27 febbraio 2024 09:32
Quasi sette punti percentuali guadagnati in dieci anni. Complice anche la diminuzione dell’offerta complessiva registrata a seguito dell’epidemia, ma merito soprattutto del dinamismo di mercato dimostrato dall’ospitalità italiana, cresce il tasso di penetrazione dei brand di catena nella nostra Penisola. Lo rivela il time-lapse realizzato da Thrends, che da ormai due lustri pubblica semestralmente il proprio Chains Monitor Italy.
Nell’ultima decade il comparto ha insomma intrapreso una decisa evoluzione nei modelli di sviluppo e crescita, più decisa di quanto direttamente visibile a livello immobiliare, con un consolidamento sempre più marcato e vicino a dinamiche europee e dei mercati anglosassoni. In massima sintesi, dal 2013 al 2023 gli hotel di catena sono passati da poco oltre 1.300 a 2.200 (+65%), mentre le camere da 146 mila a oltre 216 mila (+48%). Il tasso di penetrazione delle catene alberghiere (in termini di stanze) è quindi passato dal 13,4% del 2013, valore molto modesto a confronto con le dinamiche di altri player mondiali del turismo, al 20,1% di oggi. Un’evoluzione che dimostra anche come le catene abbiano iniziato ad accettare strutture di portata più ridotta, caratteristica peculiare del panorama immobiliare italiano: la dimensione media degli hotel brandizzati è infatti passata dalle 110 camere del 2013 alle 99 di oggi; un notevole abbassamento della soglia minima, dovuto al proliferare dei brand lifestyle, meno rigidi in termini dimensionali e quindi più adatti al tessuto immobiliare e ricettivo nazionale.
Tra tre anni arriveremo al 22% delle camere
“Il tasso di penetrazione delle catene in Italia è ancora tra i più bassi in Europa – spiega la senior analyst di Thrends, Irina Hernández -. Tuttavia, da un lato l’interesse degli investitori internazionali verso il nostro paese, soprattutto nel segmento luxury, e dall’altro la diminuzione delle camere di hotel in Italia, porterà molto probabilmente la presenza delle catene alberghiere nel Paese dall’attuale 20,1% a oltre il 22% tra tre anni, con una conseguente accelerazione del processo di consolidamento del mercato”.
D’altra parte, i brand (soprattutto quelli internazionali) continuano a dare priorità alle prime quattro città italiane, essendo infatti Roma, Milano, Venezia e Firenze le destinazioni con il maggior numero di alberghi di catena (il 39% del totale). La pressione dei player globali sull’Italia non è mai stata così evidente: alla chiusura del censimento si contano 155 marchi internazionali presenti in Italia, contro i 75 di appena dieci anni fa, per una crescita del 100%. I gruppi con il maggior numero di hotel sono in particolare Bwh, Accor, Marriott International, B&B Hotels e Minor Hotels, che detengono il 19% degli alberghi brandizzati nel nostro paese. Le prime tre catene domestiche (per numero di hotel) sono invece Gruppo Una, Apogia Hotels e Iti Hotels.
Cresce l’interesse degli investitori internazionali per i gruppi domestici
Nel dettaglio, le compagnie alberghiere presenti sul suolo italiano sono passate da 138 a 270 (per gruppo, Thrends intende da sempre qualsiasi operatore che gestisca almeno cinque strutture con uno o più marchi differenti, ndr). Di questi, oggi, il 73% sono realtà domestiche, verso le quali negli ultimi anni, anche grazie al ricambio generazionale, è crescente l’interesse da parte degli investitori esteri. Sono infatti diverse le operazioni di vendita o joint venture tra fondi di investimento o altre catene internazionali e i gruppi italiani. Tra le ultime, ricordiamo l’acquisizione del 75% di Mira Hotels & Resorts da parte di Dsr Hotel Holding; l’acquisizione del 100% di Baglioni Hotels da parte della catena messicana Palace Resorts; la joint venture tra il gruppo Pellicano e la società di asset management paneuropea Aermont Capital.
