22 April 2024

Il decreto liquidità: tutti i vantaggi per gli hotel (e le aziende del turismo)

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È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale un paio di giorni fa il cosiddetto decreto liquidità, che fa seguito al cura Italia nel tentativo di calmierare le conseguenze dell’emergenza coronavirus sulle imprese tricolori. La misura non contiene riferimenti specifici al mondo del turismo. Ciononostante prevede tutta una serie di agevolazioni, soprattutto in materia fiscale e creditizia, potenzialmente in grado di alleggerire la pressione della crisi sulle aziende del settore. Di queste si è parlato diffusamente, durante un webinar organizzato da The Data Appeal in collaborazione con TeamSystem. «La nuova misura estende in particolare gli effetti del cura Italia in tema di versamenti e scadenze tributarie, sospendendone i pagamenti di aprile e maggio per tutte le imprese che abbiano registrato una perdita dei ricavi superiore al 33%», ha spiegato il consulente specializzato in materia contrattuale, fiscale, finanziaria e gestionale, Mattia Casadio. L’intervento era specificamente riferito al mondo alberghiero, tuttavia le sue considerazioni rimangono valide anche per la maggior parte delle altre aziende dell’industria del turismo.

In materia creditizia, ha quindi proseguito Casadio, «il cura Italia si era già preoccupato di permettere la sospensione dei pagamenti delle rate in conto capitale e degli interessi su finanziamenti e mutui per 12 mesi». La misura, attivabile fino al prossimo 31 dicembre, è inoltre combinabile con la moratoria decisa dall’Associazione bancaria italiana (Abi), che dal 1° dicembre 2019 consente, sempre fino al termine di quest’anno, di sospendere a sua volta il pagamento delle medesime rate in conto capitale per un massimo di sei mesi. «Con il risultato – ha sottolineato Casadio – che in questo modo si può giungere a una moratoria complessiva di un anno e mezzo».

Le novità contenute nel decreto liquidità prevedono invece la possibilità di ottenere finanziamenti pienamente garantiti, per un massimo di cinque anni più due di pre-ammortamento. Il tutto per un totale pari al massimo al 25% del fatturato complessivo del 2019 (o alternativamente equivalente al doppio della spesa salariale annua del beneficiario, oppure ancora al fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi, ndr). «La procedura – ha proseguito Casadio – prevede che l’azienda si rivolga direttamente alla banca entro il prossimo 31 dicembre. Sarà quindi quest’ultima a richiedere le garanzie del caso che, nella fattispecie delle imprese del turismo, dovranno essere cercate quasi sempre nel fondo Pmi fino al 90% del totale, con il restante 10% che dovrebbe arrivare da Confidi. La chiave, qui, sta tutta nelle modalità, e nella velocità, con cui gli istituti di credito recepiranno la norma. L’istruttoria, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe diventare col tempo sempre più veloce ma al momento non abbiamo alcuna certezza in merito».

Diverso il discorso, invece, per quanto riguarda i finanziamenti fino a 25 mila euro, che dovrebbero essere concessi con immediatezza, senza bisogno di alcuna delibera della banca. «Resta il fatto che nulla di quanto previsto nel decreto liquidità sia a fondo perduto – ha quindi concluso Casadio -. Si parla infatti di dilazione dei pagamenti e concessioni di crediti. Soldi che prima o poi andranno quindi versati e/o restituiti. Resta quindi ferma la necessità di stilare piani budgettari sostenibili nel medio-lungo termine».

 

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