25 August 2026

Palmucci: «In Enit lavorano ottimi professionisti»

Palmucci, Confindustria Alberghi

L’appuntamento con la prima convocazione del cda Enit è proprio per oggi. Ma Giorgio Palmucci, che una decina di giorni fa ha visto finalmente confermata la propria nomina a presidente dell’agenzia di promozione turistica nazionale, pare avere già le idee chiare su quale direzione dovrà prendere il nuovo corso: «Con l’arrivo di Magda Antonioli e di Sandro Pappalardo, il consiglio è ora completo – ha dichiarato lo stesso Palmucci a margine dell’assemblea Federalberghi di Capri dello scorso fine settimana -. Ora possiamo metterci a lavorare. E dobbiamo farlo duramente, se vogliamo presentare nel giro di un paio di settimane la nuova convenzione triennale al ministero».

Per l’ormai quasi ex presidente di Confindustria Alberghi – il suo mandato è attualmente in scadenza – il compito dell’Enit sarà quello di portare avanti le strategie del dicastero del Turismo, facendo da collante tra le regioni, in modo da promuovere la destinazione Italia in maniera unitaria. L’accostamento della materia dei viaggi con le Politiche agricole in un unico ministero potrebbe in particolare rivelarsi utile per sviluppare un concetto più ampio di made in Italy, che sappia andare anche oltre i prodotti dell’enogastronomia, ha suggerito ancora Palmucci.

In termini di obiettivi, oltre ai mercati maturi, come la Germania che rappresenta circa il 30% del nostro incoming, l’obiettivo è ora quello di raggiungere i bacini di domanda emergenti, Cina, Medio Oriente e India in primis. «Ma non si deve neppure sottovalutare il cosiddetto turismo di ritorno, specialmente quello dal Sud America, dove si trovano tantissimi discendenti di migranti di origine italiana – ha osservato il neopresidente Enit -. Anche perché spesso si tratta di flussi che non si dirigono solo verso le mete primarie della Penisola, rivolgendosi a località ancestrali molte volte lontane dai percorsi più battuti».

Una parola, Palmucci, l’ha infine spesa anche sui dipendenti dell’Enit. Il processo di selezione delle risorse necessarie a coprire i buchi di personale aperti dalla trasformazione dell’agenzia in ente pubblico economico, iniziata ormai cinque anni fa, non è ancora terminato, ma «in agenzia lavorano già ottimi professionisti, che si impegnano ogni giorno nella promozione dell’Italia. L’unico loro difetto è stato forse quello di non avere fino a oggi mai dimostrato veramente quanto valgono all’esterno. Neppure chi opera nel turismo sa spesso cosa si faccia qui. Ci sono perciò sicuramente le premesse perché l’Enit possa diventare il fiore all’occhiello del ministero del Turismo».

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