Nei prossimi anni (2024-2027) è inoltre in programma lo sviluppo e/o affiliazione di 232 hotel, di cui il 68% appartenenti a gruppi internazionali. Di questi, cinque riguardano strutture del segmento economy, 35 del midscale, 83 dell’upscale e 93 del luxury. Di 16 nuovi sviluppi non si conosce invece ancora il futuro posizionamento. Il 32% delle nuove aperture è rappresentato da hotel che entreranno a far parte di una catena domestica, mentre il restante 68% apparterrà a catene internazionali: il 32% americane, il 16% francesi, l’8% spagnole.
Focus sulle Big 4 ma spunta anche per Napoli
Le regioni che vedranno il maggior numero di nuove aperture sono la Lombardia (21%), il Lazio (20%), il Veneto (12%) e la Toscana (9%).
Le prime cinque destinazioni per numero di hotel in pipeline sono invece Roma (18%), Milano (10%), Venezia (6%), Firenze (6%) e Napoli (3%). Per quanto riguarda la tipologia di destinazione, il 39% degli hotel sarà localizzato in città d’arte, il 22% in destinazioni leisure, il 15% in mete sun & beach e l’11% in location business. Il 21% degli hotel in pipeline, infine, sarà marchiato da Marriott International, Accor e Radisson Hotel Group.
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[post_content] => Non si arresta la corsa di Toscana Aeroporti che, nei primi nove mesi del 2026 ha superato la soglia degli 8 milioni di passeggeri - prima volta nella sua storia -, centrando un aumento del traffico del +5,6%.
Nel solo settembre i passeggeri transitati sono stati oltre un milione, un risultato mai raggiunto prima in un mese di settembre e che segna il quinto mese consecutivo con traffico superiore a tale cifra. Con quasi 1,1 milioni di passeggeri transitati è stata registrata una crescita del 7,9% in confronto a settembre 2025. L'incremento è stato sostenuto da entrambi i segmenti di mercato: internazionale (+7,7%) e domestico (+8,9%).
Dando uno sguardo alla performance dei singoli scali, il Vespucci di Firenze ha registrato a settembre il miglior mese della propria storia, superando per la prima volta quota 400.000 passeggeri, pari ad una crescita del 4% rispetto a settembre 2025. La performance è stata trainata da entrambi i segmenti di mercato: internazionale (+2,9%) e nazionale (+12,8%). Parigi si conferma anche a settembre la principale rotta dello scalo fiorentino, seguita da Londra, Amsterdam, Barcellona e Francoforte. Nuovo record storico giornaliero dello scalo, raggiunto il 27 settembre, con 15.578 passeggeri transitati.
L'aeroporto di Firenze, sostenuto dai massimi storici registrati in ciascun mese del 2026, ha raggiunto un ulteriore primato, superando per la prima volta la quota dei 3 milioni di passeggeri già nei primi nove mesi dell’anno (+4,2% rispetto al corrispondente periodo del 2025).
Il Galilei di Pisa ha chiuso il mese con 664.000 passeggeri, segnando il miglior settembre della propria storia e una crescita del 10,6% rispetto a settembre 2025. Il risultato è stato supportato dalla crescita di entrambi i segmenti di mercato: internazionale (+11,4%) e domestico (+7,7%). Londra mantiene anche a settembre il primato tra le rotte dello scalo per numero di passeggeri, precedendo Tirana, Palermo, Parigi e Manchester.
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[post_content] => «Il Vallese si trova nel cuore delle Alpi e qui si innalzano quarantacinque delle ottantadue cime sopra i quattromila metri della catena montuosa: cime accessibili a tutti grazie alla funivie e ai sentieri disponibili. - racconta Lucie Guntern, responsabile dell’Ente del turismo vallesano per il mercato italiano - È una destinazione ideale in ogni stagione: offre un’ampia gamma di possibilità per chi ama le attività outdoor, con trekking, camminate, alpinismo e bicicletta durante l’estate, oppure sci, sci d’alpinismo, ciaspolate e anche escursioni in montagna sulla neve d’inverno. E nei mesi autunnali incanta con la bellezza dei colori del foliage».
