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2 settembre 2011 10:27
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Il portfolio all inclusive di Hyatt ha registrato un calo netto del RevPar dell'1,2% nel secondo trimestre, poiché i resort messicani hanno continuato a risentire degli effetti dei disordini di febbraio.
Il direttore finanziario di Hyatt, Joan Bottarini, ha affermato che inizialmente Hyatt si aspettava un aumento della domanda in Messico nel secondo trimestre.
«Lo prevedevamo dopo i risultati del primo trimestre, poi la situazione si è stabilizzata, mentre altre regioni hanno registrato ottimi risultati». Tra queste, come riporta TravelWeekly, la Repubblica Dominicana, che ha visto un aumento dell'8% nel trimestre, in parte grazie ad alcune prenotazioni reindirizzate.
Secondo Bottarini, Hyatt prevede ora che il RevPar netto dei pacchetti nel terzo trimestre si attesti «lievemente al di sotto dello scorso anno».
«Stiamo assistendo a miglioramenti di settimana in settimana, soprattutto a Cancun, perché è il mercato che ha subito i maggiori disagi dopo l'incidente di sicurezza di febbraio. La situazione sta migliorando, ma non quanto ci saremmo aspettati».
Le previsioni
Tuttavia, ha affermato che il gruppo prevede ancora una crescita positiva del RevPar netto per l'intero anno nelle Americhe, con una ripresa che dovrebbe «accelerare nella seconda metà di quest'anno».
Guardando al futuro, Bottarini ha affermato che il ritmo delle prenotazioni per il primo trimestre del 2027 nell'intero portfolio all-inclusive di Hyatt nelle Americhe «è in crescita di una percentuale elevata» con Cancun "leggermente stabile", mentre altri mercati, tra cui la costa occidentale del Messico, sono "in crescita significativa". Ha aggiunto che il ritmo delle prenotazioni per la Repubblica Dominicana è in aumento di oltre il 20%. a livello complessivo,
Nel trimestre, Hyatt ha registrato un fatturato totale di quasi 1,83 miliardi di dollari, in aumento rispetto agli 1,81 miliardi di dollari dello stesso trimestre dell'anno precedente, mentre l'Ebitda rettificato è cresciuto a 297 milioni di dollari, rispetto ai 286 milioni di dollari.
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[post_content] => Obiettivo puntato sui 33 milioni di turisti stranieri nel 2027 per la Thailandia: nell’ambito di quella che viene definita una strategia “Value over Volume” la Tourism Authority of Thailand mira ad attrarre visitatori con un potere di spesa più elevato, rafforzando la reputazione turistica del Paese attraverso migliori pratiche di gestione delle destinazioni, promuovendo il miglioramento dei servizi e sfruttando la trasformazione digitale.
Oltre ad attrarre ospiti più facoltosi e a incoraggiare le visite dei repeaters, la strategia thailandese promuoverà la destinazione verso nuovi mercati di provenienza all’estero, tra cui Bielorussia, Brasile e Sudafrica. Secondo quanto riferito, i funzionari thailandesi sarebbero inoltre in trattative con le compagnie aeree cinesi per aumentare i collegamenti aerei.
Ma i visitatori provenienti dall’estero rappresentano solo una parte del quadro. Oltre ad aumentare gli arrivi internazionali, le autorità thailandesi vogliono stimolare il turismo interno e si sono prefissate l’obiettivo di 203 milioni di viaggi interni.
Il ministro del Turismo e dello Sport, Surasak Phancharoenworakul, ha dichiarato che, secondo una valutazione preliminare, la destinazione ha registrato tra gennaio e il 18 luglio scorso un totale di 17,36 milioni di visitatori stranieri, meno 3,05% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Cina è risultata il principale mercato di provenienza, con 2,86 milioni di visitatori, seguita dalla Malesia con 2,25 milioni, dall’India con 1,31 milioni, dalla Russia con 1,06 milioni e dalla Corea del Sud con 631.777.
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Welcome Travel Group, attraverso il proprio osservatorio privilegiato sul mercato turistico italiano, fotografa l'andamento del primo semestre 2026, caratterizzato da un contesto più complesso rispetto agli anni precedenti, influenzato dall'incertezza geopolitica internazionale e, in particolare, dagli effetti della crisi in Medio Oriente sulle decisioni di acquisto dei viaggiatori.
