3 giugno 2020 09:34
Sale rispetto ad aprile, dal 19% al 48%, la quota di italiani che pensa di fare le valigie nei mesi tra giugno e agosto. L’anno scorso, nello stesso periodo erano il 70%. I viaggi saranno brevi, anzi brevissimi, massimo tre giorni. E un italiano su cinque pensa che non farà vacanze quest’anno. Sale anche la scelta della destinazione mare per il 49% di chi farà vacanza – siamo ancora sotto il 61% del 2019 – mentre “prende quota” l’attrattività delle mete montane, probabilmente percepite come spazi aperti e quindi più sicuri: il 23% contro il 18% di maggio 2019. Effetto contrario per le città d’arte, stabili da aprile al 17% delle preferenze degli intervistati e 9 punti sotto la rilevazione di maggio dello scorso anno. Solo il 15% degli intervistati visiterà musei, monumenti e mostre in vacanza, contro il 37% dello scorso anno: insomma, non sarà certo l’estate del turismo culturale.
«Ignorare un quadro tanto drammatico e non reagire con immediatezza adottando provvedimenti focalizzati sul turismo sarebbe follia – dichiara il Presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patané -. Se il nostro è davvero un settore strategico per l’economia italiana – e non sta certo a noi doverlo dimostrare, perché basta guardare i fatti senza bendarsi gli occhi – allora il Governo studi subito, dopo il ‘Cura Italia’, un decreto ‘Cura Turismo».
Meno turisti nelle città portano effetti negativi a catena su tutto l’indotto. Basti pensare allo shopping ad esempio che, tra gli obiettivi della vacanza, è indicato solo dal 5% degli intervistati contro il 20% di maggio 2019. Un disastro annunciato per quelle attività dei servizi e del commercio locali che confidano sui turisti, ben più che sui residenti, per realizzare i loro obiettivi di volume d’affari.
Ma a preoccupare più di tutto è il tipo di vacanza che gli italiani dichiarano di volere fare quest’estate. Sono 35 su 100 a dichiarare che comunque faranno viaggi brevi, con 2 o 3 pernottamenti al massimo, restando nelle vicinanze di casa. A pensarla così, a maggio 2019, erano solo il 14%, meno della metà.
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[post_content] => Una giornata dedicata alle nuove traiettorie dell’alto di gamma e al ruolo dei mercati internazionali nella crescita delle destinazioni italiane. Sarà questo il focus della tappa siciliana di Travel Hastag in programma il prossimo 8 luglio.
L’evento, ospitato nella cornice di Monaci delle Terre Nere (Relais & Châteaux) ai piedi dell’Etna, vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, dell’hospitality, dell’industria dei viaggi e della cultura, chiamati a confrontarsi sui temi che stanno ridefinendo il segmento high‑end: evoluzione della domanda globale, competitività internazionale e nuove forme di ospitalità esperienziale.
La Sicilia al centro del dibattito
Ad aprire i lavori saranno Nicola Romanelli insieme a Guido Coffa e Giovanna Manganaro, founder e general manager di Monaci delle Terre Nere. Sul palco saliranno anche rappresentanti delle istituzioni e del comparto turistico nazionale, tra cui il sindaco di Zafferana Etnea Salvo Russo, l’assessore al Turismo del Comune di Taormina Beatrice Briguglio, Nico Torrisi, ceo di Sac-Aeroporto di Catania e presidente di Federalberghi Sicilia, Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, Palmiro Noschese, presidente di Confassociazioni Tourism-Food-Hospitality, Daniela La Porta di Confindustria Catania e Giulio Contini della Scuola Italiana di Ospitalità.
Le conclusioni della sessione istituzionale saranno affidate al vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio.
Il nuovo identikit del viaggiatore luxury
Uno dei temi centrali della giornata sarà l’evoluzione della domanda internazionale. A delineare caratteristiche e aspettative del viaggiatore alto spendente sarà Luca Borrelli, public affairs manager Italy di Booking.com, attraverso una lettura dei trend globali che stanno influenzando il segmento premium.
Seguirà una riflessione sul concetto contemporaneo di lusso, protagonista di una sessione tutta al femminile con Sofia Catalano, Gloria Armiri, Sara Abdel Masih, Antonella Ferrara e Zaira Magliozzi. Un confronto che metterà in luce come il lusso stia progressivamente abbandonando la dimensione dell’ostentazione per avvicinarsi a valori quali tempo, benessere, cultura e autenticità.