Come raggiungere il Vallese
Il Canton Vallese si trova nel sud della Svizzera ed è facilmente raggiungibile dall'Italia. Un treno diretto Eurocity in partenza da Milano porta a Brig, nel cuore di queste montagne, da dove ci si muove a bordo dei bus locali, viaggiando tra splendidi panorami. Ci si può anche spostare in macchina dal Nord Italia attraversando il passo del Sempione, oppure in aereo, arrivando all’aeroporto di Zurigo e poi utilizzando il bus. Importante sapere che in Svizzera si viaggia facilmente usando lo Swiss Travel Pass, che consente spostamenti illimitati in tutto il paese in treno, autobus e anche battello per 3, 4, 6, 8 o 15 giorni consecutivi. Il pass include anche biglietti scontati per gli impianti di risalita e l'ingresso gratuito ai musei (swisstravelpass.com).
La Saastal e Saas-Fee, tra storia e attività outdoor
Si raggiunge così la Saastal, un territorio modellato nei millenni dall’azione dei ghiacciai e dall’erosione delle acque e composta da quattro villaggi: Saas-Fee, Saas-Almagell, Saas-Grund e Saas-Balen. Saas-Fee, su un altopiano di 1800 metri, è il centro principale, una delle più antiche colonie walser del Vallese, fondata nella metà del XIII secolo e apertasi al turismo verso la metà del ‘900. Sin dal 1951, con uno sguardo precursore, ci si sposta solo a piedi o con veicoli elettrici per preservare l’aria incontaminata e ridurre a zero le emissioni di gas serra. I visitatori lasceranno quindi i loro mezzi nei grandi parcheggi all’ingresso del paese, per poi scoprire un villaggio con testimonianze del passato, come gli stadel in legno scurito dal tempo - tradizionali costruzioni su pilastri destinate a proteggere il cibo da roditori e umidità. In inverno il territorio offre agli appassionati di sci un comprensorio sciistico suddiviso in tre comprensori, per un totale di 150 chilometri di piste, oltre a numerosi sentieri escursionistici. Saas-Fee ha ospitato cinque edizioni del Campionato del mondo di arrampicata su ghiaccio, una tappa della Coppa del Mondo di sci alpino 1988 e varie tappe della Coppa del Mondo di freestyle, della Coppa del Mondo di snowboard, della Coppa del mondo di arrampicata su ghiaccio e della Coppa Europa di sci alpino.
Un territorio alpino a cavallo tra passato e futuro
L’accoglienza vallesana è fatta inoltre di tradizione, benessere e sapori della cucina alpina, come quelli da scoprire nell’accogliente Bergrestaurant Hannig, situato a 2350 metri di altezza e affacciato sul suggestivo panorama del massiccio del Mischabel e del Ghiacciaio di Fee. In primo piano anche la contemporaneità, come dimostrano l’attenzione all’ambiente e quella al design, da scoprire nei curati interni dell’Hotel Zurbriggen a Saas-Almagell, realizzati dal designer e architetto Heinz Julen riutilizzando in modo inedito materiali come ferro, pelle, legno e vetro, creando elementi d’arredo unici.
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Dal 1° ottobre 2026 le Maldive hanno esteso l'applicazione della Tourism goods and services tax (Tgst), con aliquota del 17%, anche ai prodotti turistici inbound e ai relativi servizi di intermediazione e prenotazione forniti da operatori esteri, inclusi i tour operator, anche in assenza di una sede operativa stabile nel Paese.
[caption id="attachment_471241" align="alignleft" width="300"] Pier Ezhaya presidente Astoi[/caption]
La novità, introdotta con l'ottavo emendamento alla normativa sulla Gst (Goods and services tax), determina per le imprese internazionali interessate nuovi obblighi fiscali e amministrativi e un impatto operativo ed economico insostenibile.
Per i tour operator italiani la questione assume un peso significativo anche alla luce dell'importanza della destinazione: l'Italia è il terzo mercato e muove circa 153.000 passeggeri l'anno, la maggior parte dei quali acquista la propria vacanza proprio attraverso il canale del turismo organizzato.
