27 March 2026

Franchisee in difficoltà: le mosse di Choice, Wyndham e Hyatt

Megan Brumagim

Mentre in Italia c’è chi chiede alle istituzioni sostegno per il pagamento degli affitti degli hotel, dall’altra parte dell’oceano molte compagnie alberghiere hanno adottato da tempo soluzioni tampone, per alleggerire la pressione dei costi sui propri affiliati, in particolare i partner in franchising. Choice Hotels International, per esempio, ha rivelato a Hotel News Now la vice president brand management, design e compliance della compagnia, Megan Brumagim, ha lavorato su base individuale con i propri franchisee, per garantire loro supporto personalizzato e aiuto finanziario. Per alcuni operatori tutto ciò ha significato l’introduzione di una moratoria sulle fee con un programma di rientro ad hoc, nonché la sospensione dei costi per le attività di guest relation e reputation management. Choice ha inoltre deciso di annullare per l’intero 2020 tutte le ispezioni dedicate ai piani di miglioramento delle strutture (property-improvement-plan – Pip, ndr), così come di posticipare ogni intervento ad alta densità di capitali anche oltre il 2021.

Mosse simili in casa Wyndham, che a metà marzo ha annunciato il rinvio dei pagamenti delle fee dovute per il trimestre marzo – maggio fino al 1° settembre. Ridotti anche di una quota compresa tra il 50% e il 100% i costi legati alla fruizione dei property management system, nonché alle attività di revenue management e ai programmi fedeltà. Molte di queste iniziative sono state inoltre prorogate ulteriormente nel corso dell’anno. Allungati poi le scadenze dei programmi di miglioramento delle strutture (Pip) e sospesa qualsiasi iniziativa in termini di nuovo standard di catena, almeno fino al 2021.

Concessioni ai propri franchisee sono stati garantiti anche da Hyatt Hotels. “Tuttavia – ha precisato il senior vice president global operations, Frank Lavey – siamo anche consapevoli che, per permettere ai nostri ospiti e colleghi di tornare in hotel con serenità, non avremmo mai potuto soprassedere rispetto ad alcuni standard essenziali”. Il riferimento, in questo caso, è ovviamente ai numerosi e articolati protocolli di sicurezza introdotti in questi mesi praticamente da tutte le compagnie alberghiere al mondo.

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