30 settembre 2013 10:36
Châteaux & Hôtels Collection punta al mercato italiano: con un piano di sviluppo che prevede l’affiliazione di altre 30 strutture entro il 2015 e l’apertura di una sede a Milano, il marchio alberghiero presieduto da Alain Ducasse rafforza la sua identità nella Penisola, già seconda come numero di affiliati dopo la Francia. «L’Italia è un mercato con tante potenzialità e molte strutture rappresentano perfettamente i valori privilegiati dal nostro brand e il suo spirito, ossia “le charme, le vrai” (il fascino, quello vero) che si manifesta con la personalità, la sincerità di ciascuna casa, lo stile di ospitalità e la generosità dei proprietari, la qualità dei servizi e dei prodotti offerti» ha affermato il direttore generale Xavier Alberti. L’ufficio milanese, che supporterà quotidianamente nelle vendite, nel marketing e nella comunicazione gli affiliati italiani, è stato affidato a Valentina Vassallo, che si occupa già da alcuni anni dello sviluppo del mercato, e a Giuseppe De Benedetto, in qualità di direttore commerciale. Ma nel mirino del marchio anche altre destinazioni: entro il 2016 l’obiettivo è di affiliare mille indirizzi, tra hotel e ristoranti, nelle maggiori capitali europee e nelle più importanti destinazioni turistiche. Una strategia di sviluppo che ha già visto, quest’anno, l’inserimento nella collezione di tre importanti destinazioni quali Mauritius, Maldive e Olanda.
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[post_content] => Un servizio di controllo di gestione gratuito per le agenzie attivabile su richiesta, nuove soluzioni assicurative e finanziarie, e un modello di network che si propone come vera e propria task force operativa al fianco degli agenti di viaggio. Sono le principali novità presentate oggi dal top management di Gattinoni Travel, dopo la chiusura della convention 2026 svoltasi al Mangia's Brucoli Sicily Autograph Collection con 350 partecipanti.
A inquadrare il momento è Mario Vercesi, amministratore delegato di Gattinoni Travel: «Stiamo attraversando una fase in cui ciò che un tempo era eccezionale sta diventando sempre più frequente. In questo scenario, il cliente non acquista solo un viaggio, ma una garanzia di assistenza e tutela. Per questo la sede assume un ruolo sempre più centrale come task force operativa al servizio delle agenzie: monitoriamo costantemente i contesti di rischio, supportiamo la gestione delle criticità e interveniamo nei rapporti con i partner per alleggerire l'operatività degli agenti. Il valore non è l'assenza di problemi, ma la capacità di gestirli con rapidità ed efficacia, mettendo le agenzie nelle condizioni di lavorare con maggiore sicurezza e solidità.»
Il contesto che fa da sfondo è quello di un mercato sempre più condizionato da instabilità geopolitiche, tensioni sui trasporti, cambi normativi e processi di disintermediazione. Ma è proprio in questo scenario che le agenzie ritrovano centralità: il cliente torna a cercare fiducia, assistenza e tutela, riconoscendo il valore della consulenza professionale. È su questo equilibrio che si fonda il concetto di "Human Connection" , il filo conduttore della Convention , dove tecnologia e relazione umana non si escludono ma si rafforzano a vicenda.
Lo ribadisce Antonella Ferrari, network director di Gattinoni Travel, che in un momento forse critico per il turismo vede una grande opportunità: «Dobbiamo ribaltare la narrativa: l'instabilità non è un motivo per fermarsi, ma il motivo per cui il cliente deve affidarsi alle agenzie. La tecnologia deve sporcarsi le mani con la burocrazia per lasciarci liberi di fare quello che nessuna macchina farà mai: comprendere le emozioni.»
Novità 2026
Sul piano operativo, tra le novità 2026 c' è il lancio di un servizio di controllo di gestione completamente gratuito e attivabile su richiesta. Il servizio analizza due indicatori chiave: il primo margine per tipologia di vendita e il margine operativo lordo. Offre inoltre alle agenzie un parere riservato e non vincolante su eventuali azioni correttive, con lo scopo di aumentare la consapevolezza economica e migliorare la redditività. Il network sta lavorando inoltre con assicurazioni e istituti finanziari su soluzioni per la sicurezza digitale e la prevenzione delle frodi, nuovi modelli di pagamento, coperture assicurative più flessibili e un rafforzamento dei servizi di biglietteria e ticketing.
