27 March 2026

La pandemia allontana i fondi sovrani dagli asset alberghieri

Gli effetti della pandemia cominciano a farsi sentire anche sugli investimenti di medio-lungo periodo: i fondi sovrani starebbero infatti diminuendo i propri impegni nel real estate, spostando ingenti capitali dal segmento degli uffici, del retail e degli alberghi verso altre asset class. Lo rivelano i dati Global Swf  pubblicati da Reuters, che sottolineano come tali fondi, nei primi sette mesi dell’anno, avrebbero investito nell’immobiliare circa 4,4 miliardi di dollari, pari al 65% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il dato è particolarmente significativo in quanto, stando agli esperti di Ipe Real Assets, nella top 10 dei principali investitori real estate di livello globale figurerebbero ben tre fondi sovrani. “L’immobiliare continua e continuerà a rappresentare una parte importante del portfolio d’investimento dei fondi sovrani – precisa tuttavia il managing director di Global Swf, Diego Lopez -. La pandemia ha però accelerato il processo di sofisticazione delle strategie di tali fondi, che ora si sforzano ancora più di prima di diversificare il proprio portfolio”.

In tale contesto, gli hotel continuano a rappresentare circa il 10% dei loro investimenti real estate complessivi (erano il 9% nei primi sette mesi del 2019), ma cala l’interesse per gli uffici (a quota 36% delle transazioni totali contro il 49% dell’anno scorso) e crolla quello per il retail (0%), a favore della logistica passata dal 15% al 22% delle operazioni immobiliari complessive. La rilevanza dei fondi internazionali nell’ambito dell’ospitalità è quindi piuttosto elevata, come ben dimostra, per fare solo un esempio, un asset class di eccezione quale Smeralda Holding, controllata dalla Qatar Investment Authority, peraltro proprietaria anche del Four Seasons di Firenze.

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