6 October 2026

Al ricettivo 1,4 mld: prendono forma le agevolazioni promesse con il Pnrr

Cominciano finalmente a prendere forma concreta gli aiuti promessi alle imprese del turismo, e in particolare della ricettività, secondo le indicazioni contenute nel Piano nazionale di riprese e resilienza (Pnrr). Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), Dario Scannapieco, e il direttore generale dell’Associazione bancaria italiana (Abi), Giovanni Sabatini, hanno infatti appena firmato una convenzione che disciplina la concessione dei finanziamenti agevolati a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (Fri), in linea appunto con le finalità del Pnrr. Obiettivo dichiarato dell’operazione è quello di incentivare la riqualificazione e valorizzazione delle imprese turistiche finanziando i programmi di investimento in transizione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione digitale per rendere il settore più attrattivo e competitivo sia in Italia sia all’estero.

Con la firma della convenzione, e il successivo coinvolgimento operativo del settore bancario, sarà quindi possibile dare avvio all’iter di presentazione delle domande di accesso alla misura da parte delle imprese, a partire dalla data che sarà definita con successivo provvedimento del ministero del Turismo.

Le agevolazioni sono previste nella forma del contributo in conto capitale, concesso alle imprese beneficiarie utilizzando 180 milioni di risorse del Pnrr. A queste si aggiungono i finanziamenti agevolati, concessi da Cdp a valere sul Fri, per un importo complessivo fino a 600 milioni, in affiancamento a prestiti di pari importo e durata (fino a 15 anni) erogati dal settore bancario a condizioni di mercato. Per un totale di quasi 1,4 miliardi. Gli incentivi potranno essere riconosciuti alle imprese alberghiere, alle strutture ricettive all’aria aperta e che svolgono attività agrituristica, alle imprese del comparto ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici e i parchi tematici.

I programmi di investimento dovranno avere un ammontare di spese ammissibili compreso tra 500 mila e 10 milioni, coerenti con il principio comunitario Dnsh (Do no significant harm) di non arrecare alcun danno significativo all’ambiente.

 

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