Nonostante questo scenario, il mercato conferma la propria capacità di tenuta. Dopo alcuni mesi di andamento negativo, giugno segna un'inversione di tendenza, con vendite di nuovo crescita (+3,9%), evidenziando i primi concreti segnali di recupero.
Il comparto leisure sviluppato dal network ha raggiunto a giugno 2026 un volume complessivo di 1,41 miliardi di euro, registrando un -4,5% rispetto allo scorso anno. Un risultato che riflette l'alternarsi di due differenti comportamenti d'acquisto: una marcata propensione all'advance booking fino alla fine di febbraio e, successivamente, una progressiva concentrazione delle prenotazioni sotto data, accentuatasi con l'intensificarsi del conflitto in Medio Oriente.
Apicella
“Il primo semestre del 2026 conferma come il mercato turistico sia oggi fortemente influenzato dal contesto internazionale e da consumatori che modificano con rapidità le proprie scelte in funzione dello scenario geopolitico – afferma Adriano Apicella, amministratore delegato di Welcome Travel Group –. Il conflitto in Medio Oriente ha fortemente condizionato l'andamento dell'anno, con i volumi progressivi passati dal +12% registrato a fine febbraio, quando è iniziato il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, al -8% di maggio.
"In questi mesi abbiamo assistito a un cambiamento significativo nei comportamenti d'acquisto: le prenotazioni si concentrano sempre più a ridosso della partenza, ma la voglia di viaggiare rimane forte. La ripresa registrata a giugno rappresenta un segnale importante e conferma la capacità del settore di reagire anche a situazioni di elevata complessità. In questo contesto il valore della consulenza professionale delle Agenzie di Viaggio diventa ancora più determinante: la capacità di orientare il cliente, individuare le soluzioni più adatte e assisterlo con competenza e tempestività nelle scelte di viaggio rappresenta oggi un elemento distintivo.
Come network continueremo a investire in servizi, tecnologia e strumenti a supporto delle nostre Agenzie, affinché possano cogliere al meglio le opportunità di un mercato in continua evoluzione”.
Mete, crociere e vettori
Sul fronte delle destinazioni, l'Egitto si conferma la meta più richiesta, pur segnando una lieve flessione rispetto al 2025. Continua invece la forte crescita dell'East Africa, trainata in particolare da Tanzania e Kenya, che registrano le migliori performance del semestre, prosegue inoltre il trend positivo di Capo Verde, mentre l’Italia cresce, seppure con ritmi più contenuti.
Per quanto riguarda le crociere, il mercato evidenzia una leggera flessione nella prima parte dell'anno, compensata da una buona ripresa registrata nel mese di giugno. Le prospettive per l'autunno e l'inverno restano positive, sostenute da un livello di domanda che continua a dimostrare segnali incoraggianti.
Anche il comparto vettori riflette un mercato in evoluzione, nel quale la solidità delle partnership commerciali continua a rappresentare un importante fattore competitivo per il Network. Tra novembre 2025 e giugno 2026 il volume sviluppato ha raggiunto 380,7 milioni di euro (-3,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente). Rimane tuttavia estremamente elevata la quota di vendite realizzate con i vettori partner contrattualizzati, pari all'89% del totale.
Domestico, NDC e crociere
Tra i mercati serviti dai vettori, il traffico domestico rappresenta il 17% dei volumi e si mantiene stabile rispetto allo scorso anno, mentre gli Stati Uniti, con un’incidenza del 16%, registrano una leggera flessione. In controtendenza rispetto all'andamento generale si distinguono la Cina, che cresce a doppia cifra e il Brasile.
Sul fronte della distribuzione del prodotto aereo, i canali NDC registrano una crescita significativa, sostenuta dagli investimenti tecnologici realizzati sulle piattaforme Welgo e GeoQuick. Le Agenzie affiliate utilizzano sempre più questi strumenti grazie alla possibilità di accedere al miglior contenuto disponibile sul mercato.
