10 March 2026

Ezhaya (Astoi): «Nessun aiuto economico (per ora) alle nostre imprese»

Alpitour, Ezhaya, contratto Abc, agenzie

Pier Ezhaya, presidente di Astoi

Forte presa di posizione del neo presidente di Astoi, Pier Ezhaya che fa il punto della situazione sulla crisi, criticando apertamente l’attitudine del governo a non considerare il sistema del turismo organizzato e indicando nuove prospettive.

 «Abbiamo trascorso mesi molto duri e ne abbiamo di fronte altri ancor più complessi, nei quali sarà a rischio la stessa sopravvivenza delle nostre imprese. Tracciando un breve riepilogo delle misure e dei provvedimenti adottati per il comparto, la sensazione è che, nonostante sia di tutta evidenza che il turismo è il settore più colpito per antonomasia, ci sia ancora un’ampia sottovalutazione del problema da parte delle istituzioni».

Poi Ezhaya continua: «Come sappiamo, di fatto ancora nessun aiuto economico è arrivato nelle “casse” delle imprese che attendono l’erogazione delle risorse a Fondo Perduto stanziate lo scorso maggio dal Decreto Rilancio prima (25 milioni) e dal decreto agosto poi (ulteriori 240 milioni). Temiamo fortemente che i tempi per l’erogazione di tali contributi non siano brevi: teoricamente, come riportato nell’Avviso, dal 9 ottobre, il Ministero avrebbe 30 giorni lavorativi per procedere all’erogazione, ma sappiamo che non si tratta di un termine perentorio e che si dovrà attendere anche l’autorizzazione da parte della Commissione Europea sulla deroga al c.d “Temporary Framework”, che fissa la soglia sugli aiuti di stato a 800.000 euro. Le imprese del comparto si trovano in una situazione di estrema sofferenza e non potranno resistere a lungo. Immaginare che gli aiuti, per via delle varie complicazioni burocratiche, arrivino nei primi mesi del 2021 è impensabile e non vorremmo certamente dover dire che “ormai è troppo tardi”. Come più volte detto, non abbiamo bisogno di qualcuno che ci porti i fiori sulla tomba, ma di qualcuno che ci aiuti a non morire. Inoltre, le risorse stanziate sul Fondo perduto per tour operator e agenzie di viaggi riguardano la perdita di fatturato subita da marzo a luglio 2020, ma le imprese sono a tutt’oggi a fatturato zero e lo rimarranno ancora per lungo tempo. È quindi improrogabile e indispensabile rifinanziare il Fondo almeno per il periodo da agosto a dicembre».

Poi passa agli ammortizzatori sociali: «Situazione analoga è quella sulla cassa in deroga che, per le imprese del turismo, dovrebbe essere prolungata ben oltre il 2020. Anche in tal caso, le imprese hanno potuto resistere finora soprattutto grazie all’utilizzo degli ammortizzatori sociali e pensare che la proroga possa arrivare “last minute”, come quella giunta con il decreto agosto, non aiuta».

 Altro tema è poi l’avanzo di quanto stanziato (2,4 miliardi) per il c.d. Bonus Vacanze, «per il quale – in base a quanto riportato sul sito io.italia.it –  ad oggi  sono stati generati un numero di bonus pari ad un valore economico di € 706.139.850, ma su questo importo ne sono stati spesi -quindi fruiti-finora solo meno della  metà e c’è da considerare che il Bonus avrà validità fino al 31.12.2020. Il trend quindi non è affatto positivo e, pur nelle più ottimistiche previsioni, rimarrà inutilizzata una somma superiore a 1,5 miliardi.

«È uno di quei casi in cui non avresti mai voluto avere ragione, ma questa è – purtroppo – la cronaca di un disastro annunciato. A questo proposito, ci auguriamo vivamente che il Mibact redistribuisca l’avanzo del Bonus a beneficio di tutta la filiera del turismo ivi compreso il Turismo Organizzato fatto da to e agenzie di viaggio. Torniamo a ribadire che uno stanziamento così importante, a beneficio di una sola componente della filiera turistica, denota una scarsa visione di insieme e penalizza il comparto del turismo organizzato».

Infine i corridoi turistici. «Come sappiamo, ad oggi i flussi turistici possono muoversi all’interno dei Paesi dell’Unione, mentre sono escluse tutte le mete turistiche extra Schengen, che sono di fatto quelle programmate dai Tour Operator. Questa situazione non consente alle imprese di “salvarsi da sole”. Per questa ragione Astoi ha avviato un fluido e costruttivo canale di comunicazione con il Ministero degli Affari Esteri, volto ad esaminare la possibilità di riaprire alcuni corridoi turistici, tenendo conto della situazione attuale e di tutte le limitazioni imposte dall’emergenza. Senza la riapertura di almeno alcune destinazioni – sia lato outgoing che lato incoming – per gli operatori del settore sarà il tracollo». 

«La nostra proposta è di adottare il “modello crociere” che prevede l’effettuazione di un tampone veloce prima di partire, e quello di un tampone veloce al rientro in Italia. Il paradosso è che sono aperti paesi europei che hanno più di 15 mila contagi al giorno e sono chiusi paesi extra europei che ne hanno 200. E questo avviene solo per un tema di Paese “Schengen/non Schengen”. Non è arrivato il momento di superare questa barriera? Confidiamo quindi che si possa giungere ad una soluzione che da un lato garantisca la massima sicurezza per i viaggiatori, dall’altra permetta alle imprese turistiche di provare a salvarsi con le proprie forze e il proprio lavoro.

Quello però che deve essere chiaro al Governo, al Parlamento e alle istituzioni è che non si può più perdere tempo. Servono interventi concreti, veloci ed efficaci.”

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