27 March 2026

Carlos Garrido, Ávoris: «Spagna e Italia punti di riferimento del turismo mondiale»

Carlos Garrido de la Cierva

«I viaggi e il turismo sono molto più di una semplice attività economica. Si tratta di un flusso di idee, culture e persone che risale all’inizio dell’umanità e che, attualmente, è diventato uno dei settori più determinanti per la prosperità globale». In occasione della Giornata mondiale del turismo in programma per oggi, il direttore generale delle relazioni istituzionali, della comunicazione e del marketing aziendale di Ávoris, Carlos Garrido de la Cierva, analizza lo scenario attuale e i possibili sviluppi futuri.

«La Spagna e l’Italia, in quanto paesi aperti e diversificati, sanno bene che il turismo è anche identità e futuro – commenta il manager -. In ogni città, in ogni spiaggia, in ogni monumento, si riflette la capacità di questo settore di mettere in contatto chi ci visita con la nostra storia e con il modo in cui desideriamo presentarci al mondo. Il turismo contribuisce in modo significativo all’economia di entrambi i Paesi. In Spagna rappresenta circa il 12% del Pil, in Italia circa il 13%. Dietro queste cifre ci sono milioni di famiglie che trovano stabilità e prospettive per il futuro. Inoltre, il settore promuove catene di valore nei trasporti, nell’ospitalità, nel commercio e nella cultura che conferiscono coesione territoriale e dinamismo alle diverse regioni sia spagnole che italiane. Il suo contributo non si limita all’aspetto economico. Una delle maggiori forze di comprensione tra i popoli è il turismo. Ogni viaggiatore che attraversa un confine diventa un ponte tra lingue, tradizioni e stili di vita. Come destinazioni di riferimento – la Spagna ha accolto oltre 94 milioni di turisti internazionali nel 2024 e l’Italia ha superato i 75 milioni – entrambi i Paesi confermano la loro condizione di terre in cui convivono patrimoni millenari, creatività e ospitalità. Questa apertura ha forgiato solide reputazioni: quella della Spagna come Stato democratico di riferimento in termini di modernità e convivenza; quella dell’Italia come culla di cultura, arte e gastronomia riconosciute a livello mondiale».

Le sfide

«Viaggiare trasforma: risveglia la curiosità, amplia gli orizzonti e fornisce insegnamenti vitali. L’industria che lo rende possibile, quindi, non solo stimola le economie, ma orienta anche uno sviluppo umano su scala più ampia. Ogni esperienza condivisa tra ospite e visitatore contribuisce a costruire una società più aperta e tollerante. Tuttavia, nel riconoscere questi benefici non si possono ignorare i problemi. Il primo è la sostenibilità ambientale. Lo sfruttamento eccessivo delle destinazioni turistiche, l’uso smodato delle risorse naturali o le emissioni dei trasporti ci impongono di ripensare il nostro modo di agire e di evolvere verso modelli responsabili. Sia la Spagna che l’Italia hanno iniziato ad adottare decisioni strategiche, promuovendo piani di sostenibilità turistica e investimenti nell’innovazione legati all’economia

circolare».

La seconda sfida è di natura culturale. «Se il turismo rappresenta un’opportunità eccezionale per far conoscere le nostre radici, può anche portare a una perdita di autenticità se diventa un consumo passeggero. La pressione esercitata sui centri storici di città come Barcellona, Siviglia, Roma o Venezia riflette la necessità di trovare un equilibrio tra conservazione culturale e sviluppo turistico. La Spagna e l’Italia, con i loro percorsi paralleli nel turismo internazionale, condividono oggi la stessa sfida: mantenere la loro leadership mondiale garantendo la sostenibilità delle loro destinazioni e preservando l’essenza delle loro culture. Il turismo continuerà ad essere un motore di ricchezza e un ponte di comprensione, a condizione che sappiamo gestirlo con intelligenza, innovazione e rispetto».

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La città altoatesina, porta delle Dolomiti, anticipa la stagione con un calendario mirato a sostenere i flussi anche nei periodi di spalla, valorizzando esperienze legate al territorio, dalla natura al vino.\r\n\r\nTra gli appuntamenti di punta, la Mostra Vini di Bolzano dal 26 al 29 marzo, la più antica manifestazione enologica dell’Alto Adige, che quest’anno è giunta alla 99ª edizione. E, dal 30 aprile al 1° maggio la 136ª edizione della storica Festa dei Fiori in piazza Walther. Un palinsesto che si inserisce in una strategia più ampia di destagionalizzazione e di rafforzamento dell’identità della destinazione, tra percorsi nei meleti in fiore, mobilità slow e iniziative diffuse sul territorio.\r\n\r\nSu andamento dei flussi, mercati esteri e prospettive per la stagione primavera-estate interviene Roberta Agosti, direttrice dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano.\r\nQual è il bilancio turistico in questo avvio di 2026, e quali trend state osservando rispetto a presenze e tipologia di visitatori?\r\n[caption id=\"attachment_510243\" align=\"alignleft\" width=\"338\"] Roberta Agosti, direttrice dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano[/caption]\r\n\r\nIl 2026 è partito con un lieve incremento riconducibile ad una ricaduta delle Olimpiadi invernali. Un pubblico internazionale che normalmente in questo periodo a Bolzano non si trova. In generale siamo molto soddisfatti dell’ampliamento dai mercati tradizionali a nuovi ospiti che apprezzano moltissimo la città.\r\nSul fronte dei mercati esteri, quali sono oggi i più dinamici e quali strategie state adottando per rafforzare la presenza internazionale?\r\nFra i più dinamici registriamo sicuramente il mercato statunitense e quello sudamericano. Bolzano è una piccola città delle alpi, già definita dalla Frankfurter Allgemeine \"la più cool dell’arco alpino\": lingue diverse, culture quotidiane che si affiancano e maturano nella loro identità, la vitalità del commercio, i musei, i castelli, le vigne sono testimoni di una città da vivere a 360 gradi e in ogni periodo dell'anno.\r\nGuardando alla stagione primavera-estate 2026, su quali novità e prodotti turistici punta la città per attrarre nuovi flussi e favorire la destagionalizzazione?\r\nCi siamo orientati già da diversi anni su un calendario di eventi all'inizio della primavera per destagionalizzare e, per il momento, i numeri ci danno ragione. Eventi profilati sulle caratteristiche della città come la tradizionale Weinkost oppure concerti sulle piazze e il mercato dei Fiori ci aiutano a proporre Bolzano anche nei mesi che, tradizionalmente, non registrano una grande occupazione. Allo stesso modo la destagionalizzazione è uno dei criteri fondamentali per la sponsorizzazione di eventi sportivi.\r\nIn un contesto sempre più competitivo tra destinazioni alpine e città d'arte, quale posizionamento vuole rafforzare Bolzano e su quali esperienze state investendo?\r\nBolzano è una piccola città con una straordinaria combinazione di prodotti alla porta delle Dolomiti, punto centrale ideale per partire e conoscere l’Alto Adige. Questo è il fulcro del nostro messaggio, una realtà nella quale possiamo essere competitivi.\r\nQuanto conta oggi il lavoro di rete con operatori, albergatori e istituzioni per la competitività della destinazione?\r\nSolo insieme si diventa competitivi nella comunicazione e nella creazione del prodotto, quindi lavorare in rete oggi conta ancora più che in passato. 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