25 June 2026

Problema forza lavoro in adv: come attrarre nuovi talenti

Oggi come oggi uno dei problemi del mondo del turismo è quello dello scouting di risorse. Anche le agenzie di viaggi sono state colpite da questa criticità: quali sono oggi le strategie per attrarre risorse e giovani nel mondo del turismo e della distribuzione? 

Ne hanno parlato alcune personalità del settore e del recruiting nel panel al TTG Travel Experience “Svelando il futuro, colloquio perfetto per attrarre i giovani nell’avvincente mondo delle agenzie di viaggio”, moderato da Gabriele Milani, direttore nazionale FTO.

 
L’elemento da garantire oggi è sicuramente quello della flessibilità. “È il fattore vincente – spiega Giada Marabotto, ceo e founder Volver Tour Operator -, quindi contratti part time, part time verticali, contratti di consulenza, smart working etc. Non dare questa possibilità alle risorse significa perderle. Inoltre, i giovani oggi hanno una particolare attenzione al work-life balance, senza contare le esigenze dei genitori che scelgono sempre più spesso impieghi che garantiscano orari non rigidi”. 
 
Sulla centralità di un nuovo approccio che garantisca la flessibilità concorda anche Federico Marra, talent acquisition manager del Gruppo Uvet, che però aggiunge altri due elementi: “La presenza di agevolazioni,  bonus, incentivi, possibilità di fare carriera – spiega – e l’empatia, ossia la capacità di affiancare la risorsa, raccontare le dinamiche e le persone, introdurla nelle varie unità, garantirgli feedback session”. 
 
Anche il problema dell’assegnazione delle mansioni è centrale nella vita di un’agenzia di viaggio. “Si tratta di un lavoro in cui spesso le azioni da svolgere sono tante, di diversa natura  – spiega Giulia Barroero, ad di Lab Travel – e questo può spaventare. Noi preferiamo puntare sulla verticalizzazione, che permette di tranquillizzare chi si approccia a questo mondo che sembra così vasto nell’ambito delle competenze”. 
 
Per  essere in grado di fare ‘talent attraction’ è necessario inoltre fare un ottimo “employer branding – sottolinea Marra -, quindi raccontare l’azienda in maniera efficace, delineare una sorta di vetrina dell’azienda, mostrando un ambiente in cui i candidati possano trovarsi bene. Il problema non è attirare i candidati, ma attirare i candidati giusti, quindi parlando al nostro target riusciamo a calamitare l’attenzione di chi davvero ci interessa”.  Gabriele Milani ricorda, a questo punto, che nell’ambiente digitale seminiamo tante tracce: “Bisogna tenerne conto – evidenzia – perché il candidato potrebbe volersi informare sull’ambiente di lavoro e sul modo di pensare del management”.
 
Un altro elemento su cui prestare particolare attenzione è la presenza di bonus, possibilità di carriera, vantaggi. “Inoltre, la positività andrebbe espressa dal primo approccio – racconta Maurizio Menegon, client recruitment specialist -: quando incontriamo il candidato, raccontiamogli cosa ci ha fatto innamorare di quel lavoro, il motivo per cui investire in quell’attività, stabiliamo un rapporto empatico”. 
 
I giovani sono molto attratti anche dall’etica che ispira un’azienda. “Cerchiamo di tenere in considerazione tutto ciò che rene la nostra azienda etica – spiega Enrico Gambardella, founder Winning women institute -, come la presenza di pari opportunità o l’approccio sostenibile. Nel turismo, inoltre, dovremmo capire che l’unione fa la forza, quindi potremmo lavorare insieme, anche con associazioni e università, per aiutare il settore ad attrarre nuovi talenti”.
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