Mercati internazionali e nuove opportunità
I mercati esteri e le nuove esigenze della clientela ad alta capacità di spesa saranno al centro del primo panel della giornata, che vedrà confrontarsi Massimiliano Zanardi, recentemente nominato alla guida del Baccarat Hotel Rome, Daniele Rutigliano di McArthurGlen Group, Giorgio Palmucci e Giovanna Manganaro. L’attenzione si sposterà poi sul turismo rurale di fascia alta, segmento che negli ultimi anni si è affermato come uno dei fenomeni più interessanti dell’offerta italiana. A discuterne saranno Domenico Scordari di Naturalis Bio Resort, Massimo Bullo de La Collina dei Ciliegi Wine Resort, Sauro Mariani di Nordelaia Resort e Luca Carnesecchi di Italia Highlights e Relais dei Molini.
L’isola come modello di ospitalità d’eccellenza
La chiusura della mattinata sarà dedicata alla Sicilia come esempio di ospitalità di alta gamma. Un confronto che vedrà protagonisti Peppe Mendola di Essence of Sicily, Giuseppina Costantino dell’Hotel Metropole Taormina, Rosario Rubino, Roberto Oldano di VRetreats e Piero Benigni del Grand Hotel San Pietro. Al centro del dibattito, la capacità dell’isola di attrarre una clientela internazionale sofisticata grazie a una combinazione unica di patrimonio culturale, paesaggi, autenticità e strutture ricettive d’eccellenza.
«Ogni edizione di Travel Hashtag si arricchisce del contributo dei professionisti che incontriamo nei territori che ospitano il nostro format – sottolinea Nicola Romanelli, fondatore di Travel Hashtag Advisory –. Il valore di un evento itinerante come il nostro risiede nello scambio di idee, visioni e best practice tra operatori che condividono la volontà di costruire un turismo sempre più qualificato».
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“Con ‘GreenTour’, il ministero del turismo stanzia 109 milioni di euro a sostegno di un settore sempre più digitale e sostenibile, attivo dodici mesi l’anno. L’obiettivo è semplice: portare l’Italia avanti, distribuire le opportunità su tutto il Paese e rendere le nostre imprese più competitive.” Annuncia così il Mmnistro del Turismo Gianmarco Mazzi la pubblicazione del decreto. “Un risultato importante ottenuto grazie al grande impegno dello staff del dicastero che ringrazio per il lavoro svolto. Avanti così, verso traguardi sempre più produttivi per il settore” aggiunge il ministro.
L’incentivo, gestito da Invitalia, punta a supportare lo sviluppo e la sostenibilità delle imprese turistiche sul territorio nazionale, anche attraverso interventi in grado di favorire la destagionalizzazione dei flussi, la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, le filiere del comparto, gli investimenti per il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance e il turismo sostenibile. Il 60% delle risorse stanziate è destinato alle pmi.
Le agevolazioni sono rivolte alle imprese del settore di ogni dimensione che realizzano in tutta Italia interventi prevalentemente destinati all’efficientamento energetico delle strutture turistiche e alla produzione di energia rinnovabile per autoconsumo, ed eventualmente collegati a interventi per la digitalizzazione dell’ecosistema turistico e delle relative filiere, per il rispetto di criteri ESG.
Sono finanziabili i programmi di investimento da 1 milione di euro fino a un massimo di 15 milioni di euro.
Oggi viene pubblicato l’avviso per partecipare alla selezione dei progetti: le domande possono essere presentate dal 15 luglio al 15 settembre 2026 tramite il sito www.invitalia.it.
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Cala il sipario sul potenziale sviluppo intercontinentale dell'aeroporto di Milano Linate. Sulla prospettiva inizialmente delineata dal nuovo Piano nazionale degli aeroporti è lo stesso Enac a fare marcia indietro, per cui il city airport milanese continuerà ad avere soltanto i voli punto a punto e i collegamenti con una distanza massima di 1.500 chilometri.
Era stato Il Corriere.it a svelare che Linate «potrebbe essere aperto a nuove rotte extra Ue anche oltre i 1.500 chilometri» riportando il contenuto di una bozza del piano. A patto che le rotte venissero «operate esclusivamente con velivoli in configurazione business da compagnie legacy, per assicurare ai vettori una maggiore efficienza e una più ampia scelta nel definire i loro servizi di linea, conformemente ai diversi profili di domanda dei passeggeri, in modo trasparente e sulla base di criteri oggettivi».