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(Alessandra Favaro)
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[post_content] => Dopo otto edizioni di successo, 48mila presenze e un’area espositiva che nell’ultimo anno ha raggiunto i 6.800 mq con 42 espositori, il Trentino Experience Festival torna dal 22 al 24 maggio 2026 e sceglie piazza Cal di Ponte a Mori (TN) come nuova sede strategica. Una scelta che coincide con l'ingresso del comune nell'Apt Garda Dolomiti, suggellando la sinergia tra Vallagarina e Lago di Garda che valorizza l'intero ecosistema dell'outdoor.
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Lago di Garda, Monte Baldo, Val di Gresta, Monte Stivo, Vallagarina, Lago di Cei, Valli del Leno: in questo incredibile contesto naturale, il Festival propone un programma pensato per ogni livello di preparazione e ogni età, senza escludere nessuno (grazie a percorsi accessibili e special bike per persone con disabilità), includendo attività quali ferrate in notturna, Nordic walking, trekking, forest bathing, yoga, MTB e cicloturismo.
Tra le novità del 2026, una mappa interattiva consultabile tutto l'anno con tutte le location geolocalizzate.
Dall’anno scorso l'appuntamento propone un approccio al benessere outdoor multidimensionale, certificato dal marchio Five Dimensions Wellness® di Paola Rizzitelli, esperta di marketing e branding per la wellness economy. Un approccio che valorizza i benefici di ogni attività nelle cinque dimensioni dell'essere umano - Fisica, Mentale, Spirituale, Relazionale e Ambientale - attraverso lo strumento del Passaporto del Benessere.
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Nel parco di Mori, le famiglie trovano nell’area kids uno spazio verde pensato appositamente per loro con 24 attività (3.300 bambini coinvolti nella scorsa edizione).
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[post_content] => Palazzo Moresco, il boutique resort Liberty situato a Santa Marinella, apre la stagione estiva nella località della costa laziale caratterizzata da belle spiagge, a soli 50 minuti da Roma e a 10 minuti dal porto i Civitavecchia. La struttura si presenta al trade per sviluppare ulteriormente il segmento incoming.
La struttura
Palazzo Moresco spicca nel panorama dell'ospitalità laziale: 20 posti letto, in un boutique resort vista mare realizzato in un edificio storico dei primi del Novecento dal gruppo turistico Sonders &Beach. «Vogliamo ampliare la distribuzione con il trade e le agenzie di viaggio - ha spiegato Andrea Cosimi, general manager della struttura - per proporre un soggiorno sul mare vicino Roma e per posizionarsi anche come location per eventi e incentive meeting. Al momento accogliamo prevalentemente la clientela proveniente da Usa, Nord Europa e Spagna, che sceglie il resort per il pre o post cruise prima dell'imbarco a Civitavecchia. Il mercato italiano è maggiormente attratto dagli eventi, ma intendiamo puntare di più a promuovere l'ospitalità della struttura anche per la clientela nazionale. Per questo stiamo organizzando delle site inspection dedicate. Possiamo offrire l'accesso alla spiaggia assicurato in uno stabilimento dedicato, esperienze wellness e relax, area bistrot & cocktail bar. Ci rivolgiamo a famiglie e gruppi di amici e come parte del gruppo Sonders& Beach, l'inclusione è il fulcro dell'attività di Palazzo Moresco, che si pone come realtà Lgbtq+ Welcoming».
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Gli ultimi investimenti riguardano l'area garden e wellness; il calendario è inoltre ricco di eventi culturali, musica dal vivo e brunch domenicali con una capacità fino a 80 persone.Per i gruppi, vengono organizzati barbecue e cooking class dedicate alla pizza utilizzando il forno a legna originale.