Anche il comparto assicurativo registra un andamento sostanzialmente stabile: a fine giugno 2026 il volume dei premi ha raggiunto 8,18 milioni di euro, con una lieve flessione (-1,9%) rispetto allo scorso anno. Un risultato che conferma come l'attenzione dei Clienti verso gli strumenti di tutela e protezione del viaggio rimanga elevata, a testimonianza di un approccio sempre più consapevole all'acquisto della vacanza.
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[post_content] => «Nel corso del tempo Four Seasons si è evoluta nel modo di operare, ma non ha mai cambiato gli elementi cardini del suo successo: la qualità, il servizio, l’attenzione alle persone e la cultura aziendale. - esordisce Adrian Messerli, president hotel operations Europa, Medio Oriente e Africa.
Entrato a far parte di Four Seasons nel 2005 Messerli ha viaggiato in tutto il mondo assumendo responsabilità sempre maggiori: dagli incarichi negli Stati Uniti, ai Caraibi, al Sudamerica, a quelli nei paesi Emea e poi le Seychelles e Shanghai. È stato vicepresidente regionale e direttore generale presso il primo Four Seasons in Spagna, a Madrid, quindi ha assunto il suo attuale ruolo alla guida delle operazioni alberghiere in tutta l’area Emea.
«Sto seguendo un percorso per entrare in contatto con la realtà italiana. - afferma infatti - Dopo l’Italia mi sposterò in Grecia, a Mykonos, dove avremo presto una nuova apertura. Al momento Four Seasons ha in Europa, Medio Oriente e Africa 44 hotel operativi; in tutto il mondo sono 138 hotel e resort e 61 strutture residenziali nei principali centri urbani e località turistiche di 47 paesi. La nostra maggiore pipeline di crescita, con circa 30 hotel, è nei paesi Emea. Four Seasons come compagnia prevede di arrivare nel 2033 a 180 hotel nel mondo.
I giusti hotel
«Più che al numero degli hotel è importante pensare all’avere i giusti hotel, nella giusta location, con i partner giusti. Perché Four Seasons è un operatore: noi non possediamo le proprietà. Il nostro partner costruisce un hotel secondo gli standard di Four Seasons, in un processo in cui siamo coinvolti, poi noi operiamo per suo conto: i management-agreement di Four Seasons sono i più lunghi dell’industria dell’accoglienza!».
Quindi la situazione internazionale: «Sul fronte della sicurezza, degli ospiti e dello staff Four Seasons è un’azienda che ha 65 anni e, nel corso del tempo, ha diversificato il proprio portfolio. Abbiamo un team molto resiliente e reattivo. Proteggiamo i nostri talenti e li spostiamo altrove se una crisi si prolunga. Sono evenienze molto difficili ma, in quanto compagnia internazionale, dobbiamo essere pronti. Oggi la domanda sta cambiando: da anni l’Europa va molto bene. Siamo una compagnia canadese, quindi fortemente dipendente dai clienti nordamericani e, per loro, l’Europa è l’obiettivo estivo prediletto. È anche una questione di fiducia: i clienti scelgono Four Seasons perché sanno cosa troveranno, per la consistenza del nostro portfolio e per il nostro focus sul servizio».
Come Four Season si rinnova con le Country Collections
«Il consumatore sta cambiando: oggi cerca le esperienze, in particolare nel segmento luxury. - prosegue Messerli - Nella luxury consumer spending oltre il 60% della spesa va nelle esperienze. Nel business dell’hospitality siamo ben posizionati per seguire questo trend. Guardando alle modalità di sviluppo del nostro portfolio possiamo dire che siamo molto fortunati, perché siamo una compagnia privata. La nostra è una “crescita intenzionale”: siamo dove vogliamo essere.
«In particolare in Europa, dove vediamo grandi benefici nel realizzare delle Country Collection: i clienti non si limitano a visitare un paese, raggiungere il punto A e poi tornare a casa, vogliono scoprire la realtà che incontrano e vivere diverse esperienze in diverse strutture. L'Italia è un buon esempio di questo progetto, grazie agli hotel che abbiamo a Taormina (San Domenico Palace) e ai Four Seasons Hotel di Firenze e Milano.
