27 June 2026

Dell’Orco, Assidema: partire dal piccolo per imparare a gestire il grande

Rendere i territori, anche quelli detti con un’espressione poco fortunata  minori, turisticamente fruibili. Il tutto, dando vita a forme di economia circolare, basate su un’offerta capace di coniugare il soggiorno di breve o medio periodo con le esperienze più varie: digital detox, escursioni nella natura, visite ai musei, degustazioni enogastronomiche, turismo delle radici e molto altro ancora. E’ questo l’obiettivo di un destination manager come Giancarlo Dell’Orco, tra i soci fondatori di Assidema, la nuova associazione dedicata a questa professione emergente:  “Personalmente, ho scelto di dedicarmi soprattutto alle aree minori, perché sono convinto che partendo dal piccolo, imparando a gestirlo e a valorizzarlo, si può poi successivamente passare anche al grande”.

L’obiettivo di Dell’Orco è quello di creare una governance del territorio, in grado di integrare al meglio pubblico e privato, domanda e offerta: “Da qui l’idea dell’impresa di comunità, quale forma alla base di consorzi, cooperative e società capaci sia di gestire i fondi istituzionali, come per esempio quelli legati al Pnrr, sia di rafforzare i piccoli imprenditori locali”. L’attività di Dell’Orco, fondatore tra le altre cose della cooperativa grossetana Coopera e del #Progetto Borghi per la valorizzazione dei piccoli centri urbani, si è per esempio concretizzata in una serie di programmi prototipo nella Maremma Toscana: “Abbiamo messo insieme alcuni comuni del territorio per creare un’offerta in grado di aggiungersi a quella balneare più tradizionale, anche in risposta al fenomeno overtourism. L’attività ha incluso pure il recupero di alcuni immobili, riconvertiti per varie tipologie di esigenze ricettive, comprese quelle legate allo smart working o alla gestione di proprietà acquisite da stranieri”.

Ma il valore delle imprese di comunità, prosegue Dell’Orco, “sta anche nella loro capacità di generare metriche affidabili, in grado di misurare l’impatto economico delle varie attività e quindi di attirare nel medio periodo ulteriori investimenti. Come per esempio è già avvenuto con Wind in relazione al progetto smart working. L’idea di fondo è che se l’introduzione negli anni ’80 del modello agrituristico ha salvaguardato un’importante quota di campagne di italiane, oggi occorre creare nuovi modelli capaci di evitare lo spopolamento di molti borghi delle aree interne. Magari anche creando connessioni virtuose con i principali centri metropolitani della Penisola, per incentivare un turismo di prossimità oggi sempre più popolare”.

In tale contesto Assidema potrà quindi giocare un ruolo importante: “Prima di tutto tutelando la figura del destination manager – conferma Dell’Orco -, nonché facendo crescere nuove generazioni di professionisti. Creando inoltre connessioni proficue tra dmc, tour operator, agenzie di viaggi e l’ingente mole di offerta frammentata già presente sui nostri territori. Tra gli obiettivi c’è infine l’idea di vedere il nostro ruolo riconosciuto con un codice Ateco ad hoc, necessario per avere le garanzie utili a stringere accordi anche finanziari, nonché magari persino con la creazione di un albo professionale dedicato“.

