17 March 2026

Confindustria Alberghi: occupazione in rialzo, preoccupa Airbnb

Palmucci, Confindustria Alberghi

Secondo l’Osservatorio Confindustria Alberghi, i primi 11 mesi del 2017 registrano un tasso di occupazione al 70,3% in aumento sullo stesso periodo dell’anno precedente del 3,1%. Milano, Firenze, Bologna e Venezia registrano risultati migliori rispetto al 2016, mentre Napoli e Torino sono fermi sui livelli dello scorso anno. Roma evidenzia un rallentamento con un -1,8% rispetto allo stesso periodo del 2016. Se il turismo domestico accelera il recupero con un + 5,1%, Eurostat conferma i turisti stranieri in crescita con + 5,8% negli alberghi italiani. Elementi che sembrano confermati anche sul fronte delle spese con il +7% registrato da Banca d’Italia già nei primi nove mesi dell’anno ed il +8% dichiarato da Global Blu per quanto riguarda gli acquisti tax free. Una tendenza che dovrebbe confermarsi anche nei mesi a venire secondo Tripadvisor, che ha registrato nel 2017 una crescita delle ricerche internazionali verso l’Italia dell’11%. In testa gli inglesi con uno share del 15,9% sul totale delle ricerche, seguiti da americani al 15,3% e tedeschi all’11%. In forte crescita le ricerche sull’Italia da Olanda +42%, Francia +28% e Belgio +22%. A questo quadro sfugge la sharing economy: le rilevazioni di AirDnA evidenziano oltre 318 mila appartamenti offerti sulla sola piattaforma Airbnb (+22% rispetto all’anno precedente), un tasso di occupazione del 41% (+17% rispetto al 2016) ed una tariffa media di 130 euro (+15%).

«Un anno nel complesso positivo – dichiara Giorgio Palmucci (nella foto), presidente di Confindustria Alberghi – ma la ripresa va consolidata il prossimo anno. Alcune iniziative come l’Anno dei borghi, il maggiore coordinamento tra Regioni, Mibact ed Enit, anche con il varo del Piano Strategico, hanno contribuito a rinnovare la percezione dell’Italia all’estero. C’è ancora da fare: il tax credit che supporta le aziende impegnate nella ristrutturazione e riqualificazione, ha visto aumentare la platea dei beneficiari, ma non le risorse che pure erano già insufficienti. Su questo sarà certamente necessario intervenire, cosi come sul tema della sharing economy, un vero e proprio mercato parallelo che si sviluppa in assenza di regole e di controlli. Una incognita che preoccupa gli operatori del settore».

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Dunque quasi quattro viaggiatori su dieci hanno deciso di annullare completamente la prenotazione. Il motivo principale non è solo il timore geopolitico, ma l'impossibilità oggettiva di accettare itinerari con tempi di percorrenza eccessivi (per la riduzione ulteriore degli spazi aerei  o scali incerti). Tuttavia la percentuale più ampia (45%) è  quella dei viaggiatori che avrebbero dovuto confermare il viaggio per marzo e hanno deciso di congelare la pratica, in attesa che la situazione degli spazi aerei si stabilizzi e questo rappresenta il danno più grave per il fatturato del futuro a breve termine. 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Intervento istituzionale Fiavet Confcommercio ci tiene infine a sottolineare l’importanza, in queste situazioni, dell’iscrizione al portale “Viaggiare Sicuri” prima della partenza. Purtroppo il 55% dei clienti che si trovavano nell’area si è iscritto solo al momento della crisi. 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