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(Manuela Ippolito)
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Una «notizia positiva in uno scenario complicato». Parte da qui l'analisi della situazione attuale messa a punto dal ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, che ha recentemente annunciato l'acquisizione dello storico marchio Cts Viaggi. «Un'operazione dettata più dal cuore che dal business - ha spiegato il manager a Milano -, voluta per mettere il marchio in sicurezza». Il futuro del brand Cts è ancora da scrivere, ma potrebbe portare alla creazione di una linea di prodotto ad hoc, che vada a intercettare quella fascia di viaggiatori che ha vissuto "l'effetto Cts" nel periodo del suo massimo splendore, a cavallo degli anni Ottanta.
L'analisi di Curzi
Cts Viaggi a parte, Idee per Viaggiare si trova come tutti i player del turismo organizzato a fare i conti con gli effetti di una crisi internazionale che si fatica a contenere. «Nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto abbiamo istituito una task force per rimpatriare e fornire assistenza ai nostri clienti in giro per il mondo. Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».
Inoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».
Al momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».
Tutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro
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[post_content] => E' arrivata dalla Commissione europea l'autorizzazione all'utilizzo del carburante Usa, per affrontare la potenziale, futura carenza di jet fuel. Il bollettino diffuso dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea apre quindi al “Jet A”, normalmente impiegato negli Stati Uniti e in Canada: gli aeroporti e le compagnie europee operano storicamente con il “Jet A-1”, ma la scarsità del prodotto sta spingendo Bruxelles e le autorità del settore a valutare soluzioni alternative per evitare ulteriori problemi al trasporto aereo.
C'è però da considerare gli avvertimenti dell'Easa, secondo la quale il documento non rappresenta un’autorizzazione generalizzata né un invito ad abbandonare il carburante tradizionale. Si tratta piuttosto di una misura temporanea e operativa, destinata a gestire l’emergenza almeno fino alla prossima stagione invernale, salvo eventuali modifiche in base all’evoluzione delle forniture.
Le deroghe di Bruxelles
Parallelamente anche la Commissione europea è intervenuta con alcune indicazioni rivolte al comparto dei trasporti. Bruxelles ha infatti previsto deroghe temporanee alle regole del programma ReFuelEu Aviation, in particolare all’obbligo di imbarcare almeno il 90% del carburante previsto negli aeroporti di partenza. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli scali che stanno registrando carenze di cherosene e consentire alle compagnie di gestire con maggiore flessibilità le rotte considerate più critiche.
Secondo l’Easa il problema non riguarda tanto l’utilizzo del Jet A in sé, quanto il rischio di confusione in un sistema europeo costruito da anni attorno al Jet A-1. Se equipaggi, tecnici o operatori aeroportuali dovessero pianificare un volo pensando di avere a bordo un carburante con determinate caratteristiche, mentre nei serbatoi fosse presente un prodotto diverso, potrebbero emergere problemi operativi e di sicurezza.
L’Agenzia parla apertamente di possibili criticità legate all’aeronavigabilità, alla comunicazione tra operatori e ai cosiddetti “fattori umani”, cioè errori derivanti da procedure non aggiornate o da informazioni incomplete.
Le compagnie aeree preparano ogni volo utilizzando dati estremamente precisi relativi alla densità del carburante, all’autonomia prevista, ai pesi e alle temperature operative. Anche piccole variazioni nelle caratteristiche del combustibile possono modificare i calcoli del raggio d’azione dell’aereo o delle prestazioni del motore. Per questo motivo l’introduzione del Jet A richiede aggiornamenti nei software di pianificazione, nelle checklist operative e nelle comunicazioni tra aeroporti, equipaggi e società di rifornimento. Il rischio evidenziato dall’Easa è quello di un disallineamento tra il carburante realmente presente nei serbatoi e quello che i sistemi di bordo credono di avere.
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Mary Fowley Daly, ha aperto per il Donegal, definita da National Geographic «il posto più cool del pianeta»: 1.137 chilometri di costa, le scogliere di Slieve League tra le più alte d’Europa accessibili al pubblico, 21 campi da golf e un aeroporto regionale votato come la pista di atterraggio più scenografica al mondo. Con lei, gli operatori del Fanad Lighthouse, Irish Stay Collection e Crolly Distillery.
