3 April 2026

Romanelli: Travel Hashtag trasformerà Palazzo di Varignana in un laboratorio di idee

Conto alla rovescia verso la tredicesima edizione dell’evento internazionale itinerante Travel Hashtag in programma a Palazzo di Varignana il 17 e 18 gennaio. Quattro i momenti chiave in agenda: si partirà il 17 gennaio alle ore 11 con la conferenza di apertura dal titolo Turismo alto di gamma in Italia: prospettive, tendenze e opportunità, durante la quale prenderanno la parola Davide Cassani (presidente di Apt Servizi), Vittorio Morelli (general manager di Palazzo di Varignana), Alessandra Priante (direttore Europa di Unwto), Massimo Caputi (presidente di FederTerme), Flavio Ghiringhelli (country manager per l’Italia di Emirates), Marco De Angelis (direttore vendite di Italo Ntv), Palmiro Noschese (luxury hospitality strategic advisor), Gloria Armiri (group brand manager tourism & hospitality division di Italian Exhibition Group), Carmen Bizzarri (professore dell’università Europea di Roma), Giulio Contini (direttore generale della Scuola italiana di ospitalità), François Droulers (co-founder & ceo di Eidos Hotel Capital Partners), Massimiliano Zanardi (coo di Marzocco Group), Martin Sapori (vicepresidente sales Eu & Nord Africa di Accor), Andrea Babbi (Vicepresidente di Fiavet) e Daniele Rutigliano (tourism manager di McArthurGlen Group).

Alle 15, dopo il saluto del sindaco di Castel S. Pietro Terme, Fausto Tinti, sarà la volta del primo dei talk in agenda, I nuovi codici dell’ospitalità, che vedrà protagonisti, oltre al già menzionato Palmiro Noschese, Alessandro Callari (manager Italia/Malta/Israele di Booking), Sara Magro (fondatore e direttore di The Travel News e The Italy Insider), Cinzia Nanni (villas expert & advisor di Oliver’s Travels, London), Patrizia Bortolin (spa concept creator) e Diego Renda (head of training di Lqa).

Il giorno successivo, alle 11, si ripartirà dal talk Visione, progettualità, sviluppo e comunità: da luogo a destinazione, animato da Carlo Gherardi (founder di Palazzo di Varignana), Nazareno Ventola (amministratore delegato dell’aeroporto di Bologna), Carmen Bizzarri, Emma Taveri (founder di Destination Makers), Simona Tedesco (direttore di Dove e direttore editoriale progetti multimediali Rcs MediaGroup) e Giovanni Arata (head of data & communication di Bologna Welcome).

A chiudere la prima edizione 2024 di Travel Hashtag, alle 15, il side talk Internazionalizzazione, asset per la valorizzazione delle eccellenze italiane all’estero, incentrato sulle opportunità per le imprese del territorio di familiarizzare con professionisti esperti nell’accompagnare business italiani, piccoli e grandi, alla scoperta di nuovi mercati in Medio Oriente e nel Sud-Est Asiatico. Tra gli speaker Evelina Farinacci e Angelo De Luca di Kelmer Group, Alessandro Bartolucci e Francesco Brusco di BeSafe Group, Nino Tomasino di Osm International Group, nonché Andrea Moretti di Skema. Ospiti d’eccezione Vincenzo Colla (assessore allo Sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione e relazioni internazionali della regione Emilia-Romagna) e ancora Flavio Ghiringhelli.

“Siamo particolarmente felici di portare il nostro format per la prima volta in Emilia-Romagna – spiega Nicola Romanelli, fondatore e presidente di Travel Hashtag – Palazzo di Varignana per due giorni si trasformerà in un laboratorio di idee, best practice e visioni, che coinvolgerà profili noti dell’industria del turismo e un’audience selezionata proveniente anche dall’estero“.

