16 novembre 2021 10:17

Il ministro del turismo Massimo Garavaglia
Su ItaliaOggi leggiamo, stupefatti, alcune dichiarazioni del ministro del turismo Garavaglia in merito ai lavoratori del turismo che non si trovano. Inizia così: «Al comparto turistico mancano tra le 200mila e le 300mila figure lavorative. Un paradosso se si pensa che il Paese paga un tasso di disoccupazione al 9%. In questi giorni siamo surclassati da richieste per far partire il prima possibile il decreto flussi; la stagione invernale è alle porte e manca il personale».
Quindi siamo al paradosso che per trovare lavoratori nel turismo dobbiamo prenderli dagli stranieri e non dagli italiani, ma perché? Ve lo dico subito: così possiamo continuare impunemente a pagarli poco. Questo “pagare poco” somiglia molto allo sfruttamento, e quindi invece di incidere su questo elemento si preferisce aspettare il decreto flussi. (Un’annotazione: ma gli stranieri non erano quelli che ci rubavano il lavoro? Adesso sono diventati la nostra speranza?). Il punto è che i lavoratori devono essere pagati dignitosamente, secondo le regole europee, secondo gli standard europei e non altro. D’altra parte che formazione possono avere i flussi?
Poi prosegue: «Sul mercato non si trova personale italiano, dobbiamo ricorrere a quello straniero. Altro paradosso». No, non ci siamo Garavaglia. Un politico si chiede e indaga sulla causa del problema, non va a ramengo a cercare soluzioni estemporanee. Il problema è: bassa o bassissima retribuzione, orario di lavoro che si sa quando si inizia e non si sa quando finisce, alloggi non particolarmente funzionali, orari per il pranzo e la cena ridotti all’osso. Lavoriamo su questo. Date paghe migliori, fate in modo che chi lavora per voi abbia anche una dignità e non sia solo manodopera da sfruttare.
Giuseppe Aloe
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La nuova edizione - distribuita in formato digitale a tutte le agenzie di viaggi del gruppo, sui canali di comunicazione delle diverse business unit, ai clienti fidelizzati del programma Blu&cluB e attraverso Bluvacanze.it - prende le mosse dall'editoriale del ceo del gruppo Bluvacanze, Domenico Pellegrino: «Viviamo, insieme, un tempo in cui la pressione mediatica sulle persone è fortissima, quasi sempre orientata in negativo: ogni tensione diventa emergenza, ogni criticità diventa allarme. Ebbene, davanti a tutto questo, le persone non hanno smesso di viaggiare. Non hanno smesso di sognare il viaggio, di programmarlo, di desiderarlo. Credo che questo sia il dato più significativo su cui riflettere: in un'epoca che sembra spingerci alla chiusura e alla diffidenza, milioni di persone continuano a scegliere l'apertura, l'incontro, la scoperta. A voi che continuate a partire, nonostante tutto e soprattutto grazie a tutto ciò che il viaggio vi restituisce, va il mio grazie più sincero».
I servizi
Ecco i servizi a firma di giornalisti e professionisti del settore, a cominciare da un invito al viaggio in Messico dove il Día de Muertos viene raccontato andando oltre il foclore per scoprirne il significato culturale più autentico, sintetizzato dal celebre motto "Morir es nada. Lo terrible es no vivir". Dall'America Latina all'Africa orientale, Zanzibar diventa il simbolo di un turismo che genera valore sociale grazie a una storia di women empowerment, mentre Capo Verde ci svela come una famiglia italiana sia riuscita a trasformare un territorio arido in un progetto di sviluppo sostenibile, legato al golf. Naturalmente non manca mai la "destinazione Mare", dalle crociere tra imbarchi da porti inattesi del Texas, alle rotte tra i paesaggi dell'Alaska. Come non mancano le tendenze nell’approfondimento dedicato al fenomeno delle solo traveler, attraverso l'intervista alla più importante community europea di donne che viaggiano da sole, mentre un focus sui trend analizza il set jetting, il turismo ispirato da film e serie televisive. L'avventura continua a bordo del leggendario The Ghan, il treno che attraversa l'Outback australiano. E ancora, il benessere trova un posto privilegiato nelle nuove terme italiane, mentre il calcio diventa chiave di lettura per comprendere identità e riscatto sociale tra Brasile, Argentina e Uruguay sulle orme delle grandi leggende del fútbol. Infine, uno sguardo alla montagna raccontata come esperienza di lifestyle, integrando la dimensione sportiva.
