19 febbraio 2008 13:42
Turismo, avanti piano. Il Ciset ha diffuso le previsioni 2008 sui "Flussi turistici internazionali", presentando l’annuale indagine effettuata «ponendo in relazione l’andamento economico in generale – come ha precisato il direttore Ciset, Mara Manente – con quello più spiccatamente turistico». Globalmente, l’indagine radiografa una situazione di rallentamento della crescita, fattore che ha indotto la revisione al ribasso di tutti i tassi di incremento economico mondiale precedentemente diffusi. Malgrado questo, il settore turistico viene percepito sempre con ottimismo, generato dall’ottima performance prevista per le destinazione asiatiche e dal buon andamento attesto dalle mete in America Latina ed Est Europa. «La probabile recessione degli Usa – ha continuato la Manente – dovrebbe venire compensata dalle economie asiatiche. Il mercato turistico in generale crescerà quest’anno del 4% circa contro il 6% del 2007. E se dai Paesi emergenti i flussi aumenteranno del 6%, le partenze dai 22 principali paesi presi a riferimento nell’indagine si fermeranno al +3%». Infine, l’Italia. Le partenze internazionali dal Belpaese verso i principali paesi supereranno i 21 milioni, in aumento del 2,2%.
Articoli che potrebbero interessarti:
Array
(
[0] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 504909
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Sempre più spesso, il viaggio nasce così, prima ancora della partenza. E c’è un turismo che prende forma davanti a uno schermo.
Si scrive set-jetting, si legge cineturismo: non più tendenza emergente, ma fenomeno strutturale capace di orientare immaginari, desideri e scelte di viaggio. Film, serie TV e piattaforme non si limitano a raccontare luoghi: li rendono riconoscibili, desiderabili, memorabili, trasformandoli in destinazioni.
Il cineturismo intercetta un cambiamento profondo nei comportamenti dei viaggiatori, che cercano esperienze capaci di farli “entrare” nelle storie viste sullo schermo. Non solo visitare un luogo, ma viverne l’atmosfera, riconoscerne i paesaggi, camminare dentro un racconto già familiare. Un processo emozionale, sì, ma che ha effetti sempre più concreti sui flussi turistici.
Quando una serie accende una destinazione
Racconta bene questa dinamica il caso della Thailandia, dove la terza stagione di The White Lotus ha acceso l’attenzione internazionale su destinazioni come Koh Samui, trasformandole in icone contemporanee del turismo esperienziale. La serialità globale e la distribuzione sulle piattaforme streaming amplificano l’impatto di questi racconti, rendendo immediata la connessione tra immaginario e scelta di viaggio.
Lo stesso meccanismo agisce anche in Italia, che si conferma sempre più come un set diffuso. Set che rafforzano la narrazione dei territori e contribuiscono a costruire nuove immagini del Paese: dalla Bari vivace e mediterranea che anima Le indagini di Lolita Lobosco al fascino senza tempo della Matera dove indaga Imma Tataranni, dai misteri d’epoca nella Torino de La legge di Lidia Poët fino alla Roma anni Settanta raccontata da Il Falsario.
[gallery columns="2" ids="504911,504913"]
Dallo schermo al marketing territoriale
BIT 2026, presentata da Fiera Milano al quartiere di Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi, intercetta questo fenomeno per valorizzarlo in chiave professionale. Nell’analisi di esperti e operatori, da semplice effetto collaterale del successo mediatico il cineturismo si trasforma in vera e propria leva di marketing territoriale, in grado di costruire posizionamento e ottimizzare flussi e stagionalità, generando valore lungo la filiera del turismo.
Nel Travel Makers Fest, cuore culturale della manifestazione, cinema e serie TV diventano strumenti per comprendere come nasce oggi l’attrattività di una destinazione. Appuntamenti come This must be the place: la potenza del cinema nella narrazione dei territori mettono al centro il ruolo dell’audiovisivo e delle Film Commission nel trasformare città, borghi e paesaggi in destinazioni riconoscibili e competitive.
Accanto a questo, il tema della narrazione come leva di rigenerazione emerge anche in Far diventare grandi le cose piccole: il potere della narrazione per rigenerare luoghi e comunità, che allarga lo sguardo oltre il grande schermo e riflette su come storie, linguaggi creativi e cultura possano ridisegnare l’immagine di territori meno noti.
Dai contenuti e business: il ruolo di BIT 2026
Una ricerca di Future Markets Insights stima il mercato globale del cineturismo in oltre 66 miliardi di dollari nel 2025, che si prevede diventeranno più di 145 miliardi entro il 2035 grazie a una crescita annua (CAGR) dell’8,2%. E in Italia, secondo la ricerca Il cineturismo in Italia di JFC Tourism & Management, il settore vale quasi 600 milioni di euro.
Ma il successo del cineturismo porta con sé anche nuove sfide. Per questo è necessaria una visione a 360 gradi, che BIT 2026 offrirà completando i contenuti del Travel Makers Fest con le proposte del percorso espositivo, che mette in relazione destinazioni, operatori, competenze e modelli di sviluppo. Qui il cineturismo si traduce in progettualità concreta, diventando terreno di dialogo tra chi racconta i territori e chi li commercializza.
Appuntamento a Fiera Milano da martedì 10 a giovedì 12 febbraio 2026.
BIT Fiera Milano
[post_title] => A BIT 2026 il cineturismo come leva strategica del viaggio contemporaneo
[post_date] => 2026-01-14T15:15:54+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1768403754000
)
)
[1] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 505116
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Ci sono luoghi in cui la natura non è solo uno scenario, ma una presenza viva, che accompagna il viaggio passo dopo passo. Il Montenegro è uno di questi.
Qui l’outdoor non è una parentesi dell’esperienza turistica, ma il suo cuore pulsante: un Paese compatto, attraversabile in poche ore, che concentra in uno spazio ridotto montagne imponenti, canyon profondissimi, laghi glaciali e fiumi color smeraldo. Un territorio che invita a muoversi lentamente o a mettersi alla prova, a camminare, esplorare, respirare, seguendo il ritmo della natura.
