28 June 2026

Napa Valley, novità nell’accoglienza

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Napa Valley, a un’ora dalla San Francisco Bay Area, nota per i vigneti, presenta nuovi look per i propri hotel. Sono diverse le ristrutturazioni in atto in questo periodo. Craig and Kathryn Hall ha recentemente rinnovato La Residence di Napa cambiando nome in “Senza” Hotel per riflettere al meglio il nuovo design della struttura. La proprietà offre 41 stanze dallo stile moderno, piscina all’aperto e vasca idromassaggio, zona fitness e spa, sale riunioni e collezioni d’arte contemporanea. Il Vintage Inn ha completato la ristrutturazione delle sue stanze ad aprile 2015. Ottanta camere, suite ed appartamenti hanno assunto un nuovo look . Lo scorso maggio, l’Harvest Inn by Charlie Palmer ha inaugurato i suoi Harvest Lofts. Le stanze, da 140 metri quadrati, si trovano al secondo piano della nuova “Main House” del resort che ospita anche il ristorante Harvest Table, appena aperto. Con il completamento degli Harvest Lofts il numero delle camera disponibili sale a 78 ed altre 4 saranno costruite nel corso dell’ estate. Spa Solage a Calistoga ha riaperto all’inizio di maggio dopo un processo di  ristrutturazione da 1,2 milioni di dollari. Il nuovo hotel offre 900 metri quadrati in più rispetto alla struttura preesistente. E’ stato rinnovato anche il ristorante, il Solbar, sei volte stella Michelin.  Rinnovato e ingrandito, l’Indian Springs Resort and Spa di Calistoga conta oggi 75 nuovi bungalow e stanze, nuove sale riunioni ed una miriade di giardini con aree destinati alla celebrazione di matrimoni. E’ stato inoltre inaugurato il primo ristorante della proprietà, il Sam’s Social Club.

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Monitoraggio delle acque, efficienza energetica, smart metering, riduzione della carbon footprint, corretta gestione dei rifiuti e dei reflui, attenzione ai prodotti utilizzati per la pulizia e la manutenzione degli spazi, processi operativi a minore impatto e scelte più consapevoli nella gestione ordinaria diventano oggi parte integrante della sostenibilità concreta di un porto turistico.\r\n\r\n«Il tema non è più se il cambiamento climatico riguardi la portualità turistica, ma quanto rapidamente i marina sapranno attrezzarsi per affrontarlo - dichiara Walter Vassallo, fondatore dei Blue Marina Awards - I porti turistici non sono semplici luoghi di ormeggio: sono infrastrutture complesse, esposte, connesse ai territori e sempre più centrali nella creazione di valore per la Blue Economy. Oggi rappresentano risorse strategiche per la competitività costiera, la qualità dell’accoglienza, la sicurezza, la sostenibilità e l’attrazione di nuovi flussi turistici».\r\n\r\n«Il nostro marina nasce con una forte vocazione all'eccellenza - aggiunge Giuseppe Mangano, presidente della società Porto Turistico di Capo d’Orlando SpA - e all'integrazione con il territorio. Oggi, fare accoglienza turistica di alto livello significa innanzitutto garantire la sicurezza e la sostenibilità delle nostre infrastrutture di fronte alle sfide del cambiamento climatico. Condividere le nostre esperienze e confrontarci con i massimi esperti del settore ci permette di continuare a innovare, proteggendo la bellezza della nostra costa e offrendo un porto sempre più sicuro, resiliente e all'avanguardia».\r\n\r\n«Il cambiamento climatico non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà con cui i marina si confrontano quotidianamente - conclude Calogero Marino, consigliere di Assonat-Confcommercio - Per questo la portualità turistica è chiamata a rafforzare la propria capacità di prevenzione, adattamento e gestione del rischio, investendo in innovazione, sostenibilità e sicurezza. I porti turistici svolgono oggi un ruolo strategico non solo per il turismo nautico, ma anche per lo sviluppo delle comunità costiere e dell’intera economia del mare. 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