25 April 2024

Digiesi, Bwh: superati i livelli del 2019, ora si punta su resort e mete leisure

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Oltre 320 milioni di euro di fatturato, generati da più di 4,2 milioni di presenze per circa 2,9 milioni di room nights con il 45% di ospiti internazionali. Il tutto condito da ricavi medi per camera disponibile (revpar) del 14% superiori a quelli del 2019 e pari a 168 euro per il segmento upper upscale, 130 euro per quello upscale, 85 euro per il midscale e 62 euro per le destinazioni regionali. Sono i numeri 2022 del gruppo Bwh, le cui cifre migliorano ulteriormente nei primi due mesi del 2023, quando il revpar delle strutture della compagnia è risultato del 29% superiore a quello del 2019, grazie alla contemporanea crescita delle tariffe (+21%) e dei tassi di occupazione (+5%). Particolarmente bene stanno andando soprattutto gli alberghi di Firenze e del Centro Italia, di Napoli, di Roma e delle destinazioni mare, tutte località in cui il revpar ha superato di oltre il 40% i livelli di quattro anni fa.

Poggia dunque su dati incoraggianti il piano strategico 2023 del gruppo, presentato ieri dalla nuova chief executive officer, Sara Digiesi: un programma articolato su più capitoli, a cominciare da una serie di azioni volte a incrementare la componente internazionale della domanda, “mediamente dotata di budget più elevati e propensa a soggiorni più lunghi”, ma soprattutto a far crescere la presenza della compagnia nelle destinazioni leisure e resort della Penisola. Una piccola rivoluzione copernicana per un gruppo che storicamente si è prevalentemente concentrato sulle mete urbane, tanto che oggi, su 170 strutture italiane in portfolio, ben 129 sono situate in location cittadine primarie o secondarie. “L’idea è quella di fornire servizi su misura, differenti da quelli che garantiamo agli urban hotel – ha spiegato la stessa Sara Digiesi -. Per competere con i mercati che già da tempo hanno cambiato il loro approccio all’offerta leisure, come la Spagna e i paesi Adriatici, occorre infatti un riposizionamento generale del prodotto con un conseguenze aumento della qualità dei servizi”.

Tra le misure messe in campo dalla compagnia a riguardo, la possibilità di siglare development deal pensati per i gruppi di gestione, ossia per quelle compagini di medio-piccole dimensioni nate proprio per incrementare la competitività di un’offerta ancora piuttosto frammentata. “Si tratta spesso di realtà interessanti, a cui manca però l’aggancio internazionale che il nostro gruppo, con i suoi oltre 200 sales manager sparsi per il mondo, è invece in grado di garantire”, ha aggiunto Sara Digiesi. In tale contesto, un ruolo importante verrà giocato pure dalla consulenza in ambito design & positioning, mentre i brand su cui Bwh intende spingere con maggior forza sono i marchi lifestyle Aiden e WorldHotels Crafted: “Il primo più cool, fresco e accessibile, a vocazione millennials; il secondo più sofisticato, con un posizionamento di livello superiore”.

Ma la nuova strategia Bwh si occuperà anche di customer journey, con percorsi di qualità ad hoc che riguarderanno ogni momento della relazione con il cliente, pre, durante e post soggiorno. Un ruolo fondamentale sarà poi giocato dalla sostenibilità, con l’adozione tra le altre cose di un indice internazionale di misurazione delle emissioni nocive come l’Hcmi sviluppato dalla Sustainable Hospitality Alliance. “Non solo – ha raccontato Sara Digiesi -: agli alberghi del gruppo che si impegnano a ridurre il loro impatto ambientale offriamo pure una riduzione delle quote associative. Un’iniziativa a cui oggi hanno già aderito una settantina di strutture”.

Bwh sta inoltre lavorando alla trasformazione in società benefit, mentre sul tema della parità di genere e dell’accessibilità collabora da tempo, tra gli altri, con alcune delle principali organizzazioni Lgbtq+ e con chi si occupa di autismo. “Sempre su questi temi, stiamo inoltre progettando una resbonsible supply chain, che coinvolga tutti i nostri fornitori e che pensiamo di lanciare il prossimo autunno”. Infine, un occhio anche alle generazioni future e alle risorse umane: il programma Next Generation coinvolge al momento una ventina di partecipanti, soprattutto hotelier di seconda e terza generazione destinati un giorno a prendere le redini delle strutture di famiglia. La compagnia infine eroga circa 200 giornate di formazione all’anno, per la crescita e la valorizzazione del personale.

 

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