23 April 2021

Albarelli, Federcongressi: so che è irrealistico ma voglio credere che non chiuderà nessuno

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Una situazione drammatica, con le sedi che, stando all’Osservatorio congressi ed eventi dell’università Cattolica di Milano, avrebbero perso in media qualcosa come l’80% del proprio fatturato nel solo 2020. Ma anche un comparto che ha saputo dimostrare grandi doti imprenditoriali e che, nel momento della crisi, ha fatto quadrato pensando e mettendo in pratica strategie capaci di una visione di lungo periodo. E’ il quadro sul mondo mice tracciato dalla presidente di Federcongressi & eventi, Alessandra Albarelli, in occasione del suo intervento alla puntata di ieri di 20:21 il Turismo della Sera.

“Nonostante le difficoltà, c’è voglia di investire e pensare al futuro. Qualche criticità in più la stanno forse vivendo gli operatori di media dimensione – ha sottolineato la Albarelli -. Ma i grandi hanno sostanzialmente tenuto, mentre i piccoli hanno saputo ben sfruttare la flessibilità concessa dalle loro stesse dimensioni. Mi piace perciò pensare che non chiuderà nessuno. So che è una visione forse irrealistica, ma la capacità imprenditoriale mostrata dal comparto è stata davvero notevole”.

In attesa che il nuovo esecutivo e in particolare il dicastero del Turismo diventi pienamente operativo, il cambio di governo non ha fatto però certo bene al comparto: “Il Mibact aveva già erogato una ventina di milioni di euro specificamente dedicati alle fiere e ai congressi. Ne erano stati poi previsti ulteriori 320 milioni, che tuttavia sono rimasti bloccati, perché la stasi che ha preceduto la nomina di Draghi ha sostanzialmente impedito la pubblicazione dei bandi”, ha infatti rivelato Alessandra Albarelli.

E poi ci sono le altre priorità del comparto: servirebbe in particolare un’ulteriore proroga della cassa integrazione, ha sottolineato la presidente Federcongressi, così come un allungamento del periodo di pre-ammortamento relativo ai finanziamenti concessi con i decreti emergenziali emessi durante i primi mesi della pandemia. La questione liquidità è infatti critica: occorrono quindi interventi ad hoc per salvare bilanci che altrimenti a giugno e a settembre di quest’anno si chiuderanno inevitabilmente con una forte erosione di capitale sociale. Una circostanza che potrebbe mettere a rischio la stessa continuità delle imprese, con inevitabili ricadute sui livelli occupazioni di un comparto che, ci ha tenuto a precisare Alessandra Albarelli, “vede un’elevatissima partecipazione di professionalità femminili”.

Ma non è tutto a tinte fosche il quadro del congressuale italiano: “Una volta superata la pandemia, gli eventi torneranno a essere fondamentali. E in più potremo mettere in campo una serie di nuovi servizi e competenze acquisite in questi mesi, soprattutto in ambito tecnologico – ha concluso la presidente Federcongressi -. La digitalizzazione va infatti ben oltre il mero ricorso a strumenti in stile Zoom: comprende per esempio piattaforme particolarmente avanzate che, sfruttando anche le più recenti applicazioni dell’intelligenza artificiale, riescono a creare contesti di interazione in grado di espandersi oltre il momento dell’evento in senso stretto, coinvolgendo anche il pre e il post”.

 




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