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10 ottobre 2011 13:46
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ESPERTO BANCONISTA CERCA LAVORO PRESSO AGENZIE DI VIAGGIO O TOUR OPERATOR.
VENDITA PACCHETTI, TUTTE LE BIGLIETTERIE AEREA, FERROVIARIA , MARITTIMA, CONOSCENZA DEL BSP, CONTABILITA’ FS SIPAX PLUS, LINGUE PARLate INGLESE, FRANCESE, TEDESCO.
GALILEO-AMADEUS-SABRE.
CONOSCENZA DEL SISTEMA CONTABILE ASS 400.
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[post_content] => Julie Coker è la nuova presidente e ceo di Visit California, ufficialmente in carica dal prossimo 1° ottobre: sarà la seconda persona a ricoprire questo ruolo dalla fondazione dell'ente, raccogliendo il testimone di Caroline Beteta, che all'inizio dell'anno aveva annunciato il proprio pensionamento.
Nel suo incarico, Coker guiderà Visit California, l’organizzazione no profit sostenuta dall'industria turistica che promuove la California come destinazione d'eccellenza a livello internazionale e ricoprirà anche il ruolo di strategic advisor per il Governor's Office of Business & Economic Development (GO-Biz).
Con oltre trent'anni di esperienza nei settori dell'hospitality e del destination marketing, Coker arriva da Nyc Tourism + Conventions, dove ha ricoperto il ruolo di presidente e ceo.
"Guidare Visit California rappresenta per me un grande onore - ha dichiarato Coker -. La California è una delle destinazioni più iconiche al mondo e assumo questo incarico con entusiasmo, rispetto e grande senso di responsabilità. Caroline Beteta e l'industria turistica californiana hanno costruito in oltre trent'anni un patrimonio straordinario. Con i grandi eventi internazionali che nei prossimi tre anni porteranno i riflettori sul Golden State, il futuro si presenta ricco di opportunità. Non vedo l'ora di lavorare insieme al team, al consiglio di amministrazione e ai partner di Visit California per coglierle appieno."
Nel 2025 la spesa dei viaggiatori in California ha superato i 145 miliardi di euro e, lo scorso anno, il referendum per il rinnovo del programma di marketing turistico statale ha ottenuto il 98,3% dei consensi, il risultato più alto mai registrato.
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Soges Group, che opera con il marchio Place of Charme e in white label con brand internazionali, comunica i dati relativi al primo semestre dell’esercizio 2026, che indicano 14,5 milioni di ricavi, in crescita del 22,9% rispetto agli 11,8 milioni registrati nel primo semestre 2025.
Il risultato beneficia dell’espansione del portafoglio delle strutture gestite, con l'ingresso di hotel Malaspina e Meliá Venezia Lido non presenti nel portafoglio nel corrispondente periodo dell'esercizio precedente, e del contributo positivo delle strutture del Chianti. Prosegue inoltre il miglioramento delle performance di Collezione Alfieri, che evidenzia i primi effetti strutturali della gestione da parte della società.
Strategia di crescita
Andrea Galardi, ceo di Soges Group, ha commentato: «I risultati del primo semestre, pur risentendo ancora della stagionalità che caratterizza la prima parte del periodo dell’anno, confermano la validità della strategia di crescita intrapresa e la capacità di Soges Group di coniugare l'ampliamento del portafoglio con il progressivo miglioramento delle performance operative delle strutture in gestione. Il contributo delle nuove acquisizioni si affianca all'evoluzione positiva degli asset già presenti nel portafoglio, a conferma dell'efficacia del nostro modello di gestione e valorizzazione. L'andamento registrato nel periodo riflette inoltre la capacità delle nostre strutture di intercettare una domanda solida e di qualità, rafforzando la fiducia nelle prospettive di crescita della società per il prosieguo dell'esercizio».
Nel corso del primo semestre del 2026, il portafoglio delle 12 strutture gestite da Soges Group ha conseguito un tasso medio di occupazione dell'83% e un adr di circa 170 euro. I dati sono trainati in particolare dal contributo delle cinque strutture fiorentine che registrano un tasso medio di occupazione del 91% e si confermano posizionate su una fascia di prezzo premium con un adr pari a 208 euro.
