22 February 2026

Cagliari, app turistica ed eventi tra le priorità dell’assessore Alessandro Sorgia

Turismo in ripresa per la città di Cagliari. Tornano i viaggiatori dall’estero, a parte i russi per ovvie ragioni,  ed il territorio risponde con tanti eventi in programma ed una promozione più capillare.

«Stiamo lavorando, per stare al passo con i tempi – commenta l’assessore al turismo di Cagliari, Alessandro Sorgia intervenuto al Travel Open Day organizzato oggi nel capoluogo sardo –  su un app turistica che possa essere collegata al sito che già abbiamo, Cagliari Turismo. Tenendo conto che ormai la permanenza media del turista è di 2/3 giorni, nel fine settimana proponiamo tantissimi eventi per catturare il turista. Vogliamo  creare una sinergia e un amore per la città e fare in modo che i turisti, come testimonial, si facciano a loro volta promotori del territorio e magari possano tornare in altre occasioni».

La Città sta lavorando anche su una card turistica dei servizi, insieme alle associazioni categoria e agli enti: in un momento come quello attuale, in cui la pandemia ha messo in crisi il turismo, è fondamentale dare una boccata di ossigeno agli operatori.

«Stanno tornando anche i turisti stranieri, spagnoli, tedeschi e francesi. Ovviamente mancheranno i turisti russi – aggiunge Sorgia -Stiamo lavorando insieme a Sogaer per poter avere nuove destinazioni  ed aggredire mercati specifici. Puntiamo anche su Cina e Giappone».

Si punta su un turismo integrato a 360 gradi, che includa diversi aspetti, dal turismo archeologico al turismo sportivo, dal turismo culturale al turismo ambientale ed esperienziale. «Cagliari  può fornire al turista l’occasione per tantissime esperienze – conclude l’assessore –  anche fuori stagione, perché la città non è solo mare ma anche tantissime bellezze naturali, a disposizione grazie alla morfologia del territorio. E per finire vorrei evidenziare gli Eventi, sui quali stiamo investendo molto, perché in grado di movimentare presenze ad avere ricadute positive anche in futuro».