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Il progetto si sviluppa lungo diverse direttrici: circa 1.700 unità immobiliari sono state raggiunte dalla rete Ftth (Fiber to Tthe home) di Open fiber; edifici storici, musei e servizi pubblici sono stati digitalizzati per favorirne la fruizione; è stato fornito supporto allo sviluppo dell’albergo diffuso e dell’offerta turistica locale. Il tutto per favorire l'attività di smart worker e professionisti che lavorano da remoto.
I borghi del futuro
«Grazie alla fibra ottica abbiamo digitalizzato i nostri edifici storici dando la possibilità a coloro che vivono all'interno del borgo e ai nostri turisti di rimanere sempre connessi - spiega Leonardo Bindi, Sindaco di San Leo -. San Leo è diventata una piccola smart city».
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Problemi economici
A pesare di più è la situazione economica familiare, indicata dal 52,8% degli intervistati come motivo principale della rinuncia. Seguono le difficoltà organizzative in famiglia (25,7%) e i motivi di salute (24,5%). L'11,2% ha dovuto fare i conti con l'aumento dei prezzi, mentre il 10,4% è stato condizionato da impegni lavorativi. C'è infine un 6,6% che non rinuncia alla vacanza, ma la sposterà in un altro periodo dell'anno.
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È il cuore della campagna di Svizzera Turismo in Italia con Michelle Hunziker e Yann Sommer, girato nella regione di Interlaken, tra il Lago di Brienz e il museo all’aperto di Ballenberg.
I due brand ambassador, nati e cresciuti in Svizzera, raccontano il legame con i luoghi che hanno contribuito a formare la loro identità. Il messaggio va oltre la promozione della destinazione: la Svizzera diventa uno spazio nel quale rallentare, respirare, ritrovare equilibrio e ispirazione, sia scegliendo una località di montagna sia una città a misura d’uomo.
Interlaken è il punto di partenza di questo racconto. Situata tra i laghi di Thun e di Brienz e affacciata sulla triade Eiger, Mönch e Jungfrau, la cittadina è uno snodo strategico per esplorare l’Oberland Bernese. Dal Lago di Brienz, navigabile anche a bordo dello storico battello a vapore Lötschberg, si raggiungono borghi e attrazioni come la ferrovia a cremagliera del Rothorn, le cascate del Giessbach e il percorso panoramico tra Bönigen, Iseltwald e Giessbach.
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Questa narrazione si inserisce nella strategia 2026 di Svizzera Turismo, sintetizzata nel concetto di Travel Better. L’obiettivo non è aumentare indiscriminatamente i flussi, ma distribuirli meglio nel tempo e nello spazio, favorendo soggiorni più lunghi, viaggi durante tutto l’anno e la scoperta di itinerari meno conosciuti. Un approccio coerente con Swisstainable, il programma lanciato nel 2021 per promuovere un turismo capace di generare benefici economici, sociali e ambientali.
I dati
La Svizzera vede il 2026 confermare la solidità della domanda turistica. Dopo il record raggiunto nel 2025, nei primi mesi dell’anno il comparto alberghiero ha registrato 6,7 milioni di pernottamenti, in aumento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Positivo anche il contributo del mercato italiano, che a febbraio ha segnato una crescita dell’1,3%. Un andamento che rafforza il ruolo dell’Italia tra i bacini di prossimità più strategici per la destinazione e conferma l’attrattività di un’offerta fondata su accessibilità, trasporto pubblico, città, montagna ed esperienze da vivere durante tutto l’anno.