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[post_content] => Il Nepal sta compiendo uno sforzo deciso per affermarsi nel mercato globale dei viaggi di lusso, con un numero crescente di marchi alberghieri internazionali che si preparano a entrare nel Paese nei prossimi cinque anni.
Questa strategia rappresenta un cambiamento epocale per il turismo nepalese, che, come riporta Travelmole, sta gradualmente sradicando la sua immagine di meta per viaggiatori "sacco in spalla". Questa nuova svolta si inserisce nel più ampio obiettivo del governo di passare dal turismo di massa a un turismo più orientato verso visitatori di maggior valore, incrementando la spesa turistica, migliorando al contempo gli standard delle strutture ricettive ed espandendo gli investimenti nell'ospitalità di alta gamma.
Nel 2025 il Nepal ha registrato circa 1,15 milioni di arrivi di turisti internazionali, segnando uno dei migliori risultati per il Paese dalla ripresa dalla pandemia. Il turismo continua a riprendersi con forza. Il Nepal ha accolto 620.453 visitatori internazionali nei primi sei mesi del 2026, con un aumento del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'India è rimasta il principale mercato di provenienza dei turisti, seguita da Stati Uniti, Cina e Bangladesh.
L'ingresso di Marriott
L'annuncio più importante è arrivato a giugno, quando Marriott International e la nepalese Cg Hospitality Global hanno svelato i piani per lo sviluppo del Ritz-Carlton Kathmandu e del Westin Kathmandu, entrambi con apertura prevista nel 2031. I due hotel introdurranno per la prima volta in Nepal i marchi Ritz-Carlton e Westin, aggiungendo quasi 300 camere di lusso all'offerta ricettiva di alto livello di Kathmandu. Il Ritz-Carlton sarà spettacolare, con 150 camere, ristoranti, il primo casinò di lusso del Nepal ed esclusive residenze Ritz-Carlton. L'ente del Tturismo del Nepal ha descritto l'investimento come una forte conferma delle prospettive turistiche a lungo termine del Paese, affermando che i marchi di lusso riconosciuti a livello internazionale rafforzeranno l'attrattiva del Nepal tra i viaggiatori internazionali di fascia alta, creando al contempo opportunità di lavoro qualificato.
Prima del debutto di Ritz-Carlton e Westin, Marriott introdurrà un altro marchio di lusso di punta. Il Luxury Collection Kathmandu, con 225 camere, dovrebbe aprire a ottobre 2026, diventando il primo hotel Luxury Collection gestito da Marriott in Asia meridionale. Marriott gestisce già diversi marchi in Nepal, tra cui Marriott Kathmandu, Aloft Kathmandu e Fairfield by Marriott, il che conferisce al gruppo uno dei più ampi portafogli di hotel internazionali del Paese.
Il piano globale
I progetti di Marriott fanno parte di un più ampio piano di sviluppo di hotel di lusso. Le future strutture andranno ad aggiungersi ai 222 hotel stellati del Paese (con 26.285 posti letto), di cui 28 a cinque stelle, secondo i dati del ministero del turismo.
Tra gli operatori internazionali già presenti in Nepal figurano Hyatt, Hilton, Sheraton, Aloft, Fairfield by Marriott e Best Western, mentre si prevedono ulteriori investimenti da parte di Ihg Hotels & Resorts, i cui marchi includono InterContinental, Crowne Plaza e Hotel Indigo. Gran parte delle attività di sviluppo si concentrano a Kathmandu, Pokhara, Chitwan e Lumbini.
Il progetto di costruzione di hotel di lusso si allinea alla strategia turistica a lungo termine del Nepal, volta ad attrarre visitatori che soggiornino più a lungo e spendano di più. L'apertura dell'aeroporto internazionale di Pokhara, i continui lavori di ammodernamento dell'aeroporto internazionale di Tribhuvan e il miglioramento delle infrastrutture stradali contribuiscono ad aumentare la fiducia degli investitori. Sebbene il trekking e l'alpinismo rimangano le principali attrazioni turistiche del Nepal, le autorità considerano sempre più l'ospitalità di lusso come un importante motore di crescita economica.