È questa l’anima più autentica del Montenegro, quella che si rivela lontano dalle città, nei parchi nazionali e nelle aree montane, dove l’avventura convive con il silenzio e ogni attività all’aria aperta diventa un modo per entrare in contatto con il paesaggio e con sé stessi. Un outdoor accessibile, mai estremo per forza, capace di parlare sia agli amanti dello sport sia a chi cerca un rapporto più intimo e contemplativo con l’ambiente.
Durmitor: canyon, laghi glaciali e spazi senza confini
Nel nord del Paese, il Parco Nazionale del Durmitor rappresenta una delle espressioni più spettacolari della natura montenegrina.
Dichiarato Patrimonio UNESCO, è un territorio aspro e maestoso, modellato dal ghiaccio e dall’acqua, dove le vette calcaree si alternano a vaste distese verdi e a laghi glaciali incastonati tra le montagne. Camminare qui significa attraversare paesaggi sempre diversi: boschi di conifere, altipiani aperti, sentieri panoramici che conducono a punti di osservazione da cui lo sguardo si perde.
Il Durmitor è una destinazione ideale per l’escursionismo, con percorsi adatti a diversi livelli di preparazione, ma anche un luogo che invita alla contemplazione. Il celebre Lago Nero, con le sue acque scure che riflettono i profili delle montagne, è uno dei simboli del parco e incarna perfettamente l’equilibrio tra forza e quiete che caratterizza questa regione. Qui l’outdoor diventa esperienza profonda, fatta di silenzi, di aria sottile e di una natura che impone rispetto.
Il fiume Tara: l’avventura che scorre nel canyon più profondo d’Europa
Se il Durmitor racconta la verticalità della montagna, il fiume Tara ne rappresenta l’anima dinamica. Le sue acque limpide scorrono attraverso il canyon più profondo d’Europa, scavando una gola spettacolare che accompagna il viaggiatore lungo uno dei tratti naturali più impressionanti dei Balcani. È qui che il Montenegro rivela il suo lato più avventuroso, offrendo esperienze di rafting tra le più iconiche del continente.
Il rafting sul Tara non è solo adrenalina, ma anche immersione in un ambiente incontaminato, protetto come Patrimonio UNESCO. Tra rapide e tratti più tranquilli, il fiume attraversa foreste, pareti rocciose e spiagge naturali, regalando un punto di vista privilegiato su un territorio rimasto intatto. È un’esperienza che unisce sport e paesaggio, ideale per chi cerca un’avventura autentica, lontana da infrastrutture invasive e a stretto contatto con la natura.
Kolašin e Žabljak: la montagna che vive tutto l’anno
Nel cuore montuoso del Montenegro, Kolašin e Žabljak rappresentano due volti complementari del turismo attivo. In inverno diventano centri di riferimento per gli sport sulla neve, con stazioni sciistiche immerse in un contesto naturale ancora poco antropizzato, lontano dalle grandi folle alpine. Le piste si snodano tra boschi e panorami aperti, offrendo un’esperienza raccolta e autentica, ideale per chi cerca la montagna in una dimensione più umana.
Ma è nelle stagioni intermedie che queste località rivelano tutta la loro versatilità. In primavera ed estate, Kolašin e Žabljak diventano basi perfette per trekking, mountain bike, escursioni nei parchi nazionali e attività all’aria aperta. La montagna montenegrina non impone un solo modo di viverla: si adatta, accoglie, invita a tornare in momenti diversi dell’anno, offrendo sempre nuove prospettive.
I parchi nazionali: un outdoor che è identità
Il Montenegro conta cinque parchi nazionali, ognuno con una propria identità, ma uniti da una visione comune: proteggere la natura e renderla fruibile in modo sostenibile. Qui l’outdoor non è consumo, ma relazione. Camminare, sciare, navigare un fiume o semplicemente osservare un paesaggio significa entrare in sintonia con un territorio che ha scelto di preservare la propria autenticità.
In questo senso, il Montenegro si propone come una destinazione outdoor diversa: non gridata, non sovraffollata, ma intensa e vera. Un Paese che invita a rallentare o ad accelerare, a seconda del proprio passo, e che trova proprio nella natura il filo conduttore della sua identità turistica. Tra laghi glaciali, canyon vertiginosi e montagne che cambiano volto con le stagioni, l’avventura qui non è mai fine a sé stessa, ma diventa parte di un racconto più ampio, fatto di equilibrio, rispetto e scoperta.
[post_title] => Outdoor autentico: il Montenegro tra laghi, montagne e avventura
[post_date] => 2026-01-14T14:28:43+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1768400923000
)
)
[2] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 505110
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => [caption id="attachment_504534" align="alignleft" width="270"] Graziano Debellini[/caption]
Th Resorts entra in Fto. L’associazione rafforza così ulteriormente il proprio ruolo di punto di riferimento per la filiera del turismo organizzato, confermandosi una casa comune autorevole, riconosciuta da istituzioni politiche e culturali.
Rappresentanza forte
Graziano Debellini, presidente di Th Resorts, sottolinea: «La nostra adesione a Fto - Confcommercio nasce dalla profonda convinzione che il turismo italiano abbia urgente bisogno di una rappresentanza forte, qualificata e capace di mettere a sistema le differenti competenze della filiera. Entrare in Fto per noi significa partecipare attivamente a un network di professionisti, condividere valori e strategie, e instaurare un dialogo costante con le istituzioni per contribuire concretamente alla crescita e alla competitività del turismo organizzato e del nostro Paese. Siamo orgogliosi di poter portare la nostra esperienza in Federazione, pronti ad affrontare insieme le sfide future di un comparto sempre più strategico per l’Italia».
Franco Gattinoni, presidente di Fto, aggiunge: «In questi anni Fto è cresciuta diventando un’associazione riconosciuta, interlocutore di riferimento per le istituzioni e per tutto il settore del turismo organizzato. L’adesione di un gruppo storico e autorevole come Th Resorts conferma che Fto è uno dei luoghi in cui si costruiscono visione di filiera, qualità, formazione e professionalità con un impatto reale per imprese e mercato. Con piacere annunciamo inoltre la nomina di Graziano Debellini nel consiglio della federazione, scelta che aumenta il valore della nostra governance».