La reazione di Sea, società di gestione degli scali milanesi di Malpensa e Linate era stata chiaramente contraria: «Il sistema dei due aeroporti è equilibrato: entrambi sono cresciuti, entrambi hanno trovato la loro vocazione. E ha funzionato - aveva dichiarato l'ad Armando Brunini - Non vedo motivo di rimettere in discussione qualcosa che ha dimostrato di reggere nel tempo».
Ma a dichiarare la propria contrarietà al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, secondo quanto riferito dal quotidiano, sarebbero stati anche diversi soggetti istituzionali nazionali e regionali.
Ora l'Enac, «A seguito di successive valutazioni e approfondimenti» ritiene «che la modifica della previsione normativa di limitazione non possa essere affrontata nell’ambito del Piano stesso, ma piuttosto in un percorso di modifica del decreto ministeriale 01/09/2022. Si propone pertanto di eliminare dal Piano tale passaggio per lo scalo di Linate».
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[post_content] => Airbus e Safran stanno collaborando con il produttore di zucchero Tereos e Technip Energies per sviluppare un impianto su larga scala per la produzione di carburante sostenibile per l'aviazione (SAF) a Dunkerque , utilizzando etanolo derivato da barbabietole da zucchero, grano e residui agricoli . Il progetto mira a una produzione annua di 160.000 tonnellate di SAF, il che lo renderebbe uno dei più grandi impianti di questo tipo in Europa.
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[post_content] => La riforma europea sui diritti dei passeggeri aerei torna al centro del confronto politico a Bruxelles. Il punto più atteso riguarda gli indennizzi per ritardi e cancellazioni: la soglia delle tre ore resta confermata, evitando un arretramento delle tutele per milioni di viaggiatori. Ma non tutte le richieste dei consumatori trovano spazio nel testo: sul bagaglio a mano gratuito, e in particolare sul trolley da portare in cabina senza costi aggiuntivi, la partita resta ancora controversa.
Il nodo principale era il tempo minimo di ritardo necessario per ottenere la compensazione economica. Alcune proposte puntavano ad alzare la soglia, riducendo il numero di passeggeri aventi diritto. La linea più favorevole ai viaggiatori, però, è stata mantenuta: secondo Reuters, gli Stati membri dell’Ue hanno concordato di conservare l’attuale limite delle tre ore per gli indennizzi sui voli in ritardo. Le compensazioni restano comprese tra 250 e 600 euro, in base alla distanza della tratta.
Moduli precompilati
La riforma punta anche a rendere meno tortuoso il percorso per ottenere quanto spetta. Il Parlamento europeo ha chiesto moduli precompilati per le domande di rimborso e compensazione, così da ridurre tempi morti e passaggi burocratici. L’obiettivo è evitare che il diritto resti solo sulla carta: oggi molti passeggeri rinunciano a reclamare perché la procedura è lunga, poco chiara o frammentata tra canali diversi.
Riprotezioni
Un altro fronte riguarda la riprotezione in caso di cancellazione o forte ritardo. Le nuove regole mirano a garantire alternative più rapide, anche quando il vettore originario non riesce a offrire una soluzione adeguata in tempi brevi. Per i passeggeri significa meno incertezza negli aeroporti e maggiori possibilità di arrivare comunque a destinazione. Il tema è centrale soprattutto nei periodi di picco, quando scioperi, maltempo o problemi operativi possono bloccare migliaia di persone.
Il capitolo più sensibile resta quello del trolley gratuito. Il Parlamento europeo si era espresso a favore del diritto a portare a bordo un oggetto personale e un piccolo bagaglio a mano senza costi aggiuntivi. Tuttavia, il testo in discussione non sembra imporre in modo definitivo il trolley gratuito per tutti: la gestione continuerà in larga parte a dipendere dalle politiche commerciali delle compagnie, soprattutto low cost.
Prezzi più chiari
La riforma interviene anche sul fronte della trasparenza tariffaria. Secondo Reuters, le nuove proposte puntano a rendere più chiari i costi legati al bagaglio a mano e agli altri servizi accessori, per evitare che il prezzo iniziale del biglietto risulti molto diverso da quello pagato alla fine della prenotazione. È un tema economico cruciale: negli ultimi anni le compagnie hanno spostato una quota crescente dei ricavi sugli extra, dal bagaglio alla scelta del posto.
