27 June 2026

Cbre: Roma e Milano trainano le performance del real estate alberghiero italiano

Francesco Calia

Rimane forte l’interesse da parte degli investitori verso il comparto del real estate alberghiero italiano, grazie anche al progressivo recupero delle performance delle strutture rispetto ai risultati pre-pandemia. Nel primo semestre di quest’anno, i volumi di investimento nel settore dell’ospitalità italiana si sono infatti attestati sui 730 milioni di euro, superando i livelli dello stesso periodo del 2021, anno che poi ha chiuso con un totale transato pari a 2,1 miliardi di euro, miglior risultato di sempre dopo il record del 2019, quando è stata oltrepassata la soglia dei 3 miliardi. Negli ultimi 12 mesi, inoltre, l’incidenza degli investimenti del settore hotel sul totale dei volumi d’investimento del commercial real estate italiano (la categoria degli immobili a reddito con l’esclusione del residenziale, ndr) è stata del 16%, contro quella del 5% registrata a livello europeo. A conferma di come questo settore sia uno dei più sviluppati in Europa. Roma e Milano continuano quindi a dominare la scena.

Lusso ed extra-lusso gli obiettivi nella Capitale; upper-upscale il focus nella città lombarda

E’ la fotografia del mercato degli hotel in Italia presentata da Cbre, in occasione dell’evento Wanderlust 2022 – The Cbre Hotels Event svoltosi recentemente a Milano. Nel dettaglio, nell’ambito delle operazioni di tipo value-add, gli investitori mostrano particolare interesse verso il mercato romano, puntando al riposizionamento di strutture esistenti e alla conversione di immobili a uso ufficio nel centro storico della città, soprattutto nel segmento lusso ed extra-lusso. A Milano invece i flussi si sono diretti verso il segmento upper-upscale con operazioni di rebranding di hotel esistenti o acquisto di alberghi a reddito da parte di investitori core. Dal 2019 fino alla fine del primo semestre 2022, l’incidenza delle operazioni value-add nel mercato romano ha raggiunto quota 62%, mentre nel mercato milanese si è attestata al 47%.

Tariffe medie in crescita a doppia cifra percentuale 

A livello di performance, nei primi sette mesi del 2022 a Roma e Milano l’adr (average daily rate) è cresciuto a Roma e Milano rispettivamente del 21% e del 14%, conseguendo i migliori risultati tra le capitali europee, con Roma seconda solo a Parigi in termini di ritmo di crescita. I tassi di occupazione degli alberghi si collocano però ancora sotto i livelli del 2019, rispettivamente del -14% a Roma e dek -22% a Milano, ma in linea con quelli del mercato europeo. Il revpar (ricavo medio per camera disponibile), di conseguenza, a Roma è già al di sopra dei livelli raggiunti nel 2019 (+4%) mentre rimane ancora di poco in area negativa a Milano (-11%).

Oltre alle grandi città bene anche il segmento resort

“In sintesi possiamo dire che, dalla ripresa Covid e per i prossimi anni, il segmento dei resort e le città di Roma e Milano hanno trainato e traineranno il mercato degli investimenti alberghieri in Italia, assorbendo a oggi complessivamente circa il 70% dei capitali investiti in hotel nel Paese – commenta l’head of hotels di Cbre, Francesco Calia -. Le performance del mercato delle due città sono robuste, in rapidissima crescita e con valori/profitti superiori alle aspettative. E questo dovrebbe progressivamente tranquillizzare gli investitori sui loro ritorni, compensando in parte l’aumento del costo del capitale a prestito.”

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In questo quadro, il Mare Italia si conferma il vero motore dell'estate, con i prodotti a marchio Nicolaus Club e Valtur che continuano a essere fortemente apprezzati dal trade grazie a un rapporto qualità-prezzo decisamente interessante. Nelle ultime settimane, inoltre, stiamo rilevando una felice ripresa di interesse anche per la destinazione Egitto». Isabella Candeloori, direttore commerciale trade del gruppo Nicolaus-Valtur, racconta a Travel Quotidiano l’andamento di una stagione estiva complessa ma nel complesso soddisfacente.\r\nPrezzi in crescita del 5%\r\nInnanzitutto, la dinamica dei prezzi. «Per l'estate 2026 registriamo un incremento medio delle tariffe pari al 5%. 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