[post_title] => Th Resorts fa il suo ingresso in Fto
[post_date] => 2026-01-14T12:59:25+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1768395565000
)
)
[3] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 505103
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => [caption id="attachment_471241" align="alignleft" width="300"] Pier Ezhaya, presidente Astoi[/caption]
Il valore aggiunto dei tour operator in termini di competenza, affidabilità e profonda conoscenza delle destinazioni è stato uno dei temi trattati dal presidente di Astoi, Pier Ezhaya, intervenuto al convegno “Visione turismo: politiche, territori, competenze, futuro” svoltosi a Palazzo Madama.
Ezhaya ha portato il proprio contributo nel corso del panel intitolato al "turismo outgoing e distribuzione organizzata: dinamiche, mercati e modelli evolutivi”. Il presidente ha tracciato alcuni aspetti dell’evoluzione della domanda nel turismo organizzato, sempre più orientata verso esperienze autentiche e contenuti di qualità e sicurezza
Ezhaya ha inoltre affrontato il tema della competitività a livello internazionale, evidenziando il gap del nostro mercato rispetto a quello di altri Paesi - come ad esempio Uk, Germania, Cina, Giappone e Nord America - sia in termini di passeggeri movimentati che di periodi di fruizione della vacanza o di capacità di spesa. Ha quindi invocato la necessità di una maggiore destagionalizzazione e di modelli di business più integrati.
Infine, nel suo intervento riportato su Linkedin, il presidente ha posto l'accento sul fatto che il turismo outgoing sia purtroppo ancora percepito, con una visione arcaica, come un mero esportatore di risorse all’estero, mentre si tratta di aziende italianeche creano occupazione, pagano le tasse in Italia, contribuiscono a sostenere gli aeroporti italiani, esportano il Made in Italy nel mondo e creano Pil per il Paese.
[post_title] => Ezhaya, Astoi: «Outgoing motore imprescindibile per la crescita del Pil»
[post_date] => 2026-01-14T12:36:16+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1768394176000
)
)
[4] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 505084
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Lieve calo degli arrivi in Islanda nel 2025: secondo i dati pubblicati dall'aeroporto di Keflavik, principale gateway internazionale dell'isola - accoglie infatti il 99% di tutti gli arrivi internazionali nel Paese - lo scorso anno i viaggiatori transitati sono stati 2,25 milioni pari ad una flessione dello 0,4% rispetto all'anno precedente.
I primi cinque mercati in entrata hanno coperto una quota del 54% sul totale, ripartita tra gli Stati Uniti - il mercato principale dell'Islanda con 650.000 arrivi, pari al 29%; il Regno Unito con 450.000 arrivi, pari al 10,3%; Germania con 150.000 visitatori, pari al 6,6%; Cina con 120.000 passeggeri, il 5,5% e Francia con 100.000 arrivi o il 4,4%.
La Cina è risultata essere il mercato in più rapida crescita, con un aumento del 29,2% tra il 2024 e il 2025; seguono la Svizzera con una crescita del 20,9%, pari a 35.000 arrivi, e la Svezia con un aumento del 17,7%, pari a 30.000 arrivi.
[post_title] => Islanda: 2,25 mln di visitatori nel 2025, in lieve calo rispetto all'anno precedente
[post_date] => 2026-01-14T12:30:58+00:00
[category] => Array
(
[0] => estero
)
[category_name] => Array
(
[0] => Estero
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1768393858000
)
)
[5] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 505091
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Da qualsiasi angolazione lo si voglia leggere, il bilancio di Idee per Viaggiare riporta un significativo più davanti a tutti gli indicatori. «Analizzando l’anno finanziario appena concluso, così come l’anno solare, i numeri danno ragione al nostro piano di sviluppo, che ci ha portati a reinvestire nel tempo quanto guadagnato». Quando il ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, parla di investimenti, i numeri non sono di poco conto: «Nell’arco di due anni abbiamo destinato qualcosa come 5 milioni di euro agli investimenti in tecnologia. Uno sforzo enorme, che testimonia la volontà di crescere ancora di più andando incontro a scenari nuovi».
L’investimento concentrato in un progetto che arriverà a compimento nella tarda primavera ha fra i suoi obiettivi fondamentali la volontà di rendere più autonomo, tecnologico e veloce il lavoro in agenzia di viaggio. «Il modo di lavorare è completamente cambiato in epoca post pandemica - spiega il manager -. Si sono aperti nuovi scenari, che impongono ragionamenti diversi in direzione di crm, padronanza dei dati, supporto - senza eccedere - offerto dall’IA. Tutti elementi che devono comportare vantaggi pratici sia per l’azienda sia per i nostri partner della distribuzione».
Il bilancio sul 2025
A conti fatti, gli investimenti effettuati si sono tradotti in un bilancio 2025 con numeri in crescita dell’8% medio rispetto all’anno precedente. «Un risultato importante, specie considerando le difficoltà patite dagli Stati Uniti, uno dei nostri prodotti “forti” che ha registrato una flessione intorno al 6,5%». Flessione compensata dal positivo andamento di altre destinazioni, come Giappone, Emirati Arabi, Maldive, Indocina e Thailandia.
Un dato interessante riguarda un “ritorno alle origini”, con l'incremento del numero delle pratiche più importanti, «del valore pro capite di oltre 8-10.000 euro. Un segnale che riconferma la rilevanza del segmento di fascia alta e l’allargamento della forchetta fra viaggi base, per i quali i clienti si indirizzano ai portali, e itinerari articolati, per i quali è in aumento la richiesta di assistenza alla distribuzione organizzata».
«Non si può fermare o combattere il cambiamento – chiude Curzi -. Si può invece lavorare per posizionare il tour operator in modo diverso, aprendosi alle nuove esigenze manifestate dal mercato. In Idee per Viaggiare - 51 i nuovi assunti solo nel periodo post pandemia – puntiamo al costante miglioramento della proposta attraverso la condivisione di un progetto che richiede la partecipazione attiva di tutta la squadra. L’obiettivo 2026 è quello di confermare i numeri del 2025 (90 milioni di euro prodotti dal t.o. e un giro d’affari complessivo di circa 160 milioni, ndr)». Un traguardo possibile grazie all’apporto di capitale umano e tecnologia, «Due elementi fondamentali per affrontare con gli strumenti giusti le sfide del futuro».
