27 March 2026

L’hotelerie spagnola base dello sviluppo del turismo cubano: le prospettive per Hotel e resort Barceló

Simón Barceló Tous

La presenza del Gruppo Barceló a Cuba risale a 20 anni fa e attualmente possiede tre hotel a Varadero per un totale di circa 1500 stanze. Il prossimo passo per il gruppo sull’isola sarà la costruzione di altre 1500 stanze a Santa Lucia, attraverso la costituzione di una società a capitale misto.
«Il futuro del settore alberghiero a Cuba è piuttosto incerto, soprattutto per ragioni esterne e non interne: Cuba ha un grande potenziale turistico perché, rispetto ad altre destinazioni turistiche della regione, come Punta Cana o Cancun – ha dichiarato il co-presidente del gruppo, Simón Barceló Tous – ha ancora luoghi non sfruttati e un numero di attrazioni culturali a La Habana che la rendono unica. Per me “qualità, qualità e qualità” sono le parole d’ordine. La grande sfida è rinnovare gran parte dell’impianto alberghiero cubano, che presenta problemi di manutenzione ed è diventato obsoleto. Il rapporto qualità-prezzo di Cuba, di fronte ai suoi concorrenti, le destinazioni caraibiche, è obiettivamente meno qualificato; Cuba ha bisogno di più qualità e in questo modo potrà aumentare i suoi livelli di ripetizione, sollecito a migliorare la qualità dell’impianto alberghiero cubano”, ha concluso Barceló.

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Proprio per questo motivo Linz ha recentemente ospitato il primo Travel Trade Summit dedicato ai mercati spagnolo, portoghese e italiano, offrendo agli operatori l’opportunità di incontrare direttamente i rappresentanti dell’offerta turistica e culturale austriaca.\r\n«Sappiamo che in Paesi come Italia e Spagna c’è ancora molto spazio per crescere. Per questo vogliamo lavorare con un approccio mirato, attraverso media specializzati, tour operator e collaborazioni strategiche».\r\nTra le sfide principali emerge quella della comunicazione: trovare un linguaggio adatto per raccontare una destinazione diversa dall’immaginario classico dell’Austria. In questo senso, Linz può rappresentare un caso emblematico di “Austria alternativa”, capace di coniugare innovazione, industria creativa, tecnologia e cultura contemporanea.\r\nInteressanti prospettive arrivano anche dal turismo giovanile e scolastico, già presente soprattutto con gruppi italiani.\r\n«Molti studenti italiani visitano già la regione: sono i viaggiatori di domani. L’obiettivo è creare esperienze che li leghino al territorio anche in futuro», ha evidenziato Winkelhofer.\r\nInfine, restano alcune criticità legate all’accessibilità, in particolare per i mercati del Sud Europa. «Le connessioni sono un tema importante, ma vediamo un crescente interesse verso l’Europa centrale: questo ci rende fiduciosi per il futuro».\r\n(Quirino Falessi)\r\n[gallery ids=\"510454,510455,510456,510457,510458,510459\"]\r\n\r\n","post_title":"Linz e l’Alta Austria: tra natura, cultura e nuove strategie di promozione","post_date":"2026-03-25T13:14:43+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1774444483000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510372","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_510375\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Da sinistra, Eleonore Tramus e Cristina Casati[/caption]\r\n\r\nSi presentano al trade insieme, forti di una joint venture (insieme a Virgin Atlantic) tra le più solide e importanti nel mondo dell'aviazione: Air France-Klm e Delta Air Lines hanno illustrato questa mattina nel centro di Milano impegni e prospettive per l'estate 2026, inevitabilmente segnata dal difficile contesto internazionale. \r\n\r\nUna situazione che però, almeno ad oggi, non ha comportato modifiche sensibili sugli investimenti previsti per il mercato italiano, dove la crescita - ma anche flessibilità - restano all'ordine del giorno.\r\n\r\n«I dati in nostro possesso, relativi ai primi tre mesi del 2026, non mostrano rallentamenti della domanda di viaggio, anzi - afferma Cristina Casati, sales manager Italia, Grecia e Malta di Delta Air Lines -. 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