Loretta Raftery ha presentato Galway come una combinazione di paesaggi drammatici e autenticità culturale: il Connemara sul versante della Wild Atlantic Way, i borghi storici dell’East Galway per uno slow tourism più riflessivo. La delegazione includeva i gestori della Ahascragh Distillery e del suggestivo Roscommon Castle.
Il Leitrim, presentato da Sinéad McDermott, punta sulla tranquillità: cascate, il fiume Shannon, la Shannon Greenway. Solo due ore da Dublino, ancora meno da Knock. Partner presenti: Landmark Hotel, Organic Centre, Shed Distillery e Drumhierney Woodland Hideaway — un nome che già da solo dice molto del tono dell’offerta.
Lara Gallagher ha descritto il Mayo, la contea che ospita lo stesso aeroporto di Knock, come «il cuore pulsante della Wild Atlantic Way», con oltre 1.000 chilometri di costa. L’offerta spazia dalle attività adrenalinici come il surf e il ciclismo sulla Great Western Greenway all’osservazione dell’aurora boreale nel Mayo Dark Sky National Park. In lista anche i Céide Fields, tra i più antichi sistemi agricoli al mondo, e il Knock Shrine. Operatori presenti da Achill Island, Destination Westport e Portacloy.
Lisa Joy ha portato il Roscommon, «il cuore dell’Irlanda»: a quindici minuti dall’aeroporto di Knock, vanta castelli del XIII secolo, il National Famine Museum e Rathcroghan, sito con 200 siti archeologici in lista per il riconoscimento Unesco.
Aidan McCormack ha chiuso per Sligo, con una costa altrettanto spettacolare: surf, con l’Atlantic Surf School, esperienze legate al wellbeing e il festival gastronomico Taste of Sligo. «I vostri clienti lasceranno questa parte d’Irlanda sentendosi rinnovati», ha concluso McCormack. Una promessa che, ascoltando l’insieme delle sei delegazioni, suona molto più come una certezza che come uno slogan.
(Micòl Rossi)
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[post_content] => Il 7 e 8 luglio Monaci delle Terre Nere ospita la seconda Italy Edition 2026 di Travel Hashtag. La Sicilia orientale si prepara così ad accogliere una nuova tappa del think tank itinerante che mette in connessione territori, istituzioni e professionisti della travel industry per leggere i cambiamenti che stanno ridisegnando il turismo contemporaneo.
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Ridefinire il turismo di fascia alta
L’appuntamento siciliano sarà l’occasione per approfondire le tendenze che stanno ridefinendo il turismo di fascia alta: dall’evoluzione della domanda internazionale alle strategie di posizionamento delle destinazioni, fino al ruolo dell’ospitalità sostenibile come leva distintiva dell’offerta italiana. Al centro del dibattito anche il rapporto tra identità locali, autenticità e valore percepito, in un contesto in cui il viaggiatore premium ricerca esperienze sempre più personalizzate e radicate nel territorio.
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«L’incontro alle pendici dell’Etna ci consentirà di riflettere sulle dinamiche che stanno ridefinendo il turismo di fascia alta, con particolare attenzione ai mercati esteri a maggiore capacità di spesa e alle nuove aspettative dei viaggiatori globali – commenta Nicola Romanelli, ideatore e strategist di Travel Hashtag Advisory -. La sfida resta quella di individuare, edizione dopo edizione, le priorità che il settore dovrà affrontare per consolidare la propria attrattività: dalla qualità dell’offerta alla formazione delle competenze, fino all’innovazione e alla costruzione di partnership internazionali».
(Enzo Scudieri)
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[post_content] => Nuova fase di crescita per Mangia's, che lancia Icona’s Collection, il nuovo brand luxury del gruppo. Un’evoluzione che si inserisce in un percorso che ha già posizionato Mangia’s come riferimento nel segmento dell’hospitality 5 stelle e 5 stelle luxury in Italia per numero di chiavi.
