26 April 2026

Fois, Anima sgr: il rallentamento dell’economia aiuterà gli investimenti

Gli investimenti alberghieri rallentano, mentre la ripresa del turismo post-Covid procede a ritmi superiori a qualsiasi aspettativa. Un apparente paradosso, che si spiega principalmente con il contemporaneo incremento dell’inflazione, che a sua volte sospinge verso l’alto i tassi d’interesse convincendo gli investitori ad assumere un atteggiamento attendista. L’inversione di tendenza, però, sarebbe già all’orizzonte. E potrebbe essere determinata da un altro apparente paradosso: il rallentamento economico globale previsto oggi da molti analisti (-0,4% e -0,3% le stime per il quarto trimestre negli Usa e nell’area euro secondo un’elaborazione Anima sgr su dati Haver Analytics, ndr). A spiegarlo, in occasione dell’Hospitality Forum organizzato a Milano da Scenari Immobiliari in collaborazione con Castello sgr, è stato Fabio Fois, head of investment research di Anima sgr, che lo scorso febbraio ha acquisito tra l’altro l’80% della stessa Castello sgr.

La grande sorpresa del 2022 è stata la crescita sostenuta dell’economia, soprattutto in Italia – ha spiegato Fois -. Un evento per molti imprevisto, senz’altro positivo, ma che ha chiaramente lasciato sole le banche centrali a lottare contro l’inflazione crescente. Sono così inevitabilmente saliti i tassi d’interesse”. Un moderato rallentamento economico, è stato il ragionamento dell’analista di Anima, potrebbe quindi essere in realtà una buona notizia per gli investimenti immobiliari, transazioni alberghiere incluse. Potrebbe infatti aiutare a evitare che l’inflazione scappi di mano, contribuendo a far tornare gli stessi tassi d’interessi a livelli accettabili, per operazioni che spesso necessitano di quote importanti di leva finanziaria.

La questione, ha proseguito Fois, è che la persistenza dei trend inflattivi sarebbe oggi principalmente dovuta a fattori cosiddetti empatici: “Sia negli Stati Uniti, sia in Europa, gli indici di crescita dei prezzi dei beni hanno già ritracciato sui livelli pre-Covid. Rimane invece una certa pressione sulle tariffe dei servizi. E questo nonostante la diminuzione dei costi energetici”. Un eventuale rallentamento dell’economia, ha concluso l’analista, contribuirebbe quindi a convincere chi ha alzato i prezzi per fronteggiare i rincari, ed è tuttora persuaso di vivere in un contesto di alta inflazione, ad abbassare almeno un po’ le proprie richieste. Si annullerebbe in questo modo proprio quel fattore empatico che ancora impedisce all’inflazione di diminuire ai ritmi sperati.

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