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Condividere le nostre esperienze e confrontarci con i massimi esperti del settore ci permette di continuare a innovare, proteggendo la bellezza della nostra costa e offrendo un porto sempre più sicuro, resiliente e all'avanguardia». «Il cambiamento climatico non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà con cui i marina si confrontano quotidianamente - conclude Calogero Marino, consigliere di Assonat-Confcommercio - Per questo la portualità turistica è chiamata a rafforzare la propria capacità di prevenzione, adattamento e gestione del rischio, investendo in innovazione, sostenibilità e sicurezza. I porti turistici svolgono oggi un ruolo strategico non solo per il turismo nautico, ma anche per lo sviluppo delle comunità costiere e dell’intera economia del mare. 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L’Eco Spa offre piscina interna ed esterna collegate.\r\n\r\nIl ristorante Prenn°, guidato dallo chef Berni Aichner, segue la filosofia slow food del “buono, pulito e giusto” reinterpretando la tradizione altoatesina con creatività contemporanea. Olm propone un concetto gastronomico diverso dal solito, per sperimentare la libertà in cucina in tutte le sue sfaccettature: si può cenare al ristorante Prenn°, mangiare nella propria apart-suite cucinando nella kitchenette (c’è anche un piccolo shop con prodotti di alta qualità), o scoprire i tanti e ottimi ristoranti e rifugi nei dintorni. A colazione, compresa nel soggiorno, prodotti locali e regionali ad alto contenuto biologico. A cena si alternano esclusive serate solo su prenotazione con diverse formule.\r\n\r\nNel 2026 Olm Nature Escape si è fregiato del titolo “Hotel dell'anno 2026 in Alto Adige”, conferito dalla guida Gault Millau. 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A suggellare questa filosofia è arrivato anche l'ingresso nei Vitalpina Hotels Alto Adige, il circuito delle strutture certificate che promuovono benessere autentico attraverso movimento, alimentazione consapevole e tutela dell’ambiente.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Olm Nature Escape eco aparthotel premiato per la \"visione innovativa\"","post_date":"2026-06-23T12:48:46+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1782218926000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"517343","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Al via oggi a Marina Capo d'Orlando  la terza tappa della quinta edizione dei Blue Marina Awards che punta su uno dei temi più urgenti per i marina: come prevenire, gestire e mitigare gli effetti degli eventi climatici estremi, trasformando le strutture portuali turistiche in presìdi evoluti della Blue Economy.\r\n\r\nLa terza tappa dei Blue Marina Awards conferma il percorso nazionale avviato con Assonat-Confcommercio, Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici, partner istituzionale dell’iniziativa, e di cui il RINA è invece il partner tecnico ed ente terzo di verifica.\r\n\r\nDopo aver acceso i riflettori, nelle precedenti tappe, sull’evoluzione dei marina come infrastrutture strategiche per i territori, l’appuntamento siciliano introduce un ulteriore livello di analisi: come una struttura portuale turistica possa oggi prepararsi a gestire calamità naturali, eventi meteo-marini estremi, criticità ambientali e nuove vulnerabilità legate al climate change.\r\n\r\nNon si parlerà soltanto di emergenze, ma anche di prevenzione, pianificazione e mitigazione: da come un marina può prepararsi a gestire mareggiate, vento, allagamenti e crisi operative, fino alle azioni quotidiane che una struttura può adottare per ridurre il proprio impatto ambientale. Monitoraggio delle acque, efficienza energetica, smart metering, riduzione della carbon footprint, corretta gestione dei rifiuti e dei reflui, attenzione ai prodotti utilizzati per la pulizia e la manutenzione degli spazi, processi operativi a minore impatto e scelte più consapevoli nella gestione ordinaria diventano oggi parte integrante della sostenibilità concreta di un porto turistico.\r\n\r\n«Il tema non è più se il cambiamento climatico riguardi la portualità turistica, ma quanto rapidamente i marina sapranno attrezzarsi per affrontarlo - dichiara Walter Vassallo, fondatore dei Blue Marina Awards - I porti turistici non sono semplici luoghi di ormeggio: sono infrastrutture complesse, esposte, connesse ai territori e sempre più centrali nella creazione di valore per la Blue Economy. Oggi rappresentano risorse strategiche per la competitività costiera, la qualità dell’accoglienza, la sicurezza, la sostenibilità e l’attrazione di nuovi flussi turistici».\r\n\r\n«Il nostro marina nasce con una forte vocazione all'eccellenza - aggiunge Giuseppe Mangano, presidente della società Porto Turistico di Capo d’Orlando SpA - e all'integrazione con il territorio. Oggi, fare accoglienza turistica di alto livello significa innanzitutto garantire la sicurezza e la sostenibilità delle nostre infrastrutture di fronte alle sfide del cambiamento climatico. Condividere le nostre esperienze e confrontarci con i massimi esperti del settore ci permette di continuare a innovare, proteggendo la bellezza della nostra costa e offrendo un porto sempre più sicuro, resiliente e all'avanguardia».\r\n\r\n«Il cambiamento climatico non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà con cui i marina si confrontano quotidianamente - conclude Calogero Marino, consigliere di Assonat-Confcommercio - Per questo la portualità turistica è chiamata a rafforzare la propria capacità di prevenzione, adattamento e gestione del rischio, investendo in innovazione, sostenibilità e sicurezza. I porti turistici svolgono oggi un ruolo strategico non solo per il turismo nautico, ma anche per lo sviluppo delle comunità costiere e dell’intera economia del mare. Iniziative come i Blue Marina Awards favoriscono la diffusione di una cultura della qualità e della responsabilità gestionale, valorizzando le esperienze che dimostrano come competitività, tutela ambientale e resilienza possano procedere insieme. Il confronto promosso a Marina Capo d’Orlando rappresenta un’importante occasione per condividere buone pratiche e costruire una visione comune sul futuro della portualità turistica italiana».\r\n\r\nI Blue Marina Awards, giunti alla quinta edizione, rappresentano oggi un percorso nazionale di valorizzazione e valutazione della portualità turistica italiana, basato su 44 domande/KPI oggetto di verifica tecnica, articolati in sei aree strategiche: sostenibilità ambientale, energia e clima, innovazione e digitalizzazione, turismo, accoglienza, mobilità e territorio, inclusività e accessibilità, sicurezza e gestione del rischio.\r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Blue Marina Awards, terza tappa dedicata a cambiamenti climatici, sicurezza e resistenza della portualità turistica","post_date":"2026-06-23T11:02:04+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1782212524000]}]}}