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[post_content] => Sarajevo è una delle più belle città della regione balcanica. Si trova al centro di un massiccio montuoso, tra le colline e le pendici del mMonte Trebević.
«Per capire quello che è oggi Sarajevo bisogna tornare indietro nel tempo - spiega Nermin Kahriman, che nel 2022 ha fondato Bella Bosnia Tours insieme con Lejla Miso -. Siamo una popolazione illirica proveniente dal Caucaso; dopo la conquista romana e il breve periodo bizantino il territorio fu colonizzato da tribù slave; nel 1428 arrivarono i turchi e, 30 anni dopo, fu un comandante ottomano a edificare il caravanserraglio che è all’origine del nome Sarajevo, che significa “palazzo tra i campi”. La città divenne il centro di tutti gli organi amministrativi turchi, nonché il centro culturale ed educativo della Bosnia ed Erzegovina. Nel XVI secolo ebbe un incredibile sviluppo e divenne capitale».
Come si legge nella guida “Sarajevo amore mio” di Bella Bosnia Tours, Edizioni La Carmelina, “Sarajevo è il luogo dove si incontrano diverse culture, dove i fili della storia si intrecciano con le passioni individuali”. Una delle sue caratteristiche è proprio il pluralismo religioso, con la presenza di architetture che testimoniano i diversi periodi della sua storia: le moschee e i minareti della dominazione turca, i palazzi e le chiese liberty di quella austriaca e poi gli attuali templi e grattacieli.
Il percorso di scoperta
Per avere un’immagine d’insieme il percorso di scoperta di Sarajevo prende il via dalla Fortezza Gialla: le sue antiche mura offrono la vista più bella sulla capitale. Il simbolo di Sarajevo e punto di partenza della visita sarà poi il Sebilj in Piazza Baščaršija, una fontana pubblica ottomana in legno a forma di chiosco, tuttora vivace punto di incontro di cittadini e visitatori. Nel quartiere del vecchio bazar si trova anche la moschea di Gazi Husrev-beg: costruita nel 1530, è considerata il maggiore esempio di architettura ottomana classica del paese.
Poco distante dal Sebilj si apre la zona austro-ungarica: nel quarantennio della dominazione (che va dal 1878 al tragico attentato del 1914) vennero costruiti edifici imponenti: abitazioni, ma anche strutture ospedaliere, ponti, ferrovie e il primo teatro. Il 28 giugno del 1914 lo studente nazionalista Gavrilo Princip assassinò l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo - erede al trono - e la moglie Sofia presso il Ponte Latino, sul fiume Miljacka. Il tragico evento fu la scintilla che fece scoppiare la Prima Guerra Mondiale. Oggi i visitatori possono vedere il ponte e visitare il vicino museo di Sarajevo 1878-1918, dedicato al periodo del dominio austro-ungarico in Bosnia ed Erzegovina.
Storicamente, tra il 1945 e il 1991, Sarajevo visse il periodo della Jugoslavia Socialista, la Jugoslavia di Tito. Fu un tempo di stabilità e di espansione economica che culminò con i Giochi Olimpici Invernali del 1984: un evento di grande importanza storica e simbolica, che portò Sarajevo al centro della scena mondiale. Si può salire con la funivia in cima al Monte Trebević per poi percorrere i tronconi di cemento scampati alla distruzione di quella che era la pista da bob e slittino costruita per i Giochi, oggi palestra per gli artisti della street-art.
Tornando in centro e camminando lungo il fiume si può ammirare e visitare un edificio simbolo della guerra più vicina a noi, quel tragico assedio di Sarajevo che durò 1426 giorni, dal 1992 al 1995 e cambiò la storia di queste terre portando morte e dolore, concludendosi con gli accordi di Dayton. La City Hall è la vecchia biblioteca ed è parte di quel 70% di edifici che vennero bruciati e rasi al suolo dai bombardamenti e furono poi ricostruiti con cura. Oggi ha al suo interno uno spazio dedicato ad eventi culturali, la sala del consiglio comunale dove vengono prese le decisioni per il Cantone di Sarajevo, l’Ars Aevi - una preziosa collezione artistica contemporanea su due piani - e una mostra che racconta la guerra, testimoniata nel centro storico anche dalle “rose di Sarajevo” i crateri provocati dai colpi di mortaio che vennero poi riempiti di resina rossa per ricordare le vittime.
