13 July 2026

Dell’Orco, Assidema: partire dal piccolo per imparare a gestire il grande

Rendere i territori, anche quelli detti con un’espressione poco fortunata  minori, turisticamente fruibili. Il tutto, dando vita a forme di economia circolare, basate su un’offerta capace di coniugare il soggiorno di breve o medio periodo con le esperienze più varie: digital detox, escursioni nella natura, visite ai musei, degustazioni enogastronomiche, turismo delle radici e molto altro ancora. E’ questo l’obiettivo di un destination manager come Giancarlo Dell’Orco, tra i soci fondatori di Assidema, la nuova associazione dedicata a questa professione emergente:  “Personalmente, ho scelto di dedicarmi soprattutto alle aree minori, perché sono convinto che partendo dal piccolo, imparando a gestirlo e a valorizzarlo, si può poi successivamente passare anche al grande”.

L’obiettivo di Dell’Orco è quello di creare una governance del territorio, in grado di integrare al meglio pubblico e privato, domanda e offerta: “Da qui l’idea dell’impresa di comunità, quale forma alla base di consorzi, cooperative e società capaci sia di gestire i fondi istituzionali, come per esempio quelli legati al Pnrr, sia di rafforzare i piccoli imprenditori locali”. L’attività di Dell’Orco, fondatore tra le altre cose della cooperativa grossetana Coopera e del #Progetto Borghi per la valorizzazione dei piccoli centri urbani, si è per esempio concretizzata in una serie di programmi prototipo nella Maremma Toscana: “Abbiamo messo insieme alcuni comuni del territorio per creare un’offerta in grado di aggiungersi a quella balneare più tradizionale, anche in risposta al fenomeno overtourism. L’attività ha incluso pure il recupero di alcuni immobili, riconvertiti per varie tipologie di esigenze ricettive, comprese quelle legate allo smart working o alla gestione di proprietà acquisite da stranieri”.

Ma il valore delle imprese di comunità, prosegue Dell’Orco, “sta anche nella loro capacità di generare metriche affidabili, in grado di misurare l’impatto economico delle varie attività e quindi di attirare nel medio periodo ulteriori investimenti. Come per esempio è già avvenuto con Wind in relazione al progetto smart working. L’idea di fondo è che se l’introduzione negli anni ’80 del modello agrituristico ha salvaguardato un’importante quota di campagne di italiane, oggi occorre creare nuovi modelli capaci di evitare lo spopolamento di molti borghi delle aree interne. Magari anche creando connessioni virtuose con i principali centri metropolitani della Penisola, per incentivare un turismo di prossimità oggi sempre più popolare”.

In tale contesto Assidema potrà quindi giocare un ruolo importante: “Prima di tutto tutelando la figura del destination manager – conferma Dell’Orco -, nonché facendo crescere nuove generazioni di professionisti. Creando inoltre connessioni proficue tra dmc, tour operator, agenzie di viaggi e l’ingente mole di offerta frammentata già presente sui nostri territori. Tra gli obiettivi c’è infine l’idea di vedere il nostro ruolo riconosciuto con un codice Ateco ad hoc, necessario per avere le garanzie utili a stringere accordi anche finanziari, nonché magari persino con la creazione di un albo professionale dedicato“.

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