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Il nuovo brand nasce come una collezione costruita secondo un principio curatoriale: ogni proprietà viene selezionata, con lo stesso approccio con cui un curatore seleziona opere d’arte diverse tra loro, per unicità, valorizzandone l’identità e inserendola in una visione coerente. Non un modello replicabile, ma un insieme di realtà diverse tra loro, accomunate da un’idea di ospitalità radicata nel contesto. Ogni hotel della collezione è un pezzo unico, scelto per la sua capacità di esprimere una sfumatura specifica di un’italianità inedita.
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[post_content] => Canada Experience rilancia con una selezione di proposte fly & drive nel Canada dell’Est pensata per una clientela alla ricerca di esperienze fuori dagli itinerari più battuti. È possibile esplorare il Paese in libertà attraversando parchi nazionali e città iconiche scegliendo tra una selezione di itinerari già costruiti, oppure richiedere una proposta personalizzata.
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I tour
Tra le numerose proposte di fly & drive spiccano tre itinerari che coprono regioni mozzafiato nel Canada dell’Est.
"Basso & aAlto Canada" in 12 giorni invita a conoscere l'anima più autentica del Canada orientale con l'Ontario e il Québec. Si parte da Toronto per poi visitare le cascate del Niagara. Si raggiunge Ottawa, Montréal e poi Québec City. L'itinerario raggiunge Tadoussac e Saguenay: è possibile assistere all'avvistamento di balene nel loro habitat naturale. Si prosegue verso il Lac St-Jean e il parco nazionale della Mauricie e si termina a Montréal. L'itinerario è reversibile (Montréal/Toronto) e può essere arricchito con esperienze opzionali.
"Il meglio dell'Est"dura 13 giorni e attraversa alcune delle mete del Canada orientale, da Montréal fino alle cascate del Niagara e Toronto. Il viaggio si apre a Montréal, città cosmopolita e francofona, per poi addentrarsi nella natura selvaggia del parco nazionale della Maurice, dove i viaggiatori possono esplorare laghi e foreste in canoa, kayak o pedalò. La rotta prosegue verso Charlevoix, Québec City, per raggiungere la capitale Ottawa, poi Kingston e infine le cascate del Niagara. Ultima tappa Toronto.
Infine, "Baia di Fundy & Cabot Trail" di 14 giorni parte alla scoperta del Canada Atlantico, per i viaggiatori che cercano natura incontaminata e paesaggi fuori dall'ordinario. Il fly & drive ha inizio ad Halifax, capitale della Nova Scotia, e prosegue a Peggy's Cove e a Mahone Bay. L'itinerario prosegue verso Lunenburg, per poi addentrarsi nel parco nazionale di Kejimkujik. Si prosegue verso la baia di Fundy, dove si trovano le maree più alte del pianeta. Sarà possibile visitare l’isola del Principe Edoardo Il, con tappa a Charlottetown. L’itinerario si conclude attraversando Cabot Trail. Il rientro avviene attraverso West Bay e Guysborough. È possibile estendere il viaggio con un soggiorno a Montréal.
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È possibile esplorare il Paese in libertà attraversando parchi nazionali e città iconiche scegliendo tra una selezione di itinerari già costruiti, oppure richiedere una proposta personalizzata.\r\nI tour includono il noleggio auto e i pernottamenti prenotati in anticipo permettendo di guidare in autonomia lungo rotte panoramiche.\r\n\r\nI tour\r\nTra le numerose proposte di fly & drive spiccano tre itinerari che coprono regioni mozzafiato nel Canada dell’Est.\r\n\"Basso & aAlto Canada\" in 12 giorni invita a conoscere l'anima più autentica del Canada orientale con l'Ontario e il Québec. Si parte da Toronto per poi visitare le cascate del Niagara. Si raggiunge Ottawa, Montréal e poi Québec City. L'itinerario raggiunge Tadoussac e Saguenay: è possibile assistere all'avvistamento di balene nel loro habitat naturale. Si prosegue verso il Lac St-Jean e il parco nazionale della Mauricie e si termina a Montréal. 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