27 March 2026

Fiavet Lazio: follia le nuove tariffe d’ingresso dei bus turistici a Roma (+300%)

La Fiavet Lazio, Cna turismo Lazio e Assoviaggi Lazio sono venute a conoscenza dalla stampa dell’Ordinanza commissariale dello scorso 26 settembre relativa alle nuove tariffe di ingresso dei bus turistici nella città di Roma.

Il primo sentimento è la gioia: siamo tutti felici di sapere che finalmente le linee Tpl (trasporto pubblico di linea), quindi i nostri autobus e le nostre linee di metropolitana, saranno in grado, nell’anno giubilare, non solo di trasportare senza problemi e senza affollamenti (non come avviene ora), noi cittadini, compresi quelli che dovranno lasciare a casa l’auto a partire da Euro4 ma anche i 32 milioni previsti di turisti che riempiranno le nostre strade ed i nostri monumenti.

Infatti, l’Ordinanza chiarisce bene che tutti i turisti che portano milioni di euro nelle casse della nostra città dovranno utilizzare, nel 2025, i mezzi pubblici dai parcheggi dei bus turistici alla periferia della città fino in centro oppure pagare il 300% di più!

Rabbia e sconcerto

Ora passiamo al secondo sentimento, che è la rabbia e lo sconcerto. La rabbia di centinaia e centinaia di aziende che a poco più di due mesi dall’inizio del Giubileo vedono aumentare i costi del 300% con il rischio, anzi la certezza, di non poterli riversare sui propri clienti che naturalmente hanno già da tempo confermato i servizi e, in molti casi, già pagato. Perché siamo certi che i turisti continueranno a non poter usare i parcheggi in periferia e continueranno a pagare i permessi dell’area B semplicemente perché a Roma non ci si può muovere con i mezzi pubblici, magari con le valige o con una sedia a rotelle o con dei bambini e degli anziani.

Quindi questa Ordinanza serve al Comune di Roma per fare cassa ai danni dei turisti e delle aziende ed è stata emessa senza un confronto con le categorie del turismo, a parte un incontro dello scorso mese di luglio in cui l’Amministrazione, nella persona dell’Assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, ci aveva comunicato che avrebbe dovuto aumentare gli stalli per la sosta breve dei bus turistici per diminuire la pressione degli stessi sul traffico. Invece l’unica cosa che è aumentata sono i costi.

Chiediamo un immediato incontro con il sindaco Gualtieri, con l’assessore alla mobilità Patanè e con l’assessore al turismo Onorato.

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Il dato che emerge in modo inequivocabile è che il 65% delle agenzie sta gestendo un volume di crisi che supera le 16 pratiche per singola unità operativa, con un terzo del campione totale (33%) che si trova a gestire volumi critici superiori alle 30 pratiche.\r\nQuesto conferma che non si tratta di un'emergenza isolata, ma di un problema diffuso che coinvolge la maggioranza delle agenzie di viaggio associate.\r\nLa stima  della perdita di fatturato diretta legata a questa crisi nell'ultima settimana si attesta su una media di 38.800 euro per agenzia, con un 48% del campione che dichiara perdite superiori a 50.000 euro (Fascia 5.000€ - 20.000€: 18% del campione,  Fascia 20.001€ - 50.000€: 34% del campione).\r\n\r\nDestinazioni in difficoltà\r\nAttualmente le destinazioni che registrano le maggiori difficoltà operative sono gli Emirati Arabi con il 92% di criticità rilevate in agenzia di viaggio, un numero che  non riguarda solo la destinazione in sé, ma l'intero sistema di smistamento del traffico aereo verso il lungo raggio (Asia, Oceania, Oceano Indiano). 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Tuttavia la percentuale più ampia (45%) è  quella dei viaggiatori che avrebbero dovuto confermare il viaggio per marzo e hanno deciso di congelare la pratica, in attesa che la situazione degli spazi aerei si stabilizzi e questo rappresenta il danno più grave per il fatturato del futuro a breve termine.\r\nAttualmente  la stima della perdita di fatturato  totale per il comparto, limitatamente alle sole mancate prenotazioni per il periodo di Pasqua e primavera, ammonta a oltre 222 milioni di euro, con una proiezione media di 33.650 euro per singola agenzia (ad oggi)  in considerazione anche del fatto che solo il 17% dei viaggiatori ha accettato di modificare l'itinerario verso mete diverse da quelle prenotate.\r\n\r\nDestinazioni percepite a rischio\r\nVi sono poi da aggiungere, se proseguirà oltre questa situazione, le destinazioni percepite a rischio da alcuni viaggiatori. 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Secondo il 62% degli agenti di viaggio   questo potrà tradursi nella necessità di chiedere al cliente che ha già comprato un pacchetto turistico ulteriore denaro per i costi di adeguamento carburante, Solo una piccola fetta di operatori (9%) segnala che, per il momento, i prezzi restano stabili, e probabilmente grazie a politiche di hedging sul prezzo del petrolio già stipulate dai vettori nei mesi precedenti e probabilmente non vi saranno cambiamenti rilevanti.\r\nPurtroppo la situazione non è positiva anche per i turisti che vengono in Italia dalle aree del Golfo e da Israele. 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