Sarajevo è una città moderna e affascinante, che guarda con vivacità al futuro, ma per conoscerla bisogna ripercorrere gli eventi terribili che l’hanno segnata e preservare la memoria di ciò che è stato. Si visita il museo del genocidio di Srebrenica, in cui persero la vita più di 8300 civili, si attraversa il tunnel della Speranza - che passava sotto l’aeroporto e permetteva l’approvvigionamento collegando la città assediata al resto del mondo - e si incontrano coloro che hanno combattuto in luoghi densi di significato come il museo dei Veterani. Per concludere un viaggio a Sarajevo si torna alla natura visitando il Vrelo Bosne, la riserva naturale dove si trovano le sorgenti del fiume Bosna e che oggi, con i suoi 631 ettari, accoglie famiglie e sportivi, mostrando quante attività outdoor si possano praticare tra le alture e le acque che circondano la capitale della Bosnia Erzegovina.
(Chiara Ambrosioni)
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[post_title] => Sarajevo, dove la storia incontra l’arte e la natura
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[post_content] => Italia mercato al top per gli investimenti immobiliari alberghieri? Sembrerebbe proprio di sì, almeno a giudicare dai numeri presentati questa mattina da Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, in compagnia di Giampiero Schiavo, a.d. di Castello Sgr e di Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari.
Durante l'Hospitality Forum 2026, di cui Travel Quotidiano è media partner, i dati relativi al mercato immobiliare alberghiero italiano hanno evidenziato un 2025 vitale, con investimenti pari a 2,35 miliardi, in crescita del 27%. Ma quel che più conta è che il trend positivo si allunga anche sul 2026, con investimenti stimati in 1,25 miliardi di euro.
Allargando il raggio all'Europa, il risultato non cambia: investimenti 2025 pari a 24,4 miliardi, in aumento dell'8% e operazioni su quasi 430 strutture da gennaio 2025 a maggio 2026, coinvolgendo un totale di più di 84.000 camere.
Tornando all'Italia, gli investimenti si sono concentrati sulle strutture di fascia più alta, a 4 e 5 stelle, con circa 70 strutture e 5.250 camere coinvolte negli investimenti 2025.
«I numeri dimostrano la vitalità di un settore resiliente - ha spiegato Breglia -. A guidare la classifica Roma, ma in ottima posizione anche le altre destinazioni secondarie e ad alto potenziale».
Le criticità che restano
Certo, i nodi al pettine restano: «L'offerta italiana resta frammentata e servirebbe più coesione per sfruttare le economie di scala sull'esempio degli altri grandi mercati internazionali. Basti pensare che i primi dieci gruppi alberghieri italiani insieme raggiungono circa un quarto delle camere gestite dal ventesimo operatore mondiale, Aimbridge. Inoltre, mancano gruppi quotati e programmi fedeltà strutturati; da qui l'esigenza di una maggiore internazionalizzazione per competere a livello globale».
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[post_content] => E' di nuovo una performance da record quella del turismo in Grecia, nei primi quattro mesi del 2026, con una crescita significativa sia in termini di fatturato sia di numero di visitatori, rispetto al periodo gennaio-aprile 2025 che già aveva toccato numeri da primato.
Nel primo quadrimestre dell'anno, le entrate derivanti dal turismo sono aumentate di 752,9 milioni di euro, +36,9%, raggiungendo i 2,79 miliardi di euro, mentre i pagamenti relativi ai viaggi sono cresciuti del 14%, arrivando a 1,13 miliardi di euro. Complessivamente, le entrate del paese derivanti dal turismo internazionale hanno superato la spesa turistica all'estero dei residenti di 1,66 miliardi di euro, con un incremento del 58% rispetto a 1,05 miliardi di euro nello stesso periodo del 2025.