Astoi, in data 7 settembre, ha scritto una prima lettera al presidente della Repubblica delle Maldive, Mohamed Muizzu, e al ministro del turismo e dell'aviazione civile, Mohamed Ameen e, in data 25 settembre, l'Associazione è tornata a scrivere alle suddette autorità e al Mira (Maldives inland revenue authority), ente governativo responsabile dell'amministrazione e della riscossione delle imposte alle Maldive, per evidenziare le numerose criticità economiche, amministrative e commerciali legate all'attuazione delle nuove disposizioni ed avanzare le proprie richieste.
Mancata definizione
Nelle due lettere sono stati affrontati i seguenti temi: il primo: assenza di un quadro operativo e onerosità dell'adempimento.Alcuni aspetti essenziali del nuovo regime rimangono ancora non definiti. La nuova normativa impone infatti alle imprese non residenti obblighi immediati di registrazione, rendicontazione, fatturazione e pagamento delle imposte, senza al contempo fornire il quadro normativo, operativo e amministrativo necessario per consentire l'adempimento di tali obblighi.
Per un tour operator internazionale l'adempimento richiede attività molto onerose, come l'integrazione nei propri sistemi di procedure specifiche per individuare le transazioni rilevanti, ricostruirne gli elementi, documentarne il trattamento fiscale e rendere disponibili le informazioni (anche in lingue diverse) in caso di eventuali verifiche;
Il secondo: difficoltà nella determinazione del valore imponibile. I tour operator vendono pacchetti che combinano servizi turistici forniti alle Maldive con servizi forniti in altre giurisdizioni, tra cui voli internazionali, prodotti assicurativi, trasferimenti, servizi accessori e altre componenti del viaggio. La guida del Mira prevede che le componenti non riconducibili al prodotto turistico inbound, vengano escluse dal relativo trattamento; tale attività è particolarmente complessa e richiede agli operatori di individuare e documentare nel dettaglio le diverse componenti della vendita e di allocarle correttamente secondo le categorie richieste dal nuovo regime, che differiscono peraltro da quelle utilizzate nei sistemi degli operatori;
Terzo: molteplicità di player nella catena distributiva. La vendita di un prodotto delle Maldive può coinvolgere, a seconda del modello commerciale, resort, tour operator, grossisti, banche letti, Aaenzie di viaggio, ota, dmc e altri intermediari. La presenza di più soggetti nella catena distributiva rende particolarmente importante comprendere in modo chiaro e coerente come le norme debbano essere applicate quando la stessa transazione coinvolge più livelli distributivi; in tali casi si rischia un trattamento difforme tra soggetti che operano in modi diversi e si determina un doppio o triplo pagamento della Gst, a seconda degli intermediari coinvolti;
Impatto economico
Quarto: tempistica di attuazione e impegni commerciali già assunti. La data di entrata in vigore della Goods and Services Tax è stata fissata al 1° ottobre 2026; tuttavia i tour operator hanno già negoziato contratti, pubblicato prezzi, assicurato disponibilità, distribuito prodotti attraverso i propri canali di vendita ed accettato prenotazioni dei clienti per la prossima stagione turistica, sulla base del quadro normativo esistente prima dell'adozione dell'Emendamento. La guida del Mira ha chiarito che una transazione conclusa prima del 1° ottobre può essere soggetta a Gst qualora il momento della fornitura ricada in tale data o successivamente. Sarebbe stato invece auspicabile fare riferimento ai contratti conclusi dopo il 1° ottobre per evitare rilevanti conseguenze sulle attività commerciali già in corso;
Quinto: impatto economico e sulla competitività. E' stato sottolineato che l'aumento dei costi e la maggiore complessità nella vendita della destinazione, unite all'incertezza normativa, influenzeranno la pianificazione dei prodotti, le decisioni di investimento e le attività promozionali dei tour operator e produrranno, nel tempo, conseguenze estremamente negative per l'intera economia turistica locale. Ancor più grave è che un ricavo, fatturato all'estero e già sottoposto ad un'imposizione fiscale nel paese nel quale si realizza, debba essere tassato anche in un altro paese. In nessun'altra destinazione del mondo esiste una tassa così strutturata, che crea una situazione altrettanto paradossale e ingiusta. La percentuale della tassazione è persino più alta del margine operativo lordo che normalmente i tour operator conseguono. Anche per questa ragione quasi tutti gli operatori associati ad Astoi si sono rifiutati di iscriversi al registro Gst volendo manifestare, in questo modo, il pieno dissenso verso questa nuova normativa.