«A Venezia aprirà il Danieli, dopo il meticoloso restauro curato da Pierre-Yves Rochon. A Roma sono in programma due aperture, quindi ci sono le strutture in pipeline sulle meravigliose spiagge della Puglia. L’Italia ha un grande potenziale da sviluppare e Four Seasons sta pensando anche alla Toscana, alla Costiera Amalfitana, a Capri, alla Sardegna e a nuove locations. In Grecia e in Spagna stiamo mettendo a punto Country Collection come quella italiana, perché sono territori dove c’è tanto da esperire, da vivere. La visione di crescita di Four Season prevede quindi hotel più piccoli, ma fondati sulle esperienze»
La strategia di Four Seasons in Italia
«Vogliamo celebrare la cultura dei luoghi e l’Italia è ricca di cultura, è autentica. C’è un senso di appartenenza, di amore per l’eredità storica e, poi, c’è il cibo straordinario. I viaggiatori sono attratti dalla cultura e dalle tradizioni locali e vogliono viverle. Noi celebriamo tutto questo costruendo i nostri hotel.
«È anche importante connettersi con la comunità locale: cerchiamo i talenti del posto, li formiamo e li facciamo crescere, intendiamo sviluppare i territori portando del business. Per realizzare tutto questo bisogna vivere la realtà locale; in Europa è vero molto più che altrove: l’unico modo per Four Seasons di essere presente nella giusta location è quello di convertire strutture esistenti. Ci prendiamo cura di un asset per un periodo prefissato e lo facciamo con responsabilità e rispetto, studiando a lungo i passaggi della conversione.
«Basti pensare all’iconico design del Four Seasons Hotel di Milano, che si trova all’interno di un edificio del XV secolo il cui recente restyling è stato curato da Patricia Urquiola, architetto e designer; mentre il Four Seasons di Taormina si trova in un monastero del XIV secolo! A Firenze abbiamo la seconda area verde privata più grande del centro storico, il Giardino della Gherardesca, che abbiamo restaurato con l’aiuto di Govanni Fumagalli e di altri specialisti appassionati».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Dubai guarda avanti e mostra particolare apprezzamento per la decisione del governo italiano di revocare il travel advisory sulla destinazione.
Il Dubai Department of Economy and Tourism (Det) sottolinea in una nota come la città emiratina sia pienamente operativa con hotel, attrazioni, ristoranti e negozi.
L'aeroporto internazionale di Dubai non ha interrotto le proprie attività ed Emirates serve oggi il 97% del proprio network globale, con collegamenti verso 138 destinazioni in 73 Paesi. Dubai Airports e le compagnie aeree partner continuano inoltre a lavorare per ripristinare completamente la capacità operativa e connettività internazionale.
Anche l'offerta turistica della città si amplia con nuove attrazioni e importanti investimenti. Tra le novità inaugurate recentemente figurano il Grand Hyatt Dubai Waterpark, il nuovo parco acquatico di oltre 20.000 metri quadrati, il rinnovato Lost World Aquarium di Atlantis, The Palm e la riqualificazione della spiaggia di Khor Al Mamzar, che ad oggi offre una passerella galleggiante sul mare, una spiaggia notturna aperta 24 ore su 24 e oltre 5,5 chilometri di percorsi dedicati a passeggiate, corsa e ciclismo.
Il calendario dei prossimi mesi vedrà anche l'apertura delle prime strutture Six Senses, Gran Meliá e Kimpton nella città, oltre al debutto del primo Baccarat Hotel and Residences negli Emirati Arabi Uniti. Dal 14 al 17 settembre la città ospiterà l’Arabian Travel Market, uno degli eventi leader del turismo globale, che riunirà destinazioni, operatori e professionisti del settore provenienti da tutto il mondo.
«I recenti aggiornamenti riflettono i segnali positivi che stiamo osservando in tutta la regione e siamo consapevoli che negli ultimi mesi molti viaggiatori hanno atteso maggiore chiarezza della situazione geopolitica prima di pianificare i propri spostamenti - ha dichiarato Issam Kazim, ceo della Dubai Corporation for Tourism and Commerce Marketing (Visit Dubai), parte del Det -. A Dubai, la sicurezza dei residenti e dei visitatori è sempre stata, e continuerà a essere, la nostra priorità assoluta. Hotel, attrazioni, ristoranti, centri commerciali e reti di trasporto hanno continuato a operare, grazie a una stretta collaborazione tra il settore pubblico e quello privato.
