21 May 2024

Aidit: servono politiche fiscali per salvaguardare famiglie e turismo

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Domenico Pellegrino, presidente Aidit

Sostenere la domanda con politiche fiscali che consentano di detrarre dalle imposte sul reddito le spese sostenute dai consumatori per l’acquisto di pacchetti o servizi turistici. E’ la richiesta che Aidit Federturismo Confindustria rivolge al Governo nel momento in cui va a delinearsi uno scenario caratterizzato da un reddito disponibile delle famiglie in progressiva riduzione e da prezzi dei servizi turistici in forte aumento, con il crescente rischio che la ripresa del settore dei viaggi organizzati possa arrestarsi o addirittura arretrare.

Le disponibilità economiche delle famiglie italiane si stanno esaurendo velocemente, è necessario porre le basi affinché la ripresa che abbiamo conosciuto nei mesi scorsi non sia un semplice “effetto rimbalzo”, dopo il blocco legato alla Pandemia, ma una crescita strutturale capace di continuare a trainare l’economia del Paese. La dimensione del settore in termini di occupazione, gettito, professionalità e valore aggiunto lo richiede.

Sono numerose le iniziative che sono state avviate, anche grazie ai fondi del PNRR, per sostenere e riqualificare l’offerta turistica.

Analoga attenzione deve tuttavia essere rivolta anche al sostegno della domanda.

Le famiglie stanno attingendo ai loro risparmi per fronteggiare il forte e generalizzato aumento dei prezzi e dei tassi di interesse sui mutui. In base a una recente ricerca della Fabi, nel solo periodo da dicembre 2022 a marzo 2023 la riduzione dei risparmi degli italiani ammonterebbe addirittura a 50 miliardi di euro.

Non sono positivi, inoltre, i dati che provengono dall’ISTAT nell’ultima rilevazione sulla produzione industriale che vede una riduzione rispetto all’anno precedente del 7,2 %, con il forte rischio di un prossimo impatto negativo sulla crescita economica del Paese.

Le stesse imprese del turismo organizzato, dopo i dati positivi dei primi mesi del 2023, a fronte di un aumento notevole dei costi per i trasporti e per i pernottamenti che si sono inevitabilmente scaricati sui prezzi finali dei pacchetti turistici, registrano un forte calo delle prenotazioni per i prossimi mesi.

«Aidit ritiene fondamentale un intervento del Governo a sostegno del turismo e delle stesse famiglie attraverso una politica fiscale che faccia da incentivo all’acquisto mettendo a disposizione del consumatore lo strumento della detrazione fiscale per le spese sostenute per l’acquisto di pacchetti o servizi turistici presso agenzie viaggio e tour operator in regola con tutti i requisiti normativi, così come già avviene per le polizze sanitarie» commenta il presidente Domenico Pellegrino.

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Nel corso di una recente audizione, abbiamo sottolineato come, a nostro avviso, sarebbe più corretto finanziare le funzioni svolte dagli enti locali in campo turistico con modalità diverse dall’imposta di soggiorno, per esempio mediante la compartecipazione degli stessi enti locali al gettito Iva di tutte le attività produttive che traggono beneficio dall'economia turistica o tramite l’istituzione di una city tax (il riferimento, in questo caso, è a quanto già avviene  a New York, dove l'imposta di soggiorno è distribuita tra molte attività produttive della destinazione, ndr)\".\r\n\r\nLa ripresa c'è stata ma non per tutti: bene le città d'arte, meno le località balneari\r\n\r\nD'altronde, nonostante i dati provvisori Istat relativi al 2023 delineino una situazione in ripresa per i flussi turistici, che sono finalmente tornati sopra ai livelli pre-Covid, è altrettanto vero che \"il ritorno dei grandi flussi turistici dal Nordamerica ha beneficiato soprattutto le destinazioni naturali per questo segmento di mercato: le nostre grandi città d’arte. Per contro, gli ormai consolidati problemi legati alla domanda interna, unitamente al recupero di appetibilità delle mete straniere per i turisti italiani, hanno determinato una performance delle nostre mete marine al di sotto delle aspettative\".\r\n\r\nNon mancano quindi le preoccupazioni per il futuro dell'ospitalità: \"Lo scenario politico internazionale, in primis: le guerre, le minacce di instabilità che in brevissimo tempo potrebbero riportarci a scenari catastrofici. Ma anche l’andamento economico generale e quello in particolare del nostro Paese, poiché la domanda interna, seppur in discesa, rappresenta pur sempre la metà del giro d’affari del settore. E poi la concorrenza, quella attuale e quella potenziale derivante anche dalle innovazioni tecnologiche, che hanno dimostrato in questi anni di poter avere effetti dirompenti sugli equilibri economici\".\r\n\r\nLe richieste di Federalberghi\r\n\r\nFederalberghi ritiene perciò prioritaria \"una riduzione della pressione fiscale, in particolare attraverso la diminuzione delle tasse sugli immobili, al fine di alleviare il carico sulle imprese, specialmente quando sono chiuse o operano a capacità ridotta; l’incentivazione degli investimenti, mediante il potenziamento del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive, con l'obiettivo di renderlo uno strumento strutturale e più efficace; la revisione delle norme obsolete che limitano la capacità degli alberghi di ampliare l'offerta, per esempio riguardo alla ristorazione per clienti non alloggiati, alla direttiva sui pacchetti turistici e alle concessioni demaniali prospicienti le strutture ricettive; il contrasto dell’abusivismo nel settore turistico, implementando misure efficaci per prevenire e reprimere pratiche illegali che danneggiano il mercato e compromettono la qualità dell'offerta turistica; il potenziamento infine e la modernizzazione delle reti e delle infrastrutture, al fine di garantire che l'intero territorio nazionale sia facilmente accessibile e fruibile, favorendo così lo sviluppo equilibrato del turismo in tutte le regioni\".","post_title":"Bocca, Federalberghi: pagare tutti per pagare meno. 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