[post_title] => Idee per Viaggiare, Danilo Curzi: «Investiti 5 milioni di euro in tecnologia»
[post_date] => 2026-01-14T11:34:49+00:00
[category] => Array
(
[0] => tour_operator
)
[category_name] => Array
(
[0] => Tour Operator
)
[post_tag] => Array
(
[0] => in-evidenza
)
[post_tag_name] => Array
(
[0] => In evidenza
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1768390489000
)
)
[6] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 505077
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => [caption id="attachment_505080" align="alignleft" width="309"] Presentazione FITUR 2026[/caption]
FITUR, fiera internazionale del turismo organizzata da IFEMA MADRID, quest'anno si svolgerà dal 21 al 25 gennaio 2026 ospitando 10 mila aziende di 161 Paesi, di cui 111 con rappresentanza ufficiale ( 10 in più rispetto alla scorsa edizione) e 967 espositori titolari in 9 padiglioni, annunciando una crescita dell'11% in termini di partecipazione internazionale; sono infatti previsti oltre 150 mila professionisti e quasi 100 mila presenze non professionali durante il fine settimana. A FITUR si sono aggiunti 18 nuovi Paesi, principalmente appartenenti ad Africa e Asia-Pacifico, che hanno aumentato la loro presenza rispettivamente del 34% e del 22% in termini di superficie occupata. Le nuove destinazioni che partecipano a questa edizione includono Abu Dhabi, Dubai, Zanzibar e regioni di Germania e Regno Unito.Per questa 46ª edizione il Padiglione della Conoscenza sarà un centro strategico del pensiero turistico, con 8 auditorium, 10 programmi di conferenze, oltre 200 appuntamenti e più di 250 relatori di alto livello. Ospiterà FITUR Experience, incentrato sul turismo esperienziale come una delle dinamiche più trasformative del settore, e il 1° Summit Internazionale su Comunicazione e Turismo, che affronterà le sfide della comunicazione turistica insieme a esperti e rappresentanti del settore pubblico e privato. Inoltre, l'area Travel Technology raddoppia il suo spazio e comprenderà più di 190 aziende leader nell'innovazione.
FITUR continua a essere un importante motore economico per Madrid, con un impatto che ha raggiunto i 487 milioni di euro nella precedente edizione.
Il Messico sarà il Paese partner di FITUR 2026, con un'esposizione eccezionale in fiera, in un contesto di crescita turistica tra gennaio e settembre 2025 del 13,9%, secondo Sectur, e con l'obiettivo di consolidare la sua posizione come quinto Paese più visitato al mondo.
Durante il fine settimana, FITUR aprirà le porte ai viaggiatori con un ricco programma di attività, workshop ed esperienze, consolidando il suo ruolo di grande evento del turismo.
[post_title] => FITUR Madrid, quest'anno con Fitur Experience e il 1° Summit Internazionale su Comunicazione e Turismo
[post_date] => 2026-01-14T10:59:59+00:00
[category] => Array
(
[0] => mercato_e_tecnologie
)
[category_name] => Array
(
[0] => Mercato e tecnologie
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1768388399000
)
)
[7] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 505058
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Volano alto i risultati del Trieste Airport che nel 2025 ha movimentato oltre un milione e 650 mila passeggeri, il “miglior risultato di sempre” nella storia dell’aeroporto del Friuli Venezia Giulia. Un dato che, spiega una nota dello scalo, conferma «un percorso di crescita straordinario e costante» negli ultimi anni.
Rispetto all'anno precedente si registra un incremento del 25%, con una crescita esponenziale rispetto al 2023 e al 2022. I dati sono il prodotto di una serie di miglioramenti apportati allo scalo, soprattutto in termini di rotte dirette. Questo passaggio è stato reso possibile dalla decisione della Regione di togliere le tasse aeroportuali in favore delle compagnie aeree, con Ryanair che ha immediatamente approfittato della possibilità.
Nei dettaglio, spicca un +35% di passeggeri internazionali, mentre il traffico domestico ha superato 878.000 passeggeri, in crescita del 18% rispetto al 2024. Tra le rotte più popolari ci sono Francoforte, Londra, Barcellona, Cracovia e Valencia. Sul fronte domestico, le rotte più utilizzate sono state Roma Fiumicino, Palermo, Bari, Catania e Napoli.
«Siamo felici e orgogliosi dei risultati raggiunti da Trieste Airport nel 2025: un anno di forte crescita resa possibile dall’impegno e dal lavoro di tutto il personale dello scalo» così Antonio Marano, presidente di Trieste Airport.
[post_title] => Trieste Airport supera quota 1,6 mln di passeggeri nel 2025, per una crescita del +25%
[post_date] => 2026-01-14T10:12:22+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1768385542000
)
)
[8] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 505052
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Boeing torna ai livelli pre-crisi archiviando il 2025 con 600 velivoli commerciali consegnati nel 2025, pari ad una crescita di oltre il 70% rispetto al 2024. Un andamento trainato dal 737 Max e dal 787 Dreamliner. Tuttavia, questa ripresa non è sufficiente a superare Airbus, che rimane leader con 793 velivoli consegnati, nonostante un anno caratterizzato da persistenti difficoltà per la famiglia A320neo.
Più precisamente l'azienda Usa ha consegnato 600 aerei commerciali nel 2025, contro i 348 del 2024, con un aumento di circa il 72%. Si tratta della sua migliore performance dal 2018, quando la casa costruttrice di Seattle aveva consegnato 806 velivoli, prima della crisi legata ai 737 Max e della pandemia. Il quarto trimestre ha giocato un ruolo decisivo, con 160 aerei consegnati, di cui 117 Boeing 737, 10 Boeing 767, 6 Boeing 777 e 27 Boeing 787, secondo i dettagli comunicati dal costruttore.