Il testo non è ancora una rivoluzione già entrata in vigore, ma un passaggio politico importante nel percorso di revisione delle tutele europee. Il Parlamento europeo aveva già ribadito a gennaio la volontà di difendere la soglia delle tre ore e procedure più semplici per i passeggeri. Ora il confronto si concentra sul compromesso finale tra istituzioni Ue e Stati membri. Per chi vola, il messaggio è chiaro: gli indennizzi restano salvi, ma su bagagli e servizi accessori la tutela piena è ancora da conquistare.
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[post_content] => Il prossimo 27 settembre, in occasione della Giornata mondiale del Turismo, saranno gli operatori a prendere la parola.
Il ministero del Turismo convocherà infatti presso il Tempio di Venere, dalle 11.30, i rappresentanti della filiera per un appello pubblico dal titolo “Perché il turismo è un’industria”. A ciascuno sarà chiesto di spiegare, in pochi minuti, perché il comparto debba essere riconosciuto a tutti gli effetti come un’industria nazionale.
È questo il passaggio più significativo annunciato dal neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi, ieri, al Maxxi di Roma, nella cornice dell’Assemblea pubblica 2026 di Federturismo Confindustria: «Ho lanciato oggi un’iniziativa che faremo il 27 settembre, Giornata mondiale del Turismo che noi, in Italia, considereremo la Giornata mondiale del turismo culturale - esordisce Mazzi -. Quel giorno, infatti, ci sarà un evento di Alberto Angela per raccontare la figura di Cesare al Colosseo, mentre noi, dalle 11.30 di mattina, convocheremo tutti gli operatori al Tempio di Venere per permettere a ciascuno di loro di spiegare perché il turismo è un’industria».
Saranno quindi gli attori della filiera a raccontare il peso economico, produttivo e territoriale del settore e a rivendicarne una collocazione stabile tra gli asset strategici dell’economia nazionale, ma soprattutto internazionale. L’iniziativa, infatti, nelle intenzioni del ministro, non si esaurirà nella giornata del 27 settembre: gli interventi degli operatori saranno raccolti, pubblicati e portati nei contesti istituzionali europei, con l’obiettivo di rafforzare il peso del comparto proprio nelle sedi in cui si definiscono strategie, investimenti e politiche economiche.
«È una sorta di appello pubblico - specifica Mazzi -. Il turismo fa ancora fatica a trovare spazio nei documenti programmatici e a essere affiancato ai comparti tecnicamente industriali, come automotive, manifattura e agricoltura. Ci sono Paesi in Europa che non hanno del turismo un approccio come il nostro. Per questo motivo porterò gli interventi in qualsiasi contesto nazionale internazionale, affinché la considerazione per questo settore aumenti a tutti i livelli».
Anche Federturismo chiede riconoscimento
La notizia si inserisce nella cornice dell’Assemblea pubblica 2026 di Federturismo Confindustria, che ha segnato il passaggio alla presidenza di Massimo Caputi: «È il momento di avviare - esordisce nel suo intervento - una strategia strutturale insieme al Governo e a tutti gli stakeholder della filiera, che riconosca definitivamente il turismo come grande industria nazionale, al pari degli altri settori strategici dell’economia italiana».
Nella stessa direzione si inserisce il Patto di fine legislatura per il turismo lanciato dalla Federazione, con un richiamo alla semplificazione delle attività turistiche e a una governance più strutturata
verso il 2030. «Il turismo italiano è una filiera che genera valore lungo tutto il territorio nazionale e contribuisce in maniera determinante all’immagine dell’Italia nel mondo - dichiara Caputi -. Per questo è necessario che venga considerato e sostenuto come una vera industria strategica del Paese. Le priorità sono rappresentate dal patto di fine legislatura per il turismo, da presentare ai
ministri competenti, accompagnato da un decreto di semplificazione ispirato ai modelli europei più avanzati, insieme alla necessità di promuovere e monitorare l’attuazione dei contratto di filiera e di garantire l’attuazione piena e rapida delle misure già finanziate».
Per Caputi, il punto è dare alle imprese un quadro operativo finalmente stabile: «Le imprese non possono più aspettare. Chiedono una cosa semplice: strumenti certi, tempi certi, regole certe».
