27 June 2026

Halldis: il mercato cambia volto; cresce la domanda per affitti temporanei di medio – lungo termine

Michele Diamantini

In salita la domanda di affitti brevi e in particolare quella dei soggiorni medio-lunghi. Nel 2023, anno che ha visto la ripresa del turismo nel nostro Paese con oltre 445 milioni di presenze, trainate dagli stranieri (quasi 230 milioni), superando di otto milioni i livelli record pre-pandemici del 2019, la richiesta di short-rental aumenta del 15% e quella di mid-long term del 30%, confermando la tendenza del 2022. A scattare la fotografia è uno studio di Halldis, storico operatore italiano degli affitti brevi. In tale settore, giro d’affari di quasi 1,5 miliardi, 600 mila proprietà coinvolte, di cui quasi 120 mila gestite da operatori professionali (property manager), gli immobili destinati a tale formula crescono in tutte le città italiane: 20 mila a Roma (+17%), 18 mila a Milano (+10%), 10 mila a Firenze (+21%), 6.700 a Venezia (+17%), 3.400 a Bologna (+10%).

“Le generazioni più giovani – afferma Vincenzo Cella, general manager Halldis – hanno meno propensione all’acquisto della casa, perché immaginano un futuro lavorativo meno stanziale, con possibili spostamenti della propria residenza anche a causa di lavori meno duraturi. Le città metropolitane esprimono una maggiore richiesta di affitti medi e lunghi proprio perché offrono più opportunità professionali. Spicca Milano, ma pure centri come Roma, Firenze e Bologna sono sotto pressione. Anche perché alle nuove generazioni del lavoro si affiancano professionisti affermati che operano per più mesi all’estero o decidono di abbinare occupazione e piacere, nonché gli studenti universitari fuori sede”.

“Come property manager – aggiunge Michele Diamantini, ceo Halldis – da diversi anni cerchiamo di mettere a fuoco questa domanda, capirne le necessità e integrarle con quelle tipiche degli short rental (da meno di 30 giorni al fine settimana): chi soggiorna per un periodo medio-lungo apprezza più le comodità degli immobili e delle amenities di chi lo fa per uno breve. Il residenziale in affitto in Italia è storicamente una prerogativa dei privati, tuttavia nuovi stili di vita, esigenze abitative e concentrazione nelle grandi città, attraggono sempre più investitori istituzionali. Per questo stiamo assistendo all’esigenza di creare un prodotto moderno che soddisfi le richieste degli utilizzatori e porti nuovi importanti volumi di investimenti. Il settore è in crescita e sta vivendo una fase di organizzazione e miglioramento. L’obbligo per le piattaforme online di operare da sostituti d’imposta, finalmente esecutivo anche per Airbnb (nel 2022 sono stati versati 3,3 miliardi di euro allo Stato con la cedolare secca) è un passaggio di questa migliore regolamentazione, così come la normativa Dac7 e il processo di unificazione dei codici regionali in un unico nazionale Cin”.

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