Nel corso dell'intero 2025, Boeing ha consegnato 447 B737 a corridoio singolo, 30 B767, 35 B777 e 88 B787, confermando il peso centrale del Max nel suo modello economico e il progressivo ritorno in forma del Dreamliner sui voli a lungo raggio.
[post_title] => Boeing: 600 aeromobili consegnati nel 2025, il livello più alto dal 2018
[post_date] => 2026-01-14T09:43:44+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1768383824000
)
)
)
{
"size": 9,
"query": {
"filtered": {
"query": {
"fuzzy_like_this": {
"like_text" : "ciset nel 2008 crescita rallentata"
}
},
"filter": {
"range": {
"post_date": {
"gte": "now-2y",
"lte": "now",
"time_zone": "+1:00"
}
}
}
}
}, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } }
}{"took":50,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":2084,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"504909","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":" Sempre più spesso, il viaggio nasce così, prima ancora della partenza. E c’è un turismo che prende forma davanti a uno schermo.\r\nSi scrive set-jetting, si legge cineturismo: non più tendenza emergente, ma fenomeno strutturale capace di orientare immaginari, desideri e scelte di viaggio. Film, serie TV e piattaforme non si limitano a raccontare luoghi: li rendono riconoscibili, desiderabili, memorabili, trasformandoli in destinazioni.\r\nIl cineturismo intercetta un cambiamento profondo nei comportamenti dei viaggiatori, che cercano esperienze capaci di farli “entrare” nelle storie viste sullo schermo. Non solo visitare un luogo, ma viverne l’atmosfera, riconoscerne i paesaggi, camminare dentro un racconto già familiare. Un processo emozionale, sì, ma che ha effetti sempre più concreti sui flussi turistici.\r\n\r\nQuando una serie accende una destinazione\r\nRacconta bene questa dinamica il caso della Thailandia, dove la terza stagione di The White Lotus ha acceso l’attenzione internazionale su destinazioni come Koh Samui, trasformandole in icone contemporanee del turismo esperienziale. La serialità globale e la distribuzione sulle piattaforme streaming amplificano l’impatto di questi racconti, rendendo immediata la connessione tra immaginario e scelta di viaggio.\r\nLo stesso meccanismo agisce anche in Italia, che si conferma sempre più come un set diffuso. Set che rafforzano la narrazione dei territori e contribuiscono a costruire nuove immagini del Paese: dalla Bari vivace e mediterranea che anima Le indagini di Lolita Lobosco al fascino senza tempo della Matera dove indaga Imma Tataranni, dai misteri d’epoca nella Torino de La legge di Lidia Poët fino alla Roma anni Settanta raccontata da Il Falsario.\r\n[gallery columns=\"2\" ids=\"504911,504913\"]\r\nDallo schermo al marketing territoriale\r\nBIT 2026, presentata da Fiera Milano al quartiere di Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi, intercetta questo fenomeno per valorizzarlo in chiave professionale. Nell’analisi di esperti e operatori, da semplice effetto collaterale del successo mediatico il cineturismo si trasforma in vera e propria leva di marketing territoriale, in grado di costruire posizionamento e ottimizzare flussi e stagionalità, generando valore lungo la filiera del turismo.\r\nNel Travel Makers Fest, cuore culturale della manifestazione, cinema e serie TV diventano strumenti per comprendere come nasce oggi l’attrattività di una destinazione. Appuntamenti come This must be the place: la potenza del cinema nella narrazione dei territori mettono al centro il ruolo dell’audiovisivo e delle Film Commission nel trasformare città, borghi e paesaggi in destinazioni riconoscibili e competitive.\r\nAccanto a questo, il tema della narrazione come leva di rigenerazione emerge anche in Far diventare grandi le cose piccole: il potere della narrazione per rigenerare luoghi e comunità, che allarga lo sguardo oltre il grande schermo e riflette su come storie, linguaggi creativi e cultura possano ridisegnare l’immagine di territori meno noti.\r\n\r\nDai contenuti e business: il ruolo di BIT 2026\r\nUna ricerca di Future Markets Insights stima il mercato globale del cineturismo in oltre 66 miliardi di dollari nel 2025, che si prevede diventeranno più di 145 miliardi entro il 2035 grazie a una crescita annua (CAGR) dell’8,2%. E in Italia, secondo la ricerca Il cineturismo in Italia di JFC Tourism & Management, il settore vale quasi 600 milioni di euro.\r\nMa il successo del cineturismo porta con sé anche nuove sfide. Per questo è necessaria una visione a 360 gradi, che BIT 2026 offrirà completando i contenuti del Travel Makers Fest con le proposte del percorso espositivo, che mette in relazione destinazioni, operatori, competenze e modelli di sviluppo. Qui il cineturismo si traduce in progettualità concreta, diventando terreno di dialogo tra chi racconta i territori e chi li commercializza.\r\nAppuntamento a Fiera Milano da martedì 10 a giovedì 12 febbraio 2026.\r\nBIT Fiera Milano\r\n","post_title":"A BIT 2026 il cineturismo come leva strategica del viaggio contemporaneo","post_date":"2026-01-14T15:15:54+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1768403754000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505116","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Ci sono luoghi in cui la natura non è solo uno scenario, ma una presenza viva, che accompagna il viaggio passo dopo passo. Il Montenegro è uno di questi. \r\n\r\nQui l’outdoor non è una parentesi dell’esperienza turistica, ma il suo cuore pulsante: un Paese compatto, attraversabile in poche ore, che concentra in uno spazio ridotto montagne imponenti, canyon profondissimi, laghi glaciali e fiumi color smeraldo. Un territorio che invita a muoversi lentamente o a mettersi alla prova, a camminare, esplorare, respirare, seguendo il ritmo della natura.\r\n\r\nÈ questa l’anima più autentica del Montenegro, quella che si rivela lontano dalle città, nei parchi nazionali e nelle aree montane, dove l’avventura convive con il silenzio e ogni attività all’aria aperta diventa un modo per entrare in contatto con il paesaggio e con sé stessi. Un outdoor accessibile, mai estremo per forza, capace di parlare sia agli amanti dello sport sia a chi cerca un rapporto più intimo e contemplativo con l’ambiente.