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[post_content] => Aci Europe invita la Commissione europea a riconsiderare alcuni aspetti fondamentali della proposta di quadro normativo sugli aiuti di Stato nel settore dell’aviazione: il timore dell'associazione è che tali misure potrebbero avere un impatto significativo sugli aeroporti regionali, oltre che ridurre la connettività e accentuare le disparità economiche in Europa.
Secondo Aci Europe la bozza di linee guida rischia di compromettere la sostenibilità a lungo termine degli aeroporti regionali e delle comunità che servono.
L'organizzazione sostiene che gli aeroporti regionali svolgono un ruolo ben più ampio della semplice fornitura di infrastrutture di trasporto, fungendo da collegamenti vitali a sostegno dell'occupazione, degli investimenti, del turismo, dei servizi pubblici e dell'accesso al mercato unico europeo.
"Gli aeroporti regionali sono molto più di semplici infrastrutture di trasporto - ha dichiarato il direttore generale, Olivier Jankovec -. Sono arterie economiche vitali che collegano le comunità al mondo del lavoro, agli investimenti, al turismo, ai servizi pubblici e al più ampio mercato unico europeo”.
Sarebbero tre gli aspetti che richiamano particolare preoccupazione: il primo riguarda le nuove restrizioni agli aiuti al funzionamento per gli aeroporti che gestiscono tra 500.000 e un milione di passeggeri all'anno. La proposta introdurrebbe un limite di durata quinquennale e ulteriori condizioni per la concessione degli aiuti.
L'associazione sostiene che molti aeroporti di piccole dimensioni continuano ad affrontare difficoltà finanziarie strutturali legate alle limitate economie di scala, alla crescente stagionalità, al consolidamento delle compagnie aeree e all'aumento dei costi operativi.
Aci Europe ha osservato che diversi studi economici indipendenti, tra cui una ricerca commissionata dalla stessa Commissione europea, hanno messo in evidenza queste difficoltà.
Il secondo riguarda le proposte volte a porre fine agli aiuti agli investimenti per gli aeroporti che gestiscono più di tre milioni di passeggeri all'anno, imponendo al contempo condizioni aggiuntive per i finanziamenti al di sotto di tale soglia.
L'organismo aeroportuale sostiene che molti aeroporti di medie dimensioni devono far fronte a notevoli esigenze di investimento in settori quali la sicurezza, la protezione, la sicurezza informatica, la decarbonizzazione, l'adattamento ai cambiamenti climatici e l'ammodernamento delle infrastrutture.
La terza questione riguarda i piani volti a eliminare gli aiuti all'avvio per le compagnie aeree che lanciano nuove rotte: secondo l'associazione, tale sostegno ha storicamente aiutato le regioni ad attrarre nuovi servizi aerei, a migliorare la connettività e a sostenere lo sviluppo economico.
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[post_content] => Club del Sole in primo piano con l'inaugurazione del Primero Waterland, il nuovo cuore acquatico di Tenuta Primero Family Resort. L'apertura del nuovo parco rappresenta una tappa significativa nel percorso di sviluppo della struttura e rafforza il ruolo di Tenuta Primero come una delle destinazioni open air più complete e innovative dell'Alto Adriatico.
Mare, laguna, marine, golf, Houseboat Waterdream, Splash Bay, spiaggia privata e ora Primero Waterland: a Tenuta Primero l'acqua è parte integrante dell'esperienza di soggiorno. Con oltre 6.000 metri quadrati complessivi dedicati all'acqua, al relax e all'intrattenimento, Primero Waterland rappresenta una delle principali novità dell'estate 2026 e un nuovo tassello della visione Full Life Holidays.
Dal mare e dalla laguna che circondano il resort alle due marine attrezzate, dalle Houseboat Waterdream, che permettono di vivere l'esperienza di soggiornare direttamente sull'acqua, fino a Primero Splash Bay, il parco acquatico sul mare inaugurato nel 2025, ogni progetto nasce per valorizzare il rapporto tra ospiti, territorio e natura. A rendere distintiva l'esperienza di Tenuta Primero contribuisce anche la spiaggia privata, che si sviluppa per oltre mezzo chilometro affacciato sul mare Adriatico. Per la stagione 2026 l'area è stata ulteriormente valorizzata con un ampliamento dei servizi che comprende oltre 150 ombrelloni, nuovi gazebo deluxe, ombrelloni premium dedicati alle famiglie e l'attivazione del servizio di noleggio pedalò e sup. La spiaggia ospita inoltre due punti di ristoro fronte mare, il Kite Bar e l'Afen Bar, diventando un luogo da vivere durante tutto l'arco della giornata. Da quest'anno l'accesso alla spiaggia e ai suoi servizi sarà disponibile anche agli ospiti esterni.
