5 February 2026

I Grandi Viaggi: il caro voli non frena Cina e Giappone

Alice Tartara

Il tema prezzi continua ad agitare le notti dei t.o. Non è un mistero che le tariffe elevate praticate dai vettori aerei abbiano condizionato la domanda di viaggi anche durante l’estate 2025. A confermarlo è Alice Tartara, responsabile area trading & tech, nonché pm Oriente de I Grandi Viaggi, che spiega come «il mercato non ha subito sostanziali cambi di destinazione pilotati dalla limitazione di rotte aeree, mentre è stato condizionato dal rincaro del prezzi dei volo. Mete come Thailandia, Indonesia, Australia non hanno registrato l’attesa richiesta proprio per un rincaro fuori dalla norma delle tariffe dei voli intercontinentali e domestici».

In generale, a dare soddisfazione è stata comunque l’area dell’Estremo Oriente: «Cina e Giappone in prima battuta, con la prima che recupera fortemente con richieste da parte di un pubblico di viaggiatori sempre più esperti. Il Sud-est asiatico registra una buona crescita su Vietnam e Cambogia, anche grazie al nuovo collegamento diretto fra Milano e Hanoi».
Qualche difficoltà invece sul fronte occidentale: «Cala la domanda di Stati Uniti, che comunque sembra reggere ii numeri dell’anno precedente. La crescita è frenata sostanzialmente da motivi politici e dai forti rincari dei prezzi in loco, specialmente per quanto riguarda la ristorazione e le voci accessorie».
Poche sorprese invece sul medio raggio, «con la buona performance registrata da Egitto e Turchia. Anche le richieste sotto data non erano spinte dalla ricerca di un prezzo più basso, ma della qualità del prodotto».

Il turismo “purpose driven”

Sul fronte dell’evoluzione della domanda Tartara ricorda come «il turismo “purpose-driven” sarà sempre più la norma: non conta solo la meta, ma il “perché si viaggia”. I turisti richiederanno esperienze che rispecchino valori come sostenibilità, inclusività, coinvolgimento autentico delle comunità. Puntiamo moltissimo su destinazioni come Corea (dove avremo tour esclusivi con accompagnatore dall’Italia), Vietnam e rotte meno turistiche in Usa, con l’ingresso di nuovi tour in Alaska. I viaggiatori di lungo raggio prediligeranno soggiorni prolungati in una singola destinazione, per vivere relazioni autentiche con le comunità locali e favorire esperienze profonde e non frettolose. Ne è un chiaro esempio la Cina: i clienti richiedono soggiorni più lunghi e stanziali, ricchi di significato esperienziale. Buona la richiesta in anticipo su Sudafrica e Namibia, che iniziano a muovere le vendite della stagione invernale 2026».

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