Abrogazione
Alla luce delle criticità evidenziate, Astoi ha quindi chiesto alle autorità maldiviane di valutare l'abrogazione delle disposizioni che hanno esteso il regime Gst delle Maldive ai soggetti non residenti o, quantomeno, di riconsiderare modalità e tempistiche di attuazione.
La combinazione tra l'incompletezza delle disposizioni attuative e l'assenza di metodologie chiare per la determinazione del valore imponibile crea una situazione nella quale l'adempimento diviene ragionevolmente irrealizzabile ed è per questo che Astoi ha comunicato alle autorità maldiviane che i tour operator, nelle attuali circostanze, saranno impossibilitati ad iscriversi al registro Gst del Mira.
L'Associazione auspica che le istituzioni maldiviane ripristinino quanto prima le condizioni che consentono agli operatori italiani di continuare a programmare e vendere la destinazione in modo stabile e sostenibile.
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Preferred Hotels & Resorts ha ampliato la collezione Legend con l’aggiunta di 11 strutture di pregio nel 2026. Questa crescita ha portato nuove presenze in Europa, Nord America, Asia, Africa e Medio Oriente, rafforzando ulteriormente una collezione che ora comprende oltre 125 strutture in tutto il mondo.
Da un rifugio esclusivo su un’isola privata a Venezia e da un hotel di lusso iconico nel cuore di Bangkok, a un nuovo santuario nella foresta in India e a una destinazione turistica molto attesa negli Emirati Arabi, le nuove aggiunte del 2026 incarnano perfettamente il carattere unico, il servizio e il senso di appartenenza al luogo che definiscono la collezione Legend. Rappresentando il massimo livello di lusso all’interno del portafoglio globale di Preferred Hotels & Resorts, i Legend hotel e resort si distinguono per il servizio personalizzato, la cucina, le sistemazioni e i paesaggi.
«Il viaggiatore di lusso di oggi non è alla ricerca di un’idea prestabilita di hotel perfetto. Cerca esperienze che rispecchino i propri interessi individuali, che si tratti di riconnettersi con la natura, di scoprire il patrimonio culturale di una destinazione, provare un nuovo piatto o vivere una città famosa da un punto di vista più personal - ha affermato Lindsey Ueberroth, ceo di Preferred Hotels & Resorts -. Le ultime aggiunte alla nostra collezione Legend riflettono questo cambiamento, pur mantenendo il carattere distintivo di ciascun hotel».
Le strutture
Al Dusit Thani Bangkok, il lusso contemporaneo si esprime attraverso un design di ispirazione thailandese, rituali culturali e la cortese ospitalità che contraddistingue questo celebre punto di riferimento da oltre settant’anni. In Marocco, il nuovo Palais Jamaï Fès, che aprirà i battenti nell’ottobre 2026, occupa un palazzo restaurato della fine del XIX secolo affacciato sulla città storica, offrendo un suggestivo punto di accesso al patrimonio di Fès. Un’altra novità è il Serras Sevilla, che ha aperto le porte nel settembre 2026 nel cuore di una delle città più ricche dal punto di vista culturale della Spagna.
Immerso in 76 acri di foreste secolari della catena montuosa dei Ghati occidentali in India, il Leela Coorg Forest Sanctuary, inaugurato nel luglio 2026, offre un rifugio appartato dove gli ospiti possono immergersi nella biodiversità, nella cultura e nella lenta routine che caratterizzano la regione di Coorg. Sulle rive del Lago Tahoe, in Nevada, l’Edgewood Tahoe Resort, certificato Leed Silver, coniuga una raffinata ospitalità in riva al lago con panorami montani mozzafiato, esperienze all’aria aperta e un forte legame con l’ambiente alpino.
Situato su un’ isola privata nella Laguna di Venezia, il San Clemente Palace Venice combina il patrimonio di Venezia con la privacy e l’opulenza di un resort appartato. Nello storico quartiere Baixa Pombalina di Lisbona, il Mythic Sana Downtown Suites offre una base personalizzata nel cuore della capitale portoghese, con un esclusivo servizio di maggiordomo “Golden Sleeves”.