Il nuovo Primero Waterland
La stagione 2026 segna una vera evoluzione dell'offerta acquatica del resort. Il nuovo parco acquatico passa infatti da circa 500 a oltre 2.000 metri quadrati di superficie d'acqua, affiancati da ulteriori 4.000 metri quadrati di solarium attrezzato. Pensato per ospiti di tutte le età, Primero Waterland offre una grande laguna con morbidi scivoli acquatici, una piscina dedicata ai bambini con profondità di appena 50 centimetri, uno spray park con giochi d'acqua interattivi, una piscina benessere con getti massaggianti, una vasca dedicata al nuoto e una piscina river che attraversa l'area.
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Come sottolinea Raffaele Giondi, real estate chief executive officer di Club del Sole: «Ogni nuovo progetto racconta la nostra identità. Il nostro compito è accompagnare l'evoluzione delle destinazioni nel rispetto del territorio e delle comunità che le vivono. Primero Waterland rappresenta un esempio concreto di questa visione. Desidero inoltre ringraziare tutti i professionisti, gli studi, le imprese e i collaboratori che hanno contribuito alla realizzazione di questo intervento. Dietro ogni progetto ci sono competenze, passione e un grande lavoro di squadra: è grazie a queste persone che una visione può trasformarsi in un luogo reale, capace di creare valore per gli ospiti e per il territorio».
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[post_content] => Il turismo del benessere e termale rappresenta oggi uno dei comparti più promettenti dell’intera filiera turistica italiana.
Crescono infatti i viaggiatori alla ricerca di esperienze orientate alla salute, al benessere, alla prevenzione e alla qualità della vita, generando nuove opportunità per strutture ricettive, centri termali e operatori del settore.
Per accompagnare questa evoluzione nasce la Scuola di Alta Formazione per l’Innovazione e l’Eccellenza nel Turismo del Benessere e Termale, un progetto finanziato dal Ministero del Turismo e inserito nel Polo Nazionale Strategico del Turismo di Alta Formazione. L’iniziativa è realizzata da w.academy in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Foro Italico, UNIDAV – Università Telematica Leonardo da Vinci, Federterme e Associazione Italiana Confindustria Alberghi.
L’obiettivo è sviluppare competenze avanzate e altamente specialistiche per rispondere alle nuove esigenze del mercato, favorendo la crescita professionale degli operatori già attivi nel settore e creando nuove opportunità per chi desidera intraprendere una carriera nel mondo dell’hospitality, del wellness e del turismo termale.
L’offerta formativa comprende 9 percorsi completamente gratuiti, progettati in linea con gli obiettivi del Piano Strategico del Turismo 2023-2027. I corsi sono erogati in modalità blended, attraverso lezioni in live streaming, contenuti fruibili on demand e momenti di formazione esperienziale presso strutture d’eccellenza come Terme di Saturnia e Terme di Chianciano.
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I programmi sono stati sviluppati per fornire competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, integrando aspetti manageriali, organizzativi, digitali e operativi. I partecipanti avranno accesso a una piattaforma formativa dedicata, materiali didattici specialistici, attività di tutoring e mentoring e al confronto diretto con professionisti, manager ed esperti del settore.
«La crescita del turismo del benessere richiede figure professionali sempre più preparate e specializzate, capaci di interpretare i cambiamenti del mercato e contribuire allo sviluppo di un’offerta innovativa e competitiva», spiega Giulio Guidi – CEO di w.academy ente capofila della Scuola di Alta Formazione per l’Innovazione e l’Eccellenza nel Turismo del Benessere e Termale.
Le candidature ai percorsi formativi sono aperte fino al 30 giugno 2026. Ogni corso prevede un numero limitato di partecipanti, con l’obiettivo di garantire un’esperienza formativa di elevata qualità e un efficace trasferimento delle competenze.
Per maggiori informazioni e per candidarsi visita la nostra pagina
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