27 July 2021

Hilton limita i danni nel terzo trimestre dell’anno

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Una trimestrale meno peggio del previsto, grazie soprattutto all’inaspettato incremento della domanda leisure proveniente da ospiti non fidelizzati, così come testimonia la crescente quota di prenotazioni giunte dalle agenzie online. Così il presidente e ceo di Hilton, Chris Nassetta, ha commentato i numeri della compagnia per il periodo luglio-settembre 2020. Alla data dello scorso 2 novembre, ha inoltre sottolineato lo stesso Nassetta, il 97% delle strutture della compagnia a livello globale era aperto, con i tassi di occupazione negli hotel che, nel terzo trimestre, hanno raggiunto quota 42,5%, mantenendosi 20 punti percentuali sopra i livelli dei tre mesi precedenti. Un’altra nota positiva riguarda inoltre i piani di espansione della compagnia: la metà degli hotel attualmente in pipeline, ha detto sempre Nassetta, sarebbe infatti ora in fase di realizzazione. E questo grazie anche al fatto che è stato possibile riprendere i lavori di oltre il 90% delle strutture già in costruzione prima dello scoppio della pandemia.

Ciononostante, come era logico aspettarsi, le performance di Hilton sono rimaste ben al di sotto di quanto registrato nel 2019. Gli stessi tassi di occupazione si sono in particolare rivelati più bassi del 36% rispetto al terzo trimestre dell’anno scorso, mentre le tariffe medie si sono fermate a 105,87 dollari (-26%) e il ricavo medio per camera disponibile (revpar) a 44,95 dollari (-59,9%).




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