13 May 2026

Gli italiani si stanno aprendo al settore degli affitti brevi

Il settore degli affitti brevi in Italia torna a respirare grazie agli italiani (seguiti da tedeschi e francesi), che scelgono i centri di montagna o le ville al mare e nella campagna italiana per le vacanze estive. Rispetto all’hotel, l’affitto breve, se gestito da operatori professionali, che garantiscono anche le procedure di sanificazione, rende il turista autonomo, sicuro sotto l’aspetto sanitario post Covid-19 e con la garanzia della privacy. Si pensi solo alla possibilità di sfruttare la cucina per i pasti in alternativa al ristorante condizionato dalle attuali limitazioni.

A sostenerlo è uno studio di Halldis, società italiana con sede a Milano che gestisce 2.000 proprietà in 25 località italiane ed europee, con appartamenti e palazzi nelle principali città, ma anche vile di lusso in particolare in Toscana, per conto di proprietari privati e istituzionali.

«Gli affitti brevi e del segmento ricettivo residenziale – afferma Vincenzo Cella, ceo Halldis – risultano meno minacciati dalla crisi rispetto ad altre asset class. Due i fattori che appaiono favorevoli: 1 – la maggiore flessibilità della struttura dei costi rispetto ad altri operatori del settore ricettivo e quindi una migliore capacità di adeguamento e risposta prospettica; 2 – la maggiore capacità di reazione del comparto turistico rispetto a quello immobiliare e la correlata minore escursione dei prezzi degli affitti rispetto a quelli attesi nelle compravendite».

Se si guardano le prenotazioni di luglio e agosto a fare la parte del leone sono le residenze di montagna.. Tendenza simile per le 300 ville in Italia. Richieste in particolare e meta di clientela high spender, le ville con piscina, che consentono di isolarsi, e quelle al mare che si affacciano su spiagge poco frequentate. In questo caso i tassi di occupazione passano dal 60% di luglio all’80% di agosto, ma rimane l’incertezza di possibili disdette da parte della clientela internazionale. Il dato si spiega col ritardo con cui i governi dei vari paesi europei hanno dato il via libera alle vacanze all’estero. Diversamente dal precedente, quest’anno a occupare le ville saranno soprattutto gli italiani (60%), seguiti da tedeschi (15% delle prenotazioni effettuate per agosto), francesi (10%), olandesi (10%), scandinavi e altri (5%), che soppiantano i tradizionali russi, inglesi, statunitensi e indiani, maggiormente vincolati dall’emergenza sanitaria. Da segnalare il dato sui manager che scelgono l’affitto di medio/lungo periodo per lavorare in città e il turista bleisure (il businessman che allunga la sua presenza in città per apprezzare meglio la sua bellezza). Significativo il caso di Milano, al centro dell’epidemia, dove Halldis gestisce circa 400 immobili. Nel capoluogo lombardo, nonostante il dato tendenziale negativo sul confronto settembre 2019/settembre 2020 (-60%) le grandi società di relocation stanno sondando il mercato e fanno le prime richieste. Un elemento che fa ben sperare, considerando che il mercato milanese ha finestre di prenotazione di circa 40 giorni e quindi è ancora presto per delineare i valori certi di settembre.

 

 

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