15 April 2026

Carella, Filiera integrata: urgente un decreto salva Turismo

Urge un decreto salva Turismo. Lo chiedono centinaia di imprese e migliaia di professionisti riuniti nel panel la Filiera integrata del turismo, che denuncia ancora la mancanza di sostegni concreti per il comparto. “Lo stop estremo imposto alle nostre imprese dalla pandemia ha sottolineato ancora una volta l’enorme valore aggiunto creato dal turismo per l’economia italiana”, spiega il portavoce del panel, Enzo Carella. L’ultima volta che l’abbiamo sentito, si era detto fiducioso che, nel programmato decreto Ristori 5, sarebbero state incluse anche le centinaia di imprese e le migliaia di professionisti, interconnessi a vario titolo con l’industria dei viaggi ma finora rimasti fuori da qualsiasi forma di supporto istituzionale. Poi è arrivata la crisi di governo e il nuovo esecutivo con il ricostituito ministero del Turismo. Un segnale positivo, certo. Ma anche la dura constatazione di dover ricominciare un dialogo interrotto proprio sul più bello.

“Abbiamo assistito con senso di responsabilità all’evolversi della situazione sanitaria e politica – prosegue Carella -. Oggi, però, a distanza di un anno dall’inizio della pandemia, buona parte delle tematiche relative ai ristori 2020 e alle dinamiche di ripartenza, rimangono irrisolte. Il 2021 si è presentato con prospettive altrettanto incerte e anche Pasqua dovrà essere archiviata con l’impossibilità a operare. Chiediamo quindi a gran voce un decreto salva Turismo, per sanare una volta per tutte le questioni rimaste irrisolte e per iniziare a pianificare una ripartenza condivisa delle nostre attività”.

La Filiera integrata del turismo in meno di due mesi ha portato alla luce numerose istanze per sensibilizzare le istituzioni al riconoscimento di un’identità specifica all’intero settore dell’industria dei viaggi, oltre che per sollecitare un sostegno immediato per tutte le professionalità rimaste escluse da ogni forma di riconoscimento. «La nostra battaglia sui codici Ateco – ricorda sempre Carella – ha raccolto l’attenzione delle istituzioni ed è stata condivisa con autorevoli voci extra-settore: tuttavia, ancora oggi, una parte fondamentale del comparto resta esclusa da qualsiasi tipo di riconoscimento e di sostegno, in virtù di un mero difetto normativo. Questo sarà il primo punto all’ordine del giorno dell’incontro già pianificato in settimana con il ministro Garavaglia. Ma dovremo discutere anche di corridoi turistici, fiscalità e di accesso al credito per tutte le imprese del settore”.

Il panel Filiera integrata, già attivo sui temi dell’innovazione tecnologica, dell’ammodernamento del portfolio ricettivo, della valorizzazione delle competenze professionali, propone quindi un nuovo modello di interazione aperto alle differenti anime del settore, pronte a collaborare per rilanciare l’industria del turismo. È una mano tesa al nuovo ministero e a tutte le parti attive dell’ecosistema dei viaggi. “Fin dal primo momento abbiamo perseguito un modello progettuale collaborativo che, attraverso la costituzione di un tavolo permanente, potesse raccogliere le migliori competenze della nostra industry – conclude Carella -. Un esempio di condivisione attiva dove istituzioni e rappresentanze possano confrontare la loro vision, agendo sinergicamente. Un nuovo schema di governance, che potrà consentire al sistema turistico italiano di competere a livello internazionale e di raccogliere proposte progettuali da inserire nel piano Next generation Eu“.

 

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In questo scenario è importante sottolineare come il supporto fornito sia stato di natura trivalente: da un lato l’elevata preparazione tecnica dei nostri consulenti, dall’altro l’efficienza del reparto biglietteria, il tutto sostenuto dalla solidità finanziaria del gruppo. Quest’ultima ha consentito di procedere tempestivamente all’emissione e al pagamento immediato dei voli necessari al rientro dei clienti».\r\nRiposizionare la domanda\r\nAccanto a questo, la capacità di riposizionare rapidamente la domanda diventa decisiva. Se alcune aree risultano oggi penalizzate, la risposta di Lab Travel Euphemia non è fermarsi ma orientare i flussi verso alternative già presidiate, sfruttando relazioni consolidate con tour operator e fornitori. Dal Nord Europa al Sud America, dalla Spagna all’Africa fino ai Caraibi, il mercato non si contrae, si ridisegna e chi è vicino alla filiera aiuta il cliente ad adattarsi senza problemi. Più complesso il tema Italia, spesso evocato come soluzione naturale ma in realtà ancora fragile dal punto di vista della filiera. Una parte della domanda si sposterà inevitabilmente sul mercato domestico, ma negli anni non si è costruito un sistema sufficientemente integrato da garantire riconoscibilità e continuità operativa alle agenzie. Eppure, proprio in questo contesto si inserisce un segnale interessante: il rapporto fiduciario tra personal voyager e cliente continua a funzionare, tanto che anche per destinazioni come la Liguria si registrano richieste veicolate dai consulenti, a dimostrazione che quando la relazione è solida il cliente non disintermedia, ma si affida».\r\n\r\nNei momenti complessi come questo non si tratta solo di vendere viaggi, ma di saper garantire continuità, protezione e capacità di intervento. E per le agenzie la differenza diventa evidente, perché operare all’interno di Euphemia significa essere alleggeriti dalla parte più critica dell’operatività, — dalle assicurazioni ai rapporti con i fornitori — e poter concentrare le energie su ciò che conta davvero: il cliente.","post_title":"Lab Travel, Barroero: «Continuità, protezione e capacità di intervento per superare la crisi»","post_date":"2026-04-09T09:03:43+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1775725423000]}]}}