\r\n\r\nDurmitor: canyon, laghi glaciali e spazi senza confini\r\nNel nord del Paese, il Parco Nazionale del Durmitor rappresenta una delle espressioni più spettacolari della natura montenegrina.\r\n\r\nDichiarato Patrimonio UNESCO, è un territorio aspro e maestoso, modellato dal ghiaccio e dall’acqua, dove le vette calcaree si alternano a vaste distese verdi e a laghi glaciali incastonati tra le montagne. Camminare qui significa attraversare paesaggi sempre diversi: boschi di conifere, altipiani aperti, sentieri panoramici che conducono a punti di osservazione da cui lo sguardo si perde.\r\n\r\nIl Durmitor è una destinazione ideale per l’escursionismo, con percorsi adatti a diversi livelli di preparazione, ma anche un luogo che invita alla contemplazione. Il celebre Lago Nero, con le sue acque scure che riflettono i profili delle montagne, è uno dei simboli del parco e incarna perfettamente l’equilibrio tra forza e quiete che caratterizza questa regione. Qui l’outdoor diventa esperienza profonda, fatta di silenzi, di aria sottile e di una natura che impone rispetto.\r\n\r\nIl fiume Tara: l’avventura che scorre nel canyon più profondo d’Europa\r\nSe il Durmitor racconta la verticalità della montagna, il fiume Tara ne rappresenta l’anima dinamica. Le sue acque limpide scorrono attraverso il canyon più profondo d’Europa, scavando una gola spettacolare che accompagna il viaggiatore lungo uno dei tratti naturali più impressionanti dei Balcani. È qui che il Montenegro rivela il suo lato più avventuroso, offrendo esperienze di rafting tra le più iconiche del continente.\r\n\r\nIl rafting sul Tara non è solo adrenalina, ma anche immersione in un ambiente incontaminato, protetto come Patrimonio UNESCO. Tra rapide e tratti più tranquilli, il fiume attraversa foreste, pareti rocciose e spiagge naturali, regalando un punto di vista privilegiato su un territorio rimasto intatto. È un’esperienza che unisce sport e paesaggio, ideale per chi cerca un’avventura autentica, lontana da infrastrutture invasive e a stretto contatto con la natura.\r\n\r\nKolašin e Žabljak: la montagna che vive tutto l’anno\r\nNel cuore montuoso del Montenegro, Kolašin e Žabljak rappresentano due volti complementari del turismo attivo. In inverno diventano centri di riferimento per gli sport sulla neve, con stazioni sciistiche immerse in un contesto naturale ancora poco antropizzato, lontano dalle grandi folle alpine. Le piste si snodano tra boschi e panorami aperti, offrendo un’esperienza raccolta e autentica, ideale per chi cerca la montagna in una dimensione più umana.\r\n\r\nMa è nelle stagioni intermedie che queste località rivelano tutta la loro versatilità. In primavera ed estate, Kolašin e Žabljak diventano basi perfette per trekking, mountain bike, escursioni nei parchi nazionali e attività all’aria aperta. La montagna montenegrina non impone un solo modo di viverla: si adatta, accoglie, invita a tornare in momenti diversi dell’anno, offrendo sempre nuove prospettive.\r\n\r\nI parchi nazionali: un outdoor che è identità\r\nIl Montenegro conta cinque parchi nazionali, ognuno con una propria identità, ma uniti da una visione comune: proteggere la natura e renderla fruibile in modo sostenibile. Qui l’outdoor non è consumo, ma relazione. Camminare, sciare, navigare un fiume o semplicemente osservare un paesaggio significa entrare in sintonia con un territorio che ha scelto di preservare la propria autenticità.\r\n\r\nIn questo senso, il Montenegro si propone come una destinazione outdoor diversa: non gridata, non sovraffollata, ma intensa e vera. Un Paese che invita a rallentare o ad accelerare, a seconda del proprio passo, e che trova proprio nella natura il filo conduttore della sua identità turistica. Tra laghi glaciali, canyon vertiginosi e montagne che cambiano volto con le stagioni, l’avventura qui non è mai fine a sé stessa, ma diventa parte di un racconto più ampio, fatto di equilibrio, rispetto e scoperta.","post_title":"Outdoor autentico: il Montenegro tra laghi, montagne e avventura","post_date":"2026-01-14T14:28:43+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1768400923000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505110","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_504534\" align=\"alignleft\" width=\"270\"] Graziano Debellini[/caption]\r\n\r\nTh Resorts entra in Fto. L’associazione rafforza così ulteriormente il proprio ruolo di punto di riferimento per la filiera del turismo organizzato, confermandosi una casa comune autorevole, riconosciuta da istituzioni politiche e culturali.\r\nRappresentanza forte\r\nGraziano Debellini, presidente di Th Resorts, sottolinea: «La nostra adesione a Fto - Confcommercio nasce dalla profonda convinzione che il turismo italiano abbia urgente bisogno di una rappresentanza forte, qualificata e capace di mettere a sistema le differenti competenze della filiera. Entrare in Fto per noi significa partecipare attivamente a un network di professionisti, condividere valori e strategie, e instaurare un dialogo costante con le istituzioni per contribuire concretamente alla crescita e alla competitività del turismo organizzato e del nostro Paese. Siamo orgogliosi di poter portare la nostra esperienza in Federazione, pronti ad affrontare insieme le sfide future di un comparto sempre più strategico per l’Italia».