Thrends, Giorgio Ribaudo.

“Si sono tenuti a Chianciano il 28 e 29 ottobre gli Stati Generali del Turismo, alla loro terza edizione dopo Pietrarsa 2015 e 2016. Molto ampia la partecipazione da parte degli stakeholder nazionali, ampissima la partecipazione dei rappresentanti di categoria, del mondo ricettivo, del travel, delle infrastrutture e del lavoro. Poco presenti invece le regioni, quasi del tutto assenti i presidenti di regione e gli organi politici, a fronte di una governance del turismo che invece è di livello prevalentemente regionale. Molto percepito il peso della mancanza del ministro e la ridotta attività di sintesi e coordinamento del ministero del Turismo in generale. A fronte di una operatività di notevoli dimensioni ma anche impeccabile e di una risposta degli operatori molto sentita per un incontro che mancava da tempo e che si pone al termine di un difficilissimo periodo per l’industria turistica, è apparsa modesta la capacità di sintesi e tale appare anche l’eredità di questa kermesse: sono mancati i tavoli di coordinamento, gli atti di indirizzo per il supporto al piano strategico, un momento di istituzionalizzazione dei risultati del convegno e la specifica codifica delle assunzioni per il Piano strategico. Purtroppo assenti i momenti di sintesi ed elaborazione degli input arrivati dal palco.

Alle grandi aspettative del settore non ha fatto eco l’attenzione della governance pubblica che ha dimostrato una modesta partecipazione e una scarsa reattività, forse sulla scia di elezioni nazionali troppo recenti, insufficiente giustificazione in uno scenario di grande incertezza e necessità impellente di monitoraggio, pianificazione e attuazione di misure. Fra i numerosi interventi dal palco emergono quelli di Enit sulla situazione delle dmo in Italia, quelli del panel del segmento open-air molto coeso intorno alle rivendicazioni su normativa e classificazione, quello partecipato da Massimo Caputi sulle prospettive molto promettenti del medical wellness per l’Italia, quello sul lusso partecipato da Aldo Melpignano e Paolo Barletta. Lungo, forse eccessivo, il compendio dedicato al turismo enogastronomico, filone che non ha poi questa grande necessità di rivendicare un ruolo o istanze particolari in un paese che si chiama già Italia”.

 

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