18 April 2026

Fiavet, Assoviaggi e Federturismo in allarme per la direttiva

Anche Assoviaggi, Federturismo e Fiavet, si inseriscono nella polemica sulla Direttiva europea, con un taglio più ampio rispetto alla sola responsabilità solidale delle agenzie di viaggio. Le associazioni infatti alzano un grido di allarme al governo ed al Mibact contro il rischio di recepimento della direttiva pacchetti e servizi turistici collegati in modo difforme dal testo approvato dall’Unione europea.

Dopo aver letto i pareri approvati dalle Commissioni speciali di Camera e Senato, i tre presidenti Gianni Rebecchi, di Assoviaggi, Andrea Giannetti di Federturismo Travel e Jacopo De Ria di Fiavet, manifestano forte preoccupazione relativamente ad alcuni passaggi presenti nel testo dei pareri, specialmente quando si fanno delle aperture ingiustificate al settore ricettivo e contemporaneamente si inseriscono degli appesantimenti operativi al settore dell’intermediazione turistica.

«Abbiamo seguito l’iter in Parlamento partecipando all’audizione del 24 aprile presso le Commissioni speciali riunite in sede comune, ed inviando ai presidenti, ai relatori, ai senatori ed agli onorevoli il documento con le osservazioni relative al settore dell’intermediazione turistica. Alcune indicazioni sono state recepite come le tutele per il turismo scolastico, il contrasto all’abusivismo e l’azione di regresso nei confronti dei fornitori di servizi. Non capiamo invece come si possa andare nella direzione opposta alla direttiva sulla questione dei servizi accessori e della responsabilità sussidiaria.

«Uno degli scopi dichiarati della nuova direttiva è di non creare situazioni discriminatorie sul mercato interno dell’Unione europea. In questo modo le agenzie di viaggio italiane saranno penalizzate rispetto ai competitor europei. Chiediamo quindi al governo ed al Mibact di far rispettare le stesse regole per gli operatori che sono nello stesso mercato e che vendono servizi turistici, rispettando le modalità previste nella direttiva Ue, per chiarezza nei rapporti commerciali, per limitare i contenziosi giudiziari ma soprattutto per garantire i consumatori da eventuali aggiramenti delle tutele previste nei loro confronti».

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