Gli arrivi sono aumentati del 27,1%, per un totale di 5,24 milioni di visitatori, rispetto ai 4,12 milioni dello stesso periodo del 2025; in particolare, il numero di viaggiatori arrivati via terra è aumentato del 67,8%; segno più anche per il traffico aereo, seppur di un più modesto 12,8%.
Da notare che ad aumentare non è stato solo il numero dei visitatori, ma anche il valore della spesa media per viaggio, che è cresciuta dell'8,6% su base annua. Gli introiti provenienti dai paesi dell'Unione europea sono aumentati del 38,7%, raggiungendo 1,37 miliardi di euro, leggermente di più rispetto a quelli provenienti da paesi extra-Ue, cresciuti del 37,5% a 1,34 miliardi di euro. La differenza negli arrivi è stata più marcata, con un incremento del 36,1% per i paesi dell'Ue e del 18,3% per il resto del mondo.
Balzo in avanti degli arrivi dall'Italia
Ottima performance per il mercato Italia, che nel quadrimestre ha fatto segnare un incremento del 57,5% dei ricavi e del 21,6% degli arrivi. Anche il Regno Unito ha dato un contributo particolarmente significativo, con entrate turistiche pari a 331,7 milioni di euro e flussi turistici in crescita del 51%. Positivi anche i numeri della Francia, con ricavi in aumento del 12,6% e arrivi in crescita del 14,1%.
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[post_content] => Ryanair ha annunciato il suo più grande operativo estivo di sempre in Emilia Romagna per il 2026, con oltre 5,3 milioni di posti nella regione (+5%). A seguito della decisione della Regione di abolire l’addizionale municipale di 6,50 euro negli aeroporti di Forlì, Parma e Rimini a partire dal 1° gennaio 2026, Ryanair garantirà 700.000 passeggeri (+50%), 9 nuove rotte e supporterà oltre 445 posti di lavoro complessivi negli aeroporti regionali dell’Emilia Romagna.
La decisione del presidente Michele De Pascale di eliminare l’addizionale municipale a Forlì, Parma e Rimini ha consentito a Ryanair di riequilibrare la crescita nella regione, sviluppando questi 3 gateway emergenti, potenziati da un operativo record a Bologna.
I numeri
L’operativo 2026 di Ryanair in Emilia Romagna offrirà oltre 7 milioni di passeggeri all’anno, o ltre 5 milioni di passeggeri nell’estate 2026 (+5%), 83 rotte totali (63 a Bologna, inclusa 1 nuova rotta per Castellón; 3 a Forlì, incluse 2 nuove rotte per Cagliari e Londra Stansted; 5 a Parma, incluse 3 nuove rotte per Tirana, Reggio Calabria e Londra Stansted; 12 a Rimini, incluse 4 nuove rotte per Wrocław, Manchester, Colonia e Catania), oltre 250.000 posti aggiuntivi all’anno (+50%) in Emilia Romagna e oltre 700.000 passeggeri all’anno (+50%) nella regione.
L’Emilia Romagna è ora la quinta Regione italiana — dopo Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia — ad abolire questa imposta regressiva, sostenendo così il turismo e la crescita. Ryanair rinnova il proprio appello al governo italiano affinché segua l’esempio di queste regioni favorevoli alla crescita e abolisca l’addizionale municipale in tutti gli aeroporti italiani. Se questa imposta venisse completamente abolita in Italia, Ryanair sarebbe pronta a garantire una crescita significativa, con 40 aeromobili aggiuntivi, un investimento di 4 miliardi di dollari, 20 milioni di passeggeri in più all’anno, 250 nuove rotte e 15.000 nuovi posti di lavoro.
«Ryanair è lieta di annunciare il suo più grande operativo estivo di sempre in Emilia Romagna, con il record di 5.3 milioni di posti (+5%) nella Regione - ha commentato il ceo, Eddie Wilson -. Questo include una significativa espansione a Forlì, Parma e Rimini, dove trasporteremo oltre 700.000 passeggeri all’anno e lanceremo 9 nuove rotte».
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Primo semestre positivo per Hnh Hospitality: da novembre 2025 a aprile 2026, il gruppo ha registrato ricavi pari a 42,7 milioni di euro, in miglioramento rispetto al primo semestre dell’anno passato (34,2 milioni).