Il risultato si inserisce in un percorso già favorevole: il 2025 si è chiuso con 43,9 milioni di pernottamenti, il 2,6% in più rispetto al 2024, mentre gli arrivi dall’Italia sono aumentati del 4,8%, con picchi particolarmente significativi nei mesi di gennaio, maggio e dicembre.
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[post_content] => Anche per il 2026 Grimaldi Lines rinnova l’impegno nella valorizzazione della destinazione Sardegna e del suo ricchissimo patrimonio culturale. Grazie alla partnership consolidata con la Camera di commercio di Nuoro e con Aspen, la compagnia di navigazione torna a supportare la manifestazione autunno in Barbagia, confermando il suo ruolo strategico nel promuovere una nuova modalità di turismo, consapevole, esperienziale e distribuita in ogni stagione dell’anno.
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Aumenta "l'undertourism", secondo le stime di Confartigianato, che rileva "la scelta compiuta dal 21,3% dei vacanzieri che nel trimestre estivo prediligono viaggi esperienziali con visite ai laboratori artigiani, ad aziende e siti produttivi. Una quota in crescita rispetto al 7,6% registrato nel 2019".
Ne emerge - evidenzia la confederazione di artigiani e pmi - "il trend di un turismo orientato verso destinazioni alternative alle località tradizionali, come le aree interne e montane che rappresentano oltre il 50% del territorio italiano e custodiscono gran parte del nostro patrimonio paesaggistico, produttivo e culturale".
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[post_content] => Centinaia di piloti che hanno lavorato per Ryanair hanno avviato un'azione legale collettiva contro la compagnia a basso costo irlandese, sostenendo di non aver mai ricevuto la retribuzione per i giorni di ferie. La causa è stata depositata presso il tribunale commerciale di Londra.
Al centro della contestazione c’è l’inquadramento contrattuale: i piloti sarebbero stati assunti tramite agenzie interinali del settore aeronautico come lavoratori autonomi e non come dipendenti. Secondo i ricorrenti, questa scelta li avrebbe esclusi illegittimamente da diritti riconosciuti ai colleghi assunti direttamente, tra cui la paga per le vacanze.
Richard Phillips
L’azione è stata promossa da Richard Phillips, che ha lavorato per Ryanair per quattro anni fino al 2012, ed è sostenuta da altri 261 piloti. Oltre alla compagnia, sono state citate in giudizio anche le agenzie Storm Global e Brookfield Aviation International, nonché la società di consulenza fiscale dublinese Scanlon Associates.
La class action punta a fare leva su una sentenza della Corte d’appello dello scorso anno, che ha stabilito come un pilota della compagnia, ingaggiato tramite agenzia e basato all’aeroporto londinese di Stansted, dovesse essere considerato a tutti gli effetti un lavoratore dipendente, nonostante non fosse stato assunto direttamente.
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Il ministero del turismo ha adottato e pubblicato il Decreto con gli esiti dell’istruttoria del programma staff house – Titolo II e l’assegnazione provvisoria delle agevolazioni.
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Riqualificazione
Il programma sostiene la riqualificazione e il completamento di alloggi per il personale del comparto, con attenzione a efficientamento energetico e sostenibilità. Sono arrivate 102 domande da operatori di tutta Italia, per investimenti pari a 149,9 milioni di euro e richieste di agevolazioni per oltre 80,8 milioni, a fronte di una dotazione di 54 milioni a testimonianza della forte domanda di strumenti a supporto dell'alloggio dei lavoratori turistici.
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[post_content] => La società Le Polene gestirà per 12 anni il Museo tecnico navale della Spezia
Il contratto di concessione per la gestione economica e la valorizzazione, comprensiva delle attività di “business museum”, per la durata di 12 anni, del museo è stato firmato tra Cristiana Pagni, presidente ed amministratore delegato di Le Polene società consortile e Luca Andreoli amministratore delegato di Difesa Servizi, società in house del ministero della difesa che valorizza in chiave duale ed economica gli asset che le Forze Armate le affidano, tra cui i Musei Militari.