Situato sul prestigioso Passeig de Gràcia di Barcellona, il Bless Hotel Barcelona unisce design audace, cucina, moda e cultura in uno dei quartieri più vivaci della città, mentre il Bless Ibiza The Site reinterpreta l’iconica isola attraverso una visione sofisticata che fonde il lusso contemporaneo con lo stile di vita e la movida di Ibiza. A Charleston, The Cooper offre un’interpretazione del lusso meridionale, tra viste mare e un design elegante a un legame con una delle città più storiche d’America. N
Inbfine, Wynn Al Marjan Island rappresenta uno degli esempi più attesi dell'evoluzione del concetto di lusso. Destinato a debuttare a Ras Al Khaimah nella primavera del 2027, questo progetto offrirà per la prima volta negli Emirati Arabi un’esperienza di resort completamente integrata, caratterizzata da una torre di 70 piani che ospita oltre 1.500 sistemazioni di lusso, più di 20 punti di ristoro, un beach club e altri servizi tra cui un porto turistico privato, giardini e piscine.
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[post_content] => Il Gruppo Gattinoni inaugura la sua nuova sede di Bologna, con l'obiettivo di continuare a crescere in Italia e di rafforzare la propria presenza nell'area del centro nord, mettendo a sistema competenze, servizi e professionalità a supporto di clienti, partner e rete distributiva.
L'inaugurazione è stata anche l'occasione per un momento di confronto sul ruolo di Bologna come motore di crescita e innovazione a livello nazionale.
«Con la nuova sede di Bologna rafforziamo la nostra presenza in un territorio strategico per il Paese e confermiamo la volontà di continuare a investire nel futuro del Gruppo e delle nostre persone - afferma Franco Gattinoni, presidente del Gruppo Gattinoni - siamo una realtà 100% italiana che ha sempre creduto nel valore dell’impresa costruita nel lungo periodo, senza logiche di mera ottimizzazione finanziaria, ma con l’obiettivo di generare crescita duratura attraverso competenze, relazioni e identità.
«Le persone rappresentano da sempre il cuore del nostro percorso e sono il patrimonio che ci consente di creare valore nei settori in cui operiamo. Un approccio che consideriamo fondamentale per un comparto strategico come il turismo, che continua a rappresentare una delle principali risorse per la crescita e la competitività dell’Italia».
L'apertura del nuovo Hub si inserisce in un percorso di crescita costante che vede il Gruppo Gattinoni investire in persone, innovazione e sviluppo territoriale, in linea con la traiettoria di crescita confermata dai risultati dell'ultimo esercizio e con l'obiettivo di un miliardo di euro di volume d'affari entro il 2028.
In Emilia-Romagna Gattinoni può contare su 32 Gattinoni Travel Store di proprietà e su una rete di 112 agenzie Travel Point e affiliate Mondo di Vacanze, e MyNetwork.
Integrazione
La nuova sede ospita circa 100 professionisti e nasce per favorire una sempre maggiore integrazione tra competenze, tecnologie e modelli di servizio delle tre business unit del Gruppo, con un focus soprattutto su Business Travel e Events e uno sguardo rivolto a offrire servizi qualificati in questi due ambiti per le aziende del territorio.
La scelta di Bologna risponde a precise valutazioni strategiche. La città rappresenta oggi un crocevia di imprese, infrastrutture, talenti e relazioni, con un ecosistema economico che spazia dall'automotive alla manifattura, dal farmaceutico all'alimentare, fino al comparto fieristico e congressuale.
Il comparto dei viaggi, della mobilità corporate e degli eventi attraversa una fase di profonda trasformazione. Fenomeni come il bleisure, l'evoluzione delle modalità di lavoro e la crescente ricerca di esperienze ad alto valore aggiunto stanno ridefinendo il mercato, rendendo sempre più strategica la capacità di integrare competenze diverse e accompagnare clienti e imprese lungo l'intera catena del valore.
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[post_content] => Al termine dell’estate più calda di sempre percepita in gran parte d’Italia, la Fiavet Toscana lancia l’allarme: lo shock termico rischia di penalizzare pesantemente l’incoming nella regione per il prossimo anno.
