27 March 2026

Viva Wyndham Resorts: il rilancio delle richieste italiane

Ettore Colussi

Viva Wyndham Resorts si contraddistingue per implementare costantemente le infrastrutture, i servizi e le attività all’interno dei resort che possiede e gestisce: dal numero dei ristoranti tematici alle discipline sportive, alle escursioni realizzate in proprio e non da fornitori.

I dati relativi al periodo gennaio-agosto 2018 attestano l’occupazione al tasso medio di 93,4%, con un incremento del 2,3% sul 2017 pari periodo.

Le persone che hanno soggiornato nei Viva Wyndham Resorts da gennaio ad agosto 2018 sono state 1.361.488.

L’Italia, che storicamente è fra i principali mercati per il brand, nei primi due quadrimestri del 2018 ha avuto ritmi altalenanti. In Messico il Viva Wyndham Azteca ha ottenuto le performance migliori; alle Bahamas il Viva Wyndham Fortuna Beach riconferma un risultato ottimo da maggio – settembre, periodo del charter programmato da Bravo Club, mentre le prenotazioni per gennaio e novembre hanno registrato picchi altissimi; il V Samaná ha avuto un boom di richieste nei mesi di maggio, giugno, luglio e settembre.

Commenta Amanda Santana, vice president sales & marketing Europe Viva Wyndham Resorts, presente a Rimini: “Sentiamo il rilancio delle richieste dall’Italia, in particolare sulla Repubblica Dominicana, nostra destinazione principale, con moltissime prenotazioni per soggiorni da novembre. Siamo molto fiduciosi perché in Dominicana abbiamo anche ulteriori sistemazioni da proporre al mercato per l’inverno e siamo consapevoli di poter offrire un’esperienza trentennale”.

 L’inverno 2018/2019 porterà infatti nuove tipologie di camere in casa Viva Wyndham Resorts.

Commenta Ettore Colussi, presidente Viva Wyndham Resorts: “I tratti distintivi della nostra azienda sono la solidità finanziaria e una potente passione per quello che facciamo e per le esperienze che offriamo. Il mercato internazionale ce lo riconosce, con un’occupazione globale che supera il 93%. La nostra volontà è di rinnovare i servizi, anche per soddisfare la fedele clientela repeater. Siamo ansiosi di vedere le reazioni alla novità dei bungalows a Samaná; qualcuno era dubbioso che il resort rimanesse aperto 12 mesi l’anno, invece non solo è aperto ma aumenta la ricettività. Fra l’altro V Samaná è stato oggetto di un imponente investimento legato al fotovoltaico; avremo i risultati consuntivi a fine ottobre ma sappiamo già che è stato un progetto assolutamente redditizio, sia per Viva che ricava energie da fonti alternative, sia per l’ambiente, grazie alla riduzione importante di emissioni nocive”.

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Il premier che da quando si è insediato ha detto esplicitamente che il turismo era una delle sue priorità ha fatto capire che in effetti del turismo non le interessa affatto. In questo momento nel turismo organizzato si segnano più cancellazioni che le prenotazioni. Avere il punto di riferimento senza testa è un guaio. Il presidente del Consiglio ha fatto solo una specie di marketing di facciata, per ripulire il governo dopo la batosta del no. Ma chi ne paga e ne pagherà le conseguenze sarà il nostro settore.\r\n\r\nSeconda amarissima osservazione. Per la prima volta nella storia di questo Paese il turismo è stato sulla bocca di tutti, giornali nazionali, telegiornali, nelle chiacchiere, ovunque. Ma non per l'importanza che ha, ma per una questione squisitamente politica. Che follia.\r\nBilancio\r\nInfine il bilancio di tre anni e qualche mese di Santanchè al ministero. Senza dubbio Daniela Santanchè è arrivata a guidare il dicastero senza sapere nulla del turismo. Lentamente qualcosa l'ha imparato, ma naturalmente non ha potuto colmare le lacune che aveva ab origine. Ricordo che in una sala di 1600 agenti outgoing chiese di far arrivare in massa turisti in Italia. Ho ancora impressi nella testa gli sguardi sconcertati degli agenti di viaggio. Di queste situazioni ce ne sono state parecchie e questo giornale ha cercato di riportarle sempre con una certa precisione.\r\n\r\nUna cosa bisogna riconoscergliela. Nel momento il cui l'Europa si stava convincendo ad approvare la nuova direttiva pacchetti, l'unico ministro ad opporsi è stata la Santanchè. E meno male, perché quella direttiva, per come era scritta avrebbe fatto più danni del Covid.\r\n\r\nPer il resto troppa visibilità con il suo tagliare nastri ad ogni evento, che si trattasse del Ttg di Rimini, o della fiera delle biciclette. E quando prendeva il microfono iniziava la fiera delle banalità: siamo italiani, dobbiamo essere ottimisti ecc, ecc.\r\n\r\nInsomma questo è il quadro in sintesi. Il prossimo ministro (si parla di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni) prima di prendere in mano la situazione dovrà cercare di capire in che mondo è capitato. E non sarà facile. Mentre il turismo se la deve sbrigare da solo. Come al solito.\r\n\r\nGiuseppe Aloe\r\n\r\n ","post_title":"Bilancio di tre anni di Santanchè e qualcosa anche su Giorgia","post_date":"2026-03-26T09:14:47+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1774516487000]}]}}