27 March 2026

Nasce il Grand Hotel Nazareno: dopo la sede Pci, anche quella dei Dem diventerà un albergo

C’è un’attrazione fatale tra i palazzi della politica romana e il mondo dell’ospitalità. Dopo la notizia della prossima conversione della storica sede del Partito comunista italiano di via Botteghe Oscure in un 5 stelle lusso, arriva ora quella relativa all’edificio che ospita proprio gli eredi del Pci. Una parte dell’immobile che ospita gli uffici del Partito democratico al Nazareno sarà infatti trasformata in una struttura, anche in questo caso vocata al segmento lusso. I Dem, che vi risiedono dal 2008 al secondo e al terzo piano, resteranno nell’edificio, ma entreranno da un altro ingresso, perché quello principale è destinato a diventare l’entrata dell’albergo

Il progetto di conversione interesserà dunque l’antico collegio del Nazareno, risalente al 1630, non lontano da piazza di Spagna. Una porzione del complesso sarà trasformato nel Grand Hotel Nazareno. La società committente dei lavori (Grand Hotel Nazareno srl) risulta partecipata del gruppo immobiliare Federici (Fresia), già attivo nello sviluppo e nella gestione di strutture ricettive attraverso il gruppo Fresia Hotels & Resorts. Questi opera le strutture Terme di Vulci Glamping & Spa di Canino, nel viterbese, i 3 stelle romani Noba Hotel & Residenze e Navona Theatre Hotel, nonché, sempre nella capitale, l’Hampton by Hilton Rome East e l’Hostel TrustEver. Il gruppo starebbe anche sviluppando un nuovo complesso residenziale nella Città eterna, dove è prevista la realizzazione di un Four Points by Sheraton.

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La grotta è stata resa visitabile a seguito dell’intervento del ministero della Cultura per i lavori di restauro e per l'eliminazione delle cause di degrado, grazie al progetto pilota nato dalla collaborazione tra la Soprintendenza, l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e la proprietà del bene, con la partecipazione dell'Università di Genova.\r\n\r\nNew entry nei Rolli Days, anche uno dei complessi monastici di Cornigliano: la Badia di Sant’Andrea, fondata nell’epoca in cui le ville nobiliari genovesi punteggiavano le colline di fronte alla spiaggia, oggi sede del nuovo convitto giovanile della società calcistica Genoa CFC.\r\n\r\nConfermata anche la sinergia con la Diocesi di Genova, con l’apertura straordinaria della Basilica di Santa Maria Immacolata e la visita guidata speciale alla facciata, attualmente interessata da un restauro conservativo.\r\n\r\nTra gli eventi collaterali il ritorno di Palazzi in Luce: nella serata di venerdì 27 e sabato 28 marzo, dall’ora del tramonto fino alla mezzanotte, i palazzi che si affacciano su piazza della Meridiana, via Garibaldi e piazza Fontane Marose apriranno le loro grandi finestre e accenderanno le luci che illumineranno piani nobili, affreschi e vedute interne, offrendo una visione d’insieme degli ambienti affacciati sulla strada.\r\n\r\n«Nelle scorse edizioni era stata messa in evidenza l’unicità delle Grotte artificiali di giardino e la necessità di recupero – aggiunge l’assessore Montanari – Si è innescato un percorso che ha consentito di arrivare ad un risultato concreto, come quello di Grotta Doria Pavese. 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C'è la famiglia Capuzzo, che nella Torino dell'occupazione nazifascista trasformò il proprio albergo in rifugio per famiglie ebree e punto di incontro per le staffette partigiane.\r\nE ancora: i Roscioli che a Roma inventarono il primo centro congressi in hotel nel 1957, aprendo una strada che il settore avrebbe percorso per decenni; la famiglia Borio, con un'affiliazione Best Western che dura ininterrotta dal 1989; le due donne, Gilda e Luisita della famiglia Ciana, che guidarono la struttura sulla Riviera Ligure tra le due guerre, anticipando una leadership femminile che il settore sta ancora imparando a valorizzare.\r\nNon mancano le storie più recenti: la famiglia Lamonica, con un imprenditore che a cinquant'anni ha avuto il coraggio di reinventarsi acquistando un hotel mai aperto a Sabaudia, affrontando cantieri bloccati, pandemia e tradimenti, trovando infine nel figlio Mirko la continuità di una visione; e Irene Luvisi, ingegnere diventata protagonista di una trasformazione culturale all'hotel Guinigi di Lucca, a dimostrazione che il futuro dell'ospitalità si costruisce anche con contaminazioni inaspettate.\r\n\r\nUn racconto fedele\r\nLe storie sono state raccolte e narrate da Simona Teodori, autrice di romanzi storici, che ha incontrato di persona le famiglie protagoniste per restituirne, con fedeltà e sensibilità letteraria, memorie, valori e visioni. 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