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L’emergenza climatica e la sua incidenza sul turismo è infatti suffragata da studi e ricerche di mercato: tra le più attendibili c’è la recente analisi basata sui dati di uno studio pubblicato sul Journal of Sustainable Tourism, infatti, il “dividendo climatico” del Mediterraneo si sta esaurendo, poiché oltre i 33 gradi la probabilità di un ritorno turistico crolla drasticamente.
La letteratura scientifica, infatti, pone come temperatura ottimale percepita dai turisti i 33 gradi centigradi; superata questa soglia, la probabilità di ritornare nella stessa località l’anno successivo cala sensibilmente.
Lo studio ha tracciato i pagamenti elettronici effettuati dalle carte straniere nel paese preso a campione, la Spagna, nell’estate 2022, l’estate più calda nel paese, prima di quella del 2026, incrociandoli con quelli metereologici. È stato così possibile dimostrare la presenza o l’assenza di una stessa carta bancaria nel Paese l’anno successivo. Il risultato è stato fin troppo esplicito: la probabilità di tornare è inversamente proporzionale alla temperatura massima percepita.
“I primi consuntivi della stagione estiva – osserva la presidente di Fiavet Toscana, Cinzia Chiaramonti – confermano purtroppo che da giugno e agosto gli arrivi sono diminuiti del -1%, passando da circa 1,36 a 1,35 milioni, anche se è aumentata la permanenza media. Ma il vero allarme scatta per le ricadute che il caldo record di questi ultimi mesi potranno esserci in termini di flussi per il prossimo anno. Occorre, pensare e pianificare azioni di destagionalizzazione che possano garantire la decongestione nei periodi di picco e al tempo stesso la fruizione dei nostri territori in mesi di spalla comunque appetibili per il turista straniero.”
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Il Gruppo Bluvacanze ha ottenuto la certificazione Top Employer 2026 Italia, il riconoscimento assegnato dal Top Employers Institute alle organizzazioni che dimostrano di aver adottato e implementato pratiche HR strutturate e orientate al miglioramento continuo.
Per il Gruppo Bluvacanze, il riconoscimento rappresenta un passaggio nel percorso di progressiva strutturazione delle politiche e dei processi dedicati alle persone.
«La nostra idea di people strategy - dichiara Domenico Pellegrino, ceo del gruppo Bluvacanze - è strettamente connessa alla crescita del Gruppo e alla capacità di valorizzare una comunità aziendale articolata e diversa per professionalità, competenze, generazioni e percorsi. È una dimensione che consideriamo parte integrante anche del nostro percorso di sostenibilità».
L'approccio trova riscontro anche nel Bilancio di Sostenibilità 2025 del gruppo, nel quale la dimensione Social è dedicata al people caring e alla sostenibilità della catena del valore. La scelta di collegare people strategy e sostenibilità riflette un orientamento più ampio del Gruppo: rendere progressivamente più strutturati processi, strumenti e politiche che riguardano le persone, integrandoli nel percorso di crescita dell’organizzazione.
«Ottenere la certificazione Top Employer 2026 a livello nazionale – aggiunge Adrian Seligman, CEO di Top Employers Institute - riflette l’impegno di Gruppo Bluvacanze nella costruzione di un ambiente di lavoro di valore, capace di sostenere nel tempo le performance aziendali. Siamo orgogliosi di riconoscere a Gruppo Bluvacanze il contributo concreto alla costruzione di un mondo del lavoro migliore in Italia».
Nel 2026 il Top Employers Institute ha certificato quasi 2.500 organizzazioni in 131 paesi e regioni, con un impatto dichiarato su oltre 14 milioni di lavoratori.
«Grazie al lavoro di messa in ordine e valorizzazione delle procedure HR – conclude Gabriele Querelante, direttore HR del Gruppo Bluvacanze - abbiamo ottenuto la certificazione Top Employer per il 2026. Si tratta solo di un primo step di un programma che ci permetterà di proseguire nello strutturare in modo formale i processi HR, i valori aziendali e le attività di retention e motivazione. I prossimi obiettivi riguardano la definizione della nostra Employee Value Proposition, lo sviluppo della People and Career Strategy e la costruzione di un piano di Wellbeing che dia maggiore struttura alle iniziative dedicate al benessere delle nostre persone».