I dati
Alla chiusura del primo semestre, Hnh Hospitality ha registrato un tasso di occupazione delle camere del 70%, mentre l’Adr registra un incremento attestandosi a 129,4 euro (nel primo semestre del 2025 erano rispettivamente pari al 72% e a 124,5 euro).
L’Ebitda degli ultimi dodici mesi, da maggio 2025 ad aprile 2026, che meglio descrive l’andamento della società al netto dell’effetto stagionale, risulta pari a 17,9 milioni di euro, in crescita rispetto a 14,5 milioni di euro registrati sullo stesso periodo nel 2025.
«In un contesto di mercato complesso e influenzato da fattori che impattano gli equilibri geopolitici, i risultati del primo semestre e attesi per la fine del 2026 si confermano in linea o superiori alle previsioni di budget, con ricavi complessivi nell’ordine dei 139-140 milioni e un Ebitda atteso intorno ai 21 milioni. L’avvio del 2026 evidenzia un andamento positivo, con una crescita dei ricavi accompagnata da un buon livello sia del tasso di occupazione sia del prezzo medio delle camere, a conferma della solidità del modello operativo e della capacità di tenuta del portafoglio anche in fasi di normalizzazione e stagionalità. Il 2026 si presenta inoltre come un anno di ulteriore consolidamento e sviluppo, con il rafforzamento della presenza sul mercato e l’avanzamento di nuovi progetti, che speriamo di poter annunciare presto, coerenti con la strategia di crescita e diversificazione. Guardiamo al prosieguo dell’anno con fiducia, puntando a mantenere un trend positivo sostenuto dall’incremento del fatturato e dal miglioramento dei livelli di occupazione. Confermiamo le nostre stime per la chiusura dell’esercizio previste ad inizio anno, con un fatturato vicino ai 140 milioni ed un Ebitda in crescita a poco meno di 21 milioni» ha dichiarato Luca Boccato, amministratore delegato di Hnh Hospitality.
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I voli a lunghissimo raggio sono riusciti a coprire distanze sempre maggiori: lo certificano i dati forniti da Oag che mostrano come la distanza media dei 10 voli diretti più lunghi al mondo è aumentata del 14,5% negli ultimi 25 anni.
I significativi progressi nella tecnologia aeronautica sommati all'evoluzione dei network aerei globali sono alla base di questa evoluzione: nel 2025, la distanza media delle 10 rotte non-stop più lunghe ha raggiunto ifnatti i 14.504 km, rispetto ai 13.464 km del 2010 e ai 12.667 km del 2000.
Sempre lo scorso anno, la rotta non-stop più lunga al mondo è stata la New York Jfk-Singapore Changi, operata da Singapore Airlines con un Airbus A350-900 che ha coperto un percorso di 15.332 km; la Newark-Singapore, che copre 15.329 km, si colloca al secondo posto.
Secondo l'Oag, queste rotte dimostrano come la tecnologia aeronautica abbia consentito alle compagnie aeree di estendere la redditività commerciale dei voli a lunghissimo raggio.
Cinque delle 10 rotte più lunghe al mondo sono ora operate utilizzando varianti dell'Airbus A350, mentre i restanti servizi utilizzano aeromobili Boeing 787-9 Dreamliner con un'autonomia di circa 14.500 km.
Il Project Sunrise
Protagonista dei prossimi passi di sviluppo in questo segmento sarà certamente Qantas, con il famoso Progetto Sunrise, che metterà in gioco collegamenti diretti ancora più lunghi di quelli attuali.
La compagnia aerea australiana ha ordinato 12 aeromobili Airbus A350-900Ulr appositamente configurati, in grado di volare per circa 18.000 km senza scalo. Nei programmi del vettore c'è il lancio di collegamenti diretti Sydney-Londra nel 2027, coprendo quasi 17.000 km con una durata di volo stimata di circa 22 ore.
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Soges Group, semestrale con ricavi in crescita del 22,9%
Nepal, spinta al lusso: l'avanzata delle catene alberghiere internazionali
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Hnh Hospitality: semestre con ricavi e Adr in crescita
