27 June 2026

Mandarin Oriental: i piani del nuovo ceo, Laurent Kleitman

Un trio di boutique hotel a Setouchi, in Giappone; il restauro e il rebranding dell’hotel Gellért, storica proprietà di Budapest con le sue terme; un complesso di dieci ville a Roma, ospitate in strutture del diciannovesimo secolo, circondate da rigogliosi giardini e poste a pochi passi dalle principali attrazioni e siti archeologici della città; un resort con residenze private situato sulla costa meridionale di Bali, nella penisola di Bukit; un resort sulla riviera Maya del Messico, nella penisola dello Yucatan, progettato per rispettare la diversità dell’ambiente e riflettere la cultura locale. Sono gli investimenti in pipeline annunciati negli ultimi 12 mesi dal gruppo Mandarin Oriental, sotto la guida del nuovo chief executive Laurent Kleitman, in carica appunto da un anno.

I piani di espansione della compagnia si concentrano in regioni chiave  come il Medio Oriente, il Giappone, il Nord America e in capitali chiave in Europa, con l’impegno di raddoppiare il portfolio nei prossimi dieci anni, concentrandosi anche sulla creazione di hub di destinazione quali Zurigo, Ginevra e Lucerna, Milano e Como, Abu Dhabi e Dubai.

Tra le altre novità in arrivo una nuova app, che sarà lanciata il prossimo anno, ed è stata progettata per agevolare l’esperienza di soggiorno degli ospiti migliorando la gestione dei dati e la loro privacy, consentendo loro di rimanere in contatto in modo efficiente e discreto con il team dell’hotel. Mandarin Oriental, inoltre, gruppo che vanta una delle maggiori densità di stelle Michelin al mondo, porterà le sue pasticcerie negli hotel in tutto il mondo, mirando a fornire un’offerta dolciaria sofisticata ed elegante. Verrà inoltre sviluppato un nuovo concetto wellness 2.0, basato su 25 anni di esperienza: l’offerta fornirà un servizio olistico potenziato che combina elementi fisici, spirituali e medici.

“La nostra strategia di crescita ci consentirà di stringere nuove e più consolidate partnership, di pianificare a lungo termine e di dare un contributo significativo alle comunità in cui possiamo avere il massimo impatto: tutti principi essenziali di un’ospitalità di livello”, conclude Kleitman.

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