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La prima è la “comunicazione”, quindi facciamo un grande lavoro per raccontare alle realtà locali - dalle scuole alle associazioni commercianti - quello che accadrà realizzando del materiale per il grande schermo, per le piattaforme e per i social media e quale sia il valore della ricaduta economica. Poi c’è la fase dei “sopralluoghi”, poi c’è il momento delle “riprese” e anch’esso crea turismo. Ben 5000 persone sono accorse per seguire lo shooting di Fast & Furious e potete immaginare le decine di telefonate di protesta... Fase quattro l’”uscita”: facciamo tante serate e anteprime per raccontarci e per fare in modo che tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione del film rivivano in una grande festa non le difficoltà delle interruzioni del quotidiano, ma le emozioni vissute. L’ultima fase, la quinta, è il farci promotori, come Film Commission, di mostre fotografiche, incontri con le scuole e iniziative che diventino cineturismo. A quel punto serie come Lidia Poët o Elisa di Rivombrosa - che sono stati i nostri cult - trovano un senso, perché diventano parte di un percorso; con questo sguardo abbiamo realizzato il portale “Italy for Movies”, che racconta il territorio italiano attraverso siti divenuti iconici grazie al cinema».\r\n\r\n \r\n\r\nParlando dell’equilibrio tra le produzioni cinematografiche e le esigenze del territorio Michaela Guenzi, della Fondazione Lombardia Film Commission, spiega come si tratti di un lavoro di grande diplomazia: «Ci cerchiamo vicendevolmente perché al produttore servono i nostri servizi sul territorio, mentre a noi servono i produttori e le loro storie proprio per raccontare il territorio, che - a seconda dei casi - può diventare contenitore o protagonista. Le Film Commission sono al centro del dialogo tra le istituzioni che gestiscono un patrimonio e i produttori che lo devono utilizzare. Noi come Lombardia Film Commission e territorio siamo giovani ma camaleontici per l’audiovisivo. A Milano abbiamo i tombini di Diabolik, a Pavia le Aquile Randagie di Gianni Aureli, a Crema Call Me By Your Name, al Campo dei Fiori di Varese il remake di Suspiria di Guadagnino».\r\n\r\n«In Toscana abbiamo dovuto svincolarci dall'idea che il cinema potesse essere un'utile ancella ai fini turistici, perché il nostro scopo è l’arte cinematografica. - afferma Stefania Ippoliti di Toscana Film Commission - Dipendiamo molto dagli assessorati alla cultura, che collaborano con lo sviluppo economico e con la parte imprenditoriale delle industrie coinvolte dal cinema e anche con la parte turistica. La Toscana è una terra scelta da secoli dai visitatori di tutto il mondo, quindi non è facile dimostrare che aver accolto una certa produzione abbia prodotto un nuovo flusso di visitatori o abbia raggiunto un preciso target di pubblico. Quando abbiamo mosso i primi passi come Film Commission abbiamo dovuto prendere le misure sia per noi stessi che per i nostri interlocutori politici e capire dove potessimo dare il meglio».\r\n\r\nE, ancora, l’esempio dell’Apulia Film Commission «È stata istituita nel 2008 - ricorda Antonio Parente - All’inizio abbiamo sottolineato la connotazione geografica e la bellezza del paesaggio, restituendo anche la regione all’Italia come luogo di vacanza, ma poi abbiamo visto come differenti prodotti audiovisivi possano ribaltare la nostra percezione dei luoghi. Penso alla trilogia salentina di Fernan Özpetek, che celebra la bellezza del barocco leccese e ha attirato tanti turisti americani per il riconoscimento che l’autore e regista ha avuto al al Tribeca Film Festival di New York. Anche Le indagini di Lolita Lobosco hanno ribaltato la percezione di Bari da parte dell’Italia».\r\n\r\n\r\n\r\nI numeri del settore\r\nIn chiusura alcuni dati: il “Media tourism” - che spazia dal grande schermo alle piattaforme, fino ai social media - è un fenomeno misurabile. Secondo una ricerca di Jfc Tourism & Management in Italia genera circa 600 milioni di euro l’anno e 1,3 milioni di pernottamenti direttamente collegati a film e serie, oltre a 11 milioni di visite giornaliere nei luoghi delle produzioni: è il fenomeno del cosiddetto set-jetting. Guardando, in particolare, alla Toscana e alla Puglia, tra il 2023 e il 2025, la Toscana Film Commission ha registrato circa 150 produzioni l’anno, con un indotto economico medio di 10 milioni di euro annui. Le province più scelte sono state Firenze, Pisa, Lucca e Siena, che hanno ospitato produzioni come I Delitti del Barlume, Disclaimer, The Brutalist, Fbi International e Il Mostro. Mentre in Puglia, secondo l’Apulia Film Commission, tra il 2020 e il 2024 139 produzioni hanno generato 79,6 milioni di indotto diretto e 160 milioni di indotto indiretto. Ad esempio: le 50 giornate di lavorazione girate a Taranto de Il Commissario Ricciardi, hanno prodotto 1,66 milioni di euro di spesa locale.\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n ","post_title":"Italia protagonista sul grande schermo: il lavoro delle Film Commission e il media tourism","post_date":"2026-02-19T10:56:11+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1771498571000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"507723","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Riaprirà ad aprile a Sorrento completamente rinnovato: il Grand Hotel Flora si prepara a debuttare come design hotel quattro stelle per proporre un concept di hotellerie dalla forte personalità estetica. Pensato come un luogo aperto e dinamico, con un rooftop panoramico, il nuovo Grand Hotel Flora si configura come un istantaneo social hub nel cuore della della Costiera Amalfitana.\r\nFondato negli anni Sessanta e gestito per lungo tempo dalla famiglia Mascolo, il Grand Hotel Flora è stato per decenni un indirizzo storico dell’ospitalità locale, cresciuto grazie a una gestione familiare fatta di passione quotidiana e dedizione personale. Oggi, con l’ingresso nella gestione operativa della terza generazione, l’hotel avvia un processo di trasformazione profondo che ne rinnova identità e posizionamento,  mantenendo un forte legame con la propria storia.\r\nAlla base del progetto vi è una chiara visione imprenditoriale, orientata allo sviluppo di un modello di ospitalità contemporanea, lifestyle-driven e attenta al design, con uno sguardo rivolto anche all’espansione futura di un modello. Un percorso che punta a costruire un’identità riconoscibile, fatta di  proposte food & beverage evolute e rispetto per la tradizione e l’autenticità dei territori.\r\nIl progetto di ristrutturazione integrale, curato dall’architetto Giuliano Andrea Dell’Uva, si muove in equilibrio tra restauro e contemporaneità, restituendo allo storico albergo lo spirito e il fascino delle origini, reinterpretati con sensibilità attuale e leggerezza.\r\n\r\nLe novità\r\nLa nuova lobby, riportata all’atmosfera degli anni della prima apertura, accoglie gli ospiti come una grande casa sorrentina: qui trovano nuova collocazione un pianoforte storico restaurato, arredi vintage disegnati da Gianfranco Frattini e un camino in ceramica bianca. 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