6 February 2026

In arrivo due nuovi safari camp per Marriott International

Due nuovi safari camp di lusso per il gruppo Marriott International: il The Ritz-Carlton, Masai Mara Safari Camp e il Jw Marriott Mount Kenya Rhino Reserve Safari Camp sono il frutto di una doppia firma, rispettivamente con Lazizi Mara Limited e Lazizi Solio Limited, entrambi parte della Lazizi Group of Companies. “A fronte del successo riscontrato finora nel nostro portfolio di luxury safari in Africa e della crescente domanda di alloggi outdoor ed esperienze di ospitalità non convenzionali (il Jw Marriott Masai Mara Lodge è stato inaugurato nel 2023, ndr), la firma di questi accordi con Lazi Group of Companies segna un’altra pietra miliare nella nostra crescita”, racconta Jerome Briet, chief development officer, per Europa, Medio Oriente e Africa di Marriott International.

Con la sua apertura prevista per agosto 2025, The Ritz-Carlton, Masai Mara Safari Camp sarà situato nella regione dell’Africa sub-sahariana. La struttura sorgerà nel cuore della riserva  nazionale del Masai Mara. Offrirà 20 suite in tenda, tra cui una suite presidenziale con quattro camere da letto, ciascuna dotata di un’area living, una lounge privata, una plunge pool a sfioro e docce sia interne sia esterne. I piani prevedono esperienze culinarie in diversi ambienti, tra cui un ristorante multi-cuisine con una selezionata cantina di vini, una terrazza panoramica per l’osservazione delle stelle e un autentico boma sudafricano, dove gli ospiti possono gustare cene intorno al fuoco, ascoltare racconti della cultura locale e immergersi nell’atmosfera della savana. La struttura includerà anche una spa e centro benessere, una palestra all’aperto, una piscina, un discovery hub, una map room e uno studio fotografico. Gli ospiti potranno vivere Game drive esclusivi su misura, oltre a esperienze culturali personalizzate per immergersi nella bellezza e nelle tradizioni del Masai Mara.

Previsto in apertura all’inizio del 2026, il Jw Marriott Mount Kenya Rhino Reserve Safari Camp sorgerà nella Solio Game Reserve. Il campo sarà composto da 20 tende-lodge, tra cui due suite, ciascuna con due camere da letto e dotate di piscina privata. Il progetto include vari spazi dedicati al benessere, tra cui il Jw Garden. L’offerta gastronomica comprenderà quattro esperienze culinarie, compresi un ristorante tradizionale e uno panoramico sulla terrazza. Inoltre, la struttura ospiterà anche una Spa by Jw, una piscina, un centro fitness, una conservancy house, una stalla per cavalli, una boutique e un rifugio per osservare gli animali. Gli ospiti potranno scegliere tra una vasta gamma di attività, tra cui safari a cavallo, safari notturni, passeggiate guidate nella natura, escursioni in quad attraverso le pianure di Solio e visite a un orfanotrofio privato per rinoceronti.

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È questo il messaggio emerso dal convegno “Sostenibilità condivisa: l’ospitalità che restituisce valore al territorio”, ospitato il 3 febbraio a Palazzo di Varignana, modello di hospitality integrata sui colli bolognesi.\r\n\r\nUn appuntamento, organizzato in collaborazione con Travel Hashatag Advisory, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sulla sostenibilità come leva economica e competitiva per il turismo. «Migliorare il territorio e lasciare un’eredità al futuro significa generare impatto economico, ma anche sociale e ambientale», ha spiegato Carlo Gherardi, founder di Palazzo di Varignana, richiamando la necessità di politiche di previsione e cura del paesaggio in un contesto climatico sempre più instabile.\r\n\r\nUn approccio condiviso anche dalle amministrazioni locali. 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Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.\r\n\r\nDal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.\r\nA proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”. \r\n\r\nLa riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.\r\n\r\nAmpio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».\r\n\r\nIl tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.\r\n\r\nA rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.\r\n\r\nUna visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».\r\n\r\n[gallery ids=\"506484,506485,506486,506487,506488,506489,506490,506491,506492\"]","post_title":"Palazzo di Varignana accende il confronto sulla sostenibilità che crea valore","post_date":"2026-02-04T09:40:19+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["palazzo-di-varignana","sostenibilita"],"post_tag_name":["Palazzo di Varignana","sostenibilità"]},"sort":[1770198019000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"506457","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Lo Msc Yacht Club approda a bordo di Msc Musica e Msc Orchestra. 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Ma l’autobus non può essere considerato un mezzo di serie B, come dimostrano gli oltre 50 milioni di persone che abbiamo trasportato in Italia. Al contrario, oltre che una risorsa capace di democratizzare il viaggio, è cruciale per raggiungere luoghi sede di grandi eventi come Cortina, dove il treno non arriva. In quanto tale, deve essere valorizzato con investimenti che rendano i terminal sicuri e funzionali». \r\n\r\nIn particolare, Neglia si è pronunciato sul caso Milano Lampugnano, principale hub di accesso alla città per chi arriva in autobus, in passato oggetto di attenzione per motivi legati alla sicurezza: «Le vicende che in passato hanno riguardato il terminal di Lampugnano dimostrano una mancata comprensione dell’importanza delle autostazioni. Di recente abbiamo constatato un miglioramento in termini di sicurezza, ma siamo ancora lontani dal livello di efficienza e servizi degli altri hub della mobilità. 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