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Diciamolo con realismo e senza falsa modestia: il nostro è un settore complesso e interconnesso, dove dettaglio e organizzatore collaborano per un unico obiettivo; confezionando viaggi, spesso regalano il sogno di una vita con un bel fiocco di seta e una polizza annullamento. Garantiamo organizzazione ed emozioni indelebili, muoviamo enormi capitali, contribuiamo al riempimento di aeroplani e di hotel e, soprattutto, alimentiamo il desiderio di scoperta.\r\n\r\nSiamo, semplicemente, importanti, ma c'è un piccolo, minuscolo, fastidiosissimo dettaglio che ogni tanto ci rovina la festa: non siamo necessari. In questo nuovo – ennesimo – scenario, in una fetta specifica di mondo, ma principalmente per il “peso specifico” di tre vettori operanti nell’Area del Golfo, un altro giro di giostra ci sta nuovamente mettendo a nudo. Siamo tutti prestigiosi, certamente: siamo i primi a fiorire quando il mondo sorride e i primissimi a sparire dai radar quando il vento cambia. Non siamo l'acqua, non siamo il pane, non siamo nemmeno il wi fi.\r\n\r\nIl turismo organizzato deve oggi percepirsi per quello che è: un ecosistema emotivo che richiede stabilità per prosperare. Siamo un desiderio dell’anima, la volontà di conoscere “l'altrove” e, proprio perché il nostro lavoro si basa sulle emozioni e non solo su processi meccanici, restiamo strutturalmente fragili di fronte alle crisi naturali importanti, figurarsi quelle geopolitiche. Siamo un meccanismo di precisione che deve gestire un inventario di imprevisti e, a essere onesti, in questo momento la situazione è estremamente complessa per tutti. Dalla coppia che conferma in agenzia, al tour operator che lavora intensamente dietro le quinte, ai vettori “ingarbugliati” nella matassa, fino ai fornitori dall'altra parte del mondo: ognuno ha le proprie ragioni, ma a volte manca la necessaria flessibilità commerciale».\r\nNon c'è spazio per il solisti\r\n«L’esperienza accumulata tra emergenze e criticità  - prosegue Curzi - ci ha insegnato una lezione: che sia per un evento naturale o per la follia umana, o ci muoviamo in modo coeso o il sistema rischia di bloccarsi. Non c'è spazio per i solisti quando l'intero comparto è sotto pressione. Se esiste coerenza, rispetto reciproco e la volontà di trovare soluzioni invece di colpevoli, ne usciremo. Magari con qualche ruga in più, ma ne usciremo (di nuovo). Il problema sorge quando uno degli attori agisce in modo isolato. Se qualcuno tenta di scaricare le responsabilità o di ritenersi superiore agli altri, si genera il caos. In questo equilibrio precario, se un elemento tira troppo dalla sua parte, rischia di compromettere l'intera filiera.\r\n\r\nO giochiamo di squadra, consapevoli della natura del nostro mercato, o rischiamo di subire passivamente gli eventi. Il nostro mondo vive di reputazione (e di memoria): chi oggi sceglie di dare supporto e di comprendere le difficoltà altrui sta investendo sulla propria credibilità futura. Al contrario, una visione a breve termine rischia di scontrarsi con la memoria lunga del mercato. Guardiamo i vettori, per esempio. Giganti come Emirates e Qatar hanno dimostrato cosa significhi mantenere un dialogo costante con la filiera, pur essendo coinvolti direttamente nelle criticità.\r\n\r\nAltri, invece, hanno preferito una linea di rigore assoluto, chiudendo le porte alla flessibilità. Limitarsi a seguire la contrattualistica o le policy aziendali ignorando il contesto straordinario significa dimenticare che, in certi momenti, il buonsenso è lo strumento gestionale più efficace ed è la miglior policy da applicare. C'è poi il tema della gestione dei prezzi. È fisiologico che il mercato risponda a logiche di domanda e offerta, ma tutto ha un limite. C'è una differenza sostanziale tra l'ottimizzare i margini per la sostenibilità aziendale e l'applicare rincari sproporzionati approfittando dell'assenza di alternative per il cliente. In molti casi, vedere quotazioni che salgono vertiginosamente senza una reale giustificazione dei costi operativi lascia l'amaro in bocca e non può essere definita una strategia di lungo periodo.