«Con collegamenti sempre più capillari e un ricco calendario di eventi, fiere e nuove aperture in programma, siamo pronti ad accogliere i visitatori provenienti dall’Italia, invitandoli a scoprire – o riscoprire – l'ospitalità e le esperienze che hanno reso Dubai una destinazione di riferimento».
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Uvet | Amex GBT, la joint venture tra il Gruppo Uvet e American Express Global Business Travel, si conferma al primo posto della classifica italiana Italy's Leading TMCs 2026, l'annuale analisi dedicata alle principali Travel management company realizzata da Business travel news Europe. Secondo il report, nel 2025 Uvet | Amex GBT ha superato 1,11 miliardi di euro di volume di business. La prima edizione del report Leading TMCs risale al 1997 e oggi analizza sette mercati chiave europei: Benelux, Francia, Germania, Italia, Paesi Nordici, Spagna e Regno Unito.
«Questi dati rappresentano un importante riconoscimento del percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni – ha commentato Luca Patanè, Presidente del Gruppo Uvet – Un risultato che conferma la solidità della nostra visione e la capacità di accompagnare le aziende con soluzioni sempre più innovative per la gestione della mobilità. Continueremo a investire in tecnologia e nello sviluppo della piattaforma BizTravel Evolution, arricchendola con funzionalità pensate per rispondere alle esigenze in continua evoluzione dei travel manager e offrire un'esperienza di viaggio sempre più efficiente, integrata e personalizzata.»
Il riconoscimento conferma il percorso di crescita della joint venture rispetto alla precedente rilevazione e rafforza il suo posizionamento anche a livello europeo, dove Uvet | Amex GBT sale dal dodicesimo al sesto posto nella classifica delle principali Travel Management Company del continente.
Nel report, Business travel news Europe evidenzia inoltre gli investimenti realizzati nel corso del 2025 sulla piattaforma proprietaria BizTravel Evolution, che ha introdotto nuove funzionalità e miglioramenti, tra cui la gestione dei carnet ferroviari Trenitalia, la gestione dei viaggi degli ospiti e un'offerta alberghiera ampliata grazie alla partnership con Booking.com.
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[post_content] => Per la prima volta la Guida Michelin dedica alla Polonia una selezione nazionale completa, estendendo la valutazione all’intero territorio. Un traguardo che conferma il crescente riconoscimento internazionale della cucina polacca contemporanea e il forte interesse verso la Polonia come destinazione enogastronomica emergente in Europa.
L’edizione 2026 della Guida Michelin Polska include ben 196 ristoranti, premiando non solo le grandi città già presenti nelle precedenti selezioni, ma anche nuove destinazioni e realtà emergenti diffuse in tutto il Paese.
«L’inserimento dell’intera Polonia nella selezione Michelin rappresenta un momento storico per la promozione internazionale della nostra destinazione. È il riconoscimento di una scena gastronomica dinamica, creativa e sempre più apprezzata nel mondo, capace di valorizzare tradizioni locali, ingredienti regionali e nuove interpretazioni della cucina contemporanea - dichiara Magdalena Krucz, presidente del Polish Tourism Organisation -. La cucina è oggi una delle chiavi più forti attraverso cui raccontare l’identità della Polonia e il crescente numero di ristoranti premiati conferma la qualità e la maturità raggiunta dal settore”.
A guidare la scena gastronomica nazionale resta Bottiglieria 1881 di Cracovia, che mantiene le sue due Stelle Michelin, confermandosi il ristorante più premiato della Polonia; cresce anche il numero dei ristoranti premiati con una Stella, che salgono a dieci grazie a quattro nuovi ingressi. La crescita della scena gastronomica polacca emerge anche oltre il fine dining: salgono infatti a 38 i ristoranti Bib Gourmand (19 in più rispetto allo scorso anno), riconoscimento dedicato ai locali che propongono cucina di qualità a prezzi accessibili.