La società consortile Le Polene è stata costituita, quale società di scopo, dall’aggregazione di realtà imprenditoriali e cooperative del territorio e del settore culturale, turistico e dei servizi. Ne fanno parte: Italian Blue Growth, capofila del progetto, Consorzio Marittimo Turistico Cinque Terre, Fluid Global Solutions, Zoe Gestione Servizi Culturali, Turismo Sostenibile Cinque Terre, C.A.B.I. Cattaneo, Euroguarco e Opera Laboratori Fiorentini.
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L’accordo affida a Le Polene la gestione e lo sviluppo delle attività di "business museum" del museo della Marina Militare, con l'obiettivo di rafforzarne l’attrattività culturale e turistica, ampliare i servizi per i visitatori e valorizzare ulteriormente il patrimonio storico e identitario custodito al suo interno e quello della città della Spezia che, con questa nuova progettazione, guarda alle capitali europee in quanto a proposta culturale.
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GIUSTISSIMO! tutto quello che avete scritto è corretto. Meno male che almeno qualcuno ha il coraggio di dire come stanno le cose. BRAVI!
Con il massimo rispetto di chi scrive, c’è chi rispetta e supera i parametri europei, e offre ottime condizioni e prospettive ai lavoratori. Ma anche così mancano le professionalità. Fare turismo non è una cosa estemporanea, ci vogliono competenze e disponibilità, che devono e sono adeguatamente pagate. E sul lato formativo siamo molto carenti purtroppo…
Se poi vi sono delle zone che non operano come sopra… siamo specifici e non generalisti e indichiamo chiaramente dove sono i problemi.
Basta massimi sistemi siamo imprenditori!
Caro Lanci, lei dice professionalità. bene sa cosa è il decreto flussi dal quale il ministro vuole prendere gli stagionali? Hanno formazione questi? non credo, servono solo a risparmiare sui costi del personale.Le persone sono stanche di essere sfruttate, bisogna equiparare in qualche modo.
Caro Aloe,
C’è chi vive sui confini, e il mondo estero, da cui tanti ricavano lavoratori, lo conosce bene. Il problema alla radice è la nostra capacità di generare formazione nei nostri giovani in primis, a partire dal sistema scolastico, non solo formazione, ma anche motivazione. Il comparto è dolorosamente assente dall’intera filiera, e pur essendo demandato al sistema centrale, sarebbe anche responsabilità del comparto turistico, pretendere di entrare nel sistema per motivare e formare realmente i giovani. Con relae formazione, conoscenza e motivazione i giovani potremmo trovarli già in Italia, pagandoli quanto è dovuto con le corrette possibilità. Dall’altra parte un ragazzetto che arriva a 18-20 anni senza avere alcuna formazione nel settore, non può pensare di arrivare non doversi preparare e prendere paga piena: delle due l’una o si forma prima (e gli dobbiamo dare la possibilità di farlo con garanzie poi di assunzione) o accetta un percorso a scaglioni
Dall’estero, con i programmi di formazione e interscambio, si possono formare prima di portarli in Italia, ed eventualmente finire qui il lavoro prima dell’inizio delle stagioni, ma anche qui bisogna mettersi in gioco pubblico e privato assieme. Complesso? si decisamente, un altro impegno per noi, ma se vogliamo avere lavoratori, dobbiamo modificare il sistema di approccio. Non protestiamo e basta chiediamo che ci siano dati gli strumenti anche economici e pratici per risolvere il problema, ma ci dobbiamo mettere del nostro.
Non si sopportano più i luoghi comuni del comparto che non paga, che tratta male e fa stra lavorare… vero in certe zone, assolutamente falso in altre. Cominciamo a distinguere, quest’immagine danneggia tutti.
Per esperienza personale (di osservatore): ragazzi 18/20 anni: 14 ore di lavoro, alloggi fatiscenti, 30 minuti per mangiare, 800 euro al mese. per 3 o 4 mesi.
questo è sfruttamento.