\r\n\r\nLo stesso vale per alcuni fornitori di “servizi a terra” che hanno trattenuto prepagamenti non come garanzia per il futuro, ma come penali per un “non arrivo”, ignorando la realtà dell'emergenza globale. 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Viviamo arroccati nei nostri fortini, troppo occupati a guardarci come concorrenti da superare invece che come colleghi di una filiera da proteggere. Non troviamo mai il tempo — o forse la volontà — per consolidarci davvero e darci una mano quando il mare si fa grosso, convinti che la difficoltà di un competitor possa tradursi in un nostro vantaggio. È anch’essa una miopia strategica che paghiamo cara. Se non riusciamo a \"vederci\" oltre la logica del preventivo, resteremo sempre singoli atomi in balia degli scenari, invece di essere quella massa critica capace di, se non proprio dettare regole, quantomeno a pretendere rispetto».\r\nL'attività di Idee per Viaggiare\r\n«In questo scenario, il nostro ruolo in Idee per Viaggiare è quello di mantenere i nervi saldi e garantire la logistica. Dal 28 febbraio abbiamo riorganizzato l'operatività su tre team distinti: uno per l'emergenza immediata, uno per la programmazione estiva e uno per il resto del mondo. Lo stiamo facendo con un impegno economico reale, che ha già superato cancellazioni per impossibilità al raggiungimento della destinazione per circa 2 milioni di euro in 3 settimane e siamo coscienti che sarà destinata ad aumentare. A questo dobbiamo aggiungere una cospicua cifra investita per il rimpatrio di clienti nella prima settimana senza domandarci se tali somme sarebbero rientrate.\r\n\r\nPer cementare finanziariamente ancora di più la nostra azienda, abbiamo aumentato il capitale sociale trasferendo nello stesso importanti riserve patrimoniali. Non è un vanto, è la nostra risposta concreta a un sistema che troppo spesso si immobilizza. Tuttavia, non intendiamo limitarci alla sola gestione del maltempo. Mentre monitoriamo la crisi, restiamo concentrati su quel 60% del mondo che continua a funzionare regolarmente, impegnandoci al contempo per mettere in sicurezza il restante 40% del nostro prodotto. Questo impegno riguarda sia le destinazioni direttamente colpite, sia — e soprattutto — le criticità derivanti dal peso specifico che i tre vettori coinvolti rappresentano per noi in una vasta area dell’oceano Indiano, dell’Oriente e dell’Africa.\r\n\r\nSiamo pronti e convinti che il futuro tornerà a essere sereno. Ma la serenità non cade dal cielo: si costruisce scegliendo con chi stare, supportando chi ha capito il valore del lavoro di squadra e affrontando l'imprevisto con la schiena dritta. In fondo, il nostro mestiere è anche quello di saper gestire l'incertezza con un sorriso professionale, consapevoli che ogni crisi è solo un'occasione per dimostrare quanto siamo solidi. 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Dalle ore 12:00 di giovedì 2 aprile, le imprese del settore turistico-ricettivo, incluse quelle di somministrazione di alimenti e bevande, potranno presentare sul sito di Invitalia la domanda per accedere al fondo “Staff House Titolo II”, da 54 milioni di euro, per l’ammodernamento degli alloggi da destinare ai propri lavoratori.\r\n\r\nIl contributo, promosso dal ministero del turismo e gestito da Invitalia, è a fondo perduto in conto capitale per le spese di: riqualificazione, ammodernamento o completamento di immobili già esistenti che comportano un miglioramento della prestazione energetica. Acquisto di impianti, macchinari, attrezzature varie e arredi, nuovi di fabbrica, nonché opere murarie per la loro installazione. Consulenze per le Pmi strettamente connesse agli interventi ammissibili e servizi di consulenza in materia di tutela dell’ambiente e dell’energia.\r\n\r\nCiascuna domanda di agevolazione, da inviarsi entro le ore 17:00 del 5 maggio 2026, deve prevedere spese comprese tra 500 mila euro e 5 milioni di euro (Iva esclusa) e garantire almeno dieci posti letto destinati ai lavoratori. \r\n\r\nDal 24 marzo, è possibile precompilare la sezione “Anagrafica e deleghe” della domanda. Le domande saranno valutate in base all’ordine cronologico di invio. 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