Eliksir di Danzica mantiene inoltre la Stella Verde Michelin, unico riconoscimento del genere in Polonia, assegnato ai ristoranti particolarmente attenti a sostenibilità, stagionalità e valorizzazione dei produttori locali.
«Anche per il pubblico italiano la gastronomia sta diventando un elemento sempre più importante nella scelta del viaggio - commenta Barbara Minczewa, direttrice dell’Ente nazionale polacco per il turismo a Roma -. La Polonia sorprende perché riesce a unire autenticità, creatività e qualità in un’offerta culinaria in continua evoluzione. Dai ristoranti stellati alle esperienze legate ai prodotti regionali e alla cucina tradizionale reinterpretata in chiave contemporanea, il Paese si conferma una destinazione ideale per chi ama scoprire un territorio anche attraverso il gusto».
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[post_content] => Alessandria inaugura l'ex chiesa di San Francesco, il "tesoro ritrovato" dopo un accurato restauro.
Prima convento, poi caserma e infine ospedale, l’ex Chiesa di San Francesco nel complesso conventuale di Alessandria, ha visto mutare nei secoli la propria funzione tra alterne vicende storiche.
I diversi interventi di indagine, conservazione e restauro che si sono succeduti nell’arco di venticinque anni e in particolare il cantiere di restauro architettonico avviato nel 2022 e conclusosi in queste settimane, hanno permesso il recupero e la riappropriazione di un bene storico-artistico sottratto da oltre 200 anni alla fruizione dei cittadini e sconosciuto ai più.
Tornate leggibili l’architettura interna e le testimonianze artistiche, il recupero dell’ex Chiesa di San Francesco, destinata a sede museale e polo culturale d’eccellenza, costituisce un esempio di tutela e valorizzazione del patrimonio, capace di far dialogare la storia con le future generazioni.
Per questo l’Azienda ASM Costruire Insieme ha predisposto un programma di visite guidate gratuite, con inizio sempre alle ore 16, tutti i giorni dal 30 maggio al 2 giugno e sabato e domenica dal 6 al 28 giugno 2026.
Per prenotare scrivere alla mail serviziculturali.0220@asmcostruireinsieme.it oppure contattare il numero telefonico +39 0131 2342 o il cellulare +39 348989919
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[post_content] => Olbia capitale delle crociere a 5 stelle. Dopo gli scali della francese Le Dumont-d'Urville (gruppo Le Ponant), della Nautica (Oceania Cruises) e della Belle des Oceans (CroisiEurope) al porto ha approdato la Sea Cloud Spirit, nave del gruppo Sea Cloud Cruises.
Come si legge su L'Unione Sarda, Sea Cloud Spirit è lunga 138 metri e dispone di tre alberi a vele quadre. E' stata varata nel 2020 e si affianca operativamente alle navi gemelle Sea Cloud e Sea Cloud II nel segmento del crocierismo extra lusso.
Golf a tutto campo
A bordo 107 passeggeri americani appartenenti al gruppo Kalos Golf, tour operator con sede a Chapel Hill, in North Carolina, specializzato in viaggi di lusso che combinano golf di alto livello e crociere su “navi boutique”. L’approdo ad Olbia, che prevede un’esperienza al Pevero Golf Club, rientra nell’ambito dell’itinerario a cinque stelle di 10 giorni, denominato Riviera Golf Cruise, quotato per circa 10mila dollari a passeggero.
Il tour prevede imbarco a Nizza e due notti al Terre Blanche Resort; partite di Golf al Cannes Mougins e al Terre Blanche – Le Château; navigazione lungo la Costa Azzurra con tappa a Saint-Tropez; scalo a Monte Carlo per giornata al Golf Club a Monaco; visita alle Cinque Terre con piccole imbarcazioni private; giornata di navigazione verso la Corsica con visita al Golf de Sperone di Bonifacio; tappa ad Olbia e in Costa Smeralda; rientro a Civitavecchia e trasferimento a Roma.
A salutare il comandante del Sea Cloud Spirit, Vukota Stojanovic, per il consueto scambio crest di benvenuto, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Domenico Bagalà.
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Hyatt: cala il RevPar nelle strutture all inclusive
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