\r\n\r\nFranco Gattinoni, presidente di Fto, aggiunge: «In questi anni Fto è cresciuta diventando un’associazione riconosciuta, interlocutore di riferimento per le istituzioni e per tutto il settore del turismo organizzato. L’adesione di un gruppo storico e autorevole come Th Resorts conferma che Fto è uno dei luoghi in cui si costruiscono visione di filiera, qualità, formazione e professionalità con un impatto reale per imprese e mercato. Con piacere annunciamo inoltre la nomina di Graziano Debellini nel consiglio della federazione, scelta che aumenta il valore della nostra governance».","post_title":"Th Resorts fa il suo ingresso in Fto","post_date":"2026-01-14T12:59:25+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1768395565000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505103","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_471241\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Pier Ezhaya, presidente Astoi[/caption]\r\n\r\nIl valore aggiunto dei tour operator in termini di competenza, affidabilità e profonda conoscenza delle destinazioni è stato uno dei temi trattati dal presidente di Astoi, Pier Ezhaya, intervenuto al convegno “Visione turismo: politiche, territori, competenze, futuro” svoltosi a Palazzo Madama.\r\nEzhaya ha portato il proprio contributo nel corso del panel intitolato al \"turismo outgoing e distribuzione organizzata: dinamiche, mercati e modelli evolutivi”. Il presidente ha tracciato alcuni aspetti dell’evoluzione della domanda nel turismo organizzato, sempre più orientata verso esperienze autentiche e contenuti di qualità e sicurezza\r\n\r\nEzhaya ha inoltre affrontato il tema della competitività a livello internazionale, evidenziando il gap del nostro mercato rispetto a quello di altri Paesi - come ad esempio Uk, Germania, Cina, Giappone e Nord America - sia in termini di passeggeri movimentati che di periodi di fruizione della vacanza o di capacità di spesa. Ha quindi invocato la necessità di una maggiore destagionalizzazione e di modelli di business più integrati.\r\n\r\nInfine, nel suo intervento riportato su Linkedin, il presidente ha posto l'accento sul fatto che il turismo outgoing sia purtroppo ancora percepito, con una visione arcaica, come un mero esportatore di risorse all’estero, mentre si tratta di aziende italianeche creano occupazione, pagano le tasse in Italia, contribuiscono a sostenere gli aeroporti italiani, esportano il Made in Italy nel mondo e creano Pil per il Paese.","post_title":"Ezhaya, Astoi: «Outgoing motore imprescindibile per la crescita del Pil»","post_date":"2026-01-14T12:36:16+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1768394176000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505084","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Lieve calo degli arrivi in Islanda nel 2025: secondo i dati pubblicati dall'aeroporto di Keflavik, principale gateway internazionale dell'isola - accoglie infatti il 99% di tutti gli arrivi internazionali nel Paese - lo scorso anno i viaggiatori transitati sono stati 2,25 milioni pari ad una flessione dello 0,4% rispetto all'anno precedente.\r\n\r\nI primi cinque mercati in entrata hanno coperto una quota del 54% sul totale, ripartita tra gli Stati Uniti - il mercato principale dell'Islanda con 650.000 arrivi, pari al 29%; il Regno Unito con 450.000 arrivi, pari al 10,3%; Germania con 150.000 visitatori, pari al 6,6%; Cina con 120.000 passeggeri, il 5,5% e Francia con 100.000 arrivi o il 4,4%.\r\n\r\nLa Cina è risultata essere il mercato in più rapida crescita, con un aumento del 29,2% tra il 2024 e il 2025; seguono la Svizzera con una crescita del 20,9%, pari a 35.000 arrivi, e la Svezia con un aumento del 17,7%, pari a 30.000 arrivi.\r\n\r\n ","post_title":"Islanda: 2,25 mln di visitatori nel 2025, in lieve calo rispetto all'anno precedente","post_date":"2026-01-14T12:30:58+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1768393858000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505091","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Da qualsiasi angolazione lo si voglia leggere, il bilancio di Idee per Viaggiare riporta un significativo più davanti a tutti gli indicatori. «Analizzando l’anno finanziario appena concluso, così come l’anno solare, i numeri danno ragione al nostro piano di sviluppo, che ci ha portati a reinvestire nel tempo quanto guadagnato». Quando il ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, parla di investimenti, i numeri non sono di poco conto: «Nell’arco di due anni abbiamo destinato qualcosa come 5 milioni di euro agli investimenti in tecnologia. Uno sforzo enorme, che testimonia la volontà di crescere ancora di più andando incontro a scenari nuovi».\r\n\r\nL’investimento concentrato in un progetto che arriverà a compimento nella tarda primavera ha fra i suoi obiettivi fondamentali la volontà di rendere più autonomo, tecnologico e veloce il lavoro in agenzia di viaggio. «Il modo di lavorare è completamente cambiato in epoca post pandemica - spiega il manager -. Si sono aperti nuovi scenari, che impongono ragionamenti diversi in direzione di crm, padronanza dei dati, supporto - senza eccedere - offerto dall’IA. Tutti elementi che devono comportare vantaggi pratici sia per l’azienda sia per i nostri partner della distribuzione».\r\nIl bilancio sul 2025\r\nA conti fatti, gli investimenti effettuati si sono tradotti in un bilancio 2025 con numeri in crescita dell’8% medio rispetto all’anno precedente. «Un risultato importante, specie considerando le difficoltà patite dagli Stati Uniti, uno dei nostri prodotti “forti” che ha registrato una flessione intorno al 6,5%». Flessione compensata dal positivo andamento di altre destinazioni, come Giappone, Emirati Arabi, Maldive, Indocina e Thailandia.\r\n\r\nUn dato interessante riguarda un “ritorno alle origini”, con l'incremento del numero delle pratiche più importanti, «del valore pro capite di oltre 8-10.000 euro. Un segnale che riconferma la rilevanza del segmento di fascia alta e l’allargamento della forchetta fra viaggi base, per i quali i clienti si indirizzano ai portali, e itinerari articolati, per i quali è in aumento la richiesta di assistenza alla distribuzione organizzata».