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Express Travel International rafforza la propria presenza sul mercato italiano con una programmazione sempre più capillare. Il mar Rosso si prepara a vivere un nuovo Capodanno all’insegna del sole e del clima mite e Eti sceglie proprio le festività per imprimere un’accelerazione al proprio progetto sul mercato italiano. Il tour operator ha infatti messo in vendita 1.000 posti per Capodanno a Sharm El Sheikh, con partenze da Napoli, Bari, Catania, Roma, Milano e Venezia.
A questa programmazione si aggiunge una novità destinata ad ampliare ulteriormente l’offerta: Hurghada debutterà da Napoli, prima tappa di un progetto che prevede una progressiva estensione della destinazione anche da altri aeroporti italiani.
L'investimento conferma la volontà di Eti di conquistare uno spazio sempre più significativo nel mercato nazionale, forte di un’esperienza internazionale consolidata. A sostenere lo sviluppo italiano è soprattutto la struttura integrata del gruppo, che consente a Eti di avere un controllo diretto su una parte significativa della filiera turistica. Da una parte c’è Red Sea Hotels, la catena alberghiera del gruppo che conta 17 resort tra Sharm El Sheikh e Hurghada; dall’altra Cet– Cairo Express Travel, dmc direttamente controllata in Egitto, che si occupa dell’assistenza a destinazione, dei trasferimenti e dei servizi per i clienti.
Un modello che permette di lavorare direttamente sul prodotto e sulla disponibilità, con l’obiettivo di garantire al trade tariffe competitive, continuità dell’offerta e assistenza durante tutte le fasi del viaggio.
Focus sul mercato italiano
«Stiamo conquistando progressivamente il nostro spazio nel mercato italiano, sostenuti dalla forza e dall’esperienza di un grande gruppo europeo. Abbiamo il prodotto, le disponibilità, i prezzi e una capacità di acquisto che ci permette di competere ad alto livello. I 1.000 posti per Capodanno, le partenze da sei aeroporti e l’apertura di Hurghada da Napoli dimostrano concretamente la portata del nostro progetto» dichiara Claudio Guzovich, direttore commerciale ETI Italia.
I primi mesi di attività sul mercato italiano hanno restituito risultati incoraggianti, confermando l'interesse delle agenzie di viaggio e il potenziale commerciale del marchio. Sulla base dell’andamento registrato, Eti prevede di chiudere positivamente il proprio primo esercizio in Italia e guarda già alla fase successiva del progetto. Il tour operator sta infatti lavorando all’implementazione di nuovi sistemi di prenotazione e soluzioni di dynamic packaging, con l’obiettivo di rispondere anche a una domanda sempre più orientata alla flessibilità. La possibilità di combinare dinamicamente volo e hotel, scegliere durate diverse dal tradizionale soggiorno di sette notti e costruire soluzioni più personalizzate punta a riportare nel circuito delle agenzie anche una parte della domanda che, soprattutto in bassa stagione, tende a rivolgersi alla disintermediazione.
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«Non vogliamo limitarci al pacchetto tradizionale. Stiamo costruendo gli strumenti necessari per dare alle agenzie maggiore flessibilità e consentire loro di competere anche nei periodi più complessi dell’anno. Tecnologia e prodotto diretto saranno i pilastri della nostra crescita».
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[post_content] => Flydubai ha lanciato voli giornalieri non-stop tra Dubai (Dxb) e Pokhara, creando il primo collegamento aereo diretto tra Dubai e il Nepal occidentale.
Pokhara rappresenta la seconda destinazione di flydubai in Nepal, insieme a Kathmandu, e garantisce così ai viaggiatori un accesso agevole alla capitale del turismo d’avventura del Paese e alla principale porta d’accesso alla catena montuosa dell’Annapurna. La nuova rotta porta a 35 il numero totale di voli settimanali di flydubai verso il Nepal, integrando i quattro voli giornalieri per Kathmandu e ampliando la propria capacità di trasporto passeggeri e merci.
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