\r\n\r\n«Non si può fermare o combattere il cambiamento – chiude Curzi -. Si può invece lavorare per posizionare il tour operator in modo diverso, aprendosi alle nuove esigenze manifestate dal mercato. In Idee per Viaggiare - 51 i nuovi assunti solo nel periodo post pandemia – puntiamo al costante miglioramento della proposta attraverso la condivisione di un progetto che richiede la partecipazione attiva di tutta la squadra. L’obiettivo 2026 è quello di confermare i numeri del 2025 (90 milioni di euro prodotti dal t.o. e un giro d’affari complessivo di circa 160 milioni, ndr)». Un traguardo possibile grazie all’apporto di capitale umano e tecnologia, «Due elementi fondamentali per affrontare con gli strumenti giusti le sfide del futuro».","post_title":"Idee per Viaggiare, Danilo Curzi: «Investiti 5 milioni di euro in tecnologia»","post_date":"2026-01-14T11:34:49+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1768390489000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505077","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_505080\" align=\"alignleft\" width=\"309\"] Presentazione FITUR 2026[/caption]\r\n\r\nFITUR, fiera internazionale del turismo organizzata da IFEMA MADRID, quest'anno si svolgerà dal 21 al 25 gennaio 2026 ospitando 10 mila aziende di 161 Paesi, di cui 111 con rappresentanza ufficiale ( 10 in più rispetto alla scorsa edizione) e 967 espositori titolari in 9 padiglioni, annunciando una crescita dell'11% in termini di partecipazione internazionale; sono infatti previsti oltre 150 mila professionisti e quasi 100 mila presenze non professionali durante il fine settimana. A FITUR si sono aggiunti 18 nuovi Paesi, principalmente appartenenti ad Africa e Asia-Pacifico, che hanno aumentato la loro presenza rispettivamente del 34% e del 22% in termini di superficie occupata. Le nuove destinazioni che partecipano a questa edizione includono Abu Dhabi, Dubai, Zanzibar e regioni di Germania e Regno Unito.Per questa 46ª edizione il Padiglione della Conoscenza sarà un centro strategico del pensiero turistico, con 8 auditorium, 10 programmi di conferenze, oltre 200 appuntamenti e più di 250 relatori di alto livello. Ospiterà FITUR Experience, incentrato sul turismo esperienziale come una delle dinamiche più trasformative del settore, e il 1° Summit Internazionale su Comunicazione e Turismo, che affronterà le sfide della comunicazione turistica insieme a esperti e rappresentanti del settore pubblico e privato. Inoltre, l'area Travel Technology raddoppia il suo spazio e comprenderà più di 190 aziende leader nell'innovazione.\r\n\r\nFITUR continua a essere un importante motore economico per Madrid, con un impatto che ha raggiunto i 487 milioni di euro nella precedente edizione.\r\n\r\nIl Messico sarà il Paese partner di FITUR 2026, con un'esposizione eccezionale in fiera, in un contesto di crescita turistica tra gennaio e settembre 2025 del 13,9%, secondo Sectur, e con l'obiettivo di consolidare la sua posizione come quinto Paese più visitato al mondo.\r\n\r\nDurante il fine settimana, FITUR aprirà le porte ai viaggiatori con un ricco programma di attività, workshop ed esperienze, consolidando il suo ruolo di grande evento del turismo.\r\n\r\n ","post_title":"FITUR Madrid, quest'anno con Fitur Experience e il 1° Summit Internazionale su Comunicazione e Turismo","post_date":"2026-01-14T10:59:59+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1768388399000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505058","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Volano alto i risultati del Trieste Airport che nel 2025 ha movimentato oltre un milione e 650 mila passeggeri, il “miglior risultato di sempre” nella storia dell’aeroporto del Friuli Venezia Giulia. Un dato che, spiega una nota dello scalo, conferma «un percorso di crescita straordinario e costante» negli ultimi anni. \r\n\r\nRispetto all'anno precedente si registra un incremento del 25%, con una crescita esponenziale rispetto al 2023 e al 2022. I dati sono il prodotto di una serie di miglioramenti apportati allo scalo, soprattutto in termini di rotte dirette. Questo passaggio è stato reso possibile dalla decisione della Regione di togliere le tasse aeroportuali in favore delle compagnie aeree, con Ryanair che ha immediatamente approfittato della possibilità.\r\n\r\nNei dettaglio, spicca un +35% di passeggeri internazionali, mentre il traffico domestico ha superato 878.000 passeggeri, in crescita del 18% rispetto al 2024. Tra le rotte più popolari ci sono Francoforte, Londra, Barcellona, Cracovia e Valencia. Sul fronte domestico, le rotte più utilizzate sono state Roma Fiumicino, Palermo, Bari, Catania e Napoli.\r\n\r\n«Siamo felici e orgogliosi dei risultati raggiunti da Trieste Airport nel 2025: un anno di forte crescita resa possibile dall’impegno e dal lavoro di tutto il personale dello scalo» così Antonio Marano, presidente di Trieste Airport. ","post_title":"Trieste Airport supera quota 1,6 mln di passeggeri nel 2025, per una crescita del +25%","post_date":"2026-01-14T10:12:22+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1768385542000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505052","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Boeing torna ai livelli pre-crisi archiviando il 2025 con 600 velivoli commerciali consegnati nel 2025, pari ad una crescita di oltre il 70% rispetto al 2024. Un andamento trainato dal 737 Max e dal 787 Dreamliner. Tuttavia, questa ripresa non è sufficiente a superare Airbus, che rimane leader con 793 velivoli consegnati, nonostante un anno caratterizzato da persistenti difficoltà per la famiglia A320neo.\r\n\r\nPiù precisamente l'azienda Usa ha consegnato 600 aerei commerciali nel 2025, contro i 348 del 2024, con un aumento di circa il 72%. Si tratta della sua migliore performance dal 2018, quando la casa costruttrice di Seattle aveva consegnato 806 velivoli, prima della crisi legata ai 737 Max e della pandemia. Il quarto trimestre ha giocato un ruolo decisivo, con 160 aerei consegnati, di cui 117 Boeing 737, 10 Boeing 767, 6 Boeing 777 e 27 Boeing 787, secondo i dettagli comunicati dal costruttore.\r\n\r\nNel corso dell'intero 2025, Boeing ha consegnato 447 B737 a corridoio singolo, 30 B767, 35 B777 e 88 B787, confermando il peso centrale del Max nel suo modello economico e il progressivo ritorno in forma del Dreamliner sui voli a lungo raggio.","post_title":"Boeing: 600 aeromobili consegnati nel 2025, il livello più alto dal 2018","post_date":